Il settore vitivinicolo italiano continua a confrontarsi con gli effetti dei cambiamenti climatici, che influenzano la produzione di vino in maniera sempre più significativa. Le stime per la vendemmia 2024 parlano di 41 milioni di ettolitri, un timido aumento del 7% rispetto al pressoché disastroso 2023, ma ancora lontano dal potenziale ottimale di 43-45 milioni di ettolitri, considerato l’obiettivo ideale dalle aziende del settore. I dati dell’Osservatorio Assoenologi, ISMEA e Unione Italiana Vini (Uiv), presentati in occasione dell’Expo Divinazione a Ortigia, testimoniano come i fenomeni climatici estremi stiano ridisegnando le sorti del vigneto Italia, segnando una flessione del 12,8% rispetto alla media produttiva dell’ultimo quinquennio.
Cambiamenti climatici e qualità produttiva: una sfida inevitabile
Il clima sta avendo un impatto crescente e pervasivo sulla viticoltura italiana. Da un lato, le piogge eccessive nel Centro-Nord e, dall’altro, la siccità persistente al Sud, hanno creato un contesto produttivo estremamente variabile. Il risultato è una vendemmia che, seppur più contenuta in quantità, promette una qualità media buona, con alcune aree che segnano punte di eccellenza. L’andamento meteorologico ha spinto a raccogliere alcune varietà in anticipo, soprattutto nelle aree più colpite dalla carenza idrica, ma la completa maturazione fenolica delle uve è stata il vero punto di forza di quest’annata.
In un contesto sempre più dominato dall’incertezza climatica, la qualità diventa quindi il vero fattore discriminante per il successo del settore vitivinicolo italiano. Come sottolineato dal presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella, mai come quest’anno il ruolo dell’enologo si è rivelato cruciale: la competenza tecnica ha permesso di compensare gli squilibri creati dalle avverse condizioni climatiche, sia nella gestione del vigneto che nella trasformazione in cantina.
Nord, Centro e Sud: un’Italia del vino a velocità diverse
La distribuzione geografica della produzione riflette le differenze climatiche che hanno segnato il territorio nazionale. Il Nord ha mostrato una sostanziale tenuta rispetto al 2023 (+0,6%), mentre il Centro ha visto una ripresa vigorosa (+29,1%). Al Sud, sebbene la produzione sia aumentata del 15,5%, non si è tornati ai livelli pre-crisi. Le Regioni del Mezzogiorno, insieme alle isole, hanno infatti registrato un calo produttivo significativo rispetto alla media quinquennale, con un preoccupante -25,7%. Tuttavia, proprio in queste aree, caratterizzate da condizioni climatiche estreme, il focus sulla qualità è diventato l’elemento chiave per valorizzare la produzione.
Ecco le stime della vendemmia 2024 per regione:
- Piemonte: 2.607 migliaia di ettolitri
- Valle d’Aosta: 15 migliaia di ettolitri
- Lombardia: 840 migliaia di ettolitri
- Trentino-Alto Adige: 1.313 migliaia di ettolitri
- Veneto: 11.073 migliaia di ettolitri
- Friuli-Venezia Giulia: 1.598 migliaia di ettolitri
- Liguria: 46 migliaia di ettolitri
- Emilia-Romagna: 7.106 migliaia di ettolitri
- Toscana: 2.294 migliaia di ettolitri
- Umbria: 355 migliaia di ettolitri
- Marche: 649 migliaia di ettolitri
- Lazio: 564 migliaia di ettolitri
- Abruzzo: 2.072 migliaia di ettolitri
- Molise: 127 migliaia di ettolitri
- Campania: 480 migliaia di ettolitri
- Puglia: 7.038 migliaia di ettolitri
- Basilicata: 45 migliaia di ettolitri
- Calabria: 92 migliaia di ettolitri
- Sicilia: 2.340 migliaia di ettolitri
- Sardegna: 347 migliaia di ettolitri

L’impatto del cambiamento climatico in Europa e l’importanza di innovare

Il problema non è solo italiano, ma europeo: la Francia (39,28 milioni di ettolitri) ha subito un calo drastico del 18%, riconsegnando all’Italia il primato mondiale della produzione. Le difficili condizioni climatiche hanno impattato anche in Germania e Portogallo, mentre la Spagna ha registrato un importante recupero scavalcando di poco la Francia (39,75 milioni di ettolitri).
Le parole di Livio Proietti, presidente di ISMEA, sottolineano l’importanza di investire in tecnologie e strategie innovative per adattarsi ai nuovi scenari climatici. “La capacità di resistere agli effetti dei cambiamenti climatici sarà determinante per il futuro del vino italiano. La conoscenza tecnica, la preparazione e l’innovazione devono essere al centro della strategia del settore, con un occhio di riguardo per attrarre le giovani generazioni, attraverso percorsi di studio specializzati e opportunità concrete”.
Promuovere la qualità in un mercato in evoluzione
L’accento sulla qualità è fondamentale anche nell’ottica di un mercato in trasformazione, dove i modelli di consumo cambiano rapidamente. Secondo Lamberto Frescobaldi, presidente di Unione Italiana Vini, è necessario un “vigneto Italia flessibile”, capace di adattarsi sia agli eccessi di produzione che alle annate scarse. Puntare esclusivamente sugli espianti, come proposto da alcune politiche europee, potrebbe rivelarsi dannoso per l’Italia, specie per le regioni collinari dove la viticoltura svolge un ruolo fondamentale nella gestione del territorio.
La chiave, dunque, non risiede nella quantità, ma nella qualità. In un contesto di cambiamenti climatici sempre più imprevedibili, il lavoro meticoloso dei viticoltori e degli enologi è ciò che può consente all’Italia di ottenere una posizione di leadership anche a livello di percezione e di posizionamento, tralasciando il primato legato al mero volume produttivo. La vendemmia 2024 non fa di certo presagire il potenziale per un’annata memorabile in Italia, ma potrebbe riservare numerose sorprese tornando a parametri non distanti dalla “classicità” in diversi areali italiani. Parametri “classici” indotti da un settembre tendenzialmente più fresco che, conseguentemente a un rallentamento del ciclo vegetativo dovuto allo stress idrico e al caldo di agosto, ha portato – in alcune zone – a una convergenza fra le maturazioni, cosa sempre più rara nell’era dei cambiamenti climatici. Come ogni annata, sarà, comunque da valutare realtà per realtà, referenza per referenza, attraverso la degustazione di vini che ogni produttore, anche nel 2024, cercherà di portare in bottiglia nelle migliori condizioni espressive possibili.
F.S.R.
#WineIsSharing
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