De Buris – L’Amarone che non c’era

Ormai lo sapete, se scelgo di scrivere di una realtà in questo Wine Blog è perché quella realtà vanta peculiarità rare indipendentemente da dimensioni e da dinamiche legate al brand o all’aspetto meramente commerciale.
E’ per questo che,
nonostante il mio focus sia sempre stato quello della ricerca e,
possibilmente, della scoperta di cantine e vignaioli ancora poco
noti, a volte, decido di dare spazio ad aziende che hanno fatto e
stanno facendo la storia di una denominazione piuttosto che di un
intero territorio, proprio come quella di cui vi parlerò oggi: Tommasi.
deburis tommasi
Conosco la famiglia
Tommasi da anni e ho avuto modo di assaggiare i loro vini e di
visitare la loro cantina più di una volta, eppure ho voluto
attendere quello che sapevo sarebbe stato un accadimento unico nella
storia di una realtà che da più di 100 anni porta in bottiglia la
Valpolicella.
amarone de buris tommasi
L’avvenimento in
questione è la presentazione al mondo di De Buris, un Amarone della Valpolicella Classico Riserva Doc 2008, nato dalla volontà di tornare a parlare di
vigna e di tempo, di lavoro e di pazienza, di identità e di
equilibrio. Termini, questi ultimi, quasi che suonano come degli ossimori se posti accanto all’Amarone e forse è proprio l’essere portatore sano di questi ossimori
positivi ciò che mi ha colpito di più di De Buris. Sì, perché
pensare di avere un Amarone nel calice e di addurre all’assaggio
descrittori come “equilibrato”, “teso”, “agile nella beva”,
“minerale/ferroso” e, soprattutto “mai noioso” era per me (e
penso per molti colleghi e non) quasi impensabile o quanto meno molto
difficile. Eppure, l’enologo di famiglia Giancarlo Tommasi è
riuscito a vincere una scommessa con sé stesso e con il pregiudizio,
dimostrando che anche un vino da appassimento come l’Amarone può
manifestare connotazioni uniche di eleganza e bevibilità fortemente
connaturate all’identità della terra in cui nasce.
Perché, se Giancarlo è
stato impeccabile nel interpretare al meglio la tradizione e
nell’attendere il tempo debito per mostrare al mondo questo
capolavoro, l’unicità di De Buris parte più di vent’anni fa, quando
la famiglia Tommasi decise di acquisire quello che da molti è
considerato il territorio più vocato di produzione dell’Amarone e
cru simbolo della Valpolicella Classica: La Groletta.
la groletta valpolicella tommasi cru
Cru di 10ha nel quale i
Tommasi hanno, addirittura, selezionato il Clos di 1,9ha dedicato esclusivamente a De Buris, collocato nella zona più alta a circa
300mslm, con terreno argilloso e calcareo, di medio impasto con buona
presenza di scheletro. Un terreno povero ma ricco di calcare attivo,
potassio e calcio, e con basse concentrazioni di magnesio e ferro. E’
proprio in questi terreni che affondano le propri fittonanti radici
le viti di Corvina, Corvinone, Rondinella e Oseleta che concorrono all’assemblaggio tradizionale dell’Amarone De Buris, con proporzioni
che varieranno leggermente di annata in annata.
amarone appassimento de buris
Un vino che è stato
definito di “lusso” – probabilmente per la piccolissima tiratura e il costo – ma che, a mio modo di vedere, nulla ha a che fare
con ciò che oggi viene percepito come “lussuoso”. Termini che mi
fanno pensare all’effimero, al superfluo e alla moda passeggera e
fuorviante in cui il contenente è, spesso, più importante del
contenuto in una sorta di metonimico sfruttamento delle tendenze di
mercato.
De Buris non è un
“oggetto di lusso”, non è un “vino fashion”, è un vino di
contrasti, un vino che si pone in contraddizione con le
interpretazioni più ruffiane e accomodanti dell’Amarone e,
soprattutto, è frutto di scelte attente, oculate e rispettose di chi
fa vino da generazioni e sa che è giunto il momento di dimostrare
che l’Amarone non è solo un “prodotto per i nuovi palati” e
tanto meno un vino da relegare alla mera “meditazione”. Questo Amarone è complesso, raffinato, profondo, senza eccedere in dolcezza e in struttura. De Buris
può e deve segnare un punto di svolta per molte più o meno grandi
realtà della Valpolicella che possono e devono tornare a parlare di
territorio e ancor più di vigna attraverso il prodotto del proprio
lavoro, della propria rinnovata consapevolezza di annata in annata. L’unico vero lusso che è espresso da questo vino è il tempo e questo è il lusso che ogni vino e ogni persona dovrebbero concedersi.
vigneti amarone cru
Questo è stato il mio commento a caldo, non appena assaggiato il De Buris in anteprima:


“Un vino che resetterà i parametri degustativi dell’Amarone…



Un vino che non vuole riscrivere la storia ma ne sta già scrivendo una nuova, attingendo al meglio del passato e declinandolo con consapevolezza contemporanea. Un Amarone fuori dal coro in cui finezza, slancio e beva sono fattori perfettamente incastonati in una  struttura complessa e profonda in continuo divenire. Un “Cru” straordinario perché sa destabilizzare togliendoti punti di riferimento per poi mostrarti una nuova e più sensata armonia. La famiglia Tommasi ha finalmente portato nel mio calice il vino che mancava!””



La famiglia Tommasi ha sempre avuto la mia stima per la qualità dei valori umani e enoici espressi negli anni e per l’umiltà e l’equilibrio con cui ha sempre saputo crescere ed evolvere abbinando consapevolezze odierne ad un indissolubile legame con la tradizione. La stima, però, non era ancora bastata a spingermi a scrivere in questo blog di un loro Amarone, quindi De Buris ha davvero toccato corde che non pensavo avrebbero mai suonato in maniera così armonica e nitida in me. La speranza è di essere stupito ancora e ancora!

F.S.R.
#WineIsSharing

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