Nonostante la mia volontà di dare maggior rilevanza al lavoro in toto di ciascuna realtà vitivinicola italiana (espressa nella condivisione della mia selezione delle migliori cantine italiane “incontrate” nel 2025), ho ritenuto opportuno rispondere alla richieste più specifiche in merito ai “migliori” assaggi fatti nell’anno appena trascorso. L’ho fatto cercando di orientare le scelte sulle referenze (esclusivamente assaggiate nel 2025) accomunate dalla capacità di stupire, meravigliare ed emozionare attraverso interpretazioni nitide e non banali ma, al contempo, fortemente riconoscibili e rispettose di varietà e territorio, divise in diverse categorie. Vini che vorrei trovare nella mia ideale “carta vini” del 2025.
I migliori spumanti italiani assaggiati nel 2025
Metodo Classico differenti per territorio, vitigno e interpretazione, ma accomunati da rigore, identità e profondità espressiva. Spumanti che superano il ruolo celebrativo per farsi vini a tutti gli effetti, capaci di raccontare con precisione luoghi e visioni produttive, in una categoria oggi tra le più solide, autorevoli e contemporanee, perfettamente allineata alle esigenze di eleganza, versatilità e consapevolezza del bere attuale.
’68 – Metodo Classico Verdicchio dei Castelli di Jesi Spumante Doc – Mirizzi (Montecappone)
60 Pas Dosé – Lessini Durello Doc – Fattori Wines
Blanc de Blancs – Trento Doc Brut Nature 2019 – Man Spumanti
Cavaliere Bianco – Trento Doc Blanc de Noir Riserva 2017 – Revì
Cuveè de Guides – VSQ Brut Nature – Cave Mont Blanc De Morgex Et La Salle
ForNeri Rosè – Trento Doc Rosè Brut 2021 – Zanotelli
IoUlisse – Lessini Durello Doc Pas Dosè 2017 – Tonello
Metodo Classico Extra Brut 2021 – Baglio del Cristo di Campobello
Metodo Classico Sboccatura Tardiva 2022 – Cossignani L.E. Tempo
Orfano Terre Rosse Pas Dosè – Franciacorta Docg 2014 – Corte Fusia
Ousia – Metodo Classico Dosaggio Zero (Verdicchio) – Az. Vit. Socci
Prima Gioia – VSQ Metodo Classico Brut Naturae – Masseria Piccirillo
Zero 140 Pas Dosè – Alta Langa Riserva Docg 2010 – Enrico Serafino
I migliori Vini Bianchi italiani assaggiati nel 2025
Vini bianchi diversi per stile, approccio e piglio, ma accomunati da identità nette e personalità riconoscibili. Interpretazioni autentiche di territori e visioni, capaci di raccontare un panorama nazionale e internazionale in cui il bianco si conferma la categoria più solida, dinamica e attuale, oggi più che mai in sintonia con le esigenze di gusto, eleganza e versatilità.
Catarratto Terre Siciliane Igt 2024 – Maugeri
Collio Bianco da uve autoctone 2023 – Edi Keber
Contrada Pietramarina – Etna Bianco Doc 2024 – Ester Canale Rosso (Giovanni Rosso)
Contrada Praino – Etna Bianco Superiore Doc 2023 – Terra Costanntino
Etna Bianco Doc 2023 – Tenuta Etna Nord
Friulano Collio Doc 2001 – Carlo di Pradis
Genesis – Colli Orientali del Friuli Sauvignon 2019 – Valentino Butussi
Guardoilvento – Etna Bianco Doc 2024 – Caciorgna
Inkanto (Perpetuo “1’2’3”) – Vino Bianco – Peter Radovic
L’Albereta – Vernaccia di San Gimignano Riserva Docg 2022 – Colombaio di Santa Chiara
Luciano – Offida Pecorino Docg 2021 – Dianetti
Monuments – Chardonnay Friuli Isonzo Doc 2023 – Murva
Muganazzi – Etna Bianco Doc 2023 – Graci
Ninive – Friuli Doc Aquileia Malvasia 2024 – Tarlao
Più Alto – Fiano di Avellino Docg Riserva 2020 – I Satoli
Poggio del Crine – Maremma Toscana Sauvignon Doc 2021 – Tenuta Montauto
Primodicupi – Marche Bianco Igt 2022 – Coppacchioli Tattini
Selezione Gioacchino Garofoli – Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Doc 2016 – Casa Vinicola Garofoli
Soave Doc 2021 – Carlo Alberto
Tacsum – “Moscato Bianco Macerato” 2023 – Vintage Agricola
Vigna del Lume – Ischia Biancolella Doc 2022 – Antonio Mazzella
Villa Bucci – Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva Docg 2021 – F.lli Bucci
Il miglior rosato assaggiato nel 2025
Un rosato capace di ridefinire il valore della categoria, dimostrando come eleganza, cocretezza e precisione possano convivere con bevibilità e identità. Un vino che supera stereotipi e semplificazioni, eleva la percezione del rosato e ne rivendica il ruolo di grande interprete contemporaneo, degno di attenzione, rispetto e, talvolta, attesa.
L’Isola che non c’è – Toscana Rosato Igt 2023 – Poggio al Grillo
I migliori vini rossi “iconici” italiani assaggiati nel 2025
Non mi è facile o, per meglio dire, mi è impossibile definire il “grande vino”, ma qui di seguito ho deciso di citare gli assaggi che mi hanno emozionato maggiormente, tra i vini prodotti da produttori che reputo iconici (non necessariamente per la loro storia o notorietà, ma per la personalità che sono capaci di trasferire in ogni loro referenza e per il grande lavoro svolto in termini di posizionamento) è l’espressione più alta del fare vino in Italia: nasce da territori storici, da vitigni identitari e da mani che hanno saputo trasformare il tempo, l’esperienza e la visione in stile riconoscibile.
Pur attraversando le sfide del mondo del vino attuale – tra aspettative elevate, mercati complessi e prezzi simbolici – questi vini restano riferimenti assoluti, perché uniscono autorevolezza, coerenza e capacità di raccontare l’Italia del vino con profondità, eleganza e longevità. Lo fanno mantenendo profondo rispetto nei confronti di ciò che è stato ma non ripudiando l’evoluzione della tecnica e del pensiero enoico, chi anche solo adattando l’approccio agronomico agli esiti dei cambiamenti climatici, chi adeguando strumentazioni o adottando pratiche di cantina orientati al raggiungimento del risultato più nitido e aderente al proprio obiettivo “vino”.
Sono vini che non inseguono le mode, ma definiscono il canone, dentro i confini nazionali e sulla scena internazionale.
90 dì – Barolo Riserva Docg 2018 – Giacomo Fenocchio
Barolo Bussia Docg 2020 – Giuseppe Rinaldi
Berni Domenico – Toscana Rosso Igt 2020 – Pietroso
Bisbetico Domato – Montefalco Sagrantino Docg 2020 – Tabarrini
Bricco Pernice – Barolo Docg 2020 – Elvio Cogno
Cappuccini – Nobile di Montepulciano Docg 2019 – Croce di Febo
“Ciabot Mentin” Ginestra – Barolo Docg 2021 – Domenico Clerico
Chianti Classico Riserva Docg 2019 – Castell’in Villa
CMC LOT.1 – Brunello di Montalcino Docg 2019 – Conti Marone Cinzano
Ester Canale Rosso – Langhe Nebbiolo Doc 20022 – Giovanni Rosso
“Iacopo” – Rosso di Montalcino Doc 2022 – Il Marroneto
Madonna delle Grazie – Brunello di Montalcino Docg 2021 – Il Marroneto
Monvigliero – Barolo Docg 2020 – Crissante Alessandria
Pajè Vecchie Viti – Barbaresco Docg 2019 – Roagna
Paleo – Toscana Igt 2021 – Le Macchiole
Per Sempre – Toscana Syrah Igt 2022 – Tua Rita
Poggio ai Chiari – Toscana Igt 2006 – Colle Santa Mustiola
Rocche di Castiglione – Barolo Docg 2020 – Roagna
San Lorenzo Piano delle Colombe – Etna Rosso Docg 2022 – Girolamo Russo
Suisassi – Toscana Igt Syrah 2021 – Duemani
Valpolicella Classico Superiore Doc 2019 – De Buris
Vigna del Suolo – Brunello di Montalcino Docg 2020 – Argiano
Vigna Gittori – Chianti Classico Gran Selezione Docg 2021 – Riecine
Vigneto il Poggio – Chianti Classico Riserva Docg 2020 – Castello di Monsanto
Vigneto Le Rogaie – Chianti Rufina Docg “Terraelectae” 2022 – Colognole
I migliori Vini Rossi “Contemporanei” italiani assaggiati nel 2025
Il vino contemporaneo non è una moda passeggera, ma una visione consapevole e duratura di fare vino che interpreta con lucidità il tempo presente senza rincorrere eccessi o trend di mercato, proiettandosi verso il futuro. È un vino che privilegia essenza, equilibrio, finezza e piacevolezza alla potenza e all’omologazione, frutto di scelte agronomiche ed enologiche ponderate che mettono al centro il terroir nella sua interezza. Vini buoni sin dalle prime battute ma non privi di un’innata capacità di evolvere rimanendo fedeli alla propria identità. Questa concezione non è teorica, ma si realizza grazie a produttori, agronomi ed enologi con sensibilità aperta e riflette una nuova semantica del vino, ponte tra passato e futuro, tra saggezza senza tempo e futuribilità. Per approfondire il mio concetto di “vino contemporaneo” vi invito a leggere l’articolo di cui questo link: wineblogroll.com/vino-contemporaneo-definizione/
Agnese – Vallagarina Rosso Igp 2023 – Vignali Varàs
Bricco Lago – Dolcetto d’Alba Doc 2023 – Cascina Penna Currado
C’osa – Gamay del Trasimeno Doc 2022 – Madrevite
Diavolacciu d’un Piero – Umbria Igt 2024 – Cantina Ninni
Eleuteria – Calabria Rosso Igp 2022 – Tenuta del Travale
Fihaia “Le Vigne di Mino” – Toscana Sangiovese Igt 2023 – Save the Grape
Giobatta – Vino Rosso – Dell’Erba Az. Agr.
Grenache – Toscana Rosso Igt 2023 – Michele Satta
I Fabbri – Chianti Classico Docg 2021 (Lamole) – I Fabbri
Il Marangon – Veneto Igt Tai Rosso 2024 – Cà Oche
Il Santo – Toscana Igt Mammolo 2023 – Cincinelli
I Matti di Casanova – Terre di Pisa Sangiovese Doc 2021 – Podere La Chiesa
Nero – Veneto Rosso Igt 2022 – Asja Rigato
Pinot Nero – Toscana Igt 2022 – Aliotti
Pinot Nero Toscana Igt 2019 – Frascole
Rosso di Montalcino Doc 2024 – Castello Tricerchi
Rosso di Valtellina Doc 2023 – Marino Lanzini
Rude – Toscana Rosso Igt 2023 – Cantina Dainelli
Sambrena – Toscana Syrah Igt 2022 – Tenuta la Novella
Sant’Elena – Schioppettino di Prepotto Colli Orientali del Friuli Docg 2022 – Petrussa
Schiava Trentino Doc 2023 – Simoni
Skiants – Marche Rosso Igt 2023 – Fattoria Villa Ligi
Spazzanido – Cortona Syrah Doc 2024 – Baldetti
Sulana – Alicante Toscana Igt 2024 – La Mursa
Tirso – Toscana Rosso Igt 2024 – Villa Le Prata
Valpolicella Classico Docg 2023 – Ca’ dei Maghi
Ventigghjatu – Alicante Toscana Igt 2024 – La Mursa
Verduno Pelaverga Doc 2024 – Diego Morra
I migliori Vini “Dolci” italiani assaggiati nel 2025
Una selezione dei migliori vini dolci italiani, fermi e spumanti, scelti per equilibrio, godibilità e persistenza, ma soprattutto per la loro capacità di superare i preconcetti e i limiti commerciali della categoria.
Vini che non chiedono indulgenza, ma attenzione: versatili, profondi e sorprendenti, capaci di aprire a prospettive di abbinamento meno scontate e di restituire al vino “dolce” la sua piena dignità gastronomica.
1623 – Recioto della Valpolicella Classico Docg 2017 – Damoli
Asti Spumante Docg Metodo Classico – Marcoalberto
Astralis – Moscato d’Asti Canelli Docg 2018 – Mongioia
Calcaia – Orvieto Doc Classico “Muffa Nobile” 2022 – Barberani
Cardinal de Retz – Vin Santo del Chianti Rufina Riserva Doc 2013 – Marchesi Gondi
Passione – Strevi Doc 2009 – Bragagnolo Vini Passiti
Pin8 – Isola dei Nuraghi Rosso Passito Igt 2024 – Carboni
Picolit – Colli Orientali del Friuli Docg 2020 – Perusini
Ramandolo – Colli Orientali del Friuli Docg 2022 – Dri il Roncat
Sciacchetrà Cinque Terre Riserva Dop 2018 – Forlini Cappellini
Torcolato – Breganze Doc 2018 – Miotti Firmino
Vendemmia Tardiva – Moscadello di Montalcino Doc 2017 – Capanna
Vin Santo del Chianti Rufina Doc 2010 – Selvapiana
Migliori Vini Ossidativi italiani assaggiati nel 2025
Una selezione di vini ossidativi, fortificati e non, accomunati da una vinificazione sotto velo/flor. Capaci di ribaltare le “consuete” attitudini enologiche, facendo di ossigeno e sbalzi termici amici e della complessità estrema una virtù unica. Vini di straordinaria personalità, giocati su aromaticità caleidoscopica e grande persistenza, capaci di andare oltre le categorie tradizionali e di offrire letture gastronomiche complesse, originali e sorprendentemente moderne.
Antico Gregori – Vernaccia di Oristano Riserva Doc 1991 – Contini
Marsala Secco Riserva Superiore Vintage 1980 – Heritage Intorcia
Ora non resta che iniziare a cercare i prossimi sorprendenti vini di questo nuovo anno.
Buon 2026 a tutti!
F.S.R.
#WineIsSharing

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