Torno, con piacere, a scrivere di Lugana, per condividere data, location e programma dell’evento “Lugana Armonie Senza Tempo”.
Venerdì 7 giugno il vino simbolo del Lago di Garda torna a Milano. L’evento “Lugana Armonie Senza Tempo” si terrà nel centralissimo Palazzo Giureconsulti, a pochi passi da Piazza Duomo. Nelle sue eleganti sale sarà allestito un importante banco d’assaggio che darà la possibilità sia ai professionisti del settore, sia ai winelovers di degustare le tipologie e le etichette più rappresentative proposte da oltre cinquanta aziende aderenti al Consorzio Tutela Lugana Doc.
L’evento prevederà un momento di approfondimento dedicato alla stampa e ai professionisti del settore con un welcoming alle ore 16, sulla terrazza del Palazzo vista Duomo, e a seguire una masterclass guidata. Il pubblico potrà accedere al wine tasting – con ingresso a pagamento – che prevede due turni: dalle 18.30 alle 20.30 e dalle 21 alle 23.
Io, da par mio, ho colto l’occasione del lancio della nuova edizione dell’evento per porre qualche domanda al direttore del Consorzio Tutela Lugana Doc Edoardo Peduto. Condivido qui di seguito il nostro interessante scambio di battute.
– Qual è lo stato dell’arte della denominazione Lugana Doc?
Possiamo dire che quella del Lugana DOC è una denominazione che gode di un ottimo stato di salute. Numeri alla mano, questa affermazione non è solo legata al dato degli imbottigliamenti (in costante crescita dal 2012) ma è anche questione di valore aggiunto che riusciamo a dare ai nostri produttori. I valori delle uve, del vino sfuso e degli ettari sono tali da assicurare una più che corretta remunerazione dei viticoltori e la percezione del consumatore è quella di un vino contemporaneo, che riesce a distinguersi con una sua identità ben precisa, ricercato anche dalle generazioni più giovani che vengono sul territorio non solo per la sua attrattiva turistica, ma anche per conoscere a fondo le cantine e le loro storie.
– Com’è andato il recente Vinitaly?
Vinitaly è sempre un appuntamento molto importante per noi, il mercato interno conta circa il 40% delle vendite ed è in continua crescita. Durante Vinitaly e Vinitaly and the City sono stati serviti 3500 calici, segno di un grande interesse nei confronti della nostra denominazione. Siamo riusciti nel nostro intento, quello di trasferire la passione e l’impegno dei nostri produttori e il feedback che abbiamo avuto è stato decisamente appagante. Abbiamo inoltre voluto fare degli approfondimenti sulle tematiche che ci stanno a cuore, come l’enoturismo (a cui abbiamo dedicato un importante progetto), l’invecchiamento dei nostri vini e le tante espressioni del nostro territorio, così dinamico e “in fermento”, con masterclass dedicate a giornalisti e buyers internazionali, tra le quali la ricordiamo la tua sulle diverse vinificazioni del Lugana.
– Quali sono i prossimi appuntamenti del Consorzio?
In queste settimane siamo impegnati in diverse attività su mercati per noi strategici: nelle prime due settimane di maggio saremo negli States, per noi ancora un campo aperto, dove possiamo giocare una partita importante se consideriamo i trend di consumo nel paese. Abbiamo deciso di investire per ampliare la conoscenza della denominazione e, oltre lo storico appuntamento di New York, quest’anno saremo presenti in Texas e Florida, due Stati che stanno sempre di più apprezzando i vini italiani. Tornati dagli US, ci sarà un incoming di giornalisti dalla Gran Bretagna e un tour in UK, iniziato a Londra, che proseguirà a Birmingham e Manchester, e poi ci aspetta il nostro maggior evento sul territorio nazionale, Armonie senza Tempo, che ci vedrà protagonisti il 7 giugno al Palazzo Giureconsulti a Milano.
– In un’epoca in cui congiunture economiche e cambiamenti climatici spingono a riflessioni importanti sul futuro del vino italiano, come si pone il Lugana?
Di certo sia la situazione geopolitica che la crisi climatica sono tematiche da non prendere sottogamba. Entrambe hanno conseguenze dirette, spesso di grande rilevanza, per i nostri produttori, sia in un’ottica di breve che di lungo termine. Lavoriamo costantemente per trovare soluzioni condivise e crediamo che le chiavi per affrontare entrambe le problematiche siano la ricerca e la programmazione. Abbiamo la fortuna di avere un vitigno “autoctono” come la Turbiana, che ha una serie di caratteristiche che la rendono più adattabile a un clima che può avere estremi importanti e diversi stili su cui puntare. Riteniamo importante un continuo confronto con gli enti di ricerca, come le Università, auspicando anche soluzioni tempestive da parte delle istituzioni nei momenti di crisi, per supportare i viticoltori, sul tema del cambiamento climatiche e della transizione energetica.
– Quali sono i progetti per il futuro a livello consortile?
Dal punto di vista promozionale siamo orientati sempre più sullo sviluppo del valore della Doc, per noi il posizionamento e la reputazione sono il driver di tutte le azioni volte e a promuovere il nostro territorio e i nostri vini. Parlando di mercati esteri, è importante continuare a presidiare la Germania, nostro primo mercato export, ma proseguiremo nell’incrementare la nostra presenza anche in USA e UK, Paesi in cui crediamo fortemente. Nel mercato domestico, invece, l’obiettivo è farci conoscere sempre più, anche fuori dall’area di produzione, dove siamo fortemente presenti, andando a promuovere la nostra denominazione nelle principali città dello stivale.
– Il valore dell’identità territoriale possono essere tradotti attraverso interpretazioni differenti della stessa varietà?
Oltre il 90% della produzione è Lugana “d’annata”, un vino fresco e sapido, agrumato e gioioso, l’espressione più giovane della denominazione, ma la Turbiana è un’uva estremamente duttile e versatile, in grado di sorprendere i vari palati. Abbiamo voluto dare degli aggettivi ai vari stili, che possono esprimere il carattere di questi vini. La versione spumante è fresca: prodotta sia con il metodo Charmat sia con il metodo classico, ha uno stile croccante, adatto a momenti di gioia e condivisione. Vi è poi una versione più profonda, il Lugana Superiore, con un affinamento di almeno un anno a partire dalla vendemmia il palato, di maggior struttura, è sorretto da un’acidità viva e tonica, ed è attraversato da una sapidità di matrice minerale che sa conferire al vino intriganti sfumature “salate”. Il Lugana Riserva è la naturale evoluzione della tipologia Superiore: deve invecchiare o affinare per almeno 24 mesi, di cui 6 in bottiglia, ha toni cromatici più accesi, profumi più evoluti e complessi, con note di pietra focaia e sentori balsamici, una mineralità più calda al palato, ma parimenti avvolgente, sapida e persistente. Infine un Lugana diverso, più “sperimentale”, lontano però dalla dolce viscosità di un passito tradizionale; il Lugana Vendemmia Tardiva. Questo Lugana viene infatti ottenuto con una surmaturazione in pianta attraverso una raccolta tardiva delle uve tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, senza ulteriori appassimenti in fruttaio.
– La sostenibilità è il tema centrale della viticoltura odierna. Quali sono le attività che il Lugana sta portando avanti in tal senso?
Il Consorzio di tutela Lugana DOC ha iniziato un percorso volto ad accompagnare le imprese verso un maggior investimento nella sostenibilità, in tutte le sue declinazioni, a partire da quella ambientale. Da inizio 2023, infatti, il Consorzio gestisce, come ente capofila, il progetto di certificazione SQNPI e il relativo controllo di conformità, supportando le aziende aderenti e affiancando l’ente certificatore nella fase di verifica. Questa misura è stata promossa nell’ottica di indirizzare la denominazione, in un prossimo futuro, verso uno standard unico di sostenibilità vitivinicola. Soddisfacente che il territorio abbia risposto positivamente, impegnandosi per raggiungere un obiettivo comune volto alla tutela e valorizzazione della denominazione in modo concreto ed organizzato. Oggi possiamo affermare che oltre il 50% degli ettari hanno già raggiunto la certificazione di sostenibilità SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata), Equalitas o certificazione biologica.
Non mi resta che darvi appuntamento a Milano per “Lugana Armonie Senza Tempo”, ricordandovi che potete acquistare i biglietti tramite il seguente link: www.consorziolugana.it/lugana-armonie-2024.
F.S.R.
#WineIsSharing

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