Bolgheri – Storia, terre e vini di un territorio in continua ascesa

Nel panorama vitivinicolo italiano, Bolgheri emerge come uno degli areali più controversi, eppure più affascinanti e di successo. Mi permetto di definirlo “controverso” in quanto non è raro, tra addetti ai lavori e appassionati, approcciare le peculiarità territoriali e i vini di Bolgheri con malcelata superficialità, come se l’aver raggiunto la notorietà e il posizionamento di questo luogo, di certo ameno, dipenda da fattori estranei alla sua vocazione. Io ci ho messo qualche anno a comprendere quanto questa terra fosse interessante per la sua natura cangiante, in grado di restituire attraverso i suoi vini un’identità sfaccettata e non monocorde come qualcuno potrebbe pensare. L’errore storico, infatti, è quello di relegare il vino bolgherese a un mero scimmiottamento bordolese e a interpretazioni di cantina in cui la matrice pedologica e le condizioni microclimatiche dei vigneti, nelle varie zone, sono subordinate alla stilistica enologica. Oltre a questi aspetti, va sottolineata un’evidente attitudine del territorio a mitigare le criticità indotte da alcuni degli aspetti più incidenti dei cambiamenti climatici. Le ultime annate, nelle loro diversità, hanno messo in luce quanto effetto della vicinanza dal mare, terreni tendenzialmente dotati di una buona ritenzione idrica unitamente a un approccio agronomico sempre più orientato all’equilibrio attraverso gestione dei suoli e della parete fogliare, possano rappresentare le condizioni ideali per una produzione di qualità con buona continuità e coerenza. A tutto questo si aggiunge la possibilità di attingere a una base ampelografica tanto variegata quanto complementare che, per i vini non in purezza, diviene “arma” in più per trovare armonie organolettiche e, ancor prima, analitiche sempre più difficili da raggiungere. E’ evidente che tra le varietà presenti alcune stiano dimostrando di soffrire più di altre (vedi il Merlot) e altre si stiano, invece, guadagnando un ruolo primario e non più da gregario quali il Cabernet Franc. Sempre più coltivato e apprezzato dai produttori e dai degustatori che, in egual modo, vedono nella varietà originaria della Gironda uno “strumento” naturale per donare freschezza, tonicità e dinamica di beva ai vini di Bolgheri.

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