Vini rossi pregiati: la guida per regalare la bottiglia giusta senza essere un esperto

I saperi del vino sono infiniti e, tra il gusto personale e quello che va di moda, c’è un’incredibile varietà di metodi, uve ed etichette da scoprire. Per chi volesse iniziare a conoscere il vino e tutto ciò che c’è dietro questo “sacro nettare”, quindi, la prima cosa importante da sapere è che esistono tante nicchie e, tra queste, c’è quella su cui mi concentrerò in questa sorta di mini guida: i vini rossi pregiati.

Quali sono i rossi più pregiati in Italia?

In Italia, patria del vino, ce ne sono alcuni che si distinguono per prestigio, particolarità del metodo e prezzo. Tra i rossi più pregiati spiccano nomi conosciuti in tutto il mondo, tra cui, per esempio, figura il Barolo Riserva.

I prezzi di questo vino possono arrivare anche oltre i mille euro a bottiglia, specialmente in base all’annata. Similmente al Barolo, il Barbaresco di Roagna è uno di quei vini il cui pregio può arrivare a cifre considerevoli anche se, di fatto, un solo calice vale tutti i soldi spesi. Altrettanto rinomato è l’Amarone della Valpolicella Classico Riserva, per non parlare del Brunello di Montalcino o dei supertuscan a base di Merlot.

Anche se non siete grandi intenditori di vini avrete sicuramente sentito questi nomi, conosciuti per il prestigio percepito nel mercato vinicolo internazionale.

Da cosa deriva il pregio di una bottiglia?

Il pregio di una bottiglia di vino deriva da una combinazione di diversi fattori che contribuiscono alla sua qualità e alla sua fama nel settore.

Da un punto di vista organolettico, è ovvio che ci sono vini più gradevoli di altri, anche se la cosa è parzialmente soggettiva. Questo è influenzato da terroir e varietà d’uva oltre che dal metodo di produzione. Il terroir è rappresentato dal luogo in cui crescono le viti, cioè il terreno (la pedologia), il clima (meso clima e micro clima), l’altitudine e l’esposizione agli agenti climatici (sole e vento in particolare) e, soprattutto dall’uomo.

Le varietà e i vigneti, invece, possono costi di gestione e rilievo diversi e, quindi, il pregio di una bottiglia è sempre molto influenzato dal tipo di materia prima utilizzato per produrlo. A ciò si aggiunge la particolarità del metodo di produzione, un processo che parte dalla vendemmia e che culmina con l’affinamento e che può essere svolto in tantissimi modi. Ciò che rende più pregiato un vino, ovviamente, è la capacità degli esperti di dar vita a vinificazioni a regola d’arte.

Infine ci sono da considerare l’annata, la reputazione del produttore e le quantità di vini prodotte. L’anno ci fa capire come sono andati i raccolti mentre la reputazione si costruisce nel tempo, vendemmia dopo vendemmia.

Quanto alla quantità prodotta, invece, accade spesso che i vini più rari siano considerati come più pregiati. In generale è un concetto molto relativo, influenzato cioè da tendenze, premi, riconoscimenti, innovazione del settore e così via.

Quale regalare per fare bella figura?

Per chi desidera fare bella figura senza necessariamente conoscere approfonditamente il mondo dei vini, una strategia vincente può essere quella di valutare in base al prezzo. Un buon vino, infatti, si aggira dai quindici euro a salire ma è vero anche che ci sono ottimi vini a un costo minore.

Per quanto riguarda la regione, invece, per chi si avvicina al mondo dei vini senza una conoscenza specifica, optare per i classici di una regione può essere una scelta sicura. Un Barolo per il Piemonte, un Amarone per il Veneto o un Brunello per la Toscana sono vini con una reputazione consolidata, e anche se possono avere un costo elevato, spesso giustificano l’investimento.

Infine, per chi non ha familiarità con le complessità dell’etichetta di un vino, è consigliabile affidarsi al consigli di veri esperti, che aiuteranno a capire pregi e difetti di ogni scelta.

Per coloro che desiderano evitare complicazioni meglio optare per vini con etichette chiare e riconoscibili, magari con menzioni come “D.O.C.” o “D.O.C.G.”, che sono indicatori di disciplinari di produzione più rigidi che, spesso, convergono verso una maggiore qualità, ma è importante sapere che alcuni dei più grandi vini italiani sono IGT e in rari ma noti casi, addirittura, privi di denominazione di origine.

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