Tenuta San Filippo – L’eleganza contemporanea del Brunello di Montalcino “Lucére” e non solo

La Tenuta San Filippo, situata sul versante est dell’areale ilcinese, è una delle realtà che di più si sono distinte negli ultimi anni per capacità di mitigare gli esiti dei cambiamenti climatici, mantenendo una stilistica orientata all’eleganza, allo slancio e alla finezza, senza lesinare materia e profondità richieste ai grandi vini, quali non possono che essere i Brunello di Montalcino.

Di proprietà di Roberto Giannelli, che l’ha acquistata nel 2003, la tenuta è certificata biologica dal 2013 e da oltre 20 anni orienta ogni pratica agronomica ed enologica al raggiungimento dei canoni di equilibrio propri dei vigneti aziendali, evitando opulenza e sovrastrutture, caratteristiche non tipiche della zona e oggi anacronistiche.

L’azienda, come accennato poc’anzi, grazie a giacitura dei vigneti e microclima di questa peculiare area, risente meno degli effetti dei cambiamenti climatici, specialmente nelle, sempre più frequenti, annate calde e siccitose. Anche l’epoca vendemmiale, più tardiva che in altre zone, agevola una buona escursione termica giorni-notte, contribuendo, insieme alla matrice pedologica e alla cura agronomica ed enologica, al raggiungimento dei obiettivi di eleganza e finezza ricercati da Roberto e i suoi collaboratori. I vigneti si estendono su 10 ettari, coltivati esclusivamente a Sangiovese, con parcelle ben definite e una notevole variabilità clonale. La biodiversità del contesto un cui la tenuta è incastonata rappresenta il valore aggiunto dall’azienda, nonché un elemento da preservare con rispetto e attenzione.

Per quanto la zonazione interna, Lucére è il vero cru aziendale: 3,8 ettari dei 5,5 totali destinati al Brunello, da cui si ottiene la selezione e, nelle annate migliori, la Riserva. Il terreno è cangiante, principalmente argilloso-calcareo, ricco di scheletro, con galestro e alberese. Tuttavia, è il limo, con la sua frazione sabbiosa, che permette ad alcune parcelle del cru Lucére di esprimere una finezza floreale e balsamica, rendendo questo Brunello decisamente riconoscibile.

Durante la mia ultima visita ho avuto modo di approfondire la produzione della cantina di Tenuta San Filippo passando da un’anteprima delle nuove annate a un’esaustiva retrospettiva incentrata sul cru “Lucére”.

In particolare, ho assaggiato:

Rosso di Montalcino Lo Scorno 2022: fragrante, longilineo ma non privo di sostanza. Piacevolmente saporito nel finale.

Brunello di Montalcino San Filippo dei Comunali 2020: frutto intenso, affabile, bilanciato. Buon nerbo e tannini fitti. Tonico e saporito.

Brunello di Montalcino Lucére 2020: intrigante nei suoi distintivi aromi che, oltre a frutta e fiori, includono toni di macchia mediterranea, note balsamiche e una lieve speziatura naturale. Il sorso è garbato, teso, vibrante, fine ed elegante. Non manca di sostanza e di lunghezza.

-Brunello di Montalcino Riserva Lucére 2019: ancora contratto, ma capace di aprirsi nel calice con il giusto respiro. Legno ben integrato e buona materia. Tannini decisi ma in evoluzione. Finale umami.

È stato, inoltre, interessante valutare come le due anime differenti del Brunello dei Comunali e delle Lucére mantengano la loro riconoscibilità anche nella 2019, con un’espressione di Brunello di grande armonia e concretezza, dalla profondità di sorso rara e una proiezione invidiabile in termini di potenziale di longevità, pur mostrandosi già decisamente disponibile alla beva.

Nella retrospettiva del Brunello Lucére spicca la 2013, oggi all’apice della sua fresca, fine ma integrissima espressività. Non deludono le annate eccellenti come la 2010, da bere ora, e la 2006, che si conferma una delle migliori per completezza e longevità.

Una realtà che ben delinea quelli che sono i profili delle cantine e dei vini contemporanei in una terra che, più di altre, ha saputo dimostrare quanto si possa guardare avanti e incontrare il gusto dei palati più esigenti, senza snaturarsi e mettere da parte la propria identità, affrontando le sfide odierne in campo, in cantina e nel calice, con grande consapevolezza e visione prospettica.

F.S.R.

#WineIsSharing

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