Anteprima Benvenuto Brunello 2024 – I migliori vini Brunello Montalcino 2020, Riserva 2019, Rosso 2023/2022/2021 e alcune considerazioni sull’annata 2020 e sulla manifestazione.
In un novembre sempre più denso di eventi enoici si è da poco concluso Benvenuto Brunello 2024, sessione dedicata alla stampa nazionale e internazionale, nonché agli operatori del settore e agli appassionati (con il ritorno dei banchi d’assaggio e del cosiddetto walk around tasting, che mancava dalle edizioni pre-covid), dell’anteprima del Brunello di Montalcino Docg (annata, vigna e riserva), del Rosso di Montalcino Doc e degli altri vini dell’areale. Anteprima che, da qualche anno, può considerarsi tale a tutti gli effetti, in quanto l’anticipo a novembre permette l’assaggio delle nuove annate di Brunello di Montalcino non ancora in commercio (per intenderci, l’annata 2020 sarà sul mercato dal primo gennaio 2025) e non più una degustazione postuma non solo all’uscita delle più importanti valutazioni a livello internazionale ma anche a buona parte di vendite e assegnazioni.
Per quanto concerne il novero delle realtà presenti si segnala il ritorno di alcune importanti realtà che avevano latitato nelle ultime edizioni in virtù dell’impossibilità di poter essere presenti con il proprio banco d’assaggio. Salgono, quindi, le cantine presenti (126) e le referenze in degustazione (oltre 500), suddivise fra: Brunello di Montalcino Docg 2020 “annata”, selezione vigna, selezioni con “altra etichetta”; Brunello di Montalcino Docg Riserva 2019; Rosso di Montalcino Doc 2023 e uscita ritardata 2022/2021; Sant’Antimo; Moscadello di Montalcino Doc.
Come di consueto, mi permetto di condividere gli assaggi che di più mi hanno colpito durante la sessione di degustazione stampa, preceduti dalle descrizioni delle annate di riferimento.
Annata 2020 – Brunello di Montalcino Docg e Brunello di Montalcino “Selezione/Vigna” o “Selezione/Altra Etichetta”
L’annata 2020 è stata caratterizzata da condizioni climatiche non sfavorevoli che hanno garantito una buon equilibrio vegetativo del Sangiovese e parametri analitici nella media delle annate “post-cambiamento climatico”. Una primavera asciutta e un’estate moderata, con piogge ben distribuite (543 mm totali), hanno mantenuto l’equilibrio idrico delle piante. Le brevi ondate di calore estive non hanno causato stress significativo, preservando il profilo aromatico del vino. Le altitudini maggiori hanno beneficiato di temperature più miti, contribuendo ulteriormente alla qualità complessiva dell’annata. Annata, comunque, sfidante date le piogge e l’estate tendenzialmente calda. La maturazione delle uve è stata irregolare in alcune zone, ma i vini ben gestiti si distinguono per concentrazione e intensità, pur mantenendo una discreta freschezza. E’ fondamentale ricordare che la 2020 è stata l’annata dei lockdown e che per molti piccoli produttori (dei quali Montalcino è orgogliosamente costellata) il lavoro in vigna è stato ancor più attento e costante, dovendo rinunciare a viaggi ed eventi.
Per quanto concerne la cifra organolettica che può definire, seppur in maniera generica, l’annata 2020 del Brunello di Montalcino credo che termini come generosità, disponibilità e godibilità siano quelli più opportuni da utilizzare, senza che essi precludano definizioni di più alta levatura quali quelle di eleganza, profondità e longevità.
Molti dei Brunello 2020 sono, infatti, giocano su una notevole croccantezza di frutto, senza sfociare in sovrastrutture o surmaturazioni (pochissimi gli assaggi che hanno mostrato un eccesso in questi termini, da ricondurre più ad approccio agronomico e obiettivi stilistici che all’andamento climatico). Dei Sangiovese capaci di esprimere un buon bilanciamento fra struttura e acidità, fra materia e slancio, con trame tanniche tendenzialmente fini e già levigate che, unitamente a interpretazioni sempre meno sovraestratte regalano una piacevolezza più immediate.
Reputo la 2020 un’annata fondamentale per la ristorazione che, dopo una rigorosa e classica 2019 (sicuramente di rango superiore e dal maggior potenziale evolutivo, può contare su un’annata tra le più contemporanee e gastronomiche prodotte negli ultimi lustri a Montalcino, con la possibilità di scegliere attingendo a una scala di valori ben graduata e sfaccettata, in cui si parte da vini più freschi, agili e fini a espressioni di terreni, microclimi e visioni interpretative che privilegiano l’ampiezza e la profondità. emblemi di potenza e profondità. Il tutto passando per una grande quantità di referenze di grande armonia ed equilibrio, già pronte a calcare le tavole e a dar vita ad abbinamenti per nulla ostici.
In sintesi, l’annata 2020 del Brunello di Montalcino è godibile, generosa e sa esprimere una certa eleganza, senza dimenticare la versatilità e mantenendo fede alle aspettative di longevità che si addicono a un grande vino quale è il Brunello. Che sia davvero questa la “nuova normalità”? L’annata 2024 appena trascorsa di certo smentirebbe questa prerogativa ma è inevitabile negare che, a prescindere dalle singole annate e dalle loro ovvie divergenze, anche il Brunello stia attraversando una fase storica-enoica che vede valori quali l’agilità e la finezza, la maggior disponibilità e una più spiccata attitudine gastronomica surclassare quelle tanto anelate – ma ormai abbandonate – sovrastrutture orientate all’opulenza e quell’irrequietezza fatta di spigolature ed eccessivi grip tannici scambiati, talvolta, con una maggiore prospettiva di longevità.
I MIGLIORI BRUNELLO DI MONTALCINO 2020 (ANNATA)
degustati in anteprima a Benvenuto Brunello 2024
Argiano – Brunello di Montalcino DOCG 2020
Un Brunello concreto, diretto, affascinante, caratterizzato da eleganza e succosità. Al naso spiccano note di frutta rossa giustamente matura, ciliegia nera, e una leggera speziatura dolce di vaniglia e cacao, grazie all’uso calibrato del legno. Al palato è ampio e vanta buon nerbo, con tannini fitti e fini e un finale lungo e saporito.
Camigliano – Brunello di Montalcino DOCG 2020
Una piacevole sorpresa, dopo alcuni anni in cui non avevo annoverato vini di questa realtà fra i migliori assaggi. Un Brunello giocato su aromi di frutta secca, amarena e tabacco si intrecciano a toni di sottobosco e balsamici. Al palato è pieno e strutturato, con tannini incisivi e un’acidità vivace che ne lasciano intuire un buon potenziale di invecchiamento.
Caprili – Brunello di Montalcino DOCG 2020
Brunello che si distingue per il suo carattere deciso e territoriale. Note di prugna, erbe mediterranee e un tocco di liquirizia si fondono con tannini robusti e una trama gustativa vibrante. Un vino che racconta l’annata con il piglio dei vini dell’azienda della famiglia Bartolomei.
Castello Tricerchi – Brunello di Montalcino DOCG 2020
Elegante e raffinato, con una nota distintiva di frutta rossa fresca, una fine allure floreale e un’intrigante puntinatura di spezia nera. Il sorso è equilibrato, con tannini fini e una freschezza che accompagna un finale sapido e persistente. Ottimo da degustare giovane, ma con un buon potenziale di evoluzione.
Col di Lamo – Brunello di Montalcino DOCG 2020
Un vino avvolgente e garbato, con un naso che spazia dalla ciliegia matura al cioccolato e al pepe nero. In bocca è setoso, con una tessitura tannica ben integrata e una piacevole persistenza umami.
Elia Palazzesi Collelceto – Brunello di Montalcino DOCG 2020
Autentico, con un profilo aromatico che include note di frutti di bosco, cuoio e sottobosco. La struttura tannica è robusta e tipica, sostenuta da una buona freschezza e un finale lungo, con un buon grip tannico. Sicuramente ancora in divenire ma tra le migliori annate prodotte dall’azienda a mia memoria.
Fattoi – Brunello di Montalcino DOCG 2020
Classico e sincero, con un bouquet che richiama amarena, viola, pepe e lievi note di torrefazione. Al palato è fiero nell’ingresso e determinato nell’affondo, con tannini vigorosi e una buona persistenza ematica.
Fuligni – Brunello di Montalcino DOCG 2020
Un Brunello di grande classe e concretezza, con un frutto ben maturo, spezie dolci, fiori secchi e un accenno balsamico. La bocca è equilibrata e di buon nerbo, con tannini fitti e fini e un lungo incedere saporito.
La Fornace – Brunello di Montalcino DOCG 2020
Un vino intrigante, per nulla domo, con aromi di frutta rossa matura, sottobosco, spezie, menta e un accenno di tabacco. Al palato è strutturato e potente, con tannini ben definiti e un finale tra ferro e sale. Di certo tra i meno “pronti”, ma non per questo meno valido.
Lambardi – Brunello di Montalcino DOCG 2020
Caratterizzato da un profilo ricco di frutta scura, spezie e toni balsamici, questo Brunello offre tannini ben definiti e una buona vena acida che ne esalta la dinamica di beva.
Padelletti – Brunello di Montalcino DOCG 2020
Un Brunello che incarna tutto il potenziale dell’annata e, forse, va oltre le aspettative ridefinendone i confini e proiettandosi verso una completezza gustativa e un’eleganza che gli permettono di distinguersi fra molti. Naso in cui la fragranza del frutto e del fiore incontra la frutta secca, le erbe aromatiche e i lievi accenni di sottobosco e spezia nera, con un riverbero mentolato come a volerne sottolineare la freschezza non banale. Un vino di materia e concretezza ma per nulla eccessivo, garbato, sfaccettato e dalla trama tannica cesellata. Profondo ed elegante.
Pietroso – Brunello di Montalcino DOCG 2020
Generoso e ricco, eppure così slanciato e dinamico. Al naso frutto croccante, spezie dolci e un tocco minerale/ematico. Al palato è vellutato, con tannini fini e una persistenza rara. Tra i più eleganti e profondi.
Podere le Ripi – Brunello di Montalcino DOCG 2020 “Cielo d’Ulisse”
Un vino fragrante, con aromi di frutta fresca, erbe mediterranee e sottobosco. Al sorso è dinamico, energico e saporito. Un’espressione piacevole e versatile, ma non priva di nerbo e grip, in linea con i valori dell’annata e di buona prospettiva in termini di longevità.
Ridolfi – Brunello di Montalcino DOCG 2020
Un Brunello intenso e persistente, che mette in risalto un frutto ricco e giustamente maturo, reso intrigante da sfumature speziate e folate balsamiche balsamiche. Il sorso è armonico ed elegante, con nerbo e carattere, sostenuto da una trama tannica fitta ed equilibrata, mai aggressiva. Il sorso si distende con misura e profondità, trovando equilibrio tra vigore e finezza, e si allunga con autorevolezza in un finale pulito e persistente.
Roberto Cipresso – Brunello di Montalcino DOCG 2020
Non un mero esercizio di stile, anzi! Un Brunello che ben si identifica nelle caratteristiche di generosità, disponibilità e dinamica di beva dell’annata. Note di frutti di bosco, cioccolato fondente e spezie. La struttura è avvolgente, con un’ottima texture tannica e un finale lungo e saporito..
Salvioni “La Cerbaiola” – Brunello di Montalcino DOCG 2020
Un inno alla compostezza e alla profondità espressiva. Al naso emergono ciliegia scura, violetta e tabacco dolce, mentre il palato offre tannini ben delineati e un equilibrio impeccabile. Un Brunello che tiene fede a sé stesso sperimentando una maggior “prontezza” rispetto alla consuetudine ma mantenendo, al contempo, una grande proiezione alla longevità.
San Guglielmo – Brunello di Montalcino DOCG 2020
Seguo questa piccola realtà dalle sue prime annate e per quanto abbia riposto, per primo, grande fiducia nel suo potenziale, non potevo aspettarmi un filotto di annate e di interpretazioni così sicure nel tracciare una strada di grande nitidezza e attendibilità. Brunello sincero, con note di frutta rossa, cuoio e toni speziati. Al palato è ben bilanciato, con un’acidità che da slancio e un buon grip tannico. Chiude ematico.
Sanlorenzo – Brunello di Montalcino DOCG 2020
Identitario, vigoroso e ritmato, con aromi di prugna, sottobosco e spezie. La bocca è ampia e vanta una netta spina dorsale acida. Sorprendente la trama tannica e lunga la chiusura sapida.
Sesta di Sopra – Brunello di Montalcino DOCG 2020
Un Brunello intenso nel frutto, da i tratti mediterranei di erbe aromatiche e lievi note balsamiche. Al palato è complesso, con tannini raffinati e una freschezza da tende il sorso sin dal suo ingresso in bocca. Chiude saporito.
Talenti – Brunello di Montalcino DOCG 2020
Un Brunello integro, materico e sfaccettato. Profumi di frutta scura, vaniglia e cacao si fondono con tannini vellutati e un finale lungo e avvolgente.
Tenuta Buon Tempo – Brunello di Montalcino DOCG 2020
Un Brunello equilibrato e piacevole, con aromi di frutta rossa, spezie dolci e accenni minerali. Al palato è elegante, con tannini levigati e una buona freschezza. Tra le sorprese di quest’anteprima.
Vasco Sassetti – Brunello di Montalcino DOCG 2020
Dal giusto piglio tradizionale, intenso e generoso ma a, suo modo, rigoroso. Al naso il frutto è maturo, il fiore è ben presente e anticipa note più calde di tabacco e spezie scure. Al palato vanta buona materia e non manca di nerbo, con tannini marcati e un finale umami.
Ventolaio – Brunello di Montalcino DOCG 2020
Nitido nel dichiararsi pertinente ai valori dell’annata, con una buona intensità di frutto e freschi accenni di fiore e erbe aromatiche, riscaldati da toni di cacao e liquirizia. La bocca è ampia, con tannini ben definiti e una persistenza lunga e saporita.
I MIGLIORI BRUNELLO DI MONTALCINO DOCG 2020 “VIGNA” E “ALTRA ETICHETTA”
degustati in anteprima a Benvenuto Brunello 2024
Banfi – Brunello di Montalcino DOCG 2020 “Vigna Marrucheto”
Un vino dalla struttura avvolgente e dal profilo aromatico complesso, con note di ciliegia matura, spezie dolci e un accenno di tabacco. Il tannino vellutato e la buona tensione svelano l’eleganza tipica del cru Marrucheto, con un finale lungo e armonico.
Castello Tricerchi – Brunello di Montalcino DOCG 2020 “A.D. 1441”
Omaggio alle radici storiche della tenuta, questo Brunello esprime autenticità e profondità. Sentori di frutta e fiore ancora freschi, sottobosco e spezie fanno da preambolo a un sorso deciso, caratterizzato da un tannino ben definito e una struttura solida ma che non manca di tensione e slancio. Chiude lungamente ematico.
Cortonesi – Brunello di Montalcino DOCG 2020 “Vigna Poggiarelli”
Un Brunello che svela un’energia raffinata, con un naso intenso di frutti di bosco, viola appassita, spezie dolci e liquirizia. Al palato è ampio ma ritmato, dall’incedere sicuro e fiero grazie all’equilibrio tra struttura, acidità e trama tannica. Un Brunello riconoscibile e di grande personalità.
La Magia – Brunello di Montalcino DOCG 2020 “Ciliegio”
Dal carattere seducente e ammaliante, il “Ciliegio” si distingue per le sue note di frutto intense ma non eccessive, rosa canina e una delicata speziatura. Il sorso è ampio, vibrante e armonico. Chiude saporito.
Le Ragnaie – Brunello di Montalcino DOCG 2020 “Casanovina di Montosoli”
Espressione di grande completezza e raffinatezza, questo vino rivela sentori di frutta rossa fresca, erbe aromatiche e una palese note ematica che ritroveremo poi in chiusura di sorso. La trama tannica è fitta e fine e l’allungo e persistentemente saporito.
Le Ragnaie – Brunello di Montalcino DOCG 2020 “V.V.”
Complessità profonda e stratificata. Note di ciliegia nera, grafite e un tocco balsamico si fondono con tannini potenti ma eleganti, per un vino buono ora ma dal grande potenziale evolutivo.
Poggio Antico – Brunello di Montalcino DOCG 2020 “Vigna I Poggi”
Un Brunello di rara eleganza, con aromi di frutti di bosco, tabacco e una sfumatura mentolata. Al palato, tannini raffinati e una freschezza vivace lo rendono un vino di grande agilità nonostante l’importanza del sorso.
San Polo – Brunello di Montalcino DOCG 2020 “Podernovi”
Un vino che esprime bene l’identità di Podernovi, con aromi di ciliegia matura, pepe nero e un accenno di cioccolato fondente. Il sorso è avvolgente, con una trama tannica equilibrata e una lunga chiusura minerale.
Tenuta Buon Tempo – Brunello di Montalcino DOCG 2020 “Oliveto P.56”
Un Brunello dal carattere contemporaneo, con note di mora, spezie dolci e una leggera tostatura. La bocca è strutturata e piena, con tannini levigati e un finale di notevole intensità.
Tiezzi – Brunello di Montalcino DOCG 2020 “Vigna Soccorso”
Un cru iconico che incarna il connubio fra forza ed eleganza del territorio. Sentori di ciliegia, erbe officinali e sfumature terrose si uniscono a una struttura tannica fine e un buon nerbo acido che da slancio a un sorso di grande persistenza.
Capanna – Brunello di Montalcino DOCG 2020 “Nicco”
Un vino che racconta il territorio con materia, profondità e intensità. Aromi di frutta rossa matura, liquirizia e grafite si accompagnano a un sorso ricco e vellutato, con una piacevole ematicità.
Casanova di Neri – Brunello di Montalcino DOCG 2020 “Tenuta Nuova”
Un’interpretazione in cui eleganza ed energia si incontrano, dando vita a un Brunello di grande equilibrio e profondità espressiva. Al naso aromi di amarena, rosa canina, cacao e un leggero accenno balsamico. Il palato è potente ma vibrante, con un finale lungo e avvolgente.
Cava d’Onice – Brunello di Montalcino DOCG 2020 “Colombaio”
Un Brunello dal carattere deciso, con profumi di piccoli frutti rossi, spezie e una nota piacevolmente sanguigna. Al palato non manca di tenacia e carattere, ma a stupire sono i tannini setosi e l’acidità vivace che regalano una bevuta ritmata e persistente.
Celestino Pecci – Brunello di Montalcino DOCG 2020 “Poggio al Carro”
Un vino intenso e generoso, con note di ciliegia sotto spirito, tabacco e un tocco di cacao. Il sorso è pieno e rotondo, con una trama tannica ben integrata e un finale caldo e avvolgente.
Ciacci Piccolomini d’Aragona – Brunello di Montalcino DOCG 2020 “Pianrosso”
“Pianrosso” è nitido e riconoscibile. Aromi intensi di amarena, mora e lavanda si uniscono a delicate note di liquirizia e grafite. Il corpo è pieno e armonico e non manca di nerbo. La trama tattile è netta e definita e il finale è lungo e sanguigno.
La Gerla – Brunello di Montalcino DOCG 2020 “La Pieve”
Un Brunello capace di distinguersi per finezza, freschezza e precisione. Note di lampone, agrumi canditi e un accenno di spezie si fondono con un tannino elegante e una vivace acidità.
Fanti – Brunello di Montalcino DOCG 2020 “Vallocchio”
Un vino raffinato, con profumi di frutta matura, violetta e una sottile speziatura. Il palato è equilibrato, con tannini ben definiti e un finale lungamente umami che rende onore al cru dal quale proviene.
Tassi – Brunello di Montalcino DOCG 2020 “Giuseppe Tassi”
Un Brunello dal carattere autentico, con aromi di marasca, note di cuoio e sfumature di liquirizia. La struttura è piena e armoniosa, con un finale persistente e di grande eleganza.
Extra:
Col d’Orcia – Brunello di Montalcino Docg 2019 “Vigna Nastagio”
Un Brunello che celebra l’equilibrio tra tradizione e contemporaneità. “Vigna Nastagio” si distingue per un naso complesso ed elegante, con note di ciliegia scura, prugna matura e delicate sfumature di viola, accompagnate da sentori di cuoio, liquirizia e spezie dolci. Al palato, la struttura è avvolgente ma mai ridondante o eccessiva, con tannini cesellati e un’acidità vivace che dona freschezza. Il finale è lungo, sanguigno e saporito. Un vino figlio di una grande annata, che unisce intensità e grazia, con un grande potenziale di invecchiamento.
Annata 2019 – Brunello di Montalcino Docg Riserva
Per quanto riguarda la tanto attesa annata 2019 quello che segue è il report consortile dell’andamento stagionale riscontrato in quella che può essere annoverata fra le più equilibrate annate del nuovo millennio.
“L’annata 2019 a Montalcino è stata segnata da un andamento climatico ideale per la coltivazione del Sangiovese, capace di coniugare finezza, eleganza e un perfetto equilibrio tra struttura e freschezza. Le condizioni atmosferiche hanno garantito una maturazione lenta e uniforme delle uve, evidenziando l’eccellenza del territorio. L’inverno ha registrato temperature leggermente superiori alla media degli anni precedenti, con minime sotto lo zero concentrate principalmente a gennaio. La piovosità, distribuita tra gennaio e febbraio (circa 70 mm), ha favorito il ripristino delle riserve idriche nel terreno, essenziali per affrontare i mesi successivi.
Con un germogliamento avvenuto nei tempi consueti, la primavera si è contraddistinta per temperature medie attorno ai 10°C e precipitazioni regolari (circa 100 mm complessivi nei mesi di marzo, aprile e maggio). Questo ha determinato un rallentamento vegetativo di circa due settimane, favorendo uno sviluppo armonioso della vite. L’estate è stata calda ma senza eccessi. Nei mesi di giugno e luglio, le temperature medie si sono mantenute tra i 20°C e i 25°C, con picchi di 35°C limitati a due giornate. Un evento piovoso significativo a fine luglio (70 mm in due giorni) ha contribuito a mantenere un apparato fogliare integro e funzionale. Agosto è stato asciutto, con solo 20 mm di pioggia a fine mese e temperature massime comprese tra i 30°C e i 35°C. Le piogge della prima settimana di settembre hanno fornito sollievo alle vigne, consentendo di posticipare la vendemmia e preservare un perfetto equilibrio tra maturità fenolica e tecnologica. Questo ha permesso di contenere il tenore alcolico, garantendo freschezza e armonia nei vini. I Brunello di Montalcino dell’annata 2019 si presentano come vini di straordinaria eleganza e longevità, caratterizzati da:
Profilo Aromatico: Aromi primari ben definiti, con sentori di frutta fresca, note floreali e una sottile speziatura. Equilibrio e struttura: Tannini morbidi e ben integrati, bilanciati da un’acidità vibrante che dona freschezza e dinamismo. Finezza ed eleganza: La lentezza della maturazione ha contribuito a sviluppare vini raffinati, capaci di esprimere il terroir di Montalcino con precisione e armonia.
Grazie alle condizioni climatiche favorevoli e alla perfetta sanità delle uve, l’annata 2019 rappresenta un millesimo di grande classicità, destinato a evolvere ottimamente nel tempo.
Cambiamenti climatici, aumento della consapevolezza tecnica e maggior sensibilità interpretativa dei produttori di Montalcino hanno portato, specie in annate così equilibrate, a rendere i Sangiovesi ivi prodotti molto meno scontrosi in termini di durezze e asperità, privilegiando una buona percezione di freschezza, una dinamica di beva più agile e trame tanniche più fini, ma egualmente fitte. Il fatto che questi vini manifestino una piacevolezza maggiore di quanto ci si potesse aspettare qualche lustro fa da un Brunello, non può essere uno svantaggio né organolettico né commerciale, a patto che questa maggior affabilità di alcuni campioni non ne leda in maniera particolarmente incidente il potenziale evolutivo. Potenziale che, analiticamente parlando, si sta riducendo per via di valori meno propensi alla longevità (anch’essi derivanti dagli esiti dei cambiamenti climatici) ma che, al contempo, non è inversamente proporzionale alla minore “prontezza” dei vini presentati in anteprima, specie per quanto concerne i tannini che – in un’epoca di sempre più vistose asincronie fra maturazione tecnologica e fenolica e con sempre più frequenti arresti vegetativi nei periodi cruciali del ciclo della vite – se evidenziano sgranature e tessiture particolarmente ruvide in “partenza” difficilmente riescono a r-affinarsi in bottiglia. Altro fattore determinante è la maturazione aromatica, della quale si tiene meno conto nei rossi, ma che è fondamentale per agevolare la percezione di finezza ed eleganza, nonché per definire in maniera nitida l’identità e la riconducibilità territoriale di un vino come il Brunello. Ecco, quindi che un’annata luminosa e completa come la 2019, in cui lo spettro floreale e la speziatura naturale (che, in varietà come il Sangiovese, tendono a depauperarsi con l’eccessiva irradiazione e le scarse escursioni termiche) non sono surclassati dal frutto e tutte le maturazioni sembrano aver raggiunto una buona sincronia, dovrebbe essere percepita come un’annata contemporanea di notevole pregio, in quanto proiettata verso un’eleganza garbata, dinamica e saporita non comune (specie nelle annate più calde e siccitose o in quelle che hanno presentato particolari scompensi vegeto-produttivi dovuti a gelate tardive, grandinate e bombe d’acqua) e un’espressività territoriale più definita e percettibile. Pochi ma da segnalare alcuni campioni più maturi e al limite del surmaturo. Espressioni, però, ben limitate da una sempre più accorta conduzione agronomica, con un particolare riguardo nella gestione della parete fogliare, divenuto uno dei temi focali della viticoltura odierna. Evidente, invece, quanto i prolungati affinamenti in legno (che nelle riserve si spingono ben oltre i requisiti imposti da disciplinare) rischino di “stancare” dei vini che godono sempre di più di una maggiore soste in vetro che in botte, specie in annate come la 2019. In conclusione, trovo l’annata 2019 tra le più eleganti del nuovi millennio con una buona omogeneità e come spesso accade in annata così livellate verso l’alto i picchi espressivi sono meno percettibili ma è palese che tra il notevole numero si referenze presentate dai produttori ce ne siano alcune in grado di stagliarsi al di sopra della media.
I MIGLIORI BRUNELLO DI MONTALCINO DOCG RISERVA 2019
degustati in anteprima a Benvenuto Brunello 2024
Folonari – Brunello di Montalcino Riserva DOCG 2019 “Le Due Sorelle”
Una piacevole sorpresa! Un naso raffinato con aromi intensi di ciliegia nera, violetta e tabacco dolce. Al palato, l’equilibrio fra la buona freschezza e la struttura concreta e tangibile ma non eccessiva rende onore al carattere elegante dell’annata.
Banfi – Brunello di Montalcino Riserva DOCG 2019 “Poggio all’Oro”
Il “Poggio all’Oro” si distingue per profondità e complessità. Note di mora, spezie dolci e cacao si fondono con una trama tannica cesellata. La struttura è importante, ben bilanciata da un’acidità vibrante. Profondo e saporito, promette una lunga capacità di invecchiamento.
Canalicchio di Sopra – Brunello di Montalcino Riserva DOCG 2019
Una Riserva che riflette gli equilibri rari di un’annata neoclassica. Aromi di piccoli frutti rossi, sottobosco e una delicata mineralità preludono a un sorso avvolgente, con tannini eleganti e una chiusura persistente ed ematica.
Caprili – Brunello di Montalcino Riserva DOCG 2019 “AdAlberto”
Un Brunello Riserva dal carattere deciso, con un naso intriso di frutta scura, erbe aromatiche e liquirizia. Il palato è strutturato ma equilibrato, con tannini ben integrati e una vivace freschezza che dona dinamismo e profondità.
Castiglion del Bosco – Brunello di Montalcino Riserva DOCG 2019 “Millecento”
Un vino capace di coniugare precisione tecnica e grande contemporaneità di beva. Aromi complessi di amarena, spezie orientali e un tocco balsamico si intrecciano a una struttura solida ma elegante e longilinea, con un finale lungo e avvolgente.
Cava d’Onice – Brunello di Montalcino Riserva DOCG 2019
Un’espressione raffinata e intensa del Sangiovese. Sentori di lampone, rosa canina e note terrose si combinano a un sorso vellutato, con tannini setosi e una freschezza che assicura grande dinamica di beva.
Cortonesi – Brunello di Montalcino Riserva DOCG 2019
Intenso, intrigante, fiero. Il frutto giustamente maturo, il fiore, le spezie calde e i lievi toni boisé si fondono, rinfrescati da accenni balsamici. Il sorso è pieno ma non privo di nerbo, in grado di un notevole affondo lungo ed ematico.
Poggio Antico – Brunello di Montalcino Riserva DOCG 2019
Un Brunello dall’eleganza senza tempo, in cui identità territoriale e stile si confondo in un’amalgama di raro equilibrio. Profumi di frutta rossa croccante, viola, menta e spezie, in un gioco fra toni freschi e caldi di grande impatto. Al gusto, la struttura è raffinata, con tannini setosi e un finale minerale e persistente.
Le Chiuse di Gianni Brunelli – Brunello di Montalcino Riserva DOCG 2019
Un vino dal carattere fine e autentico, con aromi di frutta rossa matura, cuoio e spezie dolci. La struttura tannica è perfettamente bilanciata da un’acidità vibrante, che dona profondità e lunghezza saporita.
La Casaccia di Franceschi – Brunello di Montalcino Riserva DOCG 2019
Un Brunello Riserva di grande complessità, che si apre con note di ciliegia sotto spirito, tabacco e una leggera tostatura. Il sorso è pieno e armonioso, con una chiusura sanguigna di straordinaria persistenza.
La Palazzetta – Brunello di Montalcino Riserva DOCG 2019
Dal profilo aromatico netto e un’evoluzione ottimale, con sentori di prugna, violetta e una delicata speziatura. La struttura è ben definita, con tannini fitti e fini e un finale fresco e saporito che ne esalta la bevibilità.
Il Poggione – Brunello di Montalcino Riserva DOCG 2019 “Vigna Paganelli”
Ancora una volta “Vigna Paganelli” si distingue per la sua intensità e complessità. Aromi di frutta nera, liquirizia e una sottile nota ferrosa preludono a un sorso potente ma elegante, con una spina dorsale acida che da slancio e tensione. Tannini ben definiti e notevole persistenza.
Franco Pacenti – Brunello di Montalcino Riserva DOCG 2019
Un vino equilibrato e fine, con aromi di frutti di bosco, sottobosco e spezie dolci. Al palato è avvolgente, con tannini vellutati e una freschezza che rende il sorso lungo e appagante.
Padelletti – Brunello di Montalcino Riserva DOCG 2019
In un’anteprima che vede questa realtà con la “media” più alta sommando idealmente la qualità dei tre vini portati in degustazione, questa Riserva rappresenta il vino che incarna la classicità e il tempo, valori cari alla più antica azienda ilcinese. Un naso con sentori di marasca, violetta appassita e una leggera nota terrosa. La struttura è ben bilanciata da un’acidità vivace, la trama tannica è fine e la chiusura è lunga e persistentemente saporita.
Pietroso – Brunello di Montalcino Riserva DOCG 2019
Il Brunello Riserva di Pietroso rappresenta un’eccellente espressione dell’annata. Elegante e strutturato, con intensi aromi di frutta rossa matura, fiori scuri, spezie e tratti balsamici. Al palato si presenta armonico, con tannini ben integrati e una vena acida ben integrata. La chiusura è lunga e umami.
Poggio Antico – Brunello di Montalcino Riserva DOCG 2019
Un Brunello dall’eleganza senza tempo, con profumi di frutta rossa croccante, menta e spezie. Al gusto, la struttura è raffinata, con tannini setosi e un finale minerale e persistente.
Sanlorenzo – Brunello di Montalcino Riserva DOCG 2019 “Bramante”
Un vino di grande intensità, con note di amarena, pepe nero e tabacco dolce. Al palato è ricco e armonioso, con una trama tannica vellutata e una freschezza che da ritmo alla beva e slancio allungo vibrante ed ematico.
Sasso di Sole – Brunello di Montalcino Riserva DOCG 2019
Un Brunello dal carattere deciso, con aromi di mora, spezie dolci e un accenno di cacao. Al palato è strutturato, con tannini maturi e un finale lungo e avvolgente.
Tenuta di Sesta – Brunello di Montalcino Riserva DOCG 2019 “Due Lecci Ovest”
Un vino elegante e complesso, con profumi di frutti di bosco, fiori lievemente appassiti e una leggera nota balsamica. La materia e l’acidità si fondono con grande armonia. L’incedere è fiero e sicuro, con una lunga persistenza sapida.
Tenuta San Giorgio – Brunello di Montalcino Riserva DOCG 2019 “Ugolforte”
Un vino dal profilo potente ma equilibrato, con note di ciliegia matura, cuoio e una sfumatura speziata. Il sorso è pieno e i tannini raffinati, con un finale lungo e avvolgente.
Collemattoni – Brunello di Montalcino Riserva DOCG 2019 “Vigna Fontelontano”
Una Riserva precisa, con aromi di frutta scura, erbe aromatiche e una mineralità distintiva. La trama tannica è setosa, sostenuta da un’acidità vivace che conferisce freschezza e slancio.
Val di Suga – Brunello di Montalcino Riserva DOCG 2019 “Vigna Spuntali”
Un vino di grande eleganza, con profumi di amarena, cioccolato fondente e un tocco di spezie orientali. La struttura è importante ma equilibrata e per nulla opulenta. La trama tannica è fitta e fine, il finale è lungo e piacevole.
Rosso di Montalcino
Come constatato nelle scorse edizioni, la tendenza per la presentazione dei Rosso di Montalcino con qualche mese in più di bottiglia si sta palesando in maniera importante con l’anticipo dell’anteprima a novembre. Ecco quindi che, anche quest’anno, molte realtà hanno preferito portare in anteprima l’annata 2022 (uscita ritardata), piuttosto che la 2023. Detto questo, interessante riscontrare anche nei campioni 2023, uno stile sempre più agile, dinamico, versatile e gastronomico delle più nitida e diretta espressione dell’identità varietale e territoriale di Montalcino. Non manca qualche Rosso di 2021 che mette in risalto il potenziale evolutivo del Rosso di Montalcino.
I MIGLIORI ROSSO DI MONTALCINO 2023 e 2022/2021 (uscita ritardata)
degustati in anteprima a Benvenuto Brunello 2024
Rosso di Montalcino DOC 2023
Pietroso – Rosso di Montalcino Doc 2023
Un vino nitido, dinamico e vibrante che esprime il carattere giovane e fresco del Sangiovese. Aromi di ciliegia croccante e violetta si intrecciano a una piacevole nota speziata. Il sorso è ampio e appagante, nonostante il notevole slancio. I tannini sono levigati e la chiusura è saporita.
Podere Brizio – Rosso di Montalcino Doc 2023
Un Rosso versatile e contemporaneo, con un naso che richiama i classici frutti di bosco freschi, petali di rosa e una lieve sfumatura ematica. Al palato è armonico, con una struttura equilibrata e una vivace acidità che lo rende piacevole e versatile.
Poggio alle Forche – Rosso di Montalcino Doc 2023
Dal profilo classico e senza fronzoli, con sentori di lampone, ribes rosso e un accenno di erbe aromatiche. In bocca è fresco e succoso, con una buona persistenza che lo rende un vino decisamente gastronomico.
Renieri – Rosso di Montalcino Doc 2023
Un Rosso netto e raffinato, con note di amarena, violetta, spezie dolci ed erbe aromatiche. La struttura è equilibrata dall’acidità, con tannini fini e una chiusura piacevolmente sapida.
Tornesi – Rosso di Montalcino Doc 2023
Espressione autentica del territorio, con aromi di prugna fresca, sottobosco e una lieve nota di pepe nero. Il sorso è avvolgente ma agile, con una freschezza che da abbrivio all’inerzia di beva.
Rosso di Montalcino DOC 2022
Casanova di Neri “Giovanni Neri” – Rosso di Montalcino Doc 2022
Un vino dal carattere elegante e riconoscibile, con grande fragranza di frutto e fiore e una leggera speziatura scura. Al palato è armonico, di buon nerbo, con tannini cesellati e una persistenza non comune.
Casisano – Rosso di Montalcino Doc 2022
Un Rosso di Montalcino equilibrato e gastronomico. Al naso emergono ciliegia, spezie e un accenno di tabacco. Piglio classico e ritmo contemporaneo. Una nitida espressione della zona.
Fanti – – Rosso di Montalcino Doc 2022
Un vino fresco ma non esile, spigliato ma concreto, con frutto e fiore in perfetta armonia. Il sorso è disinvolto e dinamico, con tannini soft e un finale sanguigno.
La Fortuna – – Rosso di Montalcino Doc 2022
Dal profilo classico e versatile, con sentori di amarena, viola e una sottile nota speziata. In bocca è affabile e bilanciato, con una buona vena acida e una chiusa tra ferro e sale.
Padelletti – Rosso di Montalcino Doc 2022
Un Rosso classico e generoso, con note di frutti di bosco, violetta e sottobosco. Di buona materia e di grande slancio, con una trama tannica ben definita e un netto finale ematico.
San Guglielmo – Rosso di Montalcino Doc 2022
Un vino diretto e accattivante, con aromi di fragola, erbe aromatiche e una sfumatura di pepe nero. Al palato è fresco e lineare, senza eccessi tannici e con un finale moderatamente lungo e saporito.
Sanlorenzo – Rosso di Montalcino Doc 2022
Un Rosso di grande personalità, con profumi di ciliegia nera, spezie dolci e una leggera nota tostata. Il sorso è pieno e vibrante, con un finale lungo e saporito.
Tassi – Rosso di Montalcino Doc 2022
Un vino contemporaneo e invitante, con aromi di lampone, rosa e un tocco di spezia dolce. Struttura e acidità vanno a braccetto, la texture tannica è fine e la chiusura gustosa e saporita.
Rosso di Montalcino DOC 2021
Le Ragnaie – Rosso di Montalcino Doc 2021
Uno dei rossi più complessi eppure capace di mantenere grande dinamica e slancio. Con aromi di frutta rossa matura, violetta, pepe, tartufo e una lieve nota ferrosa. Al palato gode di buona materia, ampio ma in grado di distendersi con grande agilità. I tannini sono ben delineati e il finale e lungo e sanguigno.
Terre Nere – Rosso di Montalcino Doc 2021
Dal piglio tradizionale, con una lieve evoluzione positiva. Il naso conserva note primarie di fragola, ribes e un accenno di macchia mediterranea, poi un pizzico di torrefazione e incenso. Buon bilanciamento fra struttura e acidità, lieve grip tannico e un notevole allungo umami.
Di certo Benvenuto Brunello 2024 sarà ricordato per una delle combinazioni di annata tra “classico” e “riserva” più positive degli ultimi lustri, con una 2020 fragrante, generosa, disponibile e di grande contemporaneità a tracciare i canoni di quella che alcuni colleghi stranieri hanno già definito “new normality”, e una 2019 che si riconferma completa, rigorosa, di grande slancio e profondità, con un’eleganza più classica ma non per questo meno adatta ai canoni di beva odierni (semplicemente, meno democratica, probabilmente) dato che non ricordo, a mia memoria, una batteria di Brunello Riserva così godibile, fine e dinamica già alla sua presentazione in anteprima. Non da meno il Rosso di Montalcino che continua a crescere in termini di percezione e che si fa portatore nitido, diretto e comprensibile, ma non per questo banale, dell’identità del territorio e delle potenzialità dell’annata, con un chiari obiettivi di versatilità e agilità di fruizione. Una denominazione che si sta ritagliando sempre di più un suo spazio, dimenticando i “brunellini” e acquisendo una consapevolezza degna di un vino che può e deve fare un suo cammino a sé stante. La speranza è che quella che avevo definito anni fa “REDvolution” possa essere agevolata e, magari, accelerata dalla recente riapertura degli albi che non credo avrà alcun effetto negativo in termini di posizionamento, anzi potrà permettere una maggior correlazione fra vigneto/zone e Rosso di Montalcino, limitando la produzione da declassamento e creando una dimensione più solida e costante del vino più contemporaneo prodotto nell’areale.
Chiudo con la percezione che la manifestazione, che ha visto il ritorno dei banchi d’assaggio, voluto a gran voce dagli stessi produttori, abbia riaperto l’annosa discussione riguardante le modalità di degustazione ottimali per gli addetti ai lavori. Sembrerebbe, infatti, che alcuni ristoratori, sommelier ed enotecari preferiscano il format al quale il consorzio si era affidato a causa della pandemia e che poi aveva deciso di protrarre fino alla scorsa edizione ma, al contempo, altrettanti si sono detti felici di aver potuto incontrare i produttori de visu, massimizzando la possibilità di confronto diretto che, altrimenti, avrebbe necessitato di singole visite in cantina. Da par mio, non mi sento di poter dare opinioni in merito, dato che per la stampa non è cambiato molto (la possibilità di degustare in sessione, senza banchi d’assaggio, non è mai cambiata se non leggermente nei tempi e nell’anticipazione a novembre che permette, oggi, di poter definire Benvenuto Brunello una vera anteprima, come già detto all’inizio di questo articolo) e il walk around tasting è, di certo, un valore aggiunto che va a completare l’esperienza dell’anteprima. Mi sento però di abbassare i toni riguardo la minor presenza di pubblico nella sola giornata della domenica, in quanto dopo anni in cui i banchi d’assaggio erano stati rimossi la comunicazione non è bastata nel far riappropriare gli appassionati di un format che avevano ormai accantonato e non pensavano più ripetibile. Sono certo che il prossimo anno si comunicherà meglio e maggiormente, per quanto non credo che l’obiettivo di un’anteprima importante come quella del Brunello di Montalcino debba essere (se non per un mero sostentamento economico dovuto alla vendita di un eventuale maggior numero di ticket) “sbicchierare” a più persone possibile, bensì orientarsi a un pubblico sempre più selezionato. Cosa che è accaduta nel lunedì con un numero di operatori importante e una presenza massiccia di sommelier dell’alta ristorazione, per i quali ho avuto il piacere e l’onore di condurre una degustazione che ha preso in considerazione Brunello, Riserva e Rosso di Montalcino di diverse realtà, zone e annate prodotti con differenti approcci agronomici ed enologi, specchio di un areale in grado di offrire grande compattezza nella qualità media e nella riconoscibilità ma, al contempo, capace di raccontare la pluralità in maniera molto attendibile e definita.
Comunque, come si suol dire “è impossibile accontentare tutti”, ma va dato atto a questa denominazione, a questo territorio e ai produttori che aderiscono a queste attività del fatto che a Montalcino non si è mai paghi e si cerca sempre di fare qualcosa in più, anche quando le cose sembrano andare per il verso giusto. Non mi stupirei se il prossimo anno trovassimo ulteriori novità e migliorie sia dal punto di vista organizzativo che dal punto di vista informativo, sulla falsa riga di ciò che è avvenuto quest’anno con quella che è stata, senza ombra di dubbio, la notizia più interessante dal punto di vista tecnico: FORMA.
“Da quest’anno, infatti, il consorzio ha messo in atto un innovativo e inedito modello di valutazione della personalità dei vini in base alle diverse vendemmie tarato specificamente sul Sangiovese di Montalcino. Obiettivo: analizzare l’annata secondo canoni non più quantitativi (le stelle) e autoreferenziali ma qualitativi e stilistici che derivano dalla forte interazione tra vitigno, cambiamento climatico e vino, considerando anche la grande eterogeneità del territorio in termini di esposizione, altitudine e suoli.
Uno studio complesso che ha visto all’opera membri del Consorzio, un team di esperti climatologi e professionisti dell’high tech farming della società Copernico e un panel di degustazione internazionale composto da 8 Master of Wine (MW): Gabriele Gorelli e Andrea Lonardi per l’Italia, Madeleine Stenwreth (Svezia), Justin Knock (UK), Michelle Cherutti-Kowal (UK), Tracey Dobbin (Francia), Frank Roeder (Germania) e Philip Goodband (Usa).
Dai tasting alla cieca condotti su 57 campioni di Brunello di Montalcino 2020 imbottigliati e certificati Docg, esaminati in connubio con i dati climatici dei diversi areali di provenienza, sono emerse 456 note di degustazione più le 8 note finali di sintesi dell’annata elaborate singolarmente da ciascun MW. Un osservatorio che ha permesso di arrivare a un’unica nota di degustazione qualitativa del Brunello di Montalcino 2020.”
Un modello che, oltre a servire per la mera valutazione d’annata, concorrerà a fornire informazioni utili a una maggior conoscenza del territorio in vista di un’ideale zonazione basata su dati certi raccolti in maniera scientifica ed elaborati con obiettivi concreti. L’auspicio, quindi, non è quello di una zonazione qualitativa, bensì dell’ottenimento di un quadro generale dell’andamento climatico, nell’era del climate change, declinato con grande minuzia e precisioni a livello zonale, al fine determinare dei valori tangibili e coerenti capaci di diventare strumento utile sia agli interlocutori esterni che agli stessi produttori interni all’areale. Una disamina attendibile e chiara dei parametri che compongono la vocazione di un territorio, la sua predisposizione alla produzione di determinati vini in determinate zone nella singola annata e che, quindi, vanno a definire un’identità ancor più sfaccettata che, pur avendo e necessitando di valori comuni, può dimostrarsi plurale mantenendo forte la propria afferenza territoriale. Fermo restando che lo stile (approccio agronomico ed enologico) del produttore e la natura cangiante della pedologia e delle condizioni microclimatiche che, a Montalcino in particolare, si rilevano persino nel singolo vigneto, potranno incidere in maniera importante sulle caratteristiche di una referenza, a prescindere da quella che potrebbe essere un’ideale zonazione.
Chiudo ringraziando, come ogni anno, la rodata e instancabile squadra di sommelier che hanno effettuato il servizio durante l’anteprima stampa (coadiuvati dalla sempre più performante APP), capaci di servire in tempi da record tutti i vini presenti nelle due giornate dedicate.
F.S.R.
#WineIsSharing

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