- Portainnesti della vite: storia, tipologie e caratteristiche dei principali portinnesti e come scegliere quello giusto
di Wine Blog roll – Il Blog del Vino ItalianoDal piede franco ai portinnesti: la vite europea dopo la fillossera
Quando osserviamo un vigneto siamo naturalmente attratti dai grappoli, dalle foglie, dal tronco e dalla forma della pianta. Eppure, una parte decisiva della vite rimane nascosta sotto terra.
È lì che lavora il portainnesto (o portinnesto), elemento poco conosciuto da molti appassionati ma fondamentale prima per la sopravvivenza e oggi anche per l’adattamento della viticoltura moderna.
La scelta del portainnesto rappresenta, infatti, una delle decisioni agronomiche più importanti nella progettazione di un vigneto. Può influenzare la vigoria della pianta, la risposta alla disponibilità idrica, la tolleranza al calcare, alla salinità e ad alcuni parassiti del terreno, l’assorbimento degli elementi minerali e, attraverso l’interazione con il nesto e con l’ambiente, l’equilibrio vegeto-produttivo e la composizione delle uve.
In un’epoca caratterizzata dal cambiamento climatico, il portainnesto è diventato quindi uno dei principali strumenti di adattamento a disposizione della viticoltura.
Cos’è un portainnesto?
Il portainnesto è la parte inferiore della vite, costituita dall’apparato radicale e dalla porzione basale del fusto sulla quale viene innestata la varietà destinata a produrre l’uva, detta nesto o marza.
Una vite innestata è quindi formata dall’unione di due genotipi differenti:
- la parte aerea, appartenente generalmente a Vitis vinifera (Sangiovese, Nebbiolo, Pinot Nero, Chardonnay ecc.);
- l’apparato radicale, costituito da una specie di Vitis resistente o, più frequentemente, da un ibrido interspecifico selezionato come portainnesto.
Le due componenti mantengono il proprio patrimonio genetico, ma instaurano un’intensa relazione fisiologica: acqua, nutrienti, ormoni e segnali molecolari viaggiano continuamente tra radici e chioma. La pianta risultante non è quindi semplicemente la somma di due individui, ma un sistema nel quale portainnesto, nesto e ambiente interagiscono fra loro.
Perché esistono i portainnesti?
La risposta è racchiusa in una delle pagine più drammatiche della storia della viticoltura europea.
La fillossera
Nella seconda metà dell’Ottocento arrivò in Europa dal Nord America la fillossera della vite (Daktulosphaira vitifoliae), piccolo insetto fitomizo capace di attaccare soprattutto l’apparato radicale delle viti europee.
Le punture sulle radici della Vitis vinifera provocano deformazioni e necrosi e compromettono progressivamente la funzionalità dell’apparato radicale, favorendo anche fenomeni di marcescenza e conducendo, nei casi più gravi, alla morte della pianta.
La fillossera devastò la viticoltura europea.
Le specie americane, evolutesi insieme all’insetto, presentavano invece meccanismi di tolleranza o resistenza alla sua forma radicicola.
La soluzione che cambiò per sempre la viticoltura fu tanto semplice quanto rivoluzionaria:
- conservare le varietà europee per la produzione dell’uva;
- innestarle su apparati radicali derivati da specie americane resistenti.
Nasce così la viticoltura innestata che conosciamo oggi.
Il portainnesto serve solo contro la fillossera?
Assolutamente no.
La resistenza alla fillossera rimane una funzione fondamentale, ma oggi il portainnesto rappresenta soprattutto l’interfaccia tra la vite e il suolo.
Può influenzare:
- vigoria;
- sviluppo e distribuzione dell’apparato radicale;
- capacità di assorbire acqua;
- efficienza d’uso dell’acqua;
- assorbimento di potassio, magnesio, ferro e altri elementi;
- tolleranza al calcare e alla clorosi ferrica;
- risposta alla salinità e ai cloruri;
- adattamento alla tessitura e alla struttura del terreno;
- risposta agli stress idrici;
- tolleranza ad alcuni nematodi;
- equilibrio vegeto-produttivo;
- fertilità e dimensione delle bacche;
- durata del ciclo vegetativo e dinamica della maturazione.
L’effetto non è però assoluto: dipende sempre dall’interazione portainnesto × vitigno × suolo × clima × gestione agronomica.
Il DNA del vitigno non cambia, ma può cambiare sensibilmente il modo in cui quel vitigno si esprime.
Da quali specie derivano i portainnesti?
Gran parte dei portainnesti storici deriva da un numero relativamente ristretto di specie americane. Un’analisi genetica di 36 portainnesti ha evidenziato quanto sia ristretta la loro base genetica: circa il 39% del background genetico del campione studiato era riconducibile a sole tre accessioni di V. berlandieri, V. rupestris e V. riparia. È uno dei motivi per cui la ricerca contemporanea sta cercando di ampliare la diversità genetica disponibile.
Vitis berlandieri
Originaria di ambienti caratterizzati anche da suoli calcarei, ha fornito ai suoi discendenti caratteristiche particolarmente utili quali:
- elevata tolleranza al calcare;
- buona capacità di adattamento alla siccità;
- sviluppo radicale importante.
È una delle specie fondamentali nella genealogia dei portainnesti utilizzati nella viticoltura mediterranea.
Vitis riparia
È generalmente associata a:
- vigoria più contenuta;
- maggiore precocità;
- buona adattabilità ai terreni freschi;
- minore adattamento agli ambienti fortemente siccitosi.
Vitis rupestris
Ha contribuito alla selezione di portainnesti caratterizzati generalmente da:
- elevata vigoria;
- notevole sviluppo radicale;
- buona capacità di esplorazione del terreno;
- adattamento a condizioni di disponibilità idrica limitata.
Vitis vinifera
Compare nella genealogia di alcuni portainnesti, fra cui il celebre 41B, ottenuto dall’incrocio tra Vitis vinifera cv. Chasselas e Vitis berlandieri.
È però importante ricordare che la genealogia dei portainnesti è più complessa di quanto si sia creduto per molti decenni: moderne analisi genetiche hanno corretto o precisato l’origine di diversi materiali storici.
Come si sceglie un portainnesto?
Non esiste il portainnesto migliore.
Esiste il portainnesto più adatto a una determinata combinazione tra suolo, clima, vitigno e obiettivo produttivo.
Prima dell’impianto dovrebbero essere valutati almeno:
- tessitura e struttura del terreno;
- profondità utile;
- capacità di ritenzione idrica;
- drenaggio;
- calcare totale e soprattutto calcare attivo;
- pH;
- disponibilità di ferro assimilabile;
- salinità e contenuto in cloruri;
- fertilità;
- presenza di nematodi;
- disponibilità idrica e possibilità di irrigazione;
- frequenza e intensità degli stress termici e idrici;
- vigoria del vitigno;
- densità di impianto;
- forma di allevamento;
- obiettivo produttivo.
Per questo due vigneti confinanti possono teoricamente richiedere portainnesti differenti.
Non basta conoscere il calcare totale
Un dettaglio particolarmente importante riguarda la clorosi ferrica.
Il semplice valore del calcare totale non è sufficiente per valutare il rischio. Risulta molto più significativo conoscere il calcare attivo, cioè la frazione più reattiva dei carbonati presente nelle particelle fini del terreno.
Ancora più completo è l’IPC – Indice di Potere Clorosante, che mette in relazione il calcare attivo con il ferro facilmente estraibile del terreno.
È per questo che due terreni con percentuali simili di calcare totale possono comportarsi in maniera molto diversa nei confronti della vite.
I principali portainnesti
BERLANDIERI × RIPARIA
È una delle famiglie più importanti della viticoltura europea. In linea generale comprende portainnesti meno vigorosi e meno resistenti alla siccità rispetto ai Berlandieri × Rupestris, ma spesso interessanti nei terreni freschi e nelle situazioni in cui si desidera maggiore controllo vegetativo.
Kober 5BB
Uno dei portainnesti storicamente più diffusi.
Vigoria: medio-alta/elevata
Punti di forza
- buona adattabilità;
- buona tolleranza al calcare;
- rapido sviluppo;
- interessante nei terreni freschi e sufficientemente fertili.
Può risultare eccessivamente vigoroso in condizioni molto fertili e non rappresenta la prima scelta negli ambienti più aridi.
SO4
Molto diffuso nell’Europa centro-settentrionale.
Vigoria: medio-alta
Caratteristiche
- buona adattabilità;
- discreta tolleranza al calcare;
- comportamento interessante nei terreni freschi;
- buona produttività;
- capacità relativamente bassa di assorbire magnesio.
La sua resistenza alla siccità viene classificata da moderata a buona, ma non è generalmente consigliato nei terroir più aridi e asciutti.
Teleki 5C
Vigoria: media
Interessante per:
- equilibrio vegetativo;
- adattamento a numerosi terreni;
- discreta tolleranza al calcare;
- sviluppo relativamente regolare.
420A Mgt
Vigoria: medio-bassa
È uno dei portainnesti storicamente utilizzati quando si ricerca un maggiore controllo della vigoria.
Può:
- contenere lo sviluppo vegetativo;
- favorire un buon equilibrio vegeto-produttivo;
- adattarsi a terreni moderatamente calcarei.
La sua tolleranza alla siccità è però limitata rispetto ai portainnesti mediterranei più vigorosi.
161-49 Couderc
Vigoria: bassa/moderata
Può essere utile nei terreni fertili quando si desidera limitare la crescita della vite.
È però un portainnesto relativamente delicato nei confronti di alcune condizioni pedoclimatiche e non è indicato per gli ambienti caratterizzati da forte stress idrico.
RIPARIA × RUPESTRIS
Questa famiglia merita una categoria distinta.
101-14 Mgt
Vigoria: medio-bassa
È particolarmente interessante nei terreni freschi e ben alimentati dal punto di vista idrico.
Può favorire:
- contenimento della vigoria;
- buona precocità;
- equilibrio vegetativo.
È invece considerato relativamente sensibile alla siccità ed è quindi meno adatto alle condizioni mediterranee più estreme. Proprio per questo viene spesso utilizzato come termine di confronto negli studi sui nuovi portainnesti resistenti allo stress idrico.
3309 Couderc
Vigoria: medio-bassa/moderata
Molto utilizzato soprattutto in Francia.
Presenta:
- buona affinità con numerosi vitigni;
- sviluppo relativamente equilibrato;
- tendenza alla precocità.
È però poco adatto agli ambienti caratterizzati da forte siccità. Studi sperimentali ne hanno evidenziato la sensibilità allo stress idrico.
BERLANDIERI × RUPESTRIS
Sono tra i grandi protagonisti della viticoltura mediterranea grazie alla combinazione tra vigoria, adattamento ai terreni difficili e tolleranza alla siccità.
1103 Paulsen
Vigoria: elevata
Punti di forza
- ottimo adattamento alla siccità;
- buona esplorazione del terreno;
- adattamento anche a terreni compatti;
- discreta tolleranza ai cloruri;
- buon assorbimento del magnesio.
Tollera indicativamente fino al 17% di calcare attivo, con IPC intorno a 30; la sua resistenza alla clorosi ferrica è quindi considerata media.
È uno dei portainnesti di riferimento negli ambienti mediterranei.
110 Richter
Vigoria: elevata
Caratterizzato da:
- buona resistenza alla siccità;
- elevata capacità di adattamento agli ambienti asciutti;
- vigoria importante.
Può rallentare il ciclo vegetativo rispetto ai portainnesti più precoci.
140 Ruggeri
È uno dei portainnesti più vigorosi e resistenti alla siccità disponibili.
Punti di forza
- elevatissima tolleranza allo stress idrico;
- ottima adattabilità ai terreni calcarei;
- buona capacità di assorbimento del magnesio;
- particolare adattamento a terreni poveri, asciutti, superficiali e pietrosi.
Può tollerare circa il 20% di calcare attivo, con IPC indicativamente fino a 90.
La sua grande vigoria rappresenta però anche un limite: può determinare uno sviluppo vegetativo molto intenso e tende a ritardare il ciclo e la maturazione. La scelta deve quindi considerare attentamente il vitigno e la fertilità del sito.
775 Paulsen
Portainnesto vigoroso e interessante soprattutto negli ambienti asciutti.
Presenta buona capacità di adattamento allo stress idrico, anche se oggi è meno diffuso rispetto a 1103 P e 140 Ru.
779 Paulsen
Anch’esso caratterizzato da vigoria importante e buona adattabilità ai terreni asciutti
VITIS RUPESTRIS
Rupestris du Lot
È uno dei portainnesti storici della viticoltura moderna e una delle accessioni che ricorrono maggiormente nella genealogia dei portainnesti successivamente selezionati.
È caratterizzato da:
- vigoria molto elevata;
- importante sviluppo radicale;
- buona adattabilità ai terreni poveri.
Oggi viene utilizzato molto meno rispetto al passato, ma il suo patrimonio genetico sopravvive in numerosi portainnesti moderni.
VINIFERA × BERLANDIERI
41B Millardet et de Grasset
Uno dei portainnesti storici della viticoltura europea.
Deriva dall’incrocio tra Vitis vinifera cv. Chasselas e Vitis berlandieri.
Il suo grande punto di forza è l’adattamento ai terreni calcarei: può tollerare indicativamente fino al 40% di calcare attivo, con IPC intorno a 60.
Caratteristiche
- elevata resistenza alla clorosi ferrica;
- vigoria da moderata a elevata;
- generalmente buona affinità d’innesto;
- discreto assorbimento del magnesio.
La resistenza alla siccità è invece moderata e il portainnesto può soffrire sia gli stress idrici importanti sia gli eccessi temporanei di acqua.
ALTRI PORTAINNESTI
Fercal
È uno dei riferimenti assoluti quando il problema principale è rappresentato dalla clorosi ferrica nei terreni fortemente calcarei.
Può tollerare indicativamente:
- fino al 60% di calcare totale;
- circa il 40% di calcare attivo;
- IPC fino a circa 120.
Sono valori che spiegano il suo utilizzo nelle situazioni più difficili.
La sua resistenza alla siccità è da moderata a buona quando riesce a sviluppare sufficientemente l’apparato radicale.
Una curiosità agronomica importante riguarda invece il magnesio: Fercal può presentare difficoltà nel suo assorbimento, soprattutto in presenza di concimazioni potassiche elevate, aumentando il rischio di manifestazioni carenziali.
Gravesac
Portainnesto interessante soprattutto per la sua capacità di adattamento a determinate condizioni pedologiche e per un comportamento vegetativo generalmente equilibrato.
Non va però considerato un portainnesto universale: come per tutti gli altri, la sua validità dipende dalla combinazione con suolo, clima e nesto.
196-17 Castel
Merita una categoria a parte perché la sua genealogia è più complessa rispetto ai classici gruppi precedenti.
Deriva dal 1203 Couderc, a sua volta Vitis vinifera × Vitis rupestris, incrociato con Vitis riparia Gloire de Montpellier.
È quindi più corretto indicarlo come:
(Vinifera × Rupestris) × Riparia
piuttosto che inserirlo tra i Berlandieri × Riparia.
La Serie M: una nuova generazione di portainnesti
Un aspetto particolarmente interessante della viticoltura contemporanea riguarda il ritorno della ricerca sui portainnesti.
La maggior parte dei materiali ancora oggi utilizzati deriva infatti dai programmi di selezione sviluppati tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. La loro base genetica è relativamente ristretta, mentre le condizioni ambientali nelle quali devono lavorare sono profondamente cambiate.
Da qui nasce il programma dell’Università degli Studi di Milano (dipartimento DiSAA) avviato negli anni ’80. Il progetto ha portato alla selezione dei portainnesti della Serie M: M1, M2, M3 e M4, iscritti nel 2014 al Registro Nazionale delle Varietà di Vite. Vengono moltiplicati e commercializzati in esclusiva mondiale dai Vivai Cooperativi Rauscedo (VCR), con il supporto della società Winegraft.
L’obiettivo non era semplicemente ottenere nuovi portainnesti resistenti alla fillossera, ma selezionare genotipi capaci di migliorare:
- risposta alla siccità;
- efficienza nell’uso dell’acqua;
- adattamento alla salinità;
- efficienza nell’assorbimento minerale;
- tolleranza alla carenza di ferro;
- sostenibilità complessiva del vigneto.
M1
È particolarmente interessante per la sua tolleranza alle condizioni di limitata disponibilità di ferro.
Gli studi indicano per M1 una tolleranza alla carenza di ferro superiore a quella di M3.
Presenta inoltre un comportamento interessante in condizioni di stress idrico.
M2
Mostra caratteristiche interessanti soprattutto per quanto riguarda l’adattamento a condizioni di salinità, pur presentando una tolleranza alla siccità inferiore rispetto agli altri materiali M più performanti sotto questo specifico aspetto.
M3
Presenta buona efficienza nutrizionale e tolleranza alla limitata disponibilità di ferro, seppure inferiore a M1.
Anche la sua risposta alla siccità è oggetto di studio e appare fortemente dipendente dalle condizioni sperimentali e dall’interazione con il nesto.
M4
È probabilmente il componente della serie che ha attirato maggiormente l’attenzione scientifica per la risposta allo stress idrico.
Deriva da una genealogia che comprende Vitis vinifera e Vitis berlandieri ed è stato selezionato proprio per la capacità di mantenere un’efficiente funzionalità fisiologica in condizioni di disponibilità idrica ridotta.
In sperimentazione M4 ha mostrato:
- elevata tolleranza allo stress idrico;
- capacità di mantenere attività fotosintetica anche in condizioni severe;
- elevata efficienza d’uso dell’acqua;
- buona funzionalità dell’apparato radicale;
- interessante risposta alla salinità e all’accumulo di sodio e cloro.
Studi comparativi hanno mostrato per i portainnesti M, in condizioni di limitata disponibilità idrica, strategie fisiologiche paragonabili a quelle di portainnesti tradizionalmente considerati tolleranti alla siccità come 1103 Paulsen e 110 Richter.
Più che parlare quindi di portainnesti “del futuro”, è forse più corretto considerarli una delle prime risposte genetiche moderne a condizioni viticole molto diverse da quelle nelle quali furono selezionati i grandi portainnesti ottocenteschi.
Il portainnesto cambia il gusto del vino?
Non direttamente.
Il portainnesto non trasferisce aromi al nesto e non modifica il patrimonio genetico della varietà innestata.
Può però modificarne profondamente la fisiologia.
Attraverso l’influenza su:
- disponibilità d’acqua;
- nutrizione minerale;
- vigoria;
- superficie fogliare;
- rapporto tra vegetazione e produzione;
- resa;
- dimensione degli acini;
- durata del ciclo;
- accumulo degli zuccheri;
- acidità e pH;
- maturazione fenolica;
può contribuire indirettamente alla composizione dell’uva e quindi anche alle caratteristiche del vino.
Studi condotti sul Cabernet Sauvignon, ad esempio, hanno rilevato differenze nella composizione dei mosti in funzione del portainnesto, comprese variazioni nella concentrazione di potassio, solidi solubili, acidità e pH.
La ricerca più recente sta studiando persino le possibili conseguenze sulla composizione aromatica e sulla percezione sensoriale dei vini, pur trattandosi sempre di effetti indiretti e fortemente dipendenti dall’interazione portainnesto-nesto-ambiente, non di un trasferimento di caratteri aromatici dal portainnesto al vino.

Una curiosità: il portainnesto può cambiare anche la nutrizione minerale
Uno degli aspetti meno conosciuti riguarda la capacità dei diversi portainnesti di assorbire selettivamente gli elementi presenti nel terreno.
Non tutti assorbono allo stesso modo potassio, magnesio, ferro, sodio o cloro.
Questo è importante perché, per esempio, un maggiore assorbimento di potassio può favorire l’aumento del pH del mosto e modificare l’equilibrio acido dell’uva. In prove sperimentali su Cabernet Sauvignon, SO4 e 5BB hanno determinato concentrazioni di potassio nel mosto superiori rispetto ad altre combinazioni d’innesto.
Il portainnesto non è quindi soltanto un’”ancora” nel terreno: è anche un filtro fisiologico attraverso il quale la vite accede all’acqua e agli elementi minerali.
E le viti a piede franco?
Esistono ancora vigneti coltivati senza portainnesto, le cosiddette viti franche di piede.
Sono possibili soprattutto in particolari condizioni nelle quali la fillossera non riesce a completare efficacemente il proprio ciclo o a provocare danni rilevanti.
Il caso più noto è quello dei terreni fortemente sabbiosi, la cui struttura può ostacolare fortemente la mobilità e la sopravvivenza dell’insetto.
Per questo esistono ancora vigneti a piede franco in alcune aree costiere, insulari o caratterizzate da suoli con elevatissime percentuali di sabbia.
Occorre invece fare attenzione a un luogo comune: un terreno vulcanico non è automaticamente immune dalla fillossera.
Quando troviamo viti franche di piede in contesti vulcanici, la loro sopravvivenza va valutata in relazione alle specifiche caratteristiche fisiche del suolo – tessitura, percentuale di sabbia o materiali incoerenti, profondità, condizioni ambientali – e non semplicemente alla sua origine vulcanica.
Il piede franco rimane quindi un’eccezione preziosa e affascinante, non una normale alternativa all’innesto.
Un portainnesto per sempre
C’è infine un aspetto che rende questa scelta ancora più importante.
Il portainnesto viene deciso prima dell’impianto e accompagnerà idealmente il vigneto per decenni.
Una scelta varietale può talvolta essere modificata attraverso il sovrainnesto. Correggere una scelta sbagliata del portainnesto è molto più complesso e può arrivare a richiedere il reimpianto.
Significa che quando oggi scegliamo il portainnesto di un vigneto destinato a vivere 30, 40 o 50 anni non dobbiamo pensare soltanto al clima attuale, ma anche alle condizioni nelle quali quella vite dovrà vivere tra diversi decenni.
Ed è probabilmente questa una delle sfide più interessanti della viticoltura contemporanea.
Conclusioni
Per decenni il portainnesto è stato percepito quasi esclusivamente come la soluzione tecnica che ha permesso alla viticoltura europea di sopravvivere alla fillossera.
Oggi sappiamo che il suo ruolo è molto più ampio.
È l’interfaccia attraverso cui la vite dialoga con il terreno: regola in parte l’accesso all’acqua e agli elementi minerali, contribuisce a determinare la vigoria, condiziona la risposta agli stress e interagisce con il vitigno influenzandone fisiologia, produttività e dinamiche di maturazione.
In un contesto segnato dall’aumento delle temperature, da una distribuzione delle precipitazioni sempre più irregolare, da periodi siccitosi prolungati e, in alcune aree, da crescenti problemi di salinità, scegliere il portainnesto non significa più soltanto chiedersi “quale resiste alla fillossera?”, ma soprattutto “quale permetterà a questo vigneto di trovare equilibrio in questo luogo nei prossimi decenni?”
La ricerca sui nuovi genotipi, come quelli della Serie M, va proprio in questa direzione. Ed è particolarmente significativa se pensiamo che molti dei portainnesti ancora oggi più utilizzati sono stati selezionati tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento e derivano da una base genetica relativamente ristretta.
Il futuro potrebbe quindi non consistere semplicemente nel trovare portainnesti sempre più vigorosi o resistenti alla siccità, ma nel disporre di una gamma genetica più ampia, capace di permettere scelte sempre più precise in funzione del singolo terroir.
Francesco Saverio Russo
#WineIsSharing
- Selezione migliori vini Rosati italiani “estate” 2026
di Wine Blog roll – Il Blog del Vino ItalianoSe fino a pochi anni fa il rosato era considerato, spesso a torto, un vino “stagionale” e non in grado di evolvere, oggi rappresenta una delle categorie più dinamiche e interessanti del panorama enologico italiano sia nelle versioni fresche che in quelle “affinate”. In un momento in cui il mercato continua a premiare vini più freschi, versatili e gastronomici, i rosati hanno definitivamente conquistato una propria identità, affrancandosi dal ruolo di semplice alternativa ai bianchi o ai rossi per diventare una tipologia con una personalità ben definita.
Di certo i Rosati rappresentano una delle categorie più in crescita nel nostro paese (e non solo) e il loro successo non è soltanto una conseguenza dell’evoluzione dei gusti dei consumatori. È soprattutto il risultato di una presa di coscienza dei produttori e un innalzamento generale della qualità dei vini immessi sul mercato. Sempre più aziende scelgono infatti di progettare il rosato fin dalla vigna, dedicando parcelle specifiche, anticipando le raccolte quando necessario e adottando tecniche di vinificazione studiate per valorizzarne precisione aromatica, equilibrio e capacità espressiva. Il rosato non è più il sottoprodotto di una vinificazione in rosso, ma un vino con una propria identità tecnica e stilistica.
Parallelamente è cambiata anche la sua collocazione a tavola. La straordinaria capacità di accompagnare cucine molto diverse tra loro, la possibilità di essere servito a temperature differenti in funzione dello stile e la presenza di interpretazioni che spaziano dai profili più sottili e verticali fino a quelli più strutturati e profondi ne fanno probabilmente la categoria più trasversale del vino italiano contemporaneo. Un vino capace di mettere d’accordo appassionati e neofiti, ristoratori e consumatori, trovando spazio ben oltre i mesi estivi.
L’Italia, più di molti altri Paesi, può contare su un patrimonio di vitigni, territori e tradizioni che rende il panorama dei rosati estremamente ricco e variegato. Accanto a denominazioni ormai simbolo della tipologia, come i Chiaretti della Riviera del Garda e di Bardolino o i Cerasuoli d’Abruzzo, continuano a crescere le interpretazioni provenienti dall’Etna, dalla Toscana, dal Piemonte, dal Friuli Venezia Giulia (con i Pinot Grigio Ramato che non è una forzatura considerare alla stregua dei più classici “Rosati”), dal Trentino-Alto Adige e da numerose aree del Centro e del Sud Italia. Calabria, Puglia, Campania, Sicilia e Sardegna stanno inoltre dimostrando una capacità sempre maggiore di proporre rosati dalla forte identità territoriale, contribuendo ad ampliare ulteriormente il livello qualitativo medio nazionale.
Nel corso di quest’anno ho degustato centinaia di vini rosati provenienti praticamente da ogni regione italiana, comprese realtà ancora poco conosciute per questa tipologia. Ancora una volta il dato che emerge con maggiore evidenza è la continua crescita della qualità media: maggiore precisione esecutiva, profili aromatici sempre più nitidi, migliore gestione dell’equilibrio gustativo e una crescente capacità di interpretare il territorio senza inseguire modelli internazionali o stereotipi stilistici.
La selezione che segue non rappresenta una classifica, né pretende di individuare i “migliori” in senso assoluto. È piuttosto una raccolta delle etichette che, nel corso delle degustazioni del 2026, mi hanno convinto maggiormente per personalità, precisione esecutiva, equilibrio, riconoscibilità e coerenza stilistica. Vini molto diversi tra loro per provenienza, impostazione e obiettivi, ma accomunati dalla capacità di raccontare, ciascuno a modo proprio, il momento straordinariamente positivo che sta vivendo il rosato italiano.
N.B. Se ho questa selezione come “estiva” è solo per dare una prima indicazione sulle referenze che mi hanno colpito di più in questi primi 7 mesi dell’anno, confidando che possiate incontrarli nelle carte vini (o possiate acquistarli) durante questa torrida estate. Seguirà, a dicembre, la consueta selezione di fine anno.
SELEZIONE DEI MIGLIORI VINI ROSATI ITALIANI ESTATE 2026
Arillo in Terrabianca – Bevorosa Maremma Toscana DOC Sangiovese Rosato 2025
Delicato e luminoso, esprime profumi di fragolina, melograno e pesca bianca, accompagnati da leggere sfumature agrumate. Il sorso è fresco, sapido, dinamico e di piacevole persistenza.Vallorsi – Prunetto Terre di Pisa DOC Rosato 2025
Naso elegante di lampone, ribes rosso e petali di rosa. Al palato è agile, equilibrato e scorrevole, con una chiusura fragrante e fresca.Girasasso – Gattociucco Maremma Toscana DOC Rosato 2025
Al naso emergono ciliegia croccante, melograno e delicati richiami floreali. In bocca è succoso, sapido e ben bilanciato, con un finale lungo e armonioso.Mantellassi – Maestrale Toscana IGT Rosato 2025
Profumi di piccoli frutti rossi, agrumi e fiori di campo anticipano un sorso fresco, teso e piacevolmente minerale, di ottima bevibilità.Tenuta del Travale – Epicarma Calabria IGP Rosato 2025
Raffinato e ritmato. Fragolina, pompelmo rosa ed erbe aromatiche. Il sorso è avvolgente, fresco e caratterizzato da una lunga scia sapida.Cantina Vignaioli del Morellino di Scansano – Le Vie del Mare Maremma Toscana DOC Rosato 2025
Delicato, pesca bianca, melograno e fiori freschi. Al palato è armonioso, fresco e scorrevole, con una piacevole impronta salina.Podere San Cristoforo – Pink Costa Toscana IGT Rosato 2025
Profumi nitidi di ribes, lampone e scorza di agrumi si accompagnano a una bocca vivace, elegante e di grande equilibrio.Tenuta Oderisio – Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2025
Intenso e fragrante, richiama ciliegia, melograno e rosa canina. Il sorso è pieno, succoso e sostenuto da una vibrante freschezza.Cacciagrande – Rosàh Maremma Toscana DOC Rosato 2025
Frutti rossi maturi, agrumi e leggere sfumature floreali caratterizzano lo spettro aromatico. In bocca è morbido, fresco e piacevolmente persistente.Cascina Luisin – LXXIV Vino Rosato 2025
Elegante e concreto con sentori di lampone, melograno, petali di rosa e spezia dolce. Il sorso è fine, dinamico e di grande precisione. Che classe!Ferzo – Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2025
Profumi intensi di amarena, piccoli frutti rossi e leggere note floreali. Al palato è ricco, fresco e molto equilibrato.Barone di Valforte – Valforte Rosé Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2025
Aromi di ciliegia fresca, ribes e melograno. Il sorso è succoso, avvolgente e ben sostenuto da una piacevole vena sapida.Cataldi Madonna – Terre de L’Aquila IGT Rosato 2025
Delicato nei profumi di fragolina, pompelmo rosa e fiori primaverili. In bocca è elegante, fresco e caratterizzato da una lunga persistenza.Tenuta Liliana – Veneri Salento IGP (Cabernet Sauvignon) Rosato 2025
Elegante e luminoso, esprime profumi di fiori freschi, agrumi e piccoli frutti rossi. Al palato è morbido e avvolgente, sostenuto da una vibrante freschezza e da una piacevole cremosità che accompagna un finale lungo e armonioso.Castello di Querceto – QuerceRosa Colli della Toscana Centrale IGT Rosato 2025
Profumi intensi di fragola, piccoli frutti rossi estivi e delicati richiami floreali. Il sorso è fresco, vibrante e sapido, con un frutto ben definito, ottimo equilibrio e una chiusura persistente e dinamica.Fattoria Uccelliera – La Prima Volta Toscana IGT Rosato 2025
Sentori di pesca bianca, lampone e agrumi si fondono a delicate note floreali. Il palato è agile, sapido e molto piacevole.Casa Comerci – Granàtu Calabria IGP Magliocco Canino Rosato 2025
Profumi di melograno, fragolina e leggere erbe aromatiche introducono una bocca ampia, fresca e persistente. Esemplare.Il Poderone – Sbocciato Maremma Toscana DOC Rosato 2025
Floreale e fragrante, con richiami di ciliegia, ribes e agrumi. Al gusto è equilibrato, fresco e di ottima scorrevolezza. .Tenuta DeMelis – Bardasce Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2025
Aromi di ciliegia, melograno e petali di rosa. Il sorso è succoso, pieno e ben sostenuto dalla freschezza. Materico.Cà Maiol – Roseri Valtènesi Riviera del Garda Classico DOC Chiaretto 2025
Elegante nei profumi di pesca, piccoli frutti rossi e agrumi. In bocca è fine, sapido e caratterizzato da una piacevole tensione.Centorame – Castellum Vetus Colline Teramane Cerasuolo d’Abruzzo Superiore DOC 2025
Complesso di frutta rossa matura, agrumi e leggere spezie. Il palato è strutturato, vibrante ed estremamente persistente. Consistente.Valori Vini – Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2025
Profumi netti di amarena, melograno e violetta anticipano un sorso pieno, fresco e piacevolmente sapido.Le Vigne di Zamò – Pinot Grigio Ramato Friuli Colli Orientali DOC 2025
Al naso emergono pesca, melograno e scorza d’arancia. Il sorso è elegante, fresco e ben equilibrato, con un finale raffinato. Peculiare.Perla del Garda – Valtènesi Riviera del Garda Classico DOP 2025
Profumi delicati di lampone, agrumi e rosa fresca. Il sorso è scorrevole, fresco e sostenuto da una piacevole sapidità.Fattoria di Magliano – Illario Maremma Toscana DOC Rosato 2025
Naso fine di fragolina, ribes e scorza di pompelmo, con eleganti richiami floreali. Il sorso è slanciato, sapido e di grande equilibrio, con una chiusura fresca e persistente.Moroder – Armonia Conero DOCG Rosato 2025
Profumi di ciliegia croccante, melograno e petali di rosa. In bocca è succoso, armonioso e ben sostenuto da una piacevole freschezza. Finalmente la DOCG ai Rosati del Conero! Benchmark.Az. Agr. Dell’Erba – Rugiada Colline Savonesi IGT Rosato 2025
Profumi delicati di fragolina di bosco, ciliegia fresca e fiori di campo si intrecciano a una sottile impronta minerale. Al palato è fresco, armonioso e sapido, con una tessitura elegante, un’acidità vivace e una piacevole persistenza che richiama la vocazione marittima del territorio.Tenuta Antonini – Le Casette Colline Teramane Superiore Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2025
Bouquet intenso di amarena, piccoli frutti rossi e leggere note floreali. Il palato è pieno, avvolgente e di lunga persistenza, con una vibrante vena sapida.Gagiablu – Rosellae Maremma Toscana DOC Rosato Sangiovese 2025
Delicato ed elegante, con sentori di lampone, melograno e agrumi. Il sorso è fresco, dinamico e molto piacevole, dal finale pulito.Citari – 18eQuarantacinque Riviera del Garda Classico DOC Chiaretto 2025
Naso raffinato di pesca bianca, piccoli frutti rossi e scorza di agrumi. Bocca elegante, sapida e di notevole scorrevolezza.Girolamo Russo – Etna DOC Rosato 2025
Profumi delicati di ribes, melograno e scorza di agrumi. Il sorso è elegantissimo, teso e dinamico, con una vibrante freschezza e una lunga chiusura decisamente salina.Feuduccio – Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2025
Intenso nelle note di ciliegia matura, melograno e violetta. Il sorso è ricco, fresco e armonioso, con una lunga persistenza fruttata.Casal Thaulero – Orsetto Oro Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2025
Bouquet ricco di amarena, ribes e melograno. Al gusto è pieno, succoso e ben bilanciato, con una piacevole chiusura sapida.Colline Albelle – Inrosé Toscana IGP Rosato 2025
Profumi delicati di lampone, pesca e fiori primaverili. Il sorso è agile, fresco e armonico, con una gradevole impronta minerale.Frescobaldi – Alìe Toscana IGT Rosato 2025
Elegante e raffinato, propone sentori di pesca bianca, pompelmo rosa e fiori di campo. In bocca è setoso, fresco e di notevole precisione.Capezzana – Vin Ruspo Barco Reale di Carmignano DOC Rosato 2025
Bouquet di ciliegia fresca, melograno e leggere sfumature floreali. Il sorso è equilibrato, dinamico e piacevolmente persistente.Taverna – Ròsa Langhe DOC Rosato 2025
Naso fragrante di piccoli frutti rossi, rosa e agrumi. Al palato è fine, fresco e scorrevole, con una chiusura elegante.Badia di Morrona – Vivaja Terre di Pisa DOC Rosato 2025
Profumi di ribes, pesca bianca e scorza di limone. Il sorso è sapido, armonioso e caratterizzato da una piacevole vivacità.Vicola Etzo – Mandrolisai DOC Rosato 2025
Armonico nella sua espressione di pesca, rosa, leggere note balsamiche e minerali. Al gusto è fresco, succoso e ben equilibrato, con finale sapido decisamente persistente.Juvara – ArmeRosa Puglia IGP Nero di Troia Rosato 2025
Profumi di melograno, lampone e petali di rosa. Il sorso è pieno, fresco e sostenuto da una piacevole sapidità.Val delle Rose – Litorale Maremma Toscana DOC Rosato 2025
Naso elegante di piccoli frutti rossi, agrumi e macchia mediterranea. Bocca dinamica, fresca e armoniosa, con una lunga chiusura.Borgo Turrito – CalaRosa Puglia IGP Nero di Troia Rosato 2025
Sentori di ciliegia, ribes e leggere sfumature floreali. Il sorso è morbido, fresco e ben strutturato, con un finale sapido.Mesa – Rosa Grande Isola dei Nuraghi IGT Rosato 2025
Profumi di fragolina, melograno e fiori selvatici si fondono a una delicata nota agrumata. Il palato è elegante, minerale e persistente.Pakravan-Papi – Rosato de’ Papi Costa Toscana IGT Merlot Rosato 2025
Naso raffinato di lampone, pesca e scorza d’arancia. In bocca è morbido, equilibrato e di piacevole lunghezza.Fattoria Sardi – 15 Primavere Rosè Toscana IGT Rosato 2025
Profumi delicati di ribes, melograno e petali di rosa. Il sorso è fine, fresco e caratterizzato da un’elegante sapidità.Monte Cicogna – Siclì Chiaretto di Moniga Riviera del Garda Classico DOC 2025
Al naso emergono pesca bianca, lampone e agrumi. La bocca è slanciata, fresca e molto armoniosa, con una piacevole nota minerale.Pellegrino – Albaria Terre Siciliane IGT Rosato 2025
Profumi di fragolina, melograno e agrumi, con delicati richiami floreali e mediterranei. Il sorso è fresco, succoso e sapido, ben scandito da una piacevole tensione e da un finale equilibrato.Mazzone – Dandy Murgia IGP Nero di Troia Rosato 2025
Frutto intenso, fiero e intriganti leggere spezie dolci. Il sorso è pieno, dinamico e di buona persistenza. Concreto ed elegante.Cupirosso – Silente Maremma Toscana DOC Alicante Rosato 2025
Piccoli frutti rossi, erbe aromatiche e scorza di pompelmo. Al gusto è sapido, fresco e molto scorrevole.Cantina Colonella – Parhelia Colline Teramane Cerasuolo d’Abruzzo Superiore DOC 2025
Intenso nei profumi di amarena, melograno e rosa canina. Il sorso è ricco, succoso e sostenuto da una vibrante freschezza.DueSassi – Tramonti a Mare Maremma Toscana DOC Ciliegiolo Rosato 2025
Naso fragrante di ciliegia, lampone e agrumi. Bocca agile, equilibrata e piacevolmente sapida, con un finale lungo.San Gregorio – Umi Toscana IGT Rosato 2025
Profumi delicati di pesca, ribes e fiori bianchi. Al palato è fresco, armonioso e caratterizzato da una piacevole morbidezza.Cantine Fina – Hanami Terre Siciliane IGP Rosato 2025
Profumi delicati di fragolina, melograno, agrumi e fiori primaverili. Il sorso è fresco, luminoso e armonioso, con una piacevole sapidità e un finale lungo e fragrante.La Faretra – Passo Indietro Maremma Toscana IGT Rosato 2025
Sentori di melograno, piccoli frutti rossi ed erbe aromatiche. Il sorso è teso, minerale e molto elegante.Castello La Leccia – Rosato del Cavaliere Toscana IGT Rosato 2025
Bouquet di ciliegia fresca, rosa e scorza di agrumi. Il palato è fine, fresco e ben definito, con una chiusura persistente.Cecchi – Calipte Toscana IGT Rosato 2025
Profumi di fragolina, pesca bianca e ribes. In bocca è equilibrato, dinamico e di grande piacevolezza.Centorame – Liberamente Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2025
Intenso e fragrante, con note di amarena, ribes e violetta. Al palato è pieno, succoso e molto armonioso.Poggio Stenti – Maremma Toscana DOC Sangiovese Rosato 2025
Profumi di piccoli frutti rossi, melograno e leggere note floreali. Il sorso è fresco, equilibrato e di piacevole scorrevolezza.Tenuta del Garda – Volenterosa Riviera del Garda Classico DOC Chiaretto 2025
Delicato nei sentori di pesca bianca, lampone e agrumi. Bocca fresca, lineare e sostenuta da una piacevole sapidità.Milocco – Senza Pensieri Venezia Giulia IGT Rosato 2025
Afflato floreale e fruttato, con richiami di ribes e melograno. Il sorso è leggero, fresco e molto immediato.Tenute Selvolini – Perlina Toscana IGT Rosato 2025
Profumi di ciliegia, pesca e scorza di pompelmo. Al palato è armonioso, sapido e caratterizzato da un finale elegante.Marchesi Mazzei – Belguardo Toscana IGT Rosato 2025
Naso raffinato di fragolina, ribes e macchia mediterranea. Il sorso è preciso, fresco e di ottima persistenza.Tenute Gregu – SiRe Cannonau di Sardegna DOC Rosato 2025
Profumi di melograno, ciliegia e leggere erbe aromatiche. Bocca piena, fresca e piacevolmente minerale.Torre Zambra – Incastro Rosa Terre d’Abruzzo IGT 2025
Naso intenso di amarena, piccoli frutti rossi e rosa canina. Al gusto è succoso, equilibrato e persistente.Mocali – Rosè Toscana IGT Rosato 2025
Profumi di lampone, pesca bianca e petali di rosa. Il sorso è delicato, fresco e armonioso.Masciarelli – Villa Gemma Terre di Chieti Cerasuolo d’Abruzzo DOC Superiore 2025
Ampio e complesso, esprime note di amarena, melograno e fiori rossi. Il palato è ricco, elegante e di grande profondità, con una lunghissima persistenza.Poggio l’Apparita – San Michele n°3 Maremma Toscana DOC Sangiovese Rosato 2025
Profumi raffinati di ribes, melograno e scorza di pompelmo si accompagnano a delicati richiami floreali. Al palato è teso, sapido e armonioso, con un finale lungo e preciso.Tenuta Montauto – Staccione Toscana IGT Sangiovese Rosato 2025
Aroma fresco di fragolina, pesca bianca e agrumi. Il sorso è agile, lineare e caratterizzato da una piacevole vena minerale che accompagna la lunga chiusura.I Colli del Sannio – San Pantaleo Aglianico del Taburno DOCG Rosato 2025
Al naso esprime ciliegia croccante, lampone e leggere note floreali. La bocca è piena, fresca e ben equilibrata, con una piacevole persistenza fruttata.Lidia & Amato – Colline Teramane Cerasuolo d’Abruzzo Superiore DOC 2025
Profumi intensi di amarena, melograno e rosa canina. Il sorso è ricco, succoso e avvolgente, sostenuto da una vibrante freschezza.Gianni Masciarelli – Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2025
Spettro olfattivo ben scandito, fragrante di piccoli frutti rossi, ciliegia e violetta. Al palato è armonioso, pieno e dinamico, con un finale sapido e persistente.Nododivino – Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2025
Profumi di ciliegia fresca, ribes rosso e melograno. Il sorso è equilibrato, succoso e di grande bevibilità, con una piacevole chiusura minerale.Castelvecchio – Il Tocco Terre di Pisa DOC Rosato 2025
Delicato nei profumi di lampone, pesca bianca e fiori di campo. In bocca è fresco, elegante e ben bilanciato, con una piacevole scia sapida.Mikale – Viora Terre di Sicilia DOC Frappato Rosato 2025
Esprime note di fragolina, melograno e agrumi accompagnate da una delicata componente floreale. Il sorso è fresco, fragrante e molto scorrevole.Bruni – Soffio Rosato Toscana IGT Rosato 2025
Naso elegante di piccoli frutti rossi, pesca e scorza di agrumi. Al gusto è armonioso, fresco e caratterizzato da un finale pulito e persistente.Cataldi Madonna – Malandrino Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2025
Piglio sicuro, naso intenso di amarena, ciliegia croccante e melograno. Il sorso è pieno, succoso e vibrante, sostenuto da una piacevole sapidità.Terre di Balbia – Ligrezza Calabria IGP Gaglioppo Rosato 2025
Piccoli frutti rossi, melograno ed erbe mediterranee. Il sorso è dinamico, fresco e caratterizzato da una piacevole vena salina.Sequerciani – Oh Rosa! Maremma Toscana DOC Rosato 2025
Naso delicato di fragolina, ribes e scorza di pompelmo. Al palato è teso, sapido e molto elegante, con una lunga persistenza.Bulgarini – Rosa Blush Riviera del Garda Classico DOC Chiaretto 2025
Naso fine di pesca bianca, lampone e fiori primaverili. Il sorso è fresco, lineare e armonioso, con una piacevole chiusura minerale.Graci – Etna DOC Rosato 2025
Naso fine di fragolina, melograno, note floreali e solfuree. In bocca è misurato, teso e di grande precisione, con un finale persistente e minerale.Barone Cornacchia – Poggio Varano Colline Teramane Cerasuolo d’Abruzzo Superiore DOC 2025
Naso intenso e raffinato di amarena, melograno, ribes rosso e delicati richiami floreali. Al palato è pieno e avvolgente, con una trama succosa sostenuta da una vibrante freschezza e da una marcata sapidità. Il finale è lungo, armonioso e di notevole eleganza.La Valentina – Spelt Colline Pescaresi Cerasuolo d’Abruzzo DOC Superiore 2025
Profumi intensi di amarena, melograno e violetta si fondono a delicati richiami agrumati. Al palato è pieno, succoso e vibrante, con una trama elegante e una lunga persistenza.Cirelli – Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2025
Bouquet fragrante di ciliegia croccante, ribes rosso e petali di rosa. Il sorso è fresco, dinamico e sapido, con una piacevole scorrevolezza e un finale armonioso.Orlandi Contucci Ponno – Vermiglio Colline Teramane Cerasuolo d’Abruzzo DOC Superiore 2025
Naso raffinato di amarena, melograno e piccoli frutti rossi, impreziosito da lievi note floreali. La bocca è ampia, equilibrata e persistente, sostenuta da una vivace freschezza.Cioti – Pathernus Colline Teramane Cerasuolo d’Abruzzo DOC Superiore 2025
Profumi di ciliegia matura, melograno e rosa canina anticipano un sorso ricco, succoso e armonioso, con una piacevole impronta sapida e un finale lungo.Maugeri – Contrada Volpare Etna DOC Rosato 2025
Naso fine fiori bianchi, agrume ed erbe aromatiche. Al palato è preciso, verticale e sapido, con una raffinata impronta minerale.Tenuta Cerulli Spinozzi – Gruè Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2025
Naso intenso di piccoli frutti rossi, amarena e violetta. Al palato è avvolgente, fresco e ben bilanciato, con una chiusura elegante e persistente.Pasetti – Testarossa Terre Aquilane Cerasuolo d’Abruzzo DOP Superiore 2025
Elegante e complesso, esprime sentori di amarena, melograno, agrumi e delicati richiami floreali. Il sorso è pieno, vibrante e di grande equilibrio, con una lunga persistenza minerale.Castello di Querceto – QuerceRosa Colli della Toscana Centrale IGT Rosato 2025
Profumi intensi di fragola, piccoli frutti rossi estivi e delicati richiami floreali. Il sorso è fresco, vibrante e sapido, con un frutto ben definito, ottimo equilibrio e una chiusura persistente e dinamica.Terraviva – Giusi Cerasuolo d’Abruzzo DOP 2025
Naso fine di ciliegia croccante, melograno e rosa fresca. In bocca è succoso, fresco e armonioso, con una piacevole sapidità che accompagna il lungo finale.Tenute Demelas – Mandrolisai DOC Rosato 2025
Profumi di melograno, piccoli frutti rossi ed erbe mediterranee si fondono con eleganza. Il sorso è fresco, sapido e dinamico, con una piacevole trama minerale e una lunga persistenza.Giacu – Filare 40 Isola dei Nuraghi IGT Rosato 2025
Naso raffinato di lampone, ribes rosso e rosa canina, con delicati richiami agrumati. Al palato è slanciato, armonioso e vibrante, con una chiusura fresca e persistente.Roberto Abbate – Etna DOC Rosato 2025
Profumi di melograno, agrumi e fiori di campo introducono una bocca fresca, vibrante e minerale, caratterizzata da grande equilibrio e persistenza.Giovinco – ALMA Terre Siciliane IGT Rosato 2025
Profumi fragranti di lampone, ciliegia e petali di rosa si accompagnano a un sorso fresco, succoso e ben equilibrato, di piacevole persistenza.Donnafugata – Sul Vulcano Etna DOC Rosato 2025
Elegante nei profumi di piccoli frutti rossi, agrumi ed erbe mediterranee. Il sorso è vibrante, sapido e raffinato, con una chiusura lunga e armoniosa.Cantina di Lisandro – Rosa del Tempo Terre del Volturno IGT Pallagrello Nero Rosato 2025
Bouquet di ciliegia croccante, melograno e fiori freschi. Al palato è pieno, fresco e ben bilanciato, con una piacevole persistenza fruttata.Macchie Santa Maria – Ophelia Irpinia DOC Rosato 2025
Naso raffinato di piccoli frutti rossi, melograno e petali di rosa. In bocca è elegante, dinamico e persistente, con un finale fresco e minerale.Fontanavecchia – TabaRosa Aglianico del Taburno DOCG Rosato 2025
Bouquet intenso di amarena, melograno e leggere note floreali. Il sorso è pieno, succoso e vibrante, con una piacevole tensione gustativa e una lunga persistenza.Vigne Chigi – Rosa Canina Bio Terre del Volturno IGT Rosato 2025
Bouquet fragrante di piccoli frutti rossi, melograno e fiori di campo. Al palato è equilibrato, fresco e dinamico, con una chiusura elegante e persistente.Colle Moro – Mila Cerasuolo d’Abruzzo DOP 2025
Bouquet di amarena, ribes rosso e leggere note floreali. Il sorso è morbido, equilibrato e dinamico, con una chiusura fresca e persistente.Franco Conterno – Cascina Sciulun Langhe Rosato DOC 2025
Elegante e territoriale, dai profumi di piccoli frutti rossi, fiori freschi e lievi note speziate. Il sorso è teso, sapido e dinamico, coniuga percezione materica e grande bevibilità, offrendo un’interpretazione contemporanea del Nebbiolo senza rinunciare all’identità delle Langhe.Cantina Valle Tritana – Aufinum Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2025
Profumi di piccoli frutti rossi, melograno e violetta si accompagnano a una delicata nota agrumata. Al palato è pieno, fresco e ben strutturato, con una piacevole persistenza.Fattoria Buccicatino – Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2025
Sentori di ciliegia, fragolina e petali di rosa anticipano un sorso succoso, equilibrato e di grande bevibilità, sostenuto da una vivace freschezza.Fantini – Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2025
Intenso nei profumi di amarena, melograno e piccoli frutti rossi. Il sorso è ricco, morbido e armonioso, con una piacevole vena sapida e un finale persistente.Fattoria Sardi – 15 Primavere Toscana IGT Rosato 2025
Profumi delicati di ribes, melograno e petali di rosa. Il sorso è fine, fresco e caratterizzato da un’elegante sapidità, con una chiusura lunga e armoniosa.Michele Calò & Figli – Cerasa Salento Rosato IGP 2025
Bouquet intenso di ciliegia croccante, melograno e piccoli frutti rossi. Al palato è succoso, fresco e ben equilibrato, con una piacevole persistenza.Sanlorenzo – Toscana IGT Rosato 2025
Naso raffinato di lampone, agrumi e fiori primaverili. Il sorso è dinamico, sapido e molto elegante, con un finale pulito e persistente.Feudo Maccari – Rosé di Neré Terre Siciliane IGP Rosato 2024
Profumi di fragolina, melograno e scorza di agrumi si fondono a leggere note floreali. Al palato è fresco, armonioso e di grande bevibilità.Riecine – Palmina Toscana IGT Rosato 2025
Naso fine di piccoli frutti rossi, pesca bianca e petali di rosa. Il sorso è teso, vibrante e minerale, con una piacevole scia sapida.Deltetto – Suasì Langhe DOC Rosato 2025
Profumi fragranti di lampone, melograno e rosa fresca. Al palato è armonioso, succoso e dinamico, con una piacevole persistenza minerale.Barberani – Amore Umbria IGT Rosato 2025
Naso delicato di fragolina, ribes e melograno. In bocca è fresco, sapido e molto equilibrato, con una chiusura fragrante.Speranza – Beatrice Toscana IGT Rosato 2025
Profumi di lampone, piccoli frutti rossi e petali di rosa. Il sorso è morbido, armonioso e caratterizzato da una piacevole tensione gustativa.Tenute Vignola – Ros’aresta Cannonau di Sardegna DOC Rosato 2025
Profumi di piccoli frutti rossi, erbe mediterranee e scorza di agrumi. Il sorso è pieno, fresco e armonioso, con una chiusura minerale.Su’entu – Nina Isola dei Nuraghi IGT Rosato 2025
Bouquet fragrante di ribes, lampone e fiori di campo. Il sorso è fresco, vibrante e ben definito, con una lunga chiusura.Saraja – Istade Isola dei Nuraghi IGT Rosato 2025
Profumi di melograno, piccoli frutti rossi e agrumi. Al palato è elegante, sapido e molto scorrevole, con una piacevole persistenza.Podere Guardia Grande – Alguasanta Cannonau di Sardegna DOC Rosato 2025
Naso raffinato di ciliegia, fragolina ed erbe mediterranee. Il sorso è armonioso, fresco e caratterizzato da una marcata impronta salina.EnoVerso – Lama del Vento Salento IGT Rosato 2025
Sentori di ciliegia croccante, melograno e rosa canina. Al palato è pieno, succoso e ben equilibrato, con un finale persistente.Terre Alte di Pietramala – Via le Pangarine Vino Rosato 2025
Profumi di piccoli frutti rossi, agrumi e fiori freschi. Il sorso è agile, sapido e molto piacevole, con una chiusura elegante.Francesco Fiasco – Robivo Paestum IGP Rosato 2025
Profumi di fragolina, melograno e petali di rosa anticipano un sorso dinamico, fresco e persistente.Fradiles – Domos de Pedra Mandrolisai DOC Rosato 2025
Naso intenso di piccoli frutti rossi, erbe aromatiche e leggere spezie. Il sorso è succoso, sapido e ben strutturato, con un finale lungo.Roberto Cadeddu Vitivinicola – S’Areu Mandrolisai DOC Rosato 2025
Bouquet elegante di ciliegia, melograno e macchia mediterranea. Al palato è fresco, armonioso e di notevole persistenza.Masseria – Langhe DOC Rosato 2025
Profumi di lampone, ribes rosso e fiori primaverili. Il sorso è fine, fresco e caratterizzato da una piacevole mineralità.Bricco Rosso – Setùre Langhe DOC Rosato 2025
Sentori di fragolina, melograno e agrumi si accompagnano a una bocca elegante, dinamica e molto equilibrata.Baldetti – Toscana IGT Rosato Syrah 2025
Naso intenso di piccoli frutti rossi, melograno e pepe rosa. Al palato è succoso, armonioso e sostenuto da una vivace freschezza.Antonio Mazzella – àlema Epomeo IGT Rosato 2025
Profumi raffinati di piccoli frutti rossi, marasca, scorza di agrumi e delicati richiami floreali. Al palato è secco, pieno e marcatamente sapido, con una trama elegante, una piacevole tensione minerale e una lunga chiusura armoniosa.Bindella – Sol Sera Costa Toscana IGT 2025
Profumi di ciliegia croccante, ribes e scorza di agrumi. Il sorso è elegante, sapido e dinamico, con un finale lungo e minerale.Fabrizio Dionisio – Rosa del Castagno Toscana IGT Rosato 2025
Naso di fragolina, melograno e petali di rosa. In bocca è fresco, equilibrato e persistente, con una piacevole vena sapida.Tenuta Liliana – Veneri Salento IGP Cabernet Sauvignon Rosato 2025
Elegante e luminoso, esprime profumi di fiori freschi, piccoli frutti rossi, agrumi e delicati richiami di ribes nero. Al palato è fresco, teso e armonioso, con una piacevole cremosità, una vibrante sapidità e una lunga chiusura di grande equilibrio.Fattoria San Leonino – Cura Unicornis Toscana IGT Rosato 2025
Profumi di ribes rosso, melograno e scorza di pompelmo. Al palato è vibrante, elegante e caratterizzato da una lunga persistenza.Malvante – Vino Rosato 2025
Sentori di lampone, fragolina e fiori freschi anticipano un sorso succoso, fresco e ben bilanciato, con una piacevole chiusura.Ca’ Moranda – Dlicò Langhe DOC Rosato 2025
Naso elegante di piccoli frutti rossi, agrumi e petali di rosa. Il sorso è fresco, lineare e di piacevole persistenza.Tenuta La Scogliera – RÜZÒ Carignano del Sulcis DOC Rosato 2025
Bouquet di piccoli frutti rossi, macchia mediterranea e scorza di agrumi. Al palato è pieno, sapido e dinamico, con una lunga chiusura minerale.Annata 2024
Casa Vinicola Garofoli – K-Volve Marche IGT Rosato 2024
Naso elegante di lampone, ribes rosso e scorza di pompelmo. Al palato è fresco, scorrevole e ben equilibrato, con una chiusura fine e sapida.Il Lago – Alba di Zoe Toscana IGT Rosato Ciliegiolo 2024
Profumi di ciliegia fresca, melograno e leggere note floreali. Il sorso è dinamico, sapido e molto armonioso.Chiesa del Carmine – Rosabella della Chiesa Umbria IGT Rosato 2024
Profumi delicati di fragolina, pesca bianca e fiori primaverili. Il sorso è fresco, armonioso e di grande bevibilità.499 – Grela Langhe DOC Rosato 2024
Naso fine di lampone, ribes e melograno. In bocca è equilibrato, fresco e caratterizzato da una piacevole impronta minerale.Tenuta Moriniello – Luna Rosa Toscana IGT 2024
Naso raffinato di lampone, melograno e leggere note floreali. Il sorso è morbido, fresco e ben definito, con una piacevole chiusura.Antonella Pacchiarotti – Pian di Stelle Lazio IGT Rosato 2024
Naso intenso di piccoli frutti rossi, melograno e petali di rosa. Al palato è morbido, fresco e armonioso, con una piacevole persistenza sapida.Lecci e Brocchi – Meticcio Toscana IGT Rosato 2024
Naso fragrante di piccoli frutti rossi, agrumi e fiori di campo. Il sorso è agile, armonioso e molto scorrevole.Emiliano Falsini – Siauro Feudo Pignatone Etna DOC Rosato 2024
Profumi di melograno, agrumi e piccoli frutti rossi si fondono a delicati richiami balsamici. Al palato è teso, sapido e di notevole eleganza, con una chiusura lunga e minerale.La Rimessa – Tra le Linee Toscana IGT Rosato 2024
Profumi di ciliegia fresca, ribes e agrumi anticipano una bocca sapida, equilibrata e persistente.Cantine Barone – Primula Rosa Paestum IGT Rosato 2024
Aromi di ciliegia fresca, melograno e leggere note floreali. Al palato è succoso, fresco e persistente, con una piacevole vena sapida.LiSignori – Mecala Cannonau di Sardegna DOC Rosato 2024
Naso intenso di fragolina, melograno e macchia mediterranea. In bocca è equilibrato, dinamico e persistente, con una piacevole sapidità.Macchiabuia – Stellata di Macchiabuia Maremma Toscana DOC Rosato 2024
Profumi delicati di fragolina, ribes rosso e scorza di pompelmo. Il sorso è elegante, dinamico e ben equilibrato, con una chiusura fresca.La Salceta – Osato Valdarno di Sopra DOC Rosato 2024
Naso elegante di fragolina, melograno e scorza di pompelmo, arricchito da lievi note floreali. Il sorso è fine, teso e sapido, con un finale lungo e ben definito.Tamburini – TJ Toscana IGT Rosato 2024
Aromi di lampone, ribes e scorza di pompelmo. In bocca è fresco, lineare e armonioso, con una piacevole tensione minerale.Galognano – Santré Toscana IGT Rosato 2024
Sentori di ciliegia, ribes rosso e agrumi anticipano una bocca fresca, equilibrata e scorrevole, con un finale elegante.Generazione Alessandro – Vignazza Etna Rosato DOC 2024
Naso raffinato di melograno, agrumi e leggere note floreali. La bocca è tesa, minerale e di grande precisione, con un finale lungo e vibrante.Antonella Pacchiarotti – Ramatico Lazio IGT Rosato 2024
Sentori di ciliegia fresca, pesca bianca e fiori primaverili anticipano un sorso fresco, sapido e di piacevole scorrevolezza.Abbazia di Propezzano – Colline Teramane Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2024
Naso ricco di amarena, ribes e rosa canina. Al gusto è pieno, succoso e ben sostenuto dalla freschezza, con una lunga persistenza.Bolzicco – Inedito Friuli DOC Pinot Grigio 2024
Profumi di pesca, melograno e scorza d’arancia si fondono a delicate note floreali. Il sorso è elegante, fresco e armonioso.Fattoria Sardi – Le Cicale Toscana IGT Rosato 2024
Naso fine di piccoli frutti rossi, agrumi e petali di rosa. In bocca è fresco, lineare e caratterizzato da una piacevole sapidità.Citari – 18&Quarantacinque Riviera del Garda Classico DOC Chiaretto 2024
Profumi delicati di lampone, pesca bianca e fiori di campo. Il sorso è agile, equilibrato e molto piacevole, con un finale minerale.Buccia Nera – Toscana IGT Rosato 2024
Naso fragrante di fragolina, ribes e scorza di agrumi. Al palato è fresco, succoso e armonioso, con una piacevole persistenza.Frescobaldi – Aurea Gran Rosè Toscana IGT Rosato 2024
Elegante e complesso, propone sentori di piccoli frutti rossi, agrumi e delicati richiami floreali. Il sorso è raffinato, avvolgente e di notevole lunghezza.Colli del Vento – VB44 Maremma Toscana DOC Rosato 2024
Profumi di ciliegia, melograno e macchia mediterranea. In bocca è fresco, sapido e ben bilanciato, con una chiusura persistente.De Vigili – Contro Corrente Vigneti delle Dolomiti IGT Teroldego Rosato 2024
Naso intenso di lampone, ribes e melograno. Il sorso è vibrante, fresco e caratterizzato da una piacevole impronta minerale.Cà da Roman – Maria Pia Viaro Veneto IGT Regent (PIWI) Rosato 2024
Naso di piccoli frutti rossi, rosa fresca e agrumi. Al palato è equilibrato, scorrevole e di buona persistenza.Le Cime Basse – Rosebe Vino Rosato 2024
Profumi delicati di fragolina, pesca e scorza di pompelmo. Il sorso è fresco, armonioso e molto piacevole.Badini – Canicola Toscana IGT Rosato 2024
Naso elegante di ciliegia, ribes e leggere note floreali. In bocca è agile, sapido e caratterizzato da una buona tensione gustativa.Villa Saletta – Rosé Toscana IGT Rosato 2024
Profumi raffinati di melograno, piccoli frutti rossi e agrumi. Il sorso è fresco, setoso e molto equilibrato, con una piacevole persistenza.Francesco Cirelli – Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2024
Aroma intenso di amarena, ciliegia croccante e violetta. Al palato è pieno, succoso e vibrante, con una lunga chiusura fresca.Annata 2023
Monte Cicogna – Siclì “Affinato” Chiaretto di Moniga Riviera del Garda Classico DOC 2023
Profumi eleganti di melograno, scorza di agrumi, pesca bianca e delicati richiami di erbe aromatiche. Il sorso è raffinato, avvolgente e ben disteso, con una piacevole sapidità e una lunga persistenza.Ciavolich – Fosso Cancelli Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2023
Naso intenso e complesso di amarena, melograno, arancia sanguinella e leggere sfumature speziate. Al palato è ricco, succoso e profondo, sostenuto da una vibrante freschezza e da una lunga chiusura.Cascina Krejberg – K Langhe DOC Rosato 2023
Profumi di piccoli frutti rossi maturi, rosa appassita e scorza di agrumi si fondono con eleganza. Il sorso è armonioso, fresco e di ottima struttura, con un finale lungo e minerale.Senza annata (freschi, attualmente sul mercato)
Kellerei Bozen – Rosa Vino Rosato S.A.
Profumi delicati di piccoli frutti rossi, agrumi e petali di rosa. Il sorso è fresco, armonioso e piacevolmente sapido, con una chiusura pulita ed equilibrata.Cacciatora d’Uve – La Caccia delle Valli Centrali Vino Rosato
Naso fragrante di fragolina, lampone e fiori di campo. In bocca è agile, fresco e scorrevole, con una piacevole tensione gustativa e un finale persistente.Beatrice Cortese – Beami Sempre Vino Rosato
Naso elegante di ribes rosso, melograno e pesca bianca, accompagnato da delicate note floreali. Il sorso è fine, equilibrato e dinamico, con una piacevole vena minerale e una lunga chiusura.L’Aietta – Curve di Livello Vino Rosato S.A.
Naso delicato di piccoli frutti rossi, pesca bianca e petali di rosa. Il sorso è armonioso, fresco e di grande piacevolezza.Rosati longevi
Le Pignole – Amatio Veneto IGT Tai Rosso Rosato 2018
Il lungo affinamento dona un bouquet complesso di frutti rossi maturi, scorza d’arancia, spezie dolci e leggere note balsamiche. Il sorso è avvolgente, profondo ed elegante, con una lunga persistenza.Casa Comerci – Granàtu Calabria IGP Magliocco Canino Rosato 2017
Il tempo ha arricchito il bouquet con sentori di melograno maturo, arancia rossa, tè nero, erbe aromatiche mediterranee e leggere note speziate. Al palato conserva energia e freschezza, offrendo una trama ampia, sapida e di notevole complessità, con una persistenza molto lunga.In un momento storico in cui il gusto di una parte sempre più ampia dei consumatori sembra orientarsi verso vini dinamici, versatili e immediatamente fruibili, capaci di coniugare freschezza, agilità e precisione senza inutili eccessi estrattivi o strutturali, il rosato rappresenta oggi una straordinaria opportunità per il vino italiano. Per molti produttori può costituire un’interessante alternativa ai rossi più importanti, mentre per le aziende a forte vocazione bianchista può rappresentare quel naturale anello di congiunzione tra bianchi e rossi, ampliando l’offerta senza rinunciare alla propria identità. È evidente che le cantine tradizionalmente orientate alla produzione di grandi rossi non sempre dispongano delle attrezzature o dell’impostazione tecnica necessarie per realizzare rosati di impostazione più contemporanea; ciò non significa, tuttavia, che non sia possibile ottenere vini di notevole qualità anche attraverso vinificazioni più artigianali, purché condotte con sensibilità, attenzione e rigore.
L’evoluzione culturale che l’Italia ha vissuto negli ultimi anni nei confronti della vinificazione “in rosa” è probabilmente il principale fattore alla base della crescita qualitativa della categoria. Oggi il rosato viene sempre più spesso progettato fin dalla vigna e interpretato con un’identità propria, anziché essere considerato una semplice derivazione della produzione in rosso. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una qualità media in costante crescita, evidente anche in territori che fino a pochi anni fa non riservavano particolare attenzione a questa tipologia.
All’interno di questo panorama emergono alcune realtà che rappresentano ormai punti di riferimento consolidati. Il Cerasuolo d’Abruzzo continua a essere il grande ambasciatore italiano del rosato, forte di una denominazione capace di coniugare numeri importanti, identità stilistica e un livello qualitativo mediamente molto elevato. Allo stesso modo, i Chiaretti della Riviera del Garda confermano la solidità di un modello costruito negli anni attraverso una visione condivisa, dimostrando come una denominazione possa crescere contemporaneamente in qualità, riconoscibilità e coerenza.
Accanto a queste grandi espressioni si stanno affermando territori che contribuiscono a portare il rosato italiano su un piano differente. L’Etna, con le sue altitudini, la tensione gustativa e una marcata impronta vulcanica, dimostra come il rosato possa raggiungere livelli di profondità ed eleganza assolutamente paragonabili a quelli delle migliori espressioni internazionali. Allo stesso modo il Mandrolisai, grazie alla sua viticoltura di montagna, alla biodiversità e a una personalità territoriale difficilmente replicabile, offre interpretazioni originali, identitarie e sempre più convincenti, capaci di esprimere alcuni dei vertici qualitativi della categoria.
La selezione che segue riflette volutamente questa straordinaria pluralità di stili. Troverete vini pensati per accompagnare le situazioni più diverse e soddisfare sensibilità differenti: dai rosati più delicati, sottili e slanciati a quelli più materici e profondi; da quelli giocati sulla fragranza del frutto a quelli che privilegiano un profilo più essenziale, floreale, minerale e sfumato. È proprio questa ricchezza espressiva a rappresentare oggi uno dei maggiori punti di forza della tipologia.
Non è difficile immaginare, infatti, un intero percorso di degustazione costruito esclusivamente intorno ai rosati: dalle interpretazioni più leggere e verticali fino a quelle più complesse, strutturate e capaci di evolvere nel tempo, senza che venga mai meno l’interesse del degustatore. Sarebbe un viaggio sorprendente, capace di mettere in discussione molti luoghi comuni ancora radicati.
Il mio auspicio è che appassionati, sommelier e ristoratori colgano sempre più questa opportunità. Proporre e valorizzare un rosato richiede spesso qualche spiegazione in più e una maggiore capacità di contestualizzazione, ma proprio per questo può trasformarsi in uno degli strumenti più efficaci per sorprendere chi si siede a tavola e raccontare, attraverso un calice, la straordinaria ricchezza del vino italiano.
Francesco Saverio Russo
#WineIsSharing
- Intervista a Gabriella Favara – La più giovane presidente di Assovini Sicilia di sempre
di Wine Blog roll – Il Blog del Vino ItalianoHo seguito con interesse, sin dagli albori, la nascita e l’evoluzione di Generazione Next, osservando da vicino il percorso di tanti giovani che oggi rappresentano una parte importante del presente e, soprattutto, del futuro del vino siciliano.
Per questo motivo, vedere la giovanissima Gabriella Favara alla presidenza di Assovini Sicilia e un Consiglio di amministrazione interamente composto dagli under 40 di Generazione Next – Graziano Nicosia, Costante Planeta, Cristina Madaudo, Pietro Pollara, Alessandro Tasca, Enrica Spadafora, Totò Navarra e Pierfilippo Marchello – non può che essere, per me, motivo di grande orgoglio e, al contempo, di enorme curiosità.
Sono convinto che questa nuova squadra saprà portare energia, idee e una visione capace di dare nuovo slancio alla Sicilia del vino, raccogliendo l’importante eredità di chi vi ha preceduto e proiettandola verso il futuro.
Credo che questa scelta corale dei produttori di Assovini rappresenti un messaggio molto forte per il mondo del vino italiano in toto. Oggi più che mai, i consorzi e le associazioni hanno bisogno di avviare un autentico ricambio generazionale, creando spazi di responsabilità per chi sarà chiamato a guidare il settore nei prossimi decenni. Non si tratta semplicemente di una questione anagrafica, ma della capacità di interpretare linguaggi, mercati e consumatori che stanno cambiando rapidamente.
Perché, in fondo, chi appartiene alle nuove generazioni è spesso nelle condizioni migliori per dialogare con le nuove generazioni.
Con questo spirito, e con la curiosità di capire quale direzione prenderà Assovini Sicilia, rivolgo alla neo eletta presidente le seguenti domande:
Intervista a Gabriella Favara, nuova presidente di Assovini Sicilia- Sei la più giovane presidente nella storia di Assovini Sicilia e guiderai un Consiglio di amministrazione composto interamente da giovani professionisti. Che significato ha per te questo passaggio generazionale e quale impronta vorresti dare al tuo mandato?
La nuova squadra rappresenta una naturale evoluzione della vita associativa ed una conferma del costante e fondamentale dialogo intergenerazionale che ha caratterizzato Assovini Sicilia sin dalla sua fondazione. Per me è anche un segnale forte che l’associazione ha voluto dare in un momento di transizione nel mondo del vino, consegnando il testimone a giovani professionisti chiamati ad affrontare le tante sfide che il futuro pone al vino di qualità. Assovini Sicilia si conferma, ancora una volta, un’associazione che con spirito pionieristico è capace di leggere la complessità dei nostri tempi e di tradurla in azioni concrete. In questa ottica il mio mandato farà tesoro dell’eredità culturale e storica di chi mi ha preceduto e si farà promotore di un cambiamento e traccerà la rotta che ci guiderà nei prossimi anni.
- Assovini Sicilia ha avuto un ruolo determinante nel costruire l’immagine del vino siciliano in Italia e nel mondo. Da dove pensi si debba ripartire oggi e quali saranno le priorità dei prossimi anni?
Oggi, se il vino siciliano ha piena riconoscibilità, apprezzamento e posizionamento nei mercati esteri e nazionale, è anche merito del lavoro che ha svolto Assovini Sicilia nel definire e promuovere il “brand Sicilia” come eccellenza vinicola e come prodotto culturale. Nel continuare a valorizzare questo risultato, credo che sia necessario affrontare le sfide dettate dal più complesso contesto internazionale. Partirei con l’identificare un nuovo linguaggio e strategie che intercettino i giovani consumatori, oltre all’individuazione di nuovi mercati per il vino siciliano e di strumenti efficaci per sviluppare le potenzialità dell’enoturismo.
- Il mondo del vino sta attraversando una fase di grandi cambiamenti: consumi che evolvono, mercati sempre più complessi, cambiamenti climatici e nuove sensibilità verso il consumo di alcol. Quali ritieni siano le sfide più importanti che il vino siciliano dovrà affrontare e come può contribuire Assovini Sicilia?
Sono tutte sfide attuali e importanti, che il mondo del vino è chiamato a governare con competenza e attraverso misure strategiche. In questo scenario complesso, Assovini Sicilia continuerà a supportare le aziende associate, individuando tutte le opportunità a supporto delle loro attività di promozione, programmazione e networking. Inoltre, Assovini Sicilia, per l’autorevolezza e la legittimità del ruolo che ricopre, sta diventando sempre più un think tank, coinvolgendo nuove voci e professionisti, anche di altri settori, all’interno di un dibattito vivace e dinamico.
- Hai studiato all’estero e oggi ti occupi quotidianamente di mercati internazionali. Quanto pensi sia importante osservare il vino siciliano con uno sguardo globale e quali opportunità vedi per la Sicilia nei mercati esteri?
Il vino siciliano ha sempre avuto un ruolo di ambasciatore nel mondo perché non è solo un prodotto ma qualcosa di più complesso che, nel sintetizzare i vari elementi (territorio, persone, paesaggi), racconta la cultura della nostra isola. Dal punto di vista commerciale, il mercato estero è sempre stato strategico per i nostri vini e continuerà ad esserlo nonostante le difficoltà geopolitiche. Se da un lato bisogna confermare la presenza dei nostri vini nei mercati già consolidati, sfruttando ogni margine di crescita, dall’altro bisogna guardare a nuovi mercati dove il vino siciliano è ancora poco presente o conosciuto. Il mondo ha sete di cultura siciliana e il vino è un perfetto mezzo per divulgare la nostra storia.
- La Sicilia oggi è molto più di una grande regione vitivinicola: è un mosaico di territori, vitigni, culture e identità. Come immagini possa evolvere il “brand Sicilia”, di cui mi accennavi poco sopra, nei prossimi anni senza perdere autenticità e valorizzando sempre di più le sue tante sfaccettature?
L’unicità del brand Sicilia sta proprio nella sua varietà e diversità, sia in termini di territori e biodiversità sia di aziende e delle persone che ne sono il cuore pulsante. È questa unicità che dobbiamo continuare a valorizzare, puntando al binomio vino-territorio, a valori come la sostenibilità e al racconto legato ai produttori.
- Ti faccio un’ultima domanda più personale. Quando terminerà il tuo mandato, quale risultato ti piacerebbe poter guardare con maggiore soddisfazione e dire: “È questo il contributo che abbiamo lasciato ad Assovini Sicilia”?
Mi piacerebbe che, insieme alla nuova squadra che compone il CdA, riuscissimo ad inaugurare una nuova traiettoria futura, che guardi ai valori e ai risultati di chi ci ha preceduto riuscendo anche ad intercettare i cambiamenti e lo spirito del tempo. Non solo una visione, ma anche azioni concrete come sensibilizzare i giovani al consumo consapevole e responsabile del vino, comunicare loro con leggerezza e con un nuovo linguaggio la complessità del vino e il suo valore culturale, trasformare le cantine in contenitori culturali, e dialogare con i professionisti di altri settori attraverso uno scambio e un confronto reciproco.
Mi piacerebbe inoltre contribuire a rafforzare ulteriormente lo spirito di squadra che già caratterizza Assovini Sicilia, favorendo ancora di più il dialogo, il confronto e la condivisione tra gli associati, affinché l’associazione sia sempre più un punto di riferimento e un supporto concreto per la crescita di tutti.Ringrazio di cuore Gabriella per le esaustive risposte e per aver messo nero su bianco pensieri che confermano la bontà della decisione presa dai produttori Assovini Sicilia. Sono certo che questa nomina e le attività di questo giovane CdA fungeranno da sprone e da esempio per molti consorzi italiani o, almeno, me lo auguro. Il mondo del vino ha un forte bisogno di questo tipo di approccio, senza rinnegare l’esperienza e la saggezza di chi ha qualche vendemmia in più alle spalle.
Francesco Saverio Russo
#WineIsSharing
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