Futuribilità della Vitivinicoltura Italiana: la produzione di vino attraverso Cambiamenti Climatici e Crisi Economica

C’è un tema a me molto caro negli ultimi anni: la futuribilità della viticoltura Italiana. Quando parlo di futuribilità intendo la capacità della viticoltura e dei vitivinicoltori di adattarsi alle criticità odierne proiettate verso il prossimo futuro e di superarle cercando di sopperire, ad esempio, all’incidenza dei cambiamenti climatici e delle dinamiche legate alla crisi economica, partita dapprima con la pandemia e proseguita, poi, con le guerre attualmente ancora in corso. Per quanto scontati, travisati e abusati cambiamento climatico e mercato rappresentano i fattori critici che richiedono la riflessione più profonda in termini di approccio alla produzione (sia agronomico che enologico) e commerciale.

Cambiamenti Climatici: Minaccia o Opportunità?

Il cambiamento climatico è forse la sfida più complessa e imprevedibile per la viticoltura mondiale. In Italia, le condizioni climatiche stanno già mutando in modo significativo: temperature medie in aumento, stagioni più secche e eventi estremi (come gelate tardive, siccità, grandine e alluvioni) sono sempre più frequenti.

Variazione della Fenologia
Le temperature più alte stanno accelerando i cicli di sviluppo della vite, anticipando la vendemmia e riducendo il tempo per l’accumulo ottimale di composti aromatici e zuccherini nelle uve. Questo può influenzare negativamente la qualità del vino, portando a maturazioni asincrone e a scompensi nel quadro analitico generale.

Mutamento delle Aree Vitivinicole
Alcune delle zone e alcuni ideali “cru” tradizionalmente particolarmente vocati alla viticoltura potrebbero diventare troppo caldi, secchi e/o troppo esposti alla radiazione solare per produrre uve di alta qualità. Tuttavia, nuove aree, in precedenza meno adatte alla viticoltura, potrebbero beneficiare del riscaldamento globale.

Cambiamenti nella Qualità dei Vini
Con il riscaldamento globale, i vini tendono ad avere una gradazione alcolica più elevata e una minore acidità, elementi che possono alterare il profilo sensoriale di alcuni dei vini, oggi, più importanti al mondo. Questo può richiedere l’adozione di nuove tecniche agronomiche ed enologiche per mantenere l’equilibrio e per preservare e manifestare in maniera nitida e riconoscibile l’identità dei vini nel loro luogo d’origine.

Resistenza ai Parassiti e alle Malattie
L’aumento delle temperature e l’instabilità climatica favoriscono la diffusione di nuovi parassiti e malattie della vite, come testimoniato dall’aumento di mal dell’esca, legno nero e flavescenza dorata. Per quanto concerne le crittogamiche, invece, viviamo un’alternanza estrema fra annata dalla bassissima pressione ad annate (come le due appena trascorse, in molti areali italiani) con una pressione molto alta e di difficile contenimento specie laddove non è possibile entrare in vigna tempestivamente e/o di adotta un regime biologico. Questo aumento degli stress biotici e abiotici stanno imponendo una riflessione sull’uso di fitofarmaci e trattamenti, con conseguente impatto sia sui costi di produzione che sulla sostenibilità ambientale.

Crisi Economica e Vincoli al Settore Vitivinicolo

Oltre al cambiamento climatico, l’attuale crisi economica sta influenzando pesantemente il settore vitivinicolo. Le difficoltà economiche legate all’aumento dei costi di produzione, alle incertezze del mercato e alla riduzione del potere d’acquisto dei consumatori pongono ulteriori sfide alla sostenibilità del settore.

Aumento dei Costi di Produzione
L’inflazione e l’aumento dei prezzi dell’energia e del materiale utile alla produzione e all’imballaggio del vino stanno pesando sui produttori, rendendo più difficile mantenere una redditività già, in molti casi, risicata. Le piccole aziende vinicole, che costituiscono la spina dorsale del settore italiano, sono particolarmente vulnerabili a queste dinamiche, essendo meno capaci di assorbire l’impatto economico rispetto alle grandi aziende.

Concorrenza Globale
La crescente competizione internazionale, soprattutto da parte di paesi storici ed emergenti, sta – in alcuni casi – erodendo le quote di mercato dei vini italiani all’estero. L’Italia deve quindi puntare su strategie di differenziazione, valorizzando la qualità, la tipicità e la contemporaneità dei suoi vini. Giocandosi, da un lato, il potenziale produttivo e la maggior marginalità potenziale su prodotti più “competitivi” e dall’altro – fondamentale – andando a lavorare (specie per quanto concerne il cuore delle azienda vitivinicole italiane, ovvero quelle medio-piccole a conduzione familiare) sul posizionamento, innalzando la percezione media di molti areali potenzialmente molto vocati attraverso selezioni e vini “di punta” che, oggi, mancano all’appello in gran parte delle realtà di tali areali, appannaggio delle sole denominazioni più importanti.

Mercato e congiunture economiche
La riduzione del potere d’acquisto dei consumatori italiani e stranieri, causata dall’inflazione e dalla crisi economica, sta avendo un impatto sul consumo interno di vino.

Le Opportunità per il Futuro

Nonostante queste difficoltà, il settore vitivinicolo italiano ha dimostrato una forte capacità di adattamento nel corso dei secoli, e la combinazione di innovazione tecnologica, nuove pratiche agricole e strategie di marketing potrebbe offrire delle soluzioni alle sfide attuali.

Innovazione e Sostenibilità
La ricerca di tecniche vitivinicole più sostenibili può non solo ridurre l’impatto ambientale, ma anche rispondere alla crescente domanda dei consumatori per prodotti più rispettosi dell’ambiente e del consumatore stesso. L’adozione di tecnologie digitali e l’uso di big data per monitorare le condizioni meteorologiche e il ciclo di crescita della vite possono migliorare l’efficienza e la resilienza delle aziende vitivinicole, per quanto la manualità e l’esperienza restino valori fondamentali per poter preservare, custodire e trasmettere nello spazio e nel tempo le singolarità territoriali e le loro complete e complesse identità. Per quanto concerne l’ambito prettamente agronomico è interessante valutare l’adozione di tecniche e approcci sostenibili sia ambientalmente che economicamente, puntando – da un lato – a preservare la biodiversità e microbiota del vigneto e – dall’altro – aumentare la resistenza e la resilienza delle piante nei confronti di stress idrici e termici e fitopatologie sul breve e sul lungo periodo ponderando al meglio portainnesti (confidando in un ulteriore passo in avanti in termini di ricerca/proposta), sistemi di allevamento e prodotti.

Diversificazione delle Varietà
Il cambiamento climatico potrebbe spingere i viticoltori a diversificare le varietà coltivate, introducendo specie più resistenti alla siccità e ai cambiamenti di temperatura. Alcuni esperti suggeriscono l’introduzione di “nuove” cultivar, ma è sempre più frequente la riscoperta di antiche varietà autoctone italiane capaci di rivelarsi più adatte alle nuove condizioni climatiche. Nonché la possibilità, ormai potenzialmente sdoganata, offerta il breeding e la cisgenesi. Da non sottovalutare un ritorno all’uvaggio o al vinaggio, ricercando equilibri e armonie raggiungibili, con costanza, solo grazie alla complementarietà varietale.

L’enoturismo come veicolo promozionale e commerciale
L’Italia ha una tradizione enogastronomica senza pari eppure l’enoturismo non è mai decollato come avrebbe dovuto/potuto. Il turismo del vino o più in generale il turismo enogastronomico potrebbe rappresentare una risorsa preziosa per molti – se non tutti – i produttori italiani. In un contesto in cui il consumo di vino sta diminuendo e cambiando, offrire esperienze enogastronomiche uniche può attrarre consumatori disposti a pagare un premium price per prodotti di alta qualità e per vivere il territorio attraverso la cultura del vino.

Conclusioni

La viticoltura italiana, pur essendo esposta a cambiamenti profondi, può affrontare queste sfide con resilienza e innovazione. Adattarsi ai cambiamenti climatici, ridurre l’impatto della crisi economica e sfruttare nuove opportunità commerciali e tecnologiche saranno elementi chiave per garantire un futuro sostenibile sia a livello ambientale che economico. La capacità del settore di rinnovarsi, mantenendo intatta la propria identità e la qualità dei suoi prodotti, sarà decisiva per la sua futuribilità.

F.S.R.

#WineIsSharing

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