Anteprima Chianti Classico Collection 2025, i migliori vini Chianti Classico Docg “Annata”, Riserva e Gran Selezione degustati, i report delle annate e le mie considerazioni generali sullo stato dell’arte della denominazione e sul futuro della stessa, fra UGA e posizionamento
Con 218 produttori presenti e oltre 700 vini in degustazione l’edizione da record della Chianti Classico Collection 2025 ha permesso a media, operatori di settore e winelovers di assaggiare le nuove annate di tutte le tipologie di vino della denominazione: Chianti Classico Docg “Annata”, Chianti Classico Docg “Riserva”, Chianti Classico Docg “Gran Selezione”. Come sempre, alle annate già in bottiglia precedono i campioni di vasca o da botte dell’ultima annata prodotta, in questo caso la 2024: annata d’antan (che, per certi versi, ricorda annate pre-cambiamento climatico) caratterizzata da un andamento climatico equilibrato, con un inverno regolare, una primavera piovosa ma senza eventi estremi e un’estate calda ben gestita grazie alle riserve idriche. Il ciclo di maturazione si è prolungato fino a metà ottobre, garantendo uve in ottimo stato sanitario, con spiccata acidità e gradazioni alcoliche contenute, promettendo vini freschi ed eleganti.
I miei assaggi, però, prenderanno in considerazione le annate già pienamente valutabili, con un ampio ventaglio che va dalla 2023 alla 2016.
I migliori vini assaggiati all’anteprima Chianti Classico Collection 2025
ANNATA 2023
L’annata 2023 nel Chianti Classico è stata caratterizzata da una primavera insolitamente piovosa, che ha richiesto una gestione attenta dei vigneti per prevenire l’insorgere di malattie fungine, in particolare la peronospora. Tuttavia, grazie all’altitudine media elevata e alla buona ventilazione delle zone vitate, gli attacchi sono stati contenuti e hanno avuto un impatto limitato sulla qualità delle uve, influenzando solo la resa produttiva. L’estate calda, con temperature elevate nei mesi di luglio e agosto, non ha generato stress idrico nelle viti, grazie alle abbondanti riserve d’acqua accumulate durante la primavera. L’assenza di attacchi parassitari ha inoltre favorito uno sviluppo regolare delle uve. La fase finale della maturazione è stata supportata da un’ottima escursione termica tra il giorno e la notte, in particolare tra fine agosto e l’inizio di settembre, permettendo una perfetta sintesi aromatica del Sangiovese. La vendemmia è avvenuta in linea con i tempi tradizionali della denominazione, con l’inizio della raccolta intorno al 20 settembre e la conclusione nella prima decade di ottobre. Le uve arrivate in cantina si sono presentate sane e di elevata qualità.
Chianti Classico DOCG 2023
Calcamura (San Casciano)
Un Chianti Classico di impostazione tradizionale, caratterizzato da un profilo fresco e fruttato, con note di ciliegia, fragolina di bosco e una leggera sfumatura floreale di violetta. Al palato, l’acidità ben presente ne esalta la bevibilità, mentre i tannini giovani lasciano intravedere un buon potenziale di evoluzione.
Capraia (Castellina)
Vino dal carattere intenso e armonioso, con aromi di frutti rossi maturi, erbe aromatiche e un tocco di spezie dolci. In bocca si distingue per la sua struttura equilibrata e un finale persistente che richiama sentori minerali e leggermente balsamici.
Castellare di Castellina (Castellina)
Questo Chianti Classico esprime la tipicità del Sangiovese con una grande finezza aromatica. Emergono note di ciliegia croccante, ribes rosso e petali di rosa, affiancate da una delicata speziatura. L’elegante acidità e i tannini vellutati conferiscono un sorso fresco e avvolgente.
Castellinuzza e Piuca (Lamole)
Un vino che si distingue per il suo carattere autentico e territoriale, con profumi di frutta rossa selvatica, violetta e lievi accenti terrosi. Il sorso è saporito e vibrante, con un bel contrasto tra acidità e tannini fini, che ne garantiscono una piacevole persistenza.
Quercia al Poggio (San Donato in Poggio)
Interpretazione fedele e rigorosa della denominazione, questo Chianti Classico si apre su sentori di amarena, prugna e note balsamiche. La struttura è concreta, con un tannino ben integrato che sostiene la beva e dona un ottimo equilibrio complessivo.
“Brolio” – Ricasoli (Gaiole)
Espressione armonica del Chianti Classico, capace di attingere al passato con piglio contemporaneo. Naso ricco di frutti di bosco, spezie dolci e un leggero tocco di tabacco. L’ingresso in bocca è garbato e avvolgente, con una trama tannica fine che accompagna un lungo finale ematico.
Chianti Classico Riserva DOCG 2023
“Vallenuova” – Tolaini (Castelnuovo Berardenga)
Un Riserva che esprime il carattere giovane ma già strutturato del Sangiovese, con profumi intensi di frutta rossa matura, note balsamiche e una leggera sfumatura di vaniglia. Al palato si distingue per la freschezza e i tannini ben presenti, che lasciano presagire una grande evoluzione in bottiglia. Finale persistente con richiami speziati e minerali.
ANNATA 2022
L’annata 2022 si è distinta per l’assenza di eventi climatici estremi, come gelate tardive o grandinate. La primavera ha garantito un’adeguata riserva idrica grazie a piogge regolari, permettendo alle viti di affrontare senza difficoltà la siccità estiva. Nonostante le alte temperature diurne, le notti più fresche hanno favorito un’ottima maturazione fenolica del Sangiovese, preservandone l’eleganza e la complessità aromatica. Le piogge di metà agosto hanno contribuito a stabilizzare l’andamento della maturazione, assicurando un raccolto sano e ben bilanciato. La vendemmia è iniziata con qualche giorno di anticipo rispetto alla norma, a partire dal 10 settembre, con uve sane e perfettamente mature.
Chianti Classico DOCG 2022
“La Porta di Vertine” – Bertinga (Gaiole)
Chianti Classico di grande freschezza e tensione, con profumi di ribes, lamponi e un accenno agrumato. Al palato si distingue per il suo equilibrio tra acidità vibrante e una tessitura tannica elegante, che regala profondità e dinamicità.
“Baruffo” – Cantalici (Gaiole)
Un vino dal profilo ricco e intrigante, con note di ciliegia matura, spezie dolci e scure e una leggera sfumatura balsamica. La struttura è ben articolata, con tannini morbidi e un finale persistente che lascia un piacevole retrogusto di frutta secca.
Castellinuzza e Piuca (Lamole)
Dal carattere gioviale e sincero, esprime profumi di piccoli frutti rossi, sottobosco, erbe aromatiche e pepe nero. Il sorso è asciutto, con una bella vivacità data dall’acidità, che si fonde con un tannino ben presente ma mai invadente. Chiude lungamente ematico.
Castello di Verrazzano (Montefioralle)
Un classico della denominazione, con aromi di amarena, pepe e delicate sfumature floreali e agrumate. Al palato, il sorso è ampio e strutturato, con un equilibrio perfetto tra freschezza, tannini ben levigati e un finale sapido.
Cinciano (San Donato in Poggio)
Chianti Classico dal profilo armonico, con profumi di more, violette e una leggera nota balsamica. La beva è agile e piacevole, con un tannino fine che dona struttura senza appesantire il sorso.
Fattoria Le Masse (Lamole)
Espressione autentica e territoriale del Sangiovese, con un naso che richiama frutti di bosco, erbe aromatiche e una leggera nota di cuoio. Al palato è succoso e vibrante, con un ottimo equilibrio tra acidità e trama tannica.
Losi Querciavalle (Castelnuovo Berardenga)
Chianti Classico dal carattere deciso, con note di incenso, ciliegia scura, spezie e un leggero accenno balsamico. Il sorso è pieno e avvolgente, con un’ottima struttura e una lunga persistenza.
Casanuova di Nittardi Vigna Doghessa” – Nittardi (Castellina)
Elegante e profondo, si apre su profumi di frutti di bosco, erbe aromatiche e un tocco di grafite. La bocca è fresca e dinamica, con un tannino vellutato che ne accompagna il lungo finale.
“Lavoro” – Oliviera (Vagliagli)
Un vino espressivo e vibrante, con sentori di amarena, pepe nero e un accenno minerale. Il sorso è ben bilanciato fra struttura e acidità, intenso e sicuro nell’incedere, senza particolari ostacoli tannici, verso la chiusa umami.
Podere Lecci e Brocchi (Castelnuovo Berardenga)
Chianti Classico fresco e generoso, con note di melograno, ribes e spezie dolci. Al palato si distingue per la sua linearità e l’equilibrio tra materia, slancio e la fine trama tannica. Chiude sanguigno.
Podere Poggio Scalette (Greve)
Eleganza e personalità per un naso sfaccettato, con la giusta armonia fra frutto, fiore e spezi e un lieve tocco fumé. Al palato si presenta bilanciato ma ritmato e di grande estensione gustativa. Tannini fitti e fini e finale ematico.
Querciabella (Greve)
Già in grado di esprimere grande completezza, con profumi di frutta rossa matura, fiori secchi e una nota balsamica. Il sorso è raffinato, con tannini ben definiti e una lunga persistenza saporita.
Chianti Classico Riserva DOCG 2022
Castello di Volpaia (Radda)
Armonico e intrigante, questo Chianti Classico Riserva presenta un naso complesso con note di ciliegia scura, prugna, erbe aromatiche e spezie dolci. La trama tannica è fitta e fine, ben integrata, con una spina dorsale ben tesa che dona equilibrio e allungo. Un vino già pronto ma che promette un’ottima evoluzione in bottiglia.
“Le Baroncole” – Fattoria San Giusto a Rentennano (Campione da botte) (Gaiole)
Ancora in affinamento, questa Riserva promette un profilo intenso e profondo, con aromi di frutti di bosco maturi, tabacco e pepe nero. Al sorso mostra una grande struttura, con tannini decisi e un’acidità tesa che garantiranno longevità e complessità nel tempo.
L’Erta di Radda (Radda)
Chianti Classico Riserva dal carattere austero e territoriale, con profumi di amarena, liquirizia e sottobosco. In bocca è elegante e scattante, con un tannino fine ma incisivo e un finale lungo e sapido, tipico dei vini provenienti da Radda in Chianti.
Monte Bernardi (Panzano)
Un’espressione potente e avvolgente del Sangiovese, con note di mora, cuoio, spezie e un tocco di cacao. Al palato è ampio e rotondo, con tannini ben definiti e una freschezza che dona equilibrio e profondità. Il finale è lungo e complesso, con sfumature minerali e terrose.
“Brolio” – Ricasoli (Gaiole)
Una Riserva che combina passato e presente, con profumi intensi di frutta rossa, spezie e tabacco dolce. Il sorso è ricco e strutturato, ma dinamico e slanciato, con una grande persistenza aromatica e un finale che alterna sensazioni di frutti neri e note tostate.
Chianti Classico Gran Selezione DOCG 2022
“Badiola” – Castello di Fonterutoli Marchesi Mazzei (Castellina)
Una Gran Selezione che punta sull’eleganza, la finezza ma non manca di profondità, con un naso complesso che spazia dalla ciliegia scura alla viola, erbe aromatiche e un accenno di spezie nere e grafite. Il sorso è avvolgente, con tannini fini e una lunga chiusura balsamica.
Castello di Querceto (Greve)
Potente e strutturato, con aromi di prugna, more selvatiche e liquirizia. Al palato è ampio e vellutato, con un’acidità ben bilanciata che sostiene il lungo finale, ricco di richiami minerali e speziati.
“Castello di Brolio” – Ricasoli (Castellina)
Un profilo aromatico intenso che mescola frutta rossa matura, rosa, macchia mediterranea, note di cacao e tabacco. Il sorso è generoso nell’ingresso e sicuro nell’incedere, forte di una buona trama tannica e di un lungo finale saporito.
ANNATA 2021
L’annata 2021 nell’areale del Chianti Classico può essere definita abbastanza regolare, caratterizzata da una primavera piovosa che ha garantito una buona riserva idrica, permettendo alle viti di affrontare un’estate asciutta senza subire stress idrico significativo. L’unica criticità è stata rappresentata da una leggera disomogeneità nello sviluppo vegetativo dovuta a una breve ondata di freddo primaverile, che ha rallentato la crescita in alcune zone più fredde del Chianti Classico. L’estate, calda ma senza picchi estremi, ha favorito una maturazione graduale delle uve. A partire da fine agosto, le temperature più fresche durante la notte hanno permesso una maturazione più lenta e uniforme, portando a vini equilibrati e di ottima prospettiva evolutiva. La vendemmia è iniziata intorno al 20 settembre e si è protratta fino a ottobre nelle zone più alte.
Chianti Classico DOCG 2021
Castellinuzza di Cinuzzi (Lamole)
Vino di grande carattere, con sentori di piccoli frutti rossi, sottobosco e una lieve nota pepata. Il sorso entra ampio per poi distendersi con grande disinvoltura e tensione, con un finale sapido e persistente.
I Fabbri (Lamole)
Chianti Classico dal profilo aromatico fine ed elegante, con note di frutti rossi, violette e un accenno di liquirizia. Il sorso è fresco e dinamico, con tannini setosi e un finale decisamente persistente, tra ferro e sale.
“Casa di Colombo” – Tenuta La Novella (Greve)
Un vino fresco ma capace di buona intensità di frutto, finezza floreale e intrigante speziatura scura. Al palato è avvolgente, di buon nerbo, con tannini già ben integrati e una grande eleganza espressiva.
Chianti Classico Riserva DOCG 2021
Montefioralle (Montefioralle)
Un Riserva di grande eleganza e tipicità, con sentori di ciliegia matura, erbe aromatiche e una leggera nota di grafite. Al palato, la struttura è solida ma equilibrata da un’acidità vibrante che ne sostiene la lunghezza e il potenziale di affinamento.
Podere Castellinuzza e Piuca (Lamole)
Vino dal profilo tradizionale e sincero, con un naso che richiama la frutta rossa, le spezie e un tocco di tabacco. In bocca è pieno e sapido, con un tannino deciso ma ben integrato, che dona persistenza e profondità al sorso.
Chianti Classico Gran Selezione DOCG 2021
Casa Emma (San Donato in Poggio)
Un Sangiovese di grande equilibrio, con un profilo aromatico che intreccia ciliegia matura, ribes rosso e delicate sfumature floreali. Il sorso è vibrante e preciso, con tannini setosi e un’acidità vivace che ne slancia la beva. Il finale è lungo ed ematico, con richiami agrumati e una raffinata tensione gustativa.
“Solatìo” – Castello di Albola (Radda)
Elegante e completo, con sentori di amarena, frutti di bosco e violetta che si intrecciano a spezie scure e una sottile nota balsamica. In bocca è strutturato e ritmato, di buona ampiezza ma in grado di distendersi con decisione a tensione. I tannini sono fitti ma levigati e un’acidità vibrante che ne esalta la profondità. Il finale è persistente, con un’eco minerale che invoglia alla beva.
“Vigna Gittori” – Riecine (Gaiole)
Tra i migliori assaggi in assoluto, questa Gran Selezione è un inno all’eleganza e alla completezza, raggiungibili dal Sangiovese. Il naso regala note di lampone, agrumi e una delicata componente floreale. La bocca è decisa e dinamica, con tannini fitti e fini e un finale lungamente ematico.
“San Lorenzo” – Castello di Ama (Gaiole)
Elegante e complesso, con un naso che richiama la ciliegia sotto spirito, il cuoio e le erbe aromatiche. Il palato è avvolgente, con una struttura robusta e tannini cesellati. Lungo il finale umami. Lascia intuire un grande potenziale di invecchiamento.
“Il Puro Casanova” – Castello di Volpaia (Radda)
Un Sangiovese in purezza dal profilo netto e vibrante, con sentori di frutti rossi maturi, fiori secchi e una leggera nota affumicata. Il sorso è lungo, preciso, tridimensionale e dalla notevole profondità saporita.
“Pastrolo” – Fontodi (Panzano)
Un vino che unisce potenza ed eleganza, con profumi di amarena, spezie dolci e note balsamiche. Al palato è ampio e avvolgente, con un tannino ben definito che non ostacola un finale di grande persistenza ematica.
“Barlettaio” – Il Barlettaio (Radda)
Espressione autentica e territoriale, con un naso che ricorda la frutta scura, la grafite e un accenno di tabacco. Al palato è succoso e vibrante, con una trama tannica raffinata e un’acidità vivace.
“Montecapri” – Il Contadino Cusano (San Casciano)
Chianti Classico dal carattere deciso, al naso frutta rossa matura, spezie e una leggera nota di cacao. Il sorso è pieno e strutturato, con un equilibrio tra slancio e forza.
“Il Margone” – Il Molino di Grace (Panzano)
Un’interpretazione tanto identitaria quanto contemporanea, con note di ribes, sottobosco e pepe nero. Al palato è elegante e vibrante, con tannini ben integrati e un finale persistente.
“Vigna Istine” – Istine (Radda)
Un vino integro, vitale, con profumi di ciliegia croccante, erbe aromatiche e un tocco di agrume. Il sorso è teso ma non manca di matericità. Lunga chiusura tra ferro e sale.
“L’Omino” – Pomona (Castellina)
Dal carattere intenso e profondo, con note di more, tabacco e una leggera speziatura. La struttura è concreta, con tannini levigati e un finale lungo e persistente.
“Sei” – Querceto di Castellina (Castellina)
Una Gran Selezione complessa ed elegante, con sentori di prugna, violetta e spezie dolci. Il sorso è raffinato, con una tessitura tannica fitta e fine e una bella scia minerale in chiusura.
“A Sofia” – Terreno (Greve)
Un vino dalla beva avvolgente, con aromi di frutti di bosco, erbe officinali e sottobosco. Al palato è succoso e ben bilanciato da una freschezza vibrante. Tannini ancora in divenire ma ben definiti e lungo finale saporito.
ANNATA 2020
L’annata 2020 ha beneficiato di un andamento climatico equilibrato. La primavera è stata relativamente fresca, seguita da un’estate calda e asciutta ma con buone escursioni termiche tra il giorno e la notte. Le piogge di giugno e settembre hanno garantito un apporto idrico sufficiente, evitando fenomeni di stress idrico. Queste condizioni hanno favorito una maturazione graduale e completa, dando origine a vini di grande struttura e profondità, con tannini maturi e ben integrati.
Chianti Classico DOCG 2020
Castell’in Villa (Castelnuovo Berardenga)
Uno dei vini più prospettici e raffinati della denominazione, con note di ciliegia nera, cuoio e un accenno di grafite. Al palato è già complesso e avvolgente, ma si lascia bere con disarmante agilità, grazie all’ottima definizione tannica e al buon nerbo acido. Vino buono oggi, ma dal grande potenziale di invecchiamento.
Chianti Classico Riserva DOCG 2020
Badia a Coltibuono (Gaiole)
Un grande classico della denominazione, con aromi di amarena, violetta, pepe nero e leggere sfumature balsamiche. Il sorso è vibrante e raffinato, con un equilibrio impeccabile tra acidità e tannini levigati. Perfetto per l’invecchiamento.
Bindi Sergardi (Vagliagli)
Riserva dal carattere intenso e profondo, con note di frutti di bosco, spezie orientali e tabacco. La bocca è ricca e strutturata, con un tannino ben presente e un finale lungo che lascia emergere note minerali e terrose.
Castellinuzza di Cinuzzi (Lamole)
Un vino che esprime l’anima più tradizionale del Chianti Classico, con sentori di ciliegia sotto spirito, cuoio e spezie. Al palato è vigoroso e sapido, con una trama tannica importante che ne garantirà una lunga evoluzione.
Chianti Classico Gran Selezione DOCG 2020
“Terrabianca” – Arillo in Terrabianca (Radda)
Chianti Classico dal carattere deciso, con note di amarena, cacao e spezie. Il sorso è ampio e stratificato, con un finale lungo e sapido.
“Vigna il Poggio” – Castello di Monsanto (San Donato in Poggio)
Un grande classico, con un profilo che spazia dalla frutta nera alla grafite, con una bellissima nota balsamica. La struttura è rigorosa, con un tannino fine ma ben presente e un lunghissimo finale ematico. Forza e classe!
I Fabbri (Lamole)
Una Gran Selezione elegante e minerale, con un bouquet di ribes, liquirizia e tabacco. Il sorso è slanciato e verticale, con un’acidità ben bilanciata che ne sostiene la persistenza.
“Vigna Campolungo” – Lamole di Lamole (Lamole)
Un’espressione profonda e stratificata del Sangiovese, con profumi di mora, spezie orientali e una leggera nota di cuoio. Al palato è avvolgente e saporito.
“Vecchie Vigne” – Podere Castellinuzza (Lamole)
Una Gran Selezione dal carattere tradizionale, con note di frutta rossa, spezie e sottobosco. Il sorso è ricco ma slanciato, con un’ottima dinamica di beva e un tannino vellutato. La chiusura è lunga e minerale.
“Vigna Cataste” – Quercia al Poggio (San Donato in Poggio)
Un vino complesso e longevo, con sentori di prugna, cuoio e un tocco di liquirizia. La struttura è possente, con tannini ben cesellati e una grande persistenza.
Querciabella (Greve)
Chianti Classico di grande eleganza e precisione, con un naso che richiama i frutti di bosco, le erbe aromatiche e le spezie dolci. Il sorso è lungo, sapido e minerale.
ANNATA 2019
Un’annata che ha seguito un andamento climatico classico, con una primavera equilibrata e buone riserve idriche accumulate per affrontare un’estate calda e relativamente asciutta. Il ciclo vegetativo è stato regolare, senza accelerazioni o rallentamenti eccessivi. Il mese di settembre, con giornate soleggiate e notti fresche, ha favorito un’ottima maturazione fenolica e un profilo aromatico più intenso. La vendemmia, iniziata intorno al 20 settembre, ha prodotto uve sane e di qualità elevata, con vini improntati più sull’eleganza e l’equilibrio che sulla potenza, caratterizzati da acidità ben presenti e tannini fini.
Chianti Classico Riserva DOCG 2019
Castell’in Villa (Castelnuovo Berardenga)
Una Riserva di grande longevità, con un profilo aromatico complesso che spazia dalla frutta nera matura alle erbe officinali, con richiami di tabacco e sottobosco. Al palato è strutturato e profondo, con tannini eleganti e una chiusura sapida e persistente.
Chianti Classico Gran Selezione DOCG 2019
“Mocenni 89” – Bindi Sergardi (Vagliagli)
Vino di grande profondità e struttura, con aromi di frutta scura, note speziate e tabacco. Il palato è potente ma equilibrato da una dritta spina dorsale acida. Tannini fitti e fine e chiusura umami.
“Le Capitozze” – Casa di Monte (San Casciano)
Una Gran Selezione dal carattere robusto, con note di ciliegia sotto spirito, cuoio e cacao. Al palato è pieno e saporito, con tannini presenti ma ben maturi e buona persistenza.
“Castellinuzza” – Castellinuzza di Cinuzzi (Lamole)
Chianti Classico dal profilo territoriale, con sentori di visciola, spezie e sottobosco. Il sorso è energico e vibrante, con una grande finezza tannica.
ANNATA 2018
Un’annata dal profilo classico, con un inverno freddo e nevoso seguito da una primavera piovosa che ha garantito abbondanti riserve idriche. L’estate è stata piuttosto variabile, alternando periodi di sole e picchi di calore a frequenti piogge, soprattutto nelle zone più esposte. Questo ha comportato una maturazione leggermente più irregolare in alcune aree, ma il bel tempo di settembre ha permesso alle uve di raggiungere un buon livello di maturazione fenolica. I vini risultano freschi, dinamici e con un ottimo potenziale evolutivo, sebbene in alcuni casi manchi una struttura particolarmente pronunciata.
Chianti Classico Riserva DOCG 2018
Campocorto (Panzano)
Una Riserva dal carattere morbido e avvolgente, con profumi di amarena, violetta e una leggera nota di cacao. Il sorso è equilibrato e raffinato, con un tannino setoso e un finale lungo e armonico.
Chianti Classico Gran Selezione DOCG 2018
“MCMLXVII Celerarium” – Podere Lecci e Brocchi (Castelnuovo Berardenga)
Una Gran Selezione di grande personalità, con aromi di frutti rossi, spezie dolci e un tocco balsamico. Il sorso è lungo e stratificato, con un tannino fine e ben integrato.
ANNATA 2017
Annata calda e siccitosa, caratterizzata da temperature elevate e scarsità di precipitazioni. Le gelate tardive di aprile hanno ridotto la resa in alcune zone, con un impatto sulla produttività delle viti. Tuttavia, le piogge di settembre e le escursioni termiche più marcate hanno aiutato il Sangiovese a raggiungere una maturazione fenolica migliore, preservando una buona acidità nei vini. La produzione è stata inferiore rispetto al 2018, ma i migliori assaggi mostrano una sorprendente freschezza, con vini caratterizzati da note di frutta matura e tannini ben strutturati.
Chianti Classico Riserva DOCG 2017
Solatione (San Casciano)
Un vino dal profilo maturo e complesso, con note di confettura di frutti rossi, spezie dolci e un accenno di tabacco. In bocca è ricco e pieno, con un tannino ben definito e una persistenza che richiama le note speziate e balsamiche.
Chianti Classico Gran Selezione DOCG 2017
“Vigna Grospoli” – Fattoria di Lamole di Paolo Socci (Lamole)
Chianti Classico di grande personalità, con note di mora, tabacco e spezie orientali, evoluto ma per nulla ossidato. Al palato vanta un ingresso ampio, fiero, per poi mostrare tutta l’attitudine di Lamole nel distendersi con estremo slancio e notevole profondità ematica.
ANNATA 2016
Annata equilibrata e regolare, senza eventi climatici estremi o particolari problematiche fitosanitarie. L’unico momento critico si è registrato tra luglio e agosto, quando si è verificata una lieve carenza idrica durante l’invaiatura, ma le piogge di fine estate hanno permesso di ristabilire condizioni ottimali per la maturazione delle uve. Il risultato è stato un raccolto sano e bilanciato, con vini eleganti, strutturati e adatti all’invecchiamento.
Chianti Classico Gran Selezione DOCG 2016
“Torre a Destra” – Castello della Paneretta (San Donato in Poggio)
Elegante e austero, con aromi di amarena, erbe aromatiche e una leggera nota di grafite. Il sorso è profondo e lungamentesaporito.
“Alberello Montemaggio” – Fattoria di Montemaggio (Radda)
Un vino ricco e stratificato, con note di frutti di bosco, cuoio e spezie. Al palato è materico, concreto e persistente.
“Purosangue” – Livernano (Radda)
Una Gran Selezione complessa e longeva, con un profilo aromatico che spazia dalla frutta scura alle spezie dolci. Al palato è potente ma equilibrato, sfaccettato e sanguigno.
Conclusione – Chianti Classico Collection 2025
Anche nell’edizione 2025, il Chianti Classico si conferma in crescita sotto tutti gli aspetti, consolidando il suo ruolo di riferimento per un confronto completo e approfondito tra produttori e territori. L’anteprima continua a offrire una panoramica dettagliata sullo stato dell’arte della denominazione e sulla sua proiezione futura, con un focus sempre più chiaro sulle 11 Unità Geografiche Aggiuntive (UGA). Probabilmente, una giornata in più dedicata alla stampa permetterebbe di degustare tutti i vini con la giusta attenzione, ma anche quest’anno la qualità media e la coerenza stilistica tra le diverse zone sono risultate evidenti.
Se negli ultimi anni alcune UGA si sono dimostrate più predisposte ad affrontare le sfide climatiche, grazie a fattori pedoclimatici favorevoli, è ormai innegabile che l’adattamento dei produttori alle nuove condizioni ambientali sia un elemento chiave dell’evoluzione della denominazione. Oggi, anche le zone storicamente più esposte a stress idrici e a un eccesso di radiazione solare mostrano sorprendenti livelli di finezza tannica e dinamica di beva, frutto di una gestione sempre più attenta dei suoli, della chioma e delle estrazioni in vinificazione. L’affinamento delle tecniche agronomiche e enologiche sta ridefinendo il concetto di equilibrio ed eleganza nel Chianti Classico, rendendolo raggiungibile anche in aree dove in passato risultava più complesso.
L’UGA di Radda continua a rappresentare un modello di coesione e riconoscibilità territoriale, ma è interessante notare come sia Lamole la vera stella dell’anteprima, mostrando un’identità zonale sempre più nitida, libera da interpretazioni eccessive e capace di esprimere vini armonici, complessi e strutturati senza mai risultare esili o acerbi. Un concetto di eleganza che non si fonda più solo su altitudine e freschezza, ma su un equilibrio complessivo che si sta affermando anche in UGA come San Donato in Poggio e Greve, dove la qualità media si è innalzata costantemente nell’ultimo quinquennio.
Tuttavia, la vera forza della denominazione risiede nella singolarità di ogni vigneto e nell’interpretazione che ciascun produttore ne offre. Il Chianti Classico non può essere ridotto a un semplice elenco di zone “predestinate” all’eccellenza: lo dimostrano le espressioni di Panzano, Castellina, Castelnuovo Berardenga e Gaiole, baluardi di un classicismo che non è solo stilistico ma anche territoriale. Vagliagli continua a sorprendere con espressioni intriganti, mentre Montefioralle mostra prospettive sempre più interessanti. San Casciano, pur non emergendo per singole eccellenze, sta consolidando una qualità media molto solida.
Sul fronte della Gran Selezione, la crescita è evidente. Dopo anni di dibattito tra chi la concepiva come una “super Riserva” e chi invece ne vedeva il potenziale come espressione precisa di un singolo vigneto, la tipologia sembra aver finalmente trovato la propria identità, sia dal punto di vista stilistico che commerciale. Fondamentale riscontrare quanto, finalmente, si stia godendo di un, seppur ancora timido, effetto leva del posizionamento della Gran Selezione su tutte le altre tipologie, qualificando e innalzando la percezione di valore dell’intera denominazione. L’introduzione delle UGA, per quanto ancora limitata a questa categoria, sta contribuendo a rafforzare il progetto, dissipando molte delle incertezze iniziali.
Il Chianti Classico, nonostante il suo nome, continua a essere una delle denominazioni più dinamiche e in evoluzione nel panorama del vino italiano. La sua capacità di adattarsi ai cambiamenti e alle costanti sfide degli ultimi anni (sia climatiche che commerciali), di affinare la propria identità stilistica e di valorizzare al meglio i suoi territori è la chiave del suo successo e della sua crescita costante.
F.S.R.
#WineIsSharing

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