Castelbuono e il DiVino Festival – L’ombelico del mondo enogastronomico siciliano

A Castelbuono per mangiare, bere e ricevere il premio Gusto DiVino 2017

Sono appena rientrato dal mio ultimo
viaggio verso una terra che amo particolarmente e che ogni volta è
capace di riempirmi il cuore con la sua bellezza ed i suoi valori,
oltre a riempirmi la “panza” con cibo e vino a profusione! Parlo,
ovviamente, della terra di Sicilia e più precisamente di quello che
è considerato da molti l’ombelico del mondo: Castelbuono.
Non so dirvi se incrociando paralleli e
meridiani si possa affermare con certezza se Castelbuono sia o meno
al centro di questo meraviglioso pianeta, ma una cosa la posso
asserire senza tema di smentita “Castelbuono è un centro
nevralgico del mondo enogastronomico siciliano, italiano e globale!”
.

Parliamo di una ridente cittadina
medievale, arroccata su di una collina a più di 400mslm, con il mare
a 15 minuti e le Madonie a coprirgli le spalle, dove meno di 10mila
anime hanno a disposizione una quantità smisurata di bellezza e di
piaceri della tavola.


Perché a Castelbuono? Ero a
Castelbuono per un evento giunto ormai alla X° edizione, il DiVino Festival ed in particolare per ricevere un graditissimo
riconoscimento come ambasciatore del vino sul web. A prescindere dal
premio Gusto DiVino, andare a Castelbuono era da tempo nella mia “to
do list”, ma per quanto ne avessi sentito parlare non potevo
davvero immaginarmi di trovare un luogo così vocato, votato e,
passatemi il termine, devoto all’enogastronomia.
Girando per Castelbuono, fermandosi in
uno dei qualsiasi dei numerosi ristoranti locali, ci si rende subito
conto di 3 cose: la tradizione rispettata dalla proverbiale
accoglienza siciliana all’utilizzo delle preziose materie prime
autoctone (la Manna, il Basilisco, il Tartufo estivo ed il Suino nero
dei Nebrodi
sono solo alcune delle eccellenze del territorio); la
creatività dei ristoratori che con maestria e saggezza hanno trovato
tutti il proprio modo di interpretare queste materie prime con una
cucina mai noiosa e dagli equilibri a dir poco armonici; l’apertura
mentale di un luogo in cui puoi trovare carte dei vini di ampio
respiro, con una ricerca che difficilmente puoi pensare di incontrare
in un paesino così piccolo ed isolato. 


E’ proprio dando
un’occhiata alle cantine dei ristoranti e alle relative carte dei
vini che mi sono detto “in questo posto potrei davvero viverci!”,
perché non avrei mai creduto di imbattermi in assegnazioni di vini
rari da trovare persino nella zona di origine e soprattutto di
rendermi conto dell’amore che questa gente, educata da abili e
lungimiranti ristoratori (come Peppe Carollo del Nangalarruni, Natale Allegra dell’Antico Baglio ed il duo Sandro Cicero e Giuseppe Migliazzo del Palazzaccio nel centro storico o lo Chef Antonio Bonadonna del Relais e Cantina Abbazia Santa Anastasia), ha nei confronti di tutte le grandi terre del vino
italiane ed internazionali a partire da Brunello, Barolo ed Amarone
(a Castelbuono si consumano, in proporzione, più Sangiovese e Nebbiolo
che in ogni altro luogo dell’isola). Questo potrebbe far storcere il
naso a qualche purista, ma in realtà è un valore aggiunto notevole
al patrimonio enoico siciliano che si trova in queste carte dei vini
e nelle tavole di questi ristoranti a confrontarsi con grandi
denominazioni e con vini straordinari, elevando automaticamente la
percezione degli stessi vini siciliani. Per intenderci, se fossi un
produttore siciliano sarei molto felice di ritrovarmi in una carta
che mostri una ricerca ed un’accurata selezione nazionale ed
internazionale piuttosto che finire sempre e solo relegato nelle
carte di ristoranti mono-regionali.



Questo è ciò che accade a Castelbuono
e credo sia già un valido motivo per farci un salto durante la
vostra prossima vacanza siciliana.

DiVino Festival 2017 – Castelbuono

Tornando al DiVino Festival, per uno
che partecipa un giorno sì e l’altro pure ad eventi enoici in giro
per l’Italia e per il mondo e che ama trovarsi nel bel mezzo dei
banchi di assaggi con gente semplicemente appassionata e non
necessariamente “eno-strippata”, vedere un antico chiostro
completamente invaso da avventori, locali e non, con un buon 70% di
Millennials, dotati in toto di curiosità e rispetto mi ha riempito
il cuore. Più di 180 cantine presenti e tanti vini da assaggiare,
eppure nessun inconveniente, nessun “ospite” molesto, ma tanta
gioia negli occhi di chi, è palese, sia stato educato ad un
approccio attento ed equilibrato al vino ed all’enogastronomia in
genere.

Questo perché i castelbuonesi amano la
propria terra ed adorano l’enogastronomia, ma anche perché chi viene
da “fuori” viene a Castelbuono per mangiare e bere bene, quindi
c’è una sorta di selezione naturale e spontanea al DiVino Festival di Castelbuono.

Tra le realtà che mi hanno colpito di più citerei Porta del Vento (piccola azienda biodinamica capace di produrre vini puliti, nitidi nell’espressione varietale e di grande freschezza), Tamburello (interessante realtà biologica di certo sulla buona strada per la produzione di vini di qualità), Patrì (un’azienda che già conoscevo, ma che farà sempre di più parlare di sè data la crescita qualitativa degli ultimi anni) e Alessandro di Camporeale (ormai un Big a tutti gli effetti, ma sempre in grado di mantenere una spiccata identità territoriale nei propri vini) per la Sicilia, ma è stato molto interessante trovare importanti selezioni come quella degli Erbaluce di Caluso o di importanti distributori nazionali come Vino & Design e, ancora, di consorzi come quello di Montalcino con banchi d’assaggio affollati da winelovers curiosi ed attenti.

Un evento che credo proprio non mi
perderò più, da ora in avanti!

Premio GustoDivino 2017

Castelbuono deve molto anche alla
famiglia Fiasconaro, realtà che vanta una di quelle storie sulle
quali si potrebbe scrivere un libro o ancor meglio edificare una
dottrina del lavoro, in quanto da un bar nel centro di un paesino
questi 3 fratelli sono stati capaci di tirar fuori una delle più
sane e proficue aziende dolciarie della regione, facendo concorrenza
al nord Italia nell’ambito di un prodotto che con la Sicilia poco
aveva a che fare, ovvero il panettone.
Cito questa famiglia perché è anche
grazie ai Fiasconaro che la cultura enogastronomica dei castelbuonesi
è così importante ed è sempre grazie a loro che il premio Gusto
DiVino
poteva vantare personalità del calibro di Heinz Beck e
Rossano Boscolo
tra i presenti in questa edizione o di Massimo Bottura e Chef Rubio in quelle passate.
Premio che veniva attribuito, come da 10 anni a questa parte, ai comunicatori ed agli operatori del settore che di più si sono distinti come ambasciatori del vino e dell’enogastronomia in genere in Italia e nel mondo.