I migliori Barolo 2021 e Riserva 2019, Barbaresco 2022 e Riserva 2020, Roero 2022 e Riserva 2021 degustati in anteprima a Nebbiolo Prima 2025 e i report delle annate

Nebbiolo Prima 2025 – Selezione dei migliori Barolo 2021 e Riserva 2019, Barbaresco 2022 e Riserva 2020, Roero 2022 e Riserva 2021 degustati in anteprima a Nebbiolo Prima e i report delle annate in degustazione alla cieca

Lieto di essere rientrato nell’ancor più ristretto novero di media internazionali selezionati per la 29ma edizione di Nebbiolo Prima, anche quest’anno ho potuto degustare in anteprima le nuove annate dei vini di 175 cantine delle principali denominazioni base Nebbiolo di Langhe e Roero e nello specifico: Barolo Docg 2021 e Barolo Riserva Docg 2019; Barbaresco Docg 2022 e Barbaresco Riserva Docg 2020, Roero Docg 2022 e Roero Riserva Docg 2021.

Durante le 3 sessioni (oltre 300 campioni) di assaggi rigorosamente alla cieca si è palesata una buona aderenza alle aspettative delle singole annate, nel bene e nel “male”. Come ogni anno condividerò con voi dei brevi report relativi agli andamenti stagionali e agli esiti degli stessi sulla fenologia della vite e sulle caratteristiche analitiche delle uve, per poi passare agli assaggi che mi hanno convinto maggiormente, secondo i seguenti parametri:
– espressività varietale: profilo organolettico coerente con le peculiarità varietali;

– aderenza territoriale: riconducibilità alla denominazione, alle menzioni comunali e alle specifiche MeGA;

 pulizia: palese nitidezza aromatica e pulizia di sorso;

– equilibrio: capacità di esprimere un buon bilanciamento fra le parti (struttura, acidità, tannino);

– profondità e lunghezza: allungo del sorso e persistenza gustativa;

– texture: trama tannica;

– dinamica di beva: cadenza e ritmo del sorso;

– potenziale di longevità: prospettiva di invecchiamento;

– eleganza: armonia olfattiva e finezza del sorso;

N.B.: va da sé che trattandosi di vini in anteprime e di sessioni d’assaggio molto prolungate, le seguenti selezioni sono da ritenersi relative alla percezione istantanea e allo stato momentaneo dei vini in degustazione. Questo non esclude la possibilità che alcuni dei vini presentati e non inseriti tra i “migliori” meritino una menzione in futuro.

Annata 2022 (Barbaresco e Roero Docg)

L’annata 2022 sarà ricordata come una delle più precoci e sorprendenti di sempre. La precocità è evidente dal fatto che le operazioni di vendemmia si sono concluse già all’inizio di ottobre, mentre la sorpresa deriva dalla straordinaria capacità di adattamento dimostrata dalla vite nelle Langhe, nonostante le sfide climatiche affrontate. Sin dalle prime fasi invernali, il clima si è mostrato insolitamente mite e caratterizzato da una significativa carenza di precipitazioni. La stagione vegetativa è iniziata in linea con gli ultimi anni, ma con un anticipo di una settimana rispetto al 2021. Fin dall’inizio è apparsa evidente la mancanza di riserve idriche nel suolo, condizione aggravata dalla prosecuzione della primavera con tempo stabile e assenza di piogge rilevanti. Tuttavia, questa situazione ha contribuito a bilanciare l’anticipo vegetativo, permettendo un germogliamento nei tempi consueti per tutte le varietà.

I mesi di aprile e maggio hanno registrato temperature conformi alle medie stagionali, accompagnate da una persistente scarsità di piogge. Un’impennata delle temperature è avvenuta dalla fine di maggio e ha perdurato per tutto giugno, determinando un’accelerazione ulteriore del ciclo vegetativo, con una fioritura anticipata di circa dieci giorni rispetto alla media, avvenuta prima della metà di giugno. Luglio ha mantenuto il trend di clima stabile e temperature elevate, spingendo le viti ad autoregolarsi in funzione della ridotta disponibilità idrica. La crescita vegetativa si è rivelata contenuta, con uno sviluppo ridotto delle femminelle e grappoli di dimensioni compatte. D’altro canto, l’assenza di piogge ha limitato la diffusione di patogeni fungini, semplificando la gestione agronomica del vigneto. Fondamentale è stata la corretta gestione della chioma per proteggere i grappoli dall’eccessiva esposizione al sole e prevenire eventuali scottature.

In Langa, Nebbiolo ha confermato ancora una volta il suo legame unico con il territorio, adattandosi in modo straordinario alle condizioni climatiche avverse. A metà settembre, dal punto di vista tecnologico, era pronto per la raccolta, mentre la maturazione fenolica ha continuato a svilupparsi fino a stabilizzarsi attorno al 20 del mese, dando così inizio alla vendemmia. Gli acini, più piccoli rispetto alla media, hanno presentato un rapporto buccia/polpa favorevole, elemento che dovrebbe agevolare una maggiore estrazione di tannini e composti aromatici. Inoltre, l’elevato tenore alcolico faciliterà l’estrazione durante la macerazione. Con un’adeguata attenzione alla conservazione del quadro acido in fase di vinificazione si sono ottenuti vini strutturati, dotati di grande longevità e potenziale di affinamento.

Nel Roero l’annata è iniziata con un inverno mite e particolarmente asciutto, rendendo necessaria un’attenta gestione del fogliame nei vigneti per garantire una copertura adeguata dei grappoli, proteggendoli dal rischio di surriscaldamento e ustioni. La primavera si è distinta come una delle più calde e secche degli ultimi 50 anni, con condizioni climatiche paragonabili a quelle del 2003. Anche l’estate ha mostrato caratteristiche insolite: la maggior parte delle precipitazioni annuali si è concentrata nei mesi estivi sotto forma di forti temporali, combinandosi con temperature già elevate e creando un clima quasi tropicale.

Anche nell’areale roerino la vendemmia è stata tra le più precoci mai registrate. Il Nebbiolo ha, però, tratto beneficio dalle poche piogge cadute nelle due o tre settimane precedenti la raccolta, portando a risultati molto soddisfacenti. Le uve si sono presentate sane, con un’elevata concentrazione zuccherina e un’acidità in linea con le ultime annate. Le rese, tuttavia, hanno mostrato una riduzione significativa, oscillando tra il 10% e il 20% in meno a seconda del vigneto. Nonostante le sfide imposte dal clima, l’annata si è rivelata positiva, soprattutto per le vigne più vecchie, le cui radici profonde hanno permesso di affrontare meglio la siccità primaverile, assicurando una maturazione equilibrata e di qualità.

I MIGLIORI ROERO DOCG 2022 DEGUSTATI A NEBBIOLO PRIMA 2025

mappa roero mga

Az. Agr. Cordero Gabriele – Roero DOCG 2022 (Priocca):
il giovane enologo dimostra una crescente costanza nelle sue interpretazioni del territorio, riuscendo a coniugare con maestria la classicità con una visione più moderna e dinamica della bevibilità. Ben fatto!

BAJAJ di Adriano Moretti – Roero DOCG 2022 – MGA Bric Nota (Monteu Roero):
è un piacere constatare come, anche in degustazione alla cieca, questo vino di un altro giovane talento del Roero si sia distinto per la sua luminosità, energia e slancio. Riesce a mantenere un equilibrio non scontato per l’annata, segnando un ulteriore passo avanti per questa piccola realtà.

Az. Agr. Beiva di Ferrero Giovanni – Roero DOCG 2022 “Sprunet” (Canale):
tra i vini più armonici al naso e ben bilanciati al palato. La struttura solida e l’acidità vivace lavorano in perfetta sinergia, dando vita a un sorso deciso, saporito e di grande carattere.

I MIGLIORI BARBARESCO DOCG 2022 DEGUSTATI A NEBBIOLO PRIMA 2025

mega barbaresco

Nada Giuseppe – Barbaresco DOCG 2022 – MGA Casot (Treiso):
intenso e luminoso, si distingue per la sua fragranza generosa e la personalità fiera, espressa con grande equilibrio. Mostra sicurezza senza mai risultare eccessivo, con un finale lungo e avvolgente, dalle sfumature sanguigne. La trama tannica, fine ed elegante, conferisce al vino un profilo raffinato e di grande armonia.

Az. Agr. Orlando Abrigo di Abrigo Giovanni – Barbaresco DOCG 2022 – MGA Meruzzano (Treiso):
si distingue per il suo carattere equilibrato e la freschezza vibrante. Note di frutti rossi maturi si fondono con sentori floreali e speziati. Tannini fitti e fini e un finale ematico persistente completano un quadro gustativo coerente.

Az. Agr. Mustela – Barbaresco DOCG 2022 – “Karmico” MGA Meruzzano (Treiso): campione da botte
già una buona armonia olfattiva, con un accenno di legno ancora da integrare, ma promette grande complessità e prospettica eleganza. Di buona struttura, vanta un nerbo deciso e trama tannica vivida ma già ben integrata. Promette decisamente bene!

Az. Agr. Ada Nada – Barbaresco DOCG 2022 – “Elisa” MGA Rombone (Treiso):
complesso e intrigante, con frutto, fiore e spezia che sembrano completarsi vicendevolmente. Buona materia e discreta tensione, con tannini fitti e fini e un piacevole finale fra ferro e sale.

CA’ DEL BAIO di Grasso Giulio – Barbaresco DOCG 2022 – MGA Vallegrande (Treiso):
classico e armonico, con frutta ben matura, note balsamiche di liquirizia e sfumature ematiche sin dal primo naso. La struttura è solida ma educata, con un finale lungo e sanguigno, netto e pulito.

Az. Agr. Taverna Roberto – Barbaresco DOCG 2022 – “Duicrü” (Neive): campione da botte
aromi di mora selvatica, sottobosco, erbe aromatiche e spezie. La bocca è ancora in evoluzione, ma si palesa già un buon equilibrio. Tannini incisivi e una bella spinta acida che ne suggeriscono un grande potenziale.

Az. Agr. Cascina Vano di Rivetti Bruno – Barbaresco DOCG 2022 – MGA Rivetti (Neive):
potente ma raffinato, con note di frutti rossi maturi, tabacco dolce e un accenno di cuoio. Tannini ben definiti e una nota umami che dona profondità e persistenza.

Cascina Alberta – Barbaresco DOCG 2022 – MGA Serragrilli (Neive):
frutto giustamente maturo, rosa appassita e spezie leggere. Tannini levigati e una buona freschezza completano un sorso equilibrato e di grande dinamica di beva.

CA’ DEL BAIO di Grasso Giulio – Barbaresco DOCG 2022 – MGA Asili (Barbaresco):
elegante e complesso, con aromi di ciliegia, viola, erbe aromatiche e note balsamiche. Al palato è raffinato e avvolgente, con una trama tannica garbata ma presente e un finale lungo e armonico.

Cortese Giuseppe – Barbaresco DOCG 2022 – MGA Rabajà (Barbaresco):
intenso e stratificato, come sempre una grande espressione territoriale. Frutti scuri, liquirizia e una sottile vena minerale si fondono in un sorso strutturato, con una trama tannica ben definita e un finale profondo e persistente.

Az. Vitiv. Piazzo comm. Armando di Piazzo Marina – Barbaresco DOCG 2022 – MGA Pajorè (Treiso): fine nel fiore, giustamente maturo nel frutto, intrigante nella speziatura, con toni boisé ben integrati. Sorso integro, concreto, di buon nerbo e notevole allungo saporito. La trama tannica è già ben definita.

Cascina Luisin – Barbaresco DOCG 2022 – MGA Rabajà-Bas (Barbaresco):
complesso e potente, con note di amarena, erbe aromatiche e cioccolato. Una buona spina dorsale acida tende e sostiene un sorso ampio e materico, mentre il tannino fitto fa da anticamera a un finale succoso ed ematico.

Adriano Marco e Vittorio – Barbaresco DOCG 2022 – “Sanadaive” (Alba):
fragrante e generoso, con un profilo fruttato e floreale ben delineato e legno ben integrato. La bocca è fresca e dinamica, con tanni fitti e fini e un finale che combina un ritorno di frutto e una piacevole ematicità.

L’annata 2022 si dimostra non semplice per i produttori che hanno dovuto affrontare un andamento climatico che ha creato notevoli disparità sia in termini di epoca vendemmiale che, dunque, di asincronia delle maturazioni (aromatica, fenolica e tecnologica). A testimonianza di ciò non sono mancati campioni con evidenti surmaturazioni e/o con percettibili squilibri fenolici, ma fortunatamente il virtuosismo di molti produttori e la sensibilità degli interpreti hanno fatto la differenza, riuscendo a portare nel calice un novero di assaggi degni di nota, capaci di essere apprezzati ora e di proiettarsi verso i prossimi anni senza timore. Non mi stupirei se già a partire dai prossimi mesi queste 2022 riuscissero a stupirci trovando un’armonia ancora in divenire ma sicuramente possibile, almeno per quanto riguarda quei vini che sono riusciti a mantenere un buon equilibrio fra maturità e preservazione del quadro acidico.

Annata 2021 (Roero DOCG Riserva e Barolo DOCG)

L’annata 2021 ha avuto inizio con un inverno mite, seppur ricco di precipitazioni, alcune delle quali nevose, che hanno assicurato una buona disponibilità d’acqua, risultata essenziale per il proseguo della campagna. Per la restante parte, l’annata è stata la meno piovosa degli ultimi anni. La ripresa vegetativa è stata regolare e nei tempi tradizionali, senza anticipazioni come accaduto l’anno precedente. Questo ha permesso di affrontare efficacemente l’ultima ondata di freddo all’inizio della primavera, riducendo i danni da gelo sui germogli appena sviluppati. Anche il Nebbiolo, varietà a sviluppo precoce, ha risentito in modo lieve e circoscritto dell’abbassamento di temperatura, con danni limitati ai vigneti a quote più basse. Le fasi fenologiche successive hanno mostrato un carico produttivo moderato, stimato in circa il 10% in meno rispetto al 2020, facilitando il lavoro di diradamento e consentendo comunque di raggiungere le produzioni previste dai disciplinari di produzione. Con l’arrivo della primavera, è iniziato un periodo di bel tempo che ha caratterizzato l’intera estate, con temperature in linea alle medie del periodo e senza eccessi, specialmente nelle ore notturne. Nel mese di luglio, si sono verificati temporali intensi, culminati il giorno 13 con una violenta grandinata che ha interessato principalmente i territori di Castellinaldo, Castagnito, Guarene e Canale, causando danni significativi ai vigneti di quell’area. Non sono stati riportati danni, invece, nei vigneti di Barolo e Barbaresco. L’estate è poi proseguita regolarmente con scarse precipitazioni, contribuendo a ottenere una vendemmia eccezionale dal punto di vista fitosanitario e qualitativo. La vendemmia del Nebbiolo è iniziata negli ultimi giorni di settembre e ha raggiunto il suo picco nella seconda settimana di ottobre. I grappoli si presentavano sani, con una maturazione fenologica ottimale favorita dal calo delle temperature e dalle escursioni termiche osservate dalla metà di settembre in avanti. Dal punto di vista quantitativo, si è registrato un carico produttivo ottimale e ben bilanciato, con acini visivamente più piccoli rispetto all’anno precedente. Questi fattori hanno determinato una significativa concentrazione polifenolica, essenziale per la produzione di vini strutturati ed equilibrati destinati a durare nel tempo. In conclusione, nonostante l’annata caratterizzata da una marcata alternanza climatica con gelate tardive, temporali, grandinate estive e siccità, i risultati ottenuti in termini di qualità dell’uva sono stati sorprendenti, forse anche grazie alla quantità di produzione moderata.

I MIGLIORI ROERO RISERVA DOCG 2021 DEGUSTATI A NEBBIOLO PRIMA 2025

Az. Agr. Demarie Giovanni di Demarie Aldo – Roero Riserva DOCG 2021 – MGA Valmaggiore (Vezza d’Alba): campione da botte
dal profilo armonico e già ben delineato, con i classici piccoli frutti rossi, spezie delicate e un accenno di erbe aromatiche. Al palato è fresco ma di certo non esile, con una trama tannica fitta e una chiusura profonda e persistente. Un campione che lascia intravedere un buon potenziale evolutivo.

Az. Agr. Deltetto – Roero Riserva DOCG 2021 – MGA Gorrini (S. Stefano Roero):
aromi intensi di amarena, violetta e un sottile tocco balsamico. Al palato è avvolgente, con una trama tannica decisa ma equilibrata e un’acidità ben integrata che dona slancio e freschezza. Un vino che con il tempo saprà esprimere ulteriore complessità ed eleganza.

Az. Agr. Malvirà dei F.lli Damonte – Roero Riserva DOCG 2021 – MGA S.S. Trinità (Canale):
intenso e armonioso, con un profilo aromatico ricco di frutti scuri, spezie dolci e sfumature minerali. La bocca è generosa e ben strutturata, con tannini levigati e una persistenza lunga e avvolgente. Un vino che incarna la tipicità del territorio con un’eleganza innata e un grande potenziale di invecchiamento.

Ottima annata che, anche nel Roero, dimostra una buona propensione a un’espressività più classica del Nebbiolo, ancor più nella versione Riserva che anela a uno sviluppo evolutivo di tutto rispetto. Finezza aromatica, con florealità e speziatura naturale che ingentiliscono un frutto giustamente maturo, trama tannica fine e buon equilibrio fra materia e slancio, sono preludio di una nitida predisposizione all’eleganza.

I MIGLIORI BAROLO DOCG 2021 DEGUSTATI A NEBBIOLO PRIMA 2025

barolo mega mappa

Az. Agr. Diego Morra – Barolo DOCG 2021 – MGA Monvigliero (Verduno):
elegante e delicato con frutto ancora fresco, finezza floreale e una lieve speziatura nera. Al palato si distingue per la capacità di distendersi con grande disinvoltura, nonostante non manchi di materia. Esemplare la trama tannica. Lungo il finale, tra ferro e sale.

Soc. Agr. Alessandria Fratelli – Barolo DOCG 2021 – MGA Monvigliero (Verduno):
fragrante e complesso, con note di ciliegia, rosa canina, erbe aromatiche e leggere sfumature balsamiche. La struttura è solida ma ben bilanciata da un proverbiale nerbo acido, con tannini fini e un’ottima persistenza ematica.

Az. Grimaldi Bruna – Barolo DOCG 2021 – MGA Badarina (Serralunga d’Alba):
potente e stratificato, con sentori di frutta nera, liquirizia e sottobosco. La bocca è tonica e vigorosa, con tannini ben presenti ma per nulla sgarbati. Nitido il finale umami.

Az. Agricola G.D. Vajra di Vaira Aldo – Barolo DOCG 2021 – MGA Cerretta (Serralunga d’Alba):
ampio e profondo, con una trama aromatica ricca di frutti di bosco, tabacco e spezie. Strutturato e persistente, con un finale sapido che da abbrivio all’inerzia di beva.

Ettore Germano – Barolo DOCG 2021 – MGA Cerretta (Serralunga d’Alba):
intenso e prospettico, regala un profilo aromatico dominato da frutti maturi, cuoio e terra bagnata. L’acidità vivace bilancia perfettamente la solida struttura e la trama tannica è ben delineata. Chiude netto e sanguigno.

Az. Agr. Rosso Giovanni di Rosso Davide – Barolo DOCG 2021 – MGA Cerretta (Serralunga d’Alba): campione da botte
una vibrante espressione di frutta scura, rosa, pepe nero e sottobosco. La trama tannica è ancora in fase di definizione, ma l’equilibrio fra materia e slancio lasciano già presagire un grande potenziale evolutivo. Vino elegante e completo.

Fontanafredda – Barolo DOCG 2021 – “Vigna la Rosa” MGA Fontanafredda (Serralunga d’Alba):
elegante e suadente, con aromi di viola, frutti rossi e un accenno di spezie dolci. Al palato è armonico e persistente, con tannini ben levigati e una ritmata dinamica di beva.

Az. Vinicola Palladino – Barolo DOCG 2021 – MGA Parafada (Serralunga d’Alba):
frutto giustamente maturo, fiori, tabacco e grafite. Il sorso è pieno e avvolgente, con tannini ben integrati e un finale lungamente saporito.

Bugia Nen di Davide Fregonese – Barolo DOCG 2021 – MGA Prapò (Serralunga d’Alba):
naso intrigante e avvolgente, con frutti di bosco, cuoio e spezie scure. La bocca è potente, concreta, ma dinamica. La trama tannica è ben definita e il finale umami è decisamente persistente.

Terre del Barolo – Barolo DOCG 2021 – MGA Vigna Rionda (Serralunga d’Alba):
classico, eppure così contemporaneo! Intenso e complesso, fragrante e sfaccettato, con note di frutta matura, liquirizia e una sottile sfumatura minerale. Buona materia, grande centro bocca e incedere fiero e sicuro. Tannini cesellati e un finale ematico lungo e persistente.

D. Barale – Barolo DOCG 2021 – (Più comuni):
attingere a più parcelle per trovare equilibri perfetti senza lesinare autenticità. E’ così che è andata per questo vino che esprime un profilo aromatico classico con sentori di frutti rossi e spezie. Al palato è elegante, con una piacevole freschezza e tannini ben calibrati.

Marengo Mauro – Barolo DOCG 2021 – “Angela” (Più comuni):
armonico e avvolgente, con profumi di ciliegia matura, fiori e spezie, con lievi accenni di erbe aromatiche. Il sorso mostra un grande equilibrio. Piacevole il finale.

Vigneti Luigi Oddero e Figli – Barolo DOCG 2021 – (Più comuni):
solido e di carattere, con una bella espressione di frutta rossa, spezie e un accenno di cuoio. Sorso ampio in ingresso ma di buona distensione. Nitido e persistente il finale.

Az. Agr. Abrigo Giovanni di Abrigo Giorgio – Barolo DOCG 2021 – MGA Ravera (Novello):
ammaliante nei suoi aromi di ribes, rosa canina e intrigante grazie al tocco di spezie calde. Tannini già ben definiti e una freschezza vibrante ne fanno un vino davvero completo.

Vietti – Barolo DOCG 2021 – MGA Ravera (Novello):
ampio e generoso, fragrante e spigliato al naso. Frutto croccante, fiori freschi, erbe aromatiche, agrume pepe nero. Sorso appagante, ampio e dinamico, capace di combinare materia e agilità di beva in maniera esemplare. Succoso e carnoso il finale.

Az. Agr. Alberto Ballarin – Barolo DOCG 2021 – MGA Bricco Rocca (La Morra):
fragrante e raffinato, con note di frutta rossa fresca, spezie dolci e un tocco di balsamico. La bocca è equilibrata, con tannini fini e una lunga persistenza ematica.

Az. Agr. Molino Mauro – Barolo DOCG 2021 – MGA Conca (La Morra):
esprime eleganza e potenza, con aromi di frutta scura, pepe nero e grafite. Tannini fitti e un finale avvolgente tra ferro e sale.

Az. Agr. Burzi Alberto – Barolo DOCG 2021 – MGA La Serra (La Morra):
fine e armonico, con sentori di piccoli frutti di bosco e spezie leggere. La struttura è completa, l’incedere è agile e ben bilanciato, con una piacevole persistenza di sanguigna. Nuova classicità.

Az. Agr. Crissante Alessandria – Barolo DOCG 2021 – MGA Galina (La Morra): naso elegante con note di frutta giustamente matura, viola e pepe nero, con folate balsamiche ad aumentare la percezione di freschezza. Al palato è sicuro nell’incedere, forte nella muscolatura ma dotato di notevole agilità grazie all’ottimo equilibrio fra struttura e acidità. La trama tannica è fitta e fine, il finale lungo e saporito.

Az. Agr. Negretti – Barolo DOCG 2021 – MGA Rive (La Morra): al naso, emergono finezze floreali di rosa e accenni balsamici, a contorno di una nitida fragolina selvatica. In bocca è armonico ma sfaccettato, con una struttura moderata e una grande tensione. Fine e saporito il finale.

Bricco Carlina – Barolo DOCG 2021 – MGA Castello (Grinzane Cavour): frutti rossi maturi, spezie dolci e note di terra rossa bagnata. Al palato buon equilibrio fra materiale e slancio, con tannini decisi e una buona persistenza ematica.

Podere Ruggeri Corsini – Barolo DOCG 2021 – MGA Bricco San Pietro (Monforte d’Alba): aromi di frutti neri, liquirizia e spezie. Al palato buona materia, nerbo e consistenza, con tannini percettibili ma fini e un lungo affondo saporito.

Az. Agr. Rinaldi Giuseppe – Barolo DOCG 2021 – MGA Bussia (Monforte d’Alba): complessità aromatica e personalità unica, con note di ciliegia nera, ma soprattutto rosa canina, sottobosco e spezie, con la consueta e riconoscibile lieve apertura che amplifica le peculiarità di questo gande Barolo. Al palato è tonico, concreto, con tannini decisi ma ben delineati e una lunga persistenza fra ferro e sale.

Sara Vezza – Barolo DOCG 2021 – MGA Persiera (Monforte d’Alba): naso intenso di frutti rossi e neri, accompagnati da note floreali e speziate. In bocca buona struttura, con tannini ben definiti e una buona acidità che tende il sorso e gli conferisce slancio sino alla chiusura lungamente saporita.

Az. Agr. Monchiero Fratelli – Barolo DOCG 2021 – MGA Rocche di Castiglione (Castiglione Falletto): aromi di frutti rossi maturi, rose appassite e spezie dolci. Al palato tra i più eleganti, si mostra slanciato eppure non esile, con tannini fini e una lunga persistenza sanguigna. Già godibile ma in grado di stupire nel tempo.

Comm. G.B. Burlotto – Barolo DOCG 2021 – MGA Cannubi (Barolo): un’espressione di Cannubi sempre più difficile da riscontrare a causa dei cambiamenti climatici ma che in questa 2021 ha permesso una finezza e un’eleganza d’altri tempi. Al naso frutti rossi, fiori e spezie dolci. Il sorso è rigoroso, con materia e nerbo che si fondono ai tannini setosi. Lunga persistenza ematica in chiusura.

Agricola Gian Piero Marrone – Barolo DOCG 2021 – MGA Castellero (Barolo): aromi di frutti rossi maturi, note floreali e un tocco di spezie. Al palato ben strutturato, con tannini equilibrati e una buona acidità. Lungo e netto il finale saporito.

Giacomo Fenocchio – Barolo DOCG 2021 – MGA Castellero (Barolo): aromi di frutti rossi, fiori secchi e spezie leggere. Al palato elegante, con tannini fini e un buon allungo teso e saporito. Un elogio alla classicità senza tempo, capace di dimostrarsi attuale e apprezzabile ora e nel tempo.

Cavallotto Tenuta Bricco Boschis – Barolo DOCG 2021 – MGA Bricco Boschis (Castiglione Falletto):
complesso nei suoi toni di amarena, rosa canina, erbe aromatiche, tabacco e pepe. Tannini decisi ma ben integrati e un lungo finale umami e avvolgente completano un sorso di grande personalità.

Az. Agricola G.D. Vajra di Vaira Aldo – Barolo DOCG 2021 – MGA Bricco delle Viole (Barolo):
elegante e complesso, con il suo proverbiale profilo floreale e speziato. Al palato è raffinato, con tannini fini e un’acidità vibrante che da ritmo alla dinamica di beva. Chiude lungamente saporito.

L’annata 2021 si conferma all’altezza delle aspettative, ricordando una delle migliori vendemmie degli ultimi anni, ovvero la 2016, per compostezza, equilibrio e classicità (seppur dovremmo parlare di una “classicità” post-cambiamento climatico), con una grande prospettiva in termini di longevità. Un annata che alterna espressioni più austere a vini già molto eleganti, grazie alla finezza tannica (una delle rare annate in cui le maturazioni si sono dimostrate meno asincrone di quanto, ormai, accada nelle sempre più frequenti annate calde e secche). Un’annata con la giusta proiezione prospettica, fondamentale dopo una 2020 molto generosa e subito disponibile. La qualità media è molto alta e sono certo che molti dei vini che non sono rientrati nella mia selezione perché troppo “timidi” in questo momento inizieranno a raccontare di sé dopo l’estate e mostreranno un potenziale evolutivo all’altezza dei vini che già, sin da ora, mi hanno convinto per la loro predisposizione a rappresentare il Barolo nella forma più vicina alla classicità nella sua accezione più attuale e contemporanea.

Annata 2020 (Barbaresco Riserva DOCG)

L’annata 2020 è iniziata senza particolari criticità, con un inverno caratterizzato da temperature miti e scarse precipitazioni, soprattutto nevose. La primavera ha avuto un avvio relativamente asciutto e soleggiato, favorendo una ripresa vegetativa omogenea che ha preso il via a fine febbraio per concludersi, nelle varietà più tardive, nella seconda metà di marzo. I mesi di marzo e aprile si sono distinti per condizioni climatiche favorevoli, con temperature miti e precipitazioni contenute, lasciando presagire un’annata precoce. Tuttavia, nel mese di maggio, l’instabilità atmosferica e le frequenti piogge hanno rallentato lo sviluppo vegetativo, annullando il vantaggio accumulato nelle prime fasi primaverili. Queste precipitazioni, protrattesi fino a giugno inoltrato, hanno permesso di accumulare una riserva idrica significativa, utile per affrontare l’estate caratterizzata da temperature non eccessive e scongiurare situazioni di stress idrico.

In termini di produzione, le prime stime indicavano livelli quantitativi elevati, soprattutto per le varietà precoci. Tuttavia, grazie alla consueta pratica del diradamento, si è riusciti a riequilibrare le rese, privilegiando ulteriormente la qualità delle uve. Il clima nel complesso è stato ideale, sebbene la gestione agronomica abbia presentato alcune difficoltà verso la fine della primavera, a causa degli attacchi fungini favoriti dalle abbondanti piogge di maggio e giugno. Fortunatamente, l’assenza di grandinate o eventi atmosferici estremi ha permesso di mantenere un buon stato sanitario dei vigneti.

Per le varietà a ciclo più lungo, come il Nebbiolo, l’annata è apparsa da subito precoce, con l’invaiatura avvenuta tra l’inizio e la metà di agosto. Tuttavia, il successivo abbassamento delle temperature ha temporaneamente rallentato la maturazione, che ha poi ripreso il suo corso nella seconda metà di settembre. Il Nebbiolo, al momento della raccolta, si presentava in condizioni ottimali: le temperature notturne moderate hanno favorito un accumulo costante di polifenoli, che già a metà settembre risultavano su valori eccellenti. La maturazione è avvenuta in modo graduale e uniforme, permettendo di raggiungere il perfetto equilibrio zuccherino tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre.

A livello di acidità non si è verificato il consueto calo tipico delle annate calde e rapide. Questo equilibrio è stato probabilmente favorito dall’abbondante riserva idrica accumulata all’inizio dell’estate, che ha consentito alle viti di svilupparsi in modo ottimale.

In conclusione, l’analisi dei dati di maturazione delle uve conferma il profilo di un’ottima annata, con risultati apprezzabili soprattutto per i vini destinati a un medio-lungo invecchiamento, che si presentano più “disponibili” e “pronti” sin dalle prime battute ma non per questo lesinano una buona prospettiva in termini di longevità.

I MIGLIORI BARBARESCO RISERVA DOCG 2020 DEGUSTATI A NEBBIOLO PRIMA 2025

Nada Giuseppe – Barbaresco Riserva DOCG 2020 “Casmar BIO” (Treiso):
un Barbaresco elegante e austero, con un bouquet ampio e complesso, con buon equilibrio fra struttura e acidità e una grande prospettiva in termini di longevità.

Punset di Marcarino Marina & C. – Barbaresco Riserva DOCG 2020 “MGA Basarin” (Neive):
fine nello spettro floreale a armonico nel frutto, intrigante nei più scuri aromi di sottobosco e spezie. Un vino concreto, materico, sfaccettato, capace di una buona dinamica di beva ma ancora solo agli albori del suo potenziale evolutivo.

Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Gresy – Barbaresco Riserva DOCG 2020 “Gaiun” MGA Martinenga (Barbaresco):
un profilo aromatico che punta dritto verso la complessità, mantenendo nitidezza e generosità espressive, proprie dell’annata. Un sorso integro, di buon nerbo, con un lungo affondo saporito. Palese la sua capacità di invecchiamento.

Produttori del Barbaresco – Barbaresco Riserva DOCG 2020 “MGA Ovello” (Barbaresco):
già complesso al naso, con frutto, fiore, spezia e accenni balsamici in grande armonia. Una struttura solida che non lede una sorprendente agilità di beva. Tannini fitti e fini, affondo persistentemente ematico. Un Barbaresco tanto classico quanto contemporaneo nella dinamica di beva. Buono oggi e di sicura longevità.

L’annata 2020 si conferma una di quelle vendemmia capaci di stupire nel modo in cui riescono a cambiare fisionomia in base all’interpretazione e al tempo. Un’annata che poteva preoccupare per la sua maggior prontezza e minor predisposizione a lunghi affinamenti in legno ancor più che in bottiglia, ma che in alcuni casi sta ribaltando i pronostici dimostrando una completezza e una prospettiva non comuni. Di certo un’annata in cui è fondamentale cercare e selezionare le espressioni più equilibrate e proiettate all’eleganza, ma quelle sopracitate e, sicuramente, alcune altre referenze che per mano e zona hanno potuto portare in bottiglia vini analiticamente più armonici, saranno in grado di appagare oggi e “domani” con grande riconoscibilità e riconducibilità all’annata e al territorio.

Annata 2019 (Barolo Riserva DOCG)

Diversamente dall’annata 2018 (particolarmente precoce), l’annata 2019 sarà ricordata per essersi sviluppata in modo decisamente più consueto. La stagione agraria ha avuto un avvio lento a causa della persistenza della stagione invernale fino a febbraio, causando un ritardo anche nella primavera con un periodo di piogge e basse temperature fino a metà marzo. Nonostante ciò, la ripresa vegetativa è stata regolare: le abbondanti piogge di aprile hanno provocato un avvio più lento da un lato, ma dall’altro hanno portato a un notevole accumulo idrico nel suolo, compensando anche le scarse precipitazioni invernali. Il tempo instabile con temperature medie non elevate è proseguito per tutto il mese di maggio, confermando un ritardo di circa due settimane rispetto all’andamento vegetativo degli ultimi anni, ma in linea con un andamento più tradizionale. Le temperature alte di giugno, unite alla disponibilità idrica del suolo, hanno creato le condizioni per un rapido sviluppo vegetativo, richiedendo attenzione da parte dei viticoltori per arginare eventuali problemi fitosanitari. Il periodo più caldo della stagione è stato registrato tra l’ultima settimana di giugno e la prima di luglio, seguito da giorni con temperature più miti alternate a eventi piovosi. Alla fine di luglio si è verificata la seconda ondata di calore dell’estate, terminata con eventi temporaleschi intensi ma non dannosi per la vite; il resto della stagione estiva è trascorso con un clima mite e precipitazioni sporadiche e regolari, impegnando i viticoltori nella conduzione del vigneto dal punto di vista sanitario. A settembre si è verificato l’unico fenomeno grandinigeno registrato in Langa: il 5, infatti, si è abbattuto il temporale più intenso della stagione con annessa grandine, causando danni anche ingenti su porzioni di territorio limitate. Tuttavia, il danno è stato pesante ma, fortunatamente, circoscritto a due aree sulle colline attorno alla città di Alba, lasciando fuori il grosso delle aree di Barolo, Barbaresco e Dogliani. Il Nebbiolo è stato vendemmiato nella seconda parte del mese di ottobre e anche i suoi parametri analitici si presentano “classici”, ovvero buon tenore zuccherino e ottimo quadro polifenolico adatto ad assicurare vini di struttura con potenziali di invecchiamento molto alti. In particolar modo si nota un alto accumulo di antociani e quindi si attendono vini dotati di un ottimo colore, soprattutto in considerazione delle sue caratteristiche genetiche. In conclusione, l’annata che abbiamo portato in cantina la possiamo definire tradizionale, con una produzione di qualità nonostante il lieve calo quantitativo rispetto all’anno precedente.

I MIGLIORI BAROLO RISERVA DOCG 2019 DEGUSTATI A NEBBIOLO PRIMA 2025

Ettore Germano – Barolo Riserva DOCG 2019 – MGA Lazzarito (Serralunga d’Alba) Colore rosso granato intenso con riflessi leggermente aranciati. Al naso si esprime con note profonde di frutti rossi maturi, ciliegia sotto spirito, liquirizia e spezie dolci, accompagnate da sfumature minerali e terrose tipiche della MGA Lazzarito. Al palato si distingue per la struttura imponente e tannini fitti ma ben integrati, sorretti da una freschezza vivace che dona equilibrio e un lungo finale balsamico.

Az. Agr. Simone Scaletta Viticoltore – Barolo Riserva DOCG 2019 – MGA Bricco San Pietro (Monforte d’Alba) Rosso granato brillante, con aromi intensi di lampone, ribes nero e petali di rosa essiccati, seguiti da sentori di spezie dolci, cuoio e tabacco. In bocca si presenta con grande struttura e tannini decisi, tipici di Monforte d’Alba, ma levigati dall’affinamento prolungato. Il finale è lungo e persistente, con richiami di erbe aromatiche e liquirizia.

Famiglia Anselma – Barolo Riserva DOCG 2019 – “Adasi” da assemblaggio di più MGA (Monforte d’Alba): “Blend” di diverse MGA di Monforte d’Alba, questo Barolo Riserva 2019 mostra un profilo complesso e armonioso. Il bouquet si apre con note di ciliegia nera, mirtillo e viola, intrecciate a nuance di pepe nero, tabacco e sottobosco. Il sorso è potente e strutturato, con tannini ben maturi e un’acidità che dona eleganza e grande potenziale di invecchiamento. Finale lungo e speziato, con una leggera nota balsamica.

Aurelio Settimo – Barolo Riserva DOCG 2019 – MGA Rocche dell’Annunziata (La Morra): legno ben integrato, con frutto ancora integro, fiori secchi, spezia dolce e note balsamiche. Il sorso è energico, tonico e di buona scorrevolezza, grazie ai tannini decisi ma ben definiti. Chiusa ematica, di notevole persistenza. Classico.

Az. Agr. Monchiero Fratelli – Barolo Riserva DOCG 2019 – MGA Pernanno (Castiglione Falletto) Colore rosso granato luminoso. Al naso spiccano aromi di fragoline di bosco, scorza d’arancia, violetta e spezie fini, con sfumature di tartufo e cuoio. Al palato è elegante e stratificato, con tannini vellutati e una struttura equilibrata. Il finale è persistente, con note minerali e un piacevole accenno di liquirizia. La MGA Pernanno si distingue per il suo profilo raffinato e di grande longevità.

Az. Agr. Grimaldi Giacomo Di Grimaldi Ferruccio – Barolo Riserva DOCG 2019 – MGA Le Coste (Barolo): naso complesso con sentori di frutti rossi maturi, rosa appassita, pepe bianco e note balsamiche. In bocca è potente e strutturato, con tannini ben definiti e una freschezza che bilancia la ricchezza estrattiva. Il finale è lungo e speziato, con un’elegante persistenza di tabacco e cacao.

Bergadano Cav. Enrico di Bergadano Piercarlo – Barolo Riserva DOCG 2019 – MGA Sarmassa (Barolo): al naso è avvolgente con amarena, prugna matura, rosa essiccata e spezie orientali, con accenni di sottobosco e tartufo. Il sorso è profondo e stratificato, con tannini avvolgenti e un’acidità ben calibrata che conferisce dinamismo e longevità. Il finale è sapido e persistente, con ritorni di cacao amaro e spezie dolci.

I Baroli Riserva 2019 confermano la dimensione empirea di un’annata che già dai Baroli “annata” (scusate la ripetizione) faceva intuire quanto quell’andamento stagionale e quella vendemmia potessero donare ai grandi Nebbioli. Se i vini assaggiati in anteprima 2 anni fa hanno evidenziato un raro connubio fra armonia e suadenza, forza e ritmo, fra completezza del sorso e finezza della tessitura, le versioni riserva entusiasmano per complessità e profondità espressive, integrità e tonicità, tensione e persistenza gustativa, con picchi di grande classe ed equilibrio, in grado di esaltare l’eleganza del Nebbiolo e di far scorgere un’ancora lunga proiezione temporale.

Retrospettiva 10 anni

Confermato l’appuntamento, ormai, di rito con la retrospettiva “10 anni” che propone una degustazione di vini di tutte le denominazioni coinvolte in Nebbiolo Prima andando indietro nel tempo di 10 anni dalle annate degustate in anteprima, ergo: Barolo 2011 e Riserva 2009, Barbaresco 2012 e Riserva 2010 e nel caso del Roero solo Riserva 2011.

Ecco una selezione dei vini che sono risultati più integri, complessi, eleganti e appaganti tra i 33 campioni in degustazione:

Az. Agr. Malvirà – Roero Riserva DOCG 2011 – MGA Renesio (Canale)

Nada Giuseppe – Barbaresco DOCG 2012 – MGA Casot (Treiso)

Az. Agr. Orlando Abrigo – Barbaresco DOCG 2012 – MGA Montersino (Treiso)

Adriano Marco & Vittorio – Barbaresco DOCG 2012 – “Sanadaive” (Alba)

Punset – Barbaresco Riserva DOCG 2010 – MGA Barasin (Neive)

Agr. Alessandria F.lli – Barolo DOCG 2011 – MGA Monvigliero (Verduno)

Le Strette – Barolo DOCG 2011 – MGA Bergera-Pezzole (Novello)

Famiglia Anselma – Barolo DOCG 2011 – MGA Bussia (Monforte d’Alba)

Az. Agr. Poderi Marcarini – Barolo DOCG 2011 – MGA Brunate (La Morra)

Agr. Monfalletto – Barolo DOCG 2011 – “Monfalletto” (La Morra)

Virna Borgogno – Barolo DOCG 2011 – MGA Cannubi-Boschis (Barolo)

Borgogno – Barolo Riserva DOCG 2009 – (Barolo)

Marchesi di Barolo – Barolo Riserva DOCG 2009 – (Barolo)

Conclusioni e ringraziamenti

Concludo con i miei più sinceri complimenti ad Albeisa per l’impeccabile organizzazione di quella che è, a tutti gli effetti, l’anteprima del vino italiano più selettiva in assoluto, con degustazioni rigorosamente alla cieca e un servizio puntuale e preciso da parte della squadra di sommelier AIS ormai riferimento fisso per Nebbiolo Prima. Un plauso ulteriore per le migliorie apportate di anno in anno e per la volontà di collaborare con il consorzio di tutela Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani per agevolare la partecipazione dei media internazionali coinvolti in Nebbiolo Prima alla manifestazione Grandi Langhe, tenutasi a Torino nelle giornate successive alla chiusura dei lavori dell’anteprima di Barolo, Barbaresco e Roero Docg. Un segnale positivo che fa sperare in future collaborazioni dei due più importanti consorzi piemontesi al fine di valorizzare in maniera congiunta le unicità di questa straordinaria regione del vino italiano e mondiale.

F.S.R.

#WineIsSharing

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