C’è un momento dell’anno in cui la Campania smette di essere solo una regione e si trasforma in un racconto collettivo, scandito dal ritmo delle degustazioni, dai passi tra i filari e dai momenti di convivio che tanto restituiscono dell’essere campano a chi si approccia a queste terre dall’esterno. Questo momento ha un nome che, da qualche anno, è diventato un appuntamento imperdibile per la stampa nazionale e internazionale, un momento di confronto e un racconto corale dei produttori coinvolti da ogni areale della regione: Campania Stories.
L’edizione 2025 ha avuto come cuore pulsante il Vesuvio, con i produttori della denominazione Vesuvio DOP a fare da padroni di casa. Un territorio di fuoco e di mare, dove l’energia della terra vulcanica si traduce in vini dalla spiccata identità, marcatori organolettici inequivocabili e una forza espressiva che si fa equilibrio contemporaneo nel ritmo e nella dinamica di beva, laddove non si ecceda con sovrastrutture o interpretazioni anacronistiche. Un contesto simbolico e concreto, che ha accolto con entusiasmo giornalisti ed esperti provenienti da tutta Italia e da diverse parti del mondo, chiamati a immergersi – letteralmente – in una delle regioni vitivinicole più complesse, affascinanti e ancora in parte inesplorate del Belpaese.
Una vera e propria full immersion nelle realtà vitivinicole campane attraverso due intense sessioni di degustazione, incontri e cene con i produttori, visite nei vigneti e nelle cantine che punteggiano un mosaico enologico ricco e articolato.
La Campania si presenta, infatti, con una struttura produttiva complessa e affascinante:
- 10 IGP (tra cui Campania, Beneventano, Colli di Salerno, Paestum e Pompeiano);
- 19 DOP, di cui 4 DOCG (Taurasi, Fiano di Avellino, Greco di Tufo, Aglianico del Taburno) e 15 DOC, tra cui Falanghina del Sannio, Costa d’Amalfi, Ischia, Campi Flegrei, Vesuvio, Cilento, Sannio e Irpinia.
Una ricchezza che si esprime non solo attraverso le denominazioni ma, soprattutto, attraverso i vitigni autoctoni – veri protagonisti del racconto enologico campano. Dai bianchi – oggi sempre più precisi e dinamici, capaci di raccontare il territorio senza perdere aderenza varietale – ai rossi, con l’Aglianico nelle sue molteplici espressioni territoriali e stilistiche, fino alle varietà meno note, ma sempre più convincenti, come Piedirosso, Camaiola, Pallagrello Bianco e Nero, Casavecchia, Coda di Volpe.
Quest’anno, la narrazione sensoriale di Campania Stories ha trovato nella terra vesuviana una perfetta sintesi tra identità storica e tensione contemporanea. I suoli lavici, il clima mediterraneo e la tradizione viticola millenaria hanno conferito alle etichette presentate un tratto distintivo, una nitidezza espressiva che ha colpito positivamente molti dei degustatori presenti. Il Vesuvio, ancora una volta, ha dimostrato di non essere solo un simbolo, ma un territorio dal presente vibrante e dal futuro ricco di prospettive.
Eccovi le cantine partecipanti in questa edizione di Campania Stories: Irpinia (Avellino): Benito Ferrara, Borgodangelo, Cantina del Barone, Cantine dell’Angelo, Cantine di Marzo, Ciro Picariello, Colli di Lapio, Contrade di Taurasi – Cantine Lonardo, De’ Gaeta, Di Meo, Di Prisco, Donnachiara, Giovanni Carlo Vesce, I Capitani, I Satoli, Il Cancelliere, Joaquin, Macchie Santa Maria, Masseria Della Porta, Passo delle Tortore, Perillo, Pietracupa, Rocca del Principe, Stefania Barbot, Tenuta Cavalier Pepe, Tenuta del Meriggio, Tenuta Pietrafusa di Villa Matilde Avallone, Tenuta Scuotto, Tenute Capaldo – Feudi di San Gregorio, Torricino, Traerte, Vesevo e Villa Raiano; Sannio (Benevento): Aia dei Colombi, Cantina del Taburno, Cosimo Capasso, Fattoria La Rivolta, Fontanavecchia, La Fortezza, La Guardiense, Nifo Sarrapochiello e Terre Stregate; Caserta: Alois, Cantina di Lisandro, Caputo 1890, La Masseria di Sessa, Masseria Felicia, Masseria Piccirillo, Porto di Mola, Scaramuzzo, Tenuta Fontana, Tenuta Tralice, Teresa Mincione, Villa Matilde Avallone e Vigne Chigi; Salerno: Cantina dei Quinti, Cantina Polito, Ettore Sammarco, Guerritore, Luigi Maffini, Marisa Cuomo, Montevetrano e San Salvatore 19.88; Napoli: Abbazia di Crapolla, Agnanum, Astroni, Bosco de’ Medici, Cantina del Vesuvio Winery Russo Family since 1930, Cantine Antonio Mazzella, Cantine Olivella, Carputo Vini, Casa Setaro, Contrada Salandra, D’Ambra Vini d’Ischia, De Falco Vini, La Sibilla, Mario Portolano, Masseria Dello Sbirro, Radici Vive Mezanotte, Salvatore Martusciello, Sorrentino Vini, Tenuta Augustea, Tenuta Loffredo e Villa Dora.
Per quanto riguarda le consuete selezioni dei migliori assaggi fatti a Campania Stories (che ho chiesto di degustare rigorosamente alla cieca), per questa edizione 2025, seguirò l’iter di degustazione che ha visto i vini spumanti e/o frizzanti rosati o rossi, i rosati fermi e i rossi fermi precedere la lunga batteria dei bianchi, su un totale di 270 referenze (119 “rossi” e 151 “bianchi”).
I migliori vini rosati e rossi (frizzanti e fermi) assaggiati a Campania Stories 2025
Vini Rossi Frizzanti
Martusciello Salvatore – Ottouve – Penisola Sorrentina DOC Gragnano 2024
Vino frizzante dall’anima giocosa e dal profilo agile ma determinato. Il sorso è fresco, saporito, con frutto croccante e una chiusura leggermente ematica che richiama l’anima del territorio. Una sintesi tanto classica quanto attuale della complementarità varietale e della contemporaneità di beva, versatile e senza fronzoli.
Vini Rosati Fermi
Cantina di Lisandro – Rosa del Tempo – Terre del Volturno IGT Pallagrello Nero Rosato 2024
Rosato di Pallagrello Nero dalla personalità slanciata. Il frutto è nitido e ben definito, il sorso è armonico e sapido, con un incedere sicuro che ne evidenzia la coerenza espressiva.
Terre Stregate – Attimo – Beneventano IGT Rosato 2024
Un rosato dallo stile ampio in ingresso ma abile nel distendersi. Saporito, giustamente materico senza perdere agilità, con una tensione gustativa che sostiene bene la beva.
Macchie Santa Maria – Ophelia – Irpinia DOC Rosato 2024
Rosato d’Irpinia fine e misurato, dal profilo floreale e fruttato. Slanciato e fresco, chiude su tonalità sapide che gli conferiscono nerbo e personalità.
Tenuta Loffredo – Rosa del Cratere – Campania IGT Rosato 2024
Rosato vulcanico dalla trama gustativa incisiva, agile ma con struttura. Il frutto è croccante, l’incedere deciso, con una chiusura salina che ne allunga la persistenza.
Villa Dora – Gelsorosa – Pompeiano IGT Rosato 2024
Rosato elegante e materico, con un ingresso morbido che si apre su una progressione agile e saporita. La componente minerale conferisce profondità al sorso.
Vigne Chigi – Rosa Canina Bio – Terre del Volturno IGT Rosato 2024
Rosato di grande coerenza espressiva. Agile, floreale, con un sorso armonico e una sapidità fine che sostiene il finale. Ben calibrato tra leggerezza e tensione.
Vini Rossi Fermi
Aia dei Colombi – Sannio Barbera – Sannio DOC Barbera 2024
Rosso giovane e fruttato, dall’incedere agile e slanciato. La trama tannica è in divenire ma già ben guidata da una freschezza che invita al sorso. Finale saporito.
Fontanavecchia – Sannio Piedirosso – Sannio DOC Piedirosso 2024
Piedirosso dall’identità territoriale chiara, teso e vibrante, con frutto rosso croccante e una trama tannica lieve e raffinata. Agile ma con nerbo, armonico e decisamente attuale nel complesso.
Cantine Antonio Mazzella – Ischia Piedirosso – Ischia DOC Piedirosso 2024
Dal versante ischitano, un rosso dal sorso salmastro e sanguigno, con tannino fine e una scia minerale che ne esalta gli equilibri contemporanei e l’afferenza territoriale. Succoso e saporito.
De Falco Vini – Pietranera – Vesuvio DOC Piedirosso 2023
Un Piedirosso dal carattere profondo e dal sorso ematico, con una struttura materica che non sacrifica l’eleganza. L’incedere è sicuro, la chiusura lunga e speziata.
Agnanum – Sabbia Vulcanica – Campania IGT Piedirosso 2024
Interpretazione autentica e viva del Piedirosso. Ematico, saporito, con una trama tannica ben delineata e una vena minerale che ne attraversa la materia esaltandone la territorialità.
Martusciello Salvatore – Settevulcani – Campi Flegrei DOC Piedirosso 2024
Fresco e vibrante, con frutto rosso fragrante e una chiara matrice vulcanica. Agile, con tannini setosi e un finale tra ferro e sale. Coerente e ben modulato.
Astroni – Colle Rotondella – Campi Flegrei DOC Piedirosso 2023
Un Piedirosso più strutturato, ampio all’attacco e ben disteso sul palato. Ematico, con tannino fine e ancora in progressione. Persistenza notevole.
Contrada Salandra – Campi Flegrei Piedirosso – Campi Flegrei DOC Piedirosso 2021
Dal profilo maturo e riflessivo, esprime un sorso più materico e sanguigno di altri, con una trama tannica fitta e ben definita. Un vino che coniuga personalità e prospettiva a versatilità e piacevolezza.
Pietracupa – Taurasi – Taurasi DOCG 2019
Taurasi incisivo e raffinato. Trama tannica ben definita, sorso ematico e profondo, con un frutto scuro che si distende su una progressione elegante. Lunga persistenza umami.
Tenuta Cavalier Pepe – Opera Mia – Taurasi DOCG 2017
Espressione matura e autorevole. Il sorso è ampio in ingresso ma ben teso nella progressione, con tannini levigati e una scia ematica che ne accompagna la lunga chiusura.
Montevetrano – Core Rosso – Campania IGT 2022
Aglianico moderno, dalla stoffa raffinata. Ematico, armonico, con una trama tannica ben scolpita e un frutto vivido. Sorso slanciato, elegante, dal finale persistente.
Luigi Maffini – Cenito – Cilento DOC Aglianico Bio 2022
Vino energico e coerente, dal sorso agile e saporito. Tannini in divenire, frutto scuro e speziatura fine. Chiude su toni ematici, con eleganza.
Spumanti da uve a bacca bianca e Bianchi fermi
Vini Spumante da uve a bacca bianca
Martusciello Salvatore – Trentapioli – Asprinio d’Aversa DOC Metodo Martinotti Brut 2024
Asprinio vivace e teso. Sorso verticale, sapido e salino, con bollicina fine che accompagna un frutto croccante e agrumato. Agile, di grande bevibilità.
Masseria Piccirillo – Prima Gioia – Vino Spumante di Qualità Metodo Classico 2020
Metodo Classico di carattere. Equilibrato, con bollicina cremosa e sorso dinamico. Ingresso ampio, chiusura tesa, salina e persistente. Stile elegante, in grado di grandi evoluzioni.
Caputo – Millesimato Brut – Aversa DOC Asprinio Spumante Metodo Classico
Bollicina sottile, tesa, dal sorso fresco e salino. Profilo agrumato, essenziale, con una chiusura dritta e coerente. Incedere sicuro e vivace.
Vini Bianchi Fermi
Tenuta Fontana – Alberata Bio – Aversa DOC Asprinio 2022
Asprinio da alberata di grande autenticità. Sorso tagliente, agrumato e salino. L’energia acida è ben gestita, il finale lungo e minerale.
Fontanavecchia – Sannio Coda di Volpe – Sannio DOC 2024
Vino dalla beva agile e saporita. Sorso armonico, con frutto giustamente maturo e chiusura salina. Ottimo equilibrio tra luminosa affabilità e vibrante freschezza.
Tenuta del Meriggio – Irpinia Coda di Volpe – Irpinia DOC 2023
Più strutturato, ampio in ingresso ma abile nel distendersi. Sorso sapido, con tensione gustativa e finale agrumato e persistente.
Traerte – Torama – Irpinia DOC Coda di Volpe 2022
Coda di Volpe che unisce materia e slancio. Sorso pieno, sapido, con una chiusura che richiama scorza d’agrume e gesso. Determinato.
Bosco De’ Medici – Pompeii Bianco Bio – Pompeiano IGT Bianco 2024
Bianco agile e teso, dalla beva immediata ma non banale. Sorso salino, coerente, con finale fresco e persistente.
De Falco Vini – Ikon – Lacryma Christi del Vesuvio DOC Bianco Superiore 2023
Lacryma Christi Bianco di grande carattere. Sorso ampio e saporito, con materia ben calibrata e una chiusura salina che da abbrivio all’inerzia di beva.
Casa Setaro – Munazei Bianco Bio – Lacryma Christi del Vesuvio DOC Bianco 2020
Bianco complesso e vibrante. Ampio in ingresso, si distende con agilità e decisione. Sorso sapido, quasi marino, con chiusura finemente minerale e coerente.
Cantine Antonio Mazzella – Vigna del Lume – Ischia DOC Biancolella 2024
Biancolella luminosa, energica e marina, dal sorso fiero e concreto. Incedere sicuro, finale minerale e agrumato. Beva irresistibile.
Cantine Antonio Mazzella – Gawem – Ischia DOC Biancolella 2022
Biancolella dal profilo più complesso e materico. Sorso ampio, sapido, con un frutto giallo succoso e un finale che richiama erbe mediterranee e salinità marina. Slanciato e persistente.
Sammarco Ettore – Vigna Grotta Piana – Costa d’Amalfi DOC Ravello Bianco 2024
Bianco agile e verticale. Sorso saporito, con spalla salina e finale agrumato. L’incedere è sicuro, con bella tensione e precisione espressiva.
Cuomo Marisa – Fiorduva – Costa d’Amalfi DOC Furore Bianco 2023
Vino iconico, ampio in ingresso ma capace di distendersi con profondità ed eleganza. Sorso energico e materico, armonico e fortemente mediterraneo. Netta la persistenza saporita.
Vigne Chigi – Pallagrello Bianco Bio – Terre del Volturno IGT 2024
Bianco territoriale e luminoso, con sorso sapido e agrumato. Slanciato e coerente, con finale salino e agile. Di grande dinamisco.
Masseria Piccirillo – Beati Colli – Terre del Volturno IGT Pallagrello Bianco 2024
Vino teso e lineare, dal profilo fresco e floreale. Sorso slanciato ma non povero di centro bocca, con chiusura nitida e coerente nella pulizia e nell’affondo salino.
Scaramuzzo – Ventallegra – Terre del Volturno IGT Pallagrello Bianco 2023
Bianco di bella energia, dinamico e sapido. Frutto giallo delicato, con un finale fresco e leggermente amaricante che dona carattere e ne esalta il potenziale di abbinamento. Agile, deciso e invitante.
Alois – Morrone – Terre del Volturno IGT Pallagrello Bianco 2023
Espressione più piena e matura. Sorso ampio ma ben disteso, materico e saporito. La chiusura salina conferisce equilibrio. Vino di carattere e precisione. Profondo e persistente.
Villa Matilde Avallone – Colle Castrese – Falerno del Massico DOC Bianco 2024
Bianco che unisce freschezza e struttura. Sorso armonico, sapido, con frutto giallo croccante e finale lungo e coerente. Incedere elegante.
Masseria Felicia – Anthologia – Falerno del Massico DOC Bianco 2023
Bianco ampio e dalla personalità solare. Sorso teso, con materia ben presente e finale salino. Slanciato, con bella progressione gustativa.
La Masseria di Sessa – Crono Bio – Falerno del Massico DOC Bianco 2022
Vino biologico dalla beva limpida. Sorso sapido, con agrumi e fiori bianchi, e un finale agile e preciso. Coerente, diretto, di buona identità.
Porto di Mola – Acquamara – Roccamonfina IGT Falanghina 2021
Falanghina complessa, dal profilo intrigante, che gioca fra note dolci, amare e saline. Sorso saporito, con una vena vulcanica che accompagna il finale intenso ma ben bilanciato.
Nifo Sarrapochiello – Alenta Bio – Falanghina del Sannio DOC Vendemmia Tardiva 2024
Falanghina in versione tardiva di grande equilibrio. Sorso armonico, ampio ma mai pesante, con dolcezza bilanciata da una vibrante spalla acida e dalla buona persistenza salina.
Di Meo – Campania Falanghina – Campania IGT 2024
Falanghina semplice ma ben fatta. Sorso fresco, saporito, con finale agrumato e salino. Slanciata, essenziale, dalla beva diretta.
Terre Stregate – Svelato – Falanghina del Sannio DOC 2024
Falanghina nitida, saporita e ben definita. Sorso teso e coerente, con una bella energia e un finale agrumato e persistente. Agile e centrata.
Fontanavecchia – Taburno BjondoRe – Falanghina del Sannio DOC 2024
Espressione più piena e strutturata. Sorso armonico, sapido, con materia avvolgente e una scia minerale. Incedere elegante e ben calibrato.
Martusciello Salvatore – Settevulcani – Campi Flegrei DOC Falanghina 2024
Falanghina tesa, dal sorso salino e slanciato. Profilo agrumato e floreale, finale verticale e coerente. Agile, invitante, di grande identità territoriale.
Astroni – Cru Vigna Astroni – Campi Flegrei DOC Falanghina 2020
Espressione profonda e riflessiva. Sorso ampio in ingresso, materico ma capace di distendersi con eleganza. Salinità ben integrata, finale lungo e minerale.
Luigi Maffini – Kratos Bio – Cilento DOC Fiano 2023
Fiano di grande equilibrio. Sorso saporito, con note di erbe e frutto giallo, chiusura salina e coerente. Agile ma profondo, dal tratto preciso.
Di Meo – Campania Falanghina – Campania IGT 2024
Bianco essenziale e fresco. Sorso agile, con bella tensione e finale agrumato. Salinità sottile che accompagna una beva immediata e appagante.
Benito Ferrara – Sequenzha – Fiano di Avellino DOCG 2024
Fiano verticale, dal sorso minerale e saporito. Materico ma sempre slanciato, con una nota fumé che arricchisce il finale. Stile asciutto e rigoroso.
Colli di Lapio – Fiano di Avellino – Fiano di Avellino DOCG 2024
Fiano dalla stoffa nobile. Ampio all’attacco, si distende su un sorso sapido e complesso. Agrumi, mandorla e tensione minerale nel finale. Elegante e profondo.
Macchie Santa Maria – Signifer – Fiano di Avellino DOCG 2024
Fiano dall’incedere sicuro. Sorso ampio, con trama saporita e agrumata. Equilibrio tra energia e rotondità, con chiusura coerente e minerale.
Passo delle Tortore – Bacio delle Tortore – Fiano di Avellino DOCG 2024
Fiano dal sorso pieno ma dinamico. Salinità fine, struttura elegante, finale agrumato e persistente. Espressione armonica e precisa.
Rocca del Principe – Fiano di Avellino – Fiano di Avellino DOCG 2023
Fiano profondo e slanciato. Sorso sapido, agrumato, con finale minerale e leggermente affumicato. Stile vibrante e territoriale.
Tenuta Cavalier Pepe – Brancato – Fiano di Avellino DOCG Riserva 2023
Espressione ampia e complessa. Materico e saporito, con note di nocciola e spezie dolci. Sorso disteso, finale lungo e avvolgente.
Pietracupa – Cupo – Campania IGT Fiano 2023
Fiano essenziale, di grande precisione. Teso, salino, con note di pietra focaia e agrumi. Sorso agile e profondo, dal tratto affilato.
Ciro Picariello – Ciro 906 – Fiano di Avellino DOCG 2022
Fiano verticale e rigoroso. Sorso nitido, salino, con finale lungo e agrumato. Eleganza minerale e grande potenziale evolutivo.
I Satoli – Più Alto – Fiano di Avellino DOCG Riserva 2021
Fiano di altissima quota, sapido e affilato. Sorso teso, con agrumi e note di erbe. Finale lunghissimo, coerente, di straordinaria integrità espressiva.
Joaquin – Vino della Stella – Fiano di Avellino DOCG Riserva 2021
Fiano maturo e autorevole. Sorso ampio, saporito, con note di tostatura e frutta secca. Trama materica e profonda, dal finale balsamico e minerale.
Tenuta Scuotto – Oi Nì – Campania IGT Fiano 2021
Fiano energico, suadente e intrigante. Materico, speziato, con sorso pieno e progressione saporita. Chiusura salina e armonica. Vino di grande profondità espressiva.
Cantine di Marzo – Greco di Tufo – Greco di Tufo DOCG 2024
Greco di stile classico e lineare. Sorso teso, agrumato e salino, con chiusura coerente e piacevolmente amaricante. Agile e preciso, con buona tensione acida.
Di Meo – Greco di Tufo – Greco di Tufo DOCG 2024
Greco essenziale, dalla beva scattante e sapida. Sorso slanciato, con note di scorza di limone e fiori bianchi. Incedere sicuro, chiusura fresca e minerale.
Macchie Santa Maria – Triarii – Greco di Tufo DOCG 2024
Greco di personalità, con sorso ampio in ingresso ma ben teso nella progressione. Saporito, con finale secco e gessoso. Stile deciso, ben centrato.
Passo delle Tortore – Le Arcaie – Greco di Tufo DOCG 2024
Greco ricco ma equilibrato. Sorso materico, agrumato e sapido, con chiusura coerente e lunga. Incedere determinato, senza eccessi.
Colli di Lapio – Alexandros – Greco di Tufo DOCG 2024
Greco di carattere e struttura. Sorso salino e saporito, con note di pietra bagnata e agrumi. Finale preciso, energico, con grande tenuta gustativa.
Ferrara Benito – Vigna Cicogna – Greco di Tufo DOCG 2024
Espressione profonda e minerale. Sorso materico e sapido, con trama salina marcata e una chiusura ampia e asciutta. Slancio e spessore.
Tenuta Pietrafusa – Daltavilla – Greco di Tufo DOCG 2024
Greco solido, ben costruito. Sorso armonico, con buona concentrazione e tensione minerale. Chiusura coerente e asciutta. Stile pulito e preciso.
Cantine dell’Angelo – Miniere – Greco di Tufo DOCG 2023
Mineralità in primo piano. Sorso affilato, gessoso, con un finale lungo e salino. Vino verticale, deciso, dalla forte identità territoriale.
Tenuta Cavalier Pepe – Grancare – Greco di Tufo DOCG Riserva 2023
Riserva di grande equilibrio. Sorso ampio ma non pesante, agrumi gialli e note sulfuree in bella evidenza. Chiusura sapida, ben articolata e coerente.
Cantine di Marzo – Vigna Laure – Greco di Tufo DOCG Riserva 2023
Espressione profonda e stratificata. Sorso compatto, minerale, con finale secco e balsamico. Incedere sicuro, con eleganza austera e potenziale evolutivo.
Conclusioni
La Campania del vino, in questa nuova edizione di Campania Stories, ha mostrato una maturità crescente, una maggiore consapevolezza stilistica (nonostante alcune interpretazioni pecchino ancora di anacronismo e di mancanza di nitidezza espressiva) e una voglia sempre più diffusa di raccontarsi senza filtri, con precisione, rispetto e spontaneità. Dalla Falanghina, nelle sue diverse afferenze territoriali (che permette come poche altre varietà di leggere le singole zone, seppur con un sin troppo ampio ventaglio qualitativo), ai rossi base Aglianico, che spaziano da interpretazioni più contemporanee ad altre che pagano ancora lo scotto di uno stile meno attuale, passando per le piccole produzioni della Costiera o per gli areali vulcanici che vedono nei bianchi e nel Piedirosso opportunità mai così nitide. A stupire, però, sono le nicchie, sempre più concrete nella loro attitudine a percorrere e precorrere i tempi, come i Pallagrelli (e in particolare il Bianco), il Caprettone, la Coda di Volpe, il Casavecchia e la Camaiola (o Barbera del Sannio). Seppure, continuo a pensare che questa ricca e sfaccettata base ampelografica possa dare risultati ancor più identitari ed armonici anteponendo le singolarità zonali al monovitigno, ricercando nella palese e, talvolta, impeccabile complementarità varietale la strada maestra per il vino del futuro. Da non trascurare l’attitudine pedologica e mesoclimatica di alcuni areali (abbinata al comportamento delle varietà in esse allevate) a mitigare gli esiti dei cambiamenti climatici, tanto che – pur essendo al sud – possiamo ancora trovare vini bianchi e rossi con grandi acidità di base e gradazioni ben bilanciate, difficilmente sopra le righe. Si confermano di grande solidità e coerenza gli areali del Sannio e dell’Irpinia, ma tra i gli areali meno “noti” vi consiglio di approfondire il casertano che a breve presenterà la macro-zonazione pedologica relativa al progetto “Alta Campania“. Un’Alta Campania che oltre alle zone prese in esame dalla zonazione di cui sopra, sfocia nell’areale di Roccamonfina IGT e del Galluccio Doc, che – sono certo – ci riserverà importanti sorprese di qui a un lustro.
Non posso mancare di citare una postilla presa tra i miei appunti durante le sessioni di degustazione, in cui – seppur in numero ancor sin troppo parco – sono sfilate piccole rappresentativa di frizzanti e spumanti (ancora da implementare in termini tecnico-stilistici ma di certo di ottima prospettiva, sia per quanto riguarda lo storico e ormai ben riconosciuto Asprinio che per quanto concerne la possibilità di destinare alla spumantizzazione molta della falanghina di fondovalle o di tentare la strada del metodo classico con varietà quali il Caprettone e il Pallagrello Bianco che, oltre alla stessa Falanghina, possono rappresentare una nicchia interessante) e un’ottima carrellata di vini Rosati che rappresentano, ad oggi, un’opportunità per molte realtà che dispongono di un ettaraggio importante di uve a bacca rossa ma anche per corredare la propria gamma con espressioni fresche, gioviali, ma non per questo banali, di alcune varietà che ben si prestano alla vinificazione in rosa (l’Aglianico stesso dimostra grande attitudine, potendo modulare il colore in base alle mire stilistiche del produttore ma mantenendo una buona acidità e una certa concretezza, capace di giustificare il legame varietale e territoriale anche in una tipologia in cui tecnica e stilistica potrebbero surclassarne l’identità).
Un quadro di una regione che ha deciso di prendersi il proprio spazio nel panorama enoico nazionale e internazionale non con la forza del marketing, ma con quella – più silenziosa ma più profonda – dell’identità e della qualità, con una crescita costante nei bianchi e un lavoro di attualizzazione dei rossi che è solo all’inizio ma che vanta ampi margini di manovra che devono solo essere indagati con maggior curiosità non ripudiando ciò che era ma acquisendo una rinnovata consapevolezza nei riguardi delle indiscutibili potenzialità di territori e vitigni.
Ringraziamenti e non solo…
Un plauso a chi, anno dopo anno, costruisce questo racconto collettivo: i produttori, l’ufficio stampa, i sommelier e tutta la macchina organizzativa di Campania Stories, capaci di trasformare un evento in un’esperienza.
Esperienza che contempla tour zonali, visite in cantina e escursioni in siti di rilevanza storico, artistica e culturale com’è stata quella all’imponente Villa Augustea (non starò qui a tediarvi con il perché il nome non sarebbe corretto ma vi invito a cercarne e leggerne la storia per approfondirne fasti e curiosità). Una storia che si intreccia al mondo del vino in maniera inequivocabile e indissolubile. Nella Villa Augusta di Somma Vesuviana si celebrava il culto del Dio Bacco e, ovviamente, si produceva vino, attingendo da terre in cui la vitivinicoltura è stata, prima e dopo, ogni eruzione del Vulcano, motivo di orgoglio, sostentamento e resilienza. Chissà cosa penserebbero del terrorismo mediatico che il settore sta affrontando di questi tempi?! Qui, dove neanche l’evangelizzazione ha “destituito” il “Dio del Vino e dei Misteri”. Un tuffo in un passato che ci ricorda quanto questa soluzione idroalcolica prodotta da mosto d’uva fermentato sia interconnessa alla nostra storia e alla storia di tanti altri popoli, pregna di valori culturali e di elementi distintivi e identitari che nessun altro prodotto agroalimentare può vantare in maniera così forte, sostanziale, viscerale.
Davvero emozionante camminare in questi luoghi e constatare quanto (parafrasando G. Tomasi di Lampedusa) poco sia cambiato, pur avendo cambiato tutto, almeno nel far vino.
F.S.R.
#wineissharing

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