Come di consueto, condivido con voi il report e gli esiti delle degustazione dell’esclusiva anteprima Nebbiolo Prima, svoltasi pochi giorni fa nella nuova sede di Albeisa nel centro di Alba.













Un format rinnovato quello di questa 28ma edizione di Nebbiolo Prima, che ha concesso l’opportunità, a un’ancor più ristretta selezione di media nazionali e internazionali, di degustare e valutare le nuove annate dei vini delle principali denominazioni base Nebbiolo di Langhe e Roero e nello specifico: Barolo Docg 2020 e Barolo Riserva Docg 2018; Barbaresco Docg 2021 e Barbaresco Riserva Docg 2019, Roero Docg 2021 e Roero Riserva Docg 2020.
Durante le 4 sessioni (oltre 300 campioni degustati di ca. 175 aziende) di assaggi rigorosamente alla cieca si è palesata una buona qualità media per tutte e tre le denominazioni, per quanto i numeri relativi ai vini in degustazione fossero, ovviamente, appannaggio della Docg Barolo, con una discreta presenza di referenze della Docg Barbaresco e, purtroppo, non molte della Docg Roero. Le annate in degustazione (dei quali riporterò i report prima di ogni selezione) sono state rispettate nelle loro potenzialità e i picchi gustativi non sono mancati. Per questo condividerò una selezione dei vini che di più si sono distinti per:
– espressività varietale: profilo organolettico coerente con le peculiarità varietali;
– aderenza territoriale: riconducibilità alla denominazione, alle menzioni comunali e alle specifiche MeGA;
– pulizia: palese nitidezza aromatica e pulizia di sorso;
– equilibrio: capacità di esprimere un buon bilanciamento fra le parti (struttura, acidità, tannino);
– profondità e lunghezza: affondo e persistenza del sorso;
– texture: finezza della texture tannica;
– dinamica di beva: agilità e ritmo del sorso;
– potenziale di longevità: prospettiva di invecchiamento;
N.B.: va da sé che trattandosi di vini in anteprime e di sessioni d’assaggio molto prolungate, le seguenti selezioni sono da ritenersi relative alla percezione istantanea e allo stato momentaneo dei vini in degustazione. Questo non esclude la possibilità che alcuni dei vini presentati e non inseriti tra i “migliori” meritino una menzione in futuro.
Vendemmia 2021 (Barbaresco Docg e Roero Docg)
L’annata duemilaventuno ha avuto inizio con un inverno mite, seppur ricco di precipitazioni, alcune delle quali nevose, che hanno assicurato una buona disponibilità d’acqua, risultata essenziale per il proseguo della campagna. Per la restante parte, l’annata è stata la meno piovosa degli ultimi anni. La ripresa vegetativa è stata regolare e nei tempi tradizionali, senza anticipazioni come accaduto l’anno precedente. Questo ha permesso di affrontare efficacemente l’ultima ondata di freddo all’inizio della primavera, riducendo i danni da gelo sui germogli appena sviluppati. Anche il Nebbiolo, varietà a sviluppo precoce, ha risentito in modo lieve e circoscritto dell’abbassamento di temperatura, con danni limitati ai vigneti a quote più basse. Le fasi fenologiche successive hanno mostrato un carico produttivo moderato, stimato in circa il 10% in meno rispetto al 2020, facilitando il lavoro di diradamento e consentendo comunque di raggiungere le produzioni previste dai disciplinari di produzione. Con l’arrivo della primavera, è iniziato un periodo di bel tempo che ha caratterizzato l’intera estate, con temperature in linea alle medie del periodo e senza eccessi, specialmente nelle ore notturne. Nel mese di luglio, si sono verificati temporali intensi, culminati il giorno 13 con una violenta grandinata che ha interessato principalmente i territori di Castellinaldo, Castagnito, Guarene e Canale, causando danni significativi ai vigneti di quell’area. Non sono stati riportati danni, invece, nei vigneti di Barolo e Barbaresco. L’estate è poi proseguita regolarmente con scarse precipitazioni, contribuendo a ottenere una vendemmia eccezionale dal punto di vista fitosanitario e qualitativo. La vendemmia del Nebbiolo è iniziata negli ultimi giorni di settembre e ha raggiunto il suo picco nella seconda settimana di ottobre. I grappoli si presentavano sani, con una maturazione fenologica ottimale favorita dal calo delle temperature e dalle escursioni termiche osservate dalla metà di settembre in avanti. Dal punto di vista quantitativo, si è registrato un carico produttivo ottimale e ben bilanciato, con acini visivamente più piccoli rispetto all’anno precedente. Questi fattori hanno determinato una significativa concentrazione polifenolica, essenziale per la produzione di vini strutturati ed equilibrati destinati a durare nel tempo. In conclusione, nonostante l’annata caratterizzata da una marcata alternanza climatica con gelate tardive, temporali, grandinate estive e siccità, i risultati ottenuti in termini di qualità dell’uva sono stati sorprendenti, forse anche grazie alla quantità di produzione moderata.
I migliori vini Roero Docg 2021 degustati in anteprima a Nebbiolo Prima 2024
(10 campioni in degustazione)

Malabaila Di Canale – Roero Docg 2021 Bric Volta: intenso, concreto, tannini fitti, finale umami.
Manuele Priolo – Roero Docg “Anime Nere” 2021: il più fine, spicca per armonia al naso e per tensione del sorso. Chiude lungo e saporito.
Agricola Rosavica Benotti – Roero Docg 2021: elegante, ben bilanciato, dalla tessitura fine e dal finale ematico.
Cordero Gabriele – Roero Docg 2021: ottima espressione di frutto, fragrante nel fiore e lieve nella speziatura. Sorso ampio, ritmato e saporito.
I migliori vini Barbaresco Docg 2021 degustati in anteprima a Nebbiolo Prima 2024
(61 campioni in degustazione)

Culasso Piercarlo – Barbaresco “Faset” 2021: la vera sorpresa di questa edizione per completezza e personalità. Vino tanto classico quanto contemporaneo. Ottimo!
Montaribaldi Di Taliano Luciano E Taliano Roberto – Barbaresco “Sorì Montaribaldi” Docg 2021: giusto connubio fra riconoscibilità e austerità. Sorso materico e profondo, dal grip tannico ancora in divenire. Qualche mese di bottiglia ed esprimerà tutta la sua personalità.
Carlo Giacosa Di Giacosa Maria Grazia – Barbaresco “Ovello” Docg 2021: mostra tutta la sua nitidezza espressiva senza ostentazioni di sorta. Sorso netto, concreto, dalla trama tannica fitta e dal finale profondamente saporito.
Rattalino Massimo – Barbaresco “Quarantadue42” Docg 2021: intenso nel frutto e generoso nel sorso. Vino di ottima ampiezza ma che non manca di allungo.
Adriano Marco E Vittorio – Barbaresco “Basarin” Docg 2021: una sicurezza! Fine, identitario ed equilibrato.
Cortese Giuseppe Di Pier Carlo – Barbaresco “Rabajà” Docg 2021: classico nell’espressione del trittico frutto-fiore-spezia, con lievi accenni balsamici. Sorso equilibrato e lungo il finale ematico. Trama tannica ancora in via di definizione.
Cascina Luisin – Barbaresco “Rabajà – Bas” Docg 2021: raffinato e intrigante nell’integrazione del legno. Sorso ampio, tonico e di grande slancio. Fitti e fini i tannini. Chiude tra ferro e sale.
Cascina Vano Di Rivetti Bruno – Barbaresco “Canova” Docg 2021: nitidezza olfattiva e precisione gustativa, viatici per un’espressione varietale e territoriale di ottima fattura. Agile e profondo. Netto e saporito.
Cascina Alberta – Barbaresco “Serragrilli” Docg 2021: spicca per capacità di esprimere l’identità del vigneto. Intenso ma mai eccessivo, materico ma ben bilanciato da un buon nerbo acido. Tannini fitti e finale lungamente ematico.
Nada Giuseppe – Barbaresco “Casot” Docg 2021: tra i più armonici al naso, preambolo di un sorso già godibile, agile ma per nulla scontato. Un campione che non ti fa pensare di essere a un’anteprima, ma non per questo meno propenso a un’evoluzione che di certo gioverà alla trama tannica ancora in trazione.
La Ganghija Di Rapalino Enzo – Barbaresco “Giacosa” Docg 2021 (Campione Da Botte): al netto della lieve apertura ossidativa dovuta alla consegna anticipata dei campioni da botte (ovviamente meno protetti degli imbottigliati) il vino si è dimostrato fiero, netto e di grande presa di bocca. Un Barbaresco d’antan che non vedo l’ora di riassaggiare in bottiglia!
Ca’ Del Baio Di Grasso Giulio – Barbaresco “Autinbej” Docg 2021: raffinato nel gioco fra frutto, fiore e pepe nero. Sorso bilanciato, tonico, slanciato e saporito.
Piazzo Comm. Armando Di Piazzo Marina – Barbaresco “Pajorè” Docg 2021: classico al naso, privo di imprecisioni. Sorso ampio in ingresso ma capace di distendersi con disinvoltura. Fitta e fine la texture tannica e ottima la chiusura minerale.
Ada Nada – Barbaresco “Valeirano” Docg 2021: fragrante come pochi altri al naso, fine e slanciato il sorso. Tra i più eleganti.
Ca’ Del Baio Di Grasso Giulio – Barbaresco “Vallegrande” Docg 2021: frutto giustamente maturo, fine il fiore, intrigante la spezia. Sorso integro, sfaccettato, dall’incedere sicuro e saporito.
L’annata 2021 si conferma all’altezza delle aspettative, non semplice da gestire in vigna ma di grande spessore in bottiglia. Sorprende il Roero che, nonostante sia notoriamente terra che accusa di più annate siccitose, mostra in circa la metà dei campioni in degustazione un buon equilibrio e una beva disinvolta. Le sabbie che mettono a dura prova le viti per il loro potere trenante, hanno però agevolato nella finezza di profumi e tannini. Sempre più concreto il Barbaresco che presenta vini capaci di coniugare spettri aromatici freschi e intriganti a una buona struttura, con una trama tannica, spesso, fitta e ben definita. Sono stati pochissimi gli assaggi che hanno riportato eccessi in termini di maturazione del frutto o di tannini ruvidi, che fanno pensare alla sempre più frequente incidenza di arresti vegetativi estivi sulla maturazione fenolica. Molti i picchi espressivi che manifestano una già palese proiezione all’eleganza.
Vendemmia 2020 (Barolo Docg e Roero Riserva Docg)
L’annata duemilaventi è iniziata con un inverno privo di particolari criticità, contraddistinto da temperature miti e limitate precipitazioni, soprattutto sotto forma di neve. La prima parte della primavera è stata relativamente asciutta e soleggiata, garantendo una ripresa vegetativa uniforme che ha avuto inizio alla fine di febbraio e si è conclusa, per le varietà più tardive, verso la seconda metà di marzo. Marzo ed aprile sono trascorsi con bel tempo e temperature miti, con scarse precipitazioni, facendo presagire inizialmente un’annata precoce. Tuttavia, questa previsione è stata contraddetta nel mese di maggio, quando il clima instabile ha portato a un considerevole numero di giorni piovosi, situazione che si è protratta fino a giugno. Ciò ha determinato un rallentamento nello sviluppo vegetativo, annullando l’anticipo accumulato all’inizio della primavera, ma ha consentito un significativo accumulo idrico nel terreno, che, unito alle temperature moderate dell’estate, ha evitato fenomeni di stress idrico. Per quanto riguarda la quantità di produzione, sebbene le prime stime indicassero livelli elevati, soprattutto per le varietà precoci, l’utilizzo della pratica tradizionale del diradamento ha ristabilito la normalità, privilegiando la qualità delle uve. Complessivamente, l’andamento climatico è stato ideale, con qualche difficoltà nella gestione agronomica evidenziatasi alla fine della primavera a causa degli attacchi fungini precoci dovuti alle piogge di maggio e giugno, fortunatamente senza grandinate o altri eventi atmosferici rilevanti.
Per quanto riguarda i vitigni a ciclo più lungo come il Nebbiolo, si è avuta fin da subito la sensazione di un’annata precoce, vista l’invaiatura avvenuta tra l’inizio e la metà di agosto. Successivamente, il calo delle temperature ha determinato un temporaneo rallentamento della maturazione, che è ripresa in modo esponenziale nella seconda parte di settembre. Il Nebbiolo si è presentato alla raccolta in condizioni ottimali: le temperature notturne moderate hanno favorito un rapido accumulo di polifenoli, già ottimi verso la metà di settembre. La crescita non è stata esponenziale ma costante, consentendo di raggiungere la maturazione tecnologica tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. Anche dal punto di vista delle acidità, il Nebbiolo non ha subito il calo tipico delle annate calde caratterizzate da un ciclo abbastanza breve. Questo effetto può essere attribuito al vigore vegetativo iniziale causato dalla dotazione idrica abbondante con la quale è iniziata l’estate, consentendo alle viti di sviluppare al meglio la fisiologia produttiva.
In conclusione, sulla base dei dati emersi dall’attività di monitoraggio della maturazione delle uve, possiamo affermare di trovarci di fronte a un’ottima annata, con punte di eccellenza soprattutto sui vini da medio-lungo invecchiamento che presentano caratteristiche ideali per raggiungere importanti obiettivi enologici.
I migliori vini Roero Riserva Docg 2020 degustati in anteprima a Nebbiolo Prima 2024
(15 campioni in degustazione)
Malvirà Dei F.Lli Damonte – Roero “Renesio” Riserva Docg 2020: più intenso e maturo il frutto ma per nulla eccessivo. Sorso pieno, fiero, tenace e saporito.
Negro Angelo & Figli Di Giovanni Negro – Roero Riserva “Sudisfà” Docg 2020: complesso, intrigante, con un a buona presa di legno. Sorso integro, concreto, sfaccettato e umami.
Cascina Ca’ Rossa Di Ferrio Angelo – Roero Riserva “Le Coste” Docg 2020: buona apertura di frutto , tipica finezza floreale, legno ben integrato. Sorso tonico, vibrante e di buon allungo. Tannini fini e chiusura fra ferro e sale.
Cascina Chicco – Roero Riserva “Valmaggiore” Docg 2020: completo, fragrante, di grande equilibrio. Tra i migliori assaggi per connubio fra riconducibilità territoriale e dinamica di beva.
Il Roero mostra equilibri rari in queste riserva 2020, grazie alla buona riserva idrica pre-estiva e all’andamento regolare del ciclo vegetativo. Sempre più garbato e ponderato l’utilizzo del legno, anche in questa tipologia da più lungo affinamento. Seppur pochi, i campioni presentati hanno mostra una buona qualità media con alcuni assaggi capaci di stagliarsi al di sopra degli altri per completezza e prospettiva.
I migliori vini Barolo Docg 2020 degustati in anteprima a Nebbiolo Prima 2024
(189 campioni in degustazione)

Burzi Alberto – Barolo “Capalot Vecchie Viti” Docg 2020: armonico, fine, senza storture di sorta al naso. Sorso di buon bilanciamento fra struttura e acidità. Trama tannica ben definita e chiusura sanguigna.
Crissante Alessandria – Barolo “Capalot” Docg 2020: intenso e intrigante. Un Barolo dal piglio deciso e sicuro che non eccede in concentrazione ma si distingue per energia nell’affondo lungo e saporito.
Mauro Molino – Barolo “Conca” Docg 2020: tra i più fini e disinvolti, pur mantenendo una certa classicità nell’espressività di varietà e territorio, nonché nell’accorto utilizzo del legno. Tannini cesellati e buono l’allungo ematico.
Poderi Marcarini Di Bava Luisa & C. – Barolo “La Serra” Docg 2020: fresco nel frutto e nel fiore, mentolato e lievemente speziato. Sorso di buon nerbo, tonico e saporito, senza eccessivo grip tannico.
Negretti – Barolo “Rive” Docg 2020: naso fine e fragrante, sorso succoso, agile e dinamico, senza ostacoli tannici. Chiusura sanguigna di notevole persistenza.
Aurelio Settimo – Barolo “Rocche Dell’Annunziata” Docg 2020: naso old school e beva contemporanea. Vino di grande piacevolezza, nonostante se ne percepisca la necessità di affinare ancora in vetro.
Rinaldi Francesco & Figli – Barolo “Rocche Dell’Annunziata” Docg 2020: armonico nell’incontro fra frutto e fiore, con una speziatura che si fa intrigante preludio al sorso integro e sfaccettato, dal tannino deciso e dalla chiusura umami.
460 Casina Bric – Barolo “Serradenari” Docg 2020: nitido nell’espressività varietale, di buona freschezza e florealità. Sorso dal portamento elegante e raffinato. Tannini fini e finale tra ferro e sale.
Franco Conterno Cascina Sciulun – Barolo “Panerole” Docg 2020: di buona maturità il frutto, si presenta ampio all’ingresso in bocca, per poi distendersi con agilità e slancio. Tannini fitti e chiusura umami.
Abrigo Giovanni Di Abrigo Giorgio – Barolo “Ravera” Docg 2020: naso di grande aderenza territoriale. Sorso capace di coniugare potenza e slancio, materia e dinamica di beva al meglio.
Marengo Mauro – Barolo “Ravera” Docg 2020: di buona finezza olfattiva, con tratti mediterranei e balsamici. Il sorso è ben bilanciato, mostra personalità nell’incedere deciso e nella trama tannica ben delineata. Chiude insistentemente ematico.
Vigneti Luigi Oddero e Figli – Barolo Docg 2020: frutto croccante, fiore fresco e fine la spezia. Tra i migliori Barolo “classici” del novero per precisione e dinamica di beva.
Grimaldi Bruna – Barolo “Badarina” Docg 2020: tra i più freschi e intriganti olfattivamente parlando. Sorso tonico, ritmato, dalla texture tannica fine. Lungo il finale tra ferro e sale.
Cascina Adelaide – Barolo “Baudana” Docg 2020: armonico al naso e ben bilanciato al sorso. Un Barolo che coniuga materia e slancio anelando a un’eleganza della quale ha già gettato solide basi.
Garesio – Barolo “Cerretta” Docg 2020: buona maturità di frutto, legno ben integrato. Sorso energico ma per nulla eccessivo. Incidere sicuro, senza particolari ostacoli tannici. Chiude decisamente saporito.
Enrico Serafino – Barolo “Del Comune Di Serralung” Docg 2020: tra i più armonici al naso, stupisce per profondità di sorso ed ematicità. Trama tannica cesellata.
Boasso Franco – “Lazzarito” Barolo Docg 2020: buona esposizione di frutto, fiore fine e spezia appena accennata. Sorso integro, equilibrato, dal tannino già fine. Elegante nell’incedere e sapido in chiusura.
Palladino – Barolo “Ornato” Docg 2020: classico e già complesso al naso. Sorso fiero e deciso, non privo di materia ma in grado di concedersi con ritmata dinamica. Tannini fitti, di buona definizione e chiusura umami.
Bugia Nen di Davide Fregonese – Barolo “Prapò” Docg 2020: fine, più sul fiore che sul frutto, con una spezia nera intrigante e lievemente piccante. Sorso snello ma tonico, dal passo deciso e di buon allungo. Ottima finezza tannica e finale ematico.
Terre Del Barolo – Barolo “Vignarionda” Docg 2020: complesso e completo, armonico e vibrante, energico e saporito. Vino di grande spessore. Sorprendente.
Giovanni Rosso di Rosso Davide – Barolo “Serra” Docg 2020 (Campione da botte): nonostante la lieve esposizione ossidativa del campione da botte (per prassi consegnati troppo presto), la stoffa c’è tutta e si sente! Vino capace di mostrare forza e slancio in egual modo, senza eccessi e ostentazioni di sorta. Tannini ben definiti e chiusura saporita.
Diego Morra – Barolo “Del Comune Di Verduno” Docg 2020: tra i migliori assaggi per finezza, freschezza ed eleganza già raggiunta. Vino dalla beva contemporanea e identitaria, nel rispetto dei Barolo di un tempo. Tannini di rara precisione e lungo finale tra ferro e sale.
Alessandria Fratelli – Barolo “Monvigliero” Docg 2020: perfetta maturità di frutto, fiore ancora fresco e intrigante speziatura. Sorso di grande avvolgenza palatale, energico nell’affondo carnoso. Trama tannica fitta e ben delineata.
G.D. Vajra Di Vaira Aldo – Barolo “Bricco Delle Viole” Docg 2020: frutto intenso e fiore fine, con una spezia dolce ben integrata e lievi folate balsamiche. Sorso integro, di buona centralità, dall’incedere sicuro e netto in chiusura.
Brezza Giacomo E Figli Dal 1885 – Barolo ”Cannubi” Docg 2020: piglio classico, di grande armonia. Sorso ben bilanciato, tannici decisi, chiusura ematica.
Virna Borgogno – Barolo “Cannubi” Docg 2020: naso che ricorda Baroli d’un tempo, con frutto e fiore abbracciati da sentori d’incenso e lieve spezia nera. Sorso austero, concreto, sfaccettato e deciso. Chiude lungo e saporito.
Giacomo Fenocchio – Barolo “Castellero” Docg 2020: intenso e complesso, forte di una solida personalità che coincide con la sua identità. Sorso ampio e dinamico nel distendersi fino alla classica chiusura saporita. La trama tannica è già ben definita.
Borgogno – Barolo Docg 2020: esecuzione impeccabile, priva di sbavature nell’espressione varietale. Bilanciato il sorso che mostra buona agilità e discreta persistenza ematica.
Cagliero – Barolo “Terlo” Docg 2020: approccio classico al naso, senza storture. Sorso più di nerbo che di materia, con buona agilità nell’incedere e trama tannica fine. Chiude tra ferro e sale.
Monchiero Fratelli – Barolo “Del Comune Di Castiglion Falletto” Docg 2020: fragrante, armonico, gioviale. Vino che privilegia freschezza e dinamica di beva agli eccessi estrattivi e alla potenza. Garbato e fine in chiusura.
Tenuta Montanello – Barolo “Montanello” Docg 2020: tutto al posto giusto! Frutto, fiore e spezia, con accenni balsamici e lievi sentori di erbe officinali. Sorso fresco ma ben cadenzato. Tannini fitti e finale ematico.
Monchiero Fratelli – Barolo “Rocche Di Castiglione” Docg 2020: completo, riconoscibile ed elegante. Tre parole che ben identificano uno dei migliori assaggi in degustazione.
Fratelli Broccardo – Barolo “Bricco San Pietro” Docg 2020: nitido, fresco e garbato. Teso e saporito. Già di grande piacevolezza.
Gian Piero Marrone – Barolo “Bussia” Docg 2020: buona intensità olfattiva, frutto maturo che non toglie, però, spazio al fiore e integra bene la speziatura scura. Sorso ampio, integro, materico e saporito.
Giuseppe Rinaldi – Barolo “Bussia” Docg 2020: il più riconoscibile dell’intera degustazione per classe e personalità. Vino in cui la chiave di lettura di varietà e territorio si fondono per dare origine a una beva che non manca di nulla.
Giacomo Fenocchio – Barolo “Bussia” Docg 2020: classico nella espressività olfattiva. Austero nel sorso, netto e deciso, dai tannini ancora in piena trazione e dalla lunga chiusura saporita. Grande prospettiva di longevità.
Parusso Armando Di Parusso F.Lli – Barolo “Bussia” Docg 2020: frutto fresco e spettro floreale di rara eleganza. Sorso agile, fine, salino, dalla trama tannica cesellata. Già decisamente piacevole.
Podere Ruggeri Corsini – Barolo “Bussia” Docg 2020: buona armonia fra frutto, fiore e spezia, con lievi sentori di rabarbaro. Sorso che entra ampio per poi distendersi con agilità e impeccabile portamento. Tannini fitti e chiusura ematica, con un lieve ritorno spieziato.
Poderi Luigi Einaudi – Barolo “Bussia” Docg 2020: grande nitidezza olfattiva, fragrante e lievemente speziato. Sorso ben bilanciato, in cui forza e tensione non si contrappongono ma si agevolano vicendevolmente. Tannini soft e finale sanguigno.
Sara Vezza – Barolo “Persiera – Castelletto” Docg 2020: tra i nasi più intriganti e generosi, per croccantezza di frutto, finezza floreale e accenni di erbe officinali. Notevole l’equilibrio di un sorso neo-classico, capace di coniugare nerbo e carattere ad agilità di beva e succosità finale. Tannini di rara finezza.
E.Pira & Figli – Barolo “Mosconi” Docg 2020: nitido, fresco, fragrante. Un Barolo in cui tutto è in equilibrio, tannini compresi. Pulita, saporita e persistente la chiusura.
Abbona Di Abbona Marziano E C. – Barolo “Pressenda” Docg 2020: intenso, intrigante, suadente. Sorso integro, dall’incedere fiero e caparbio. Lungo il finale umami.
Sordo Giovanni di Sordo Giorgio – Barolo “Perno” Docg 2020: ricco e scuro nel frutto, speziato e balsamico. Sorso di struttura e nerbo. Trama tannica fitta e ben definita. Chiude con notevole persistenza ematica.
Annata decisamente equilibrata, con picchi espressivi di tutto rispetto nel Barolo. Come spesso accade in annate di questo, a prescindere dalle condizioni particolari del singoli vigneto, sono approccio agronomico ed enologico a fare la differenza, con la cifra stilistica individuale ancor più percettibile. Tra i picchi molte espressioni “neo-classiche”, ovvero vini prodotti con approcci che sembra attingere alle più opportune pratiche tradizionali declinandole attraverso la contezza tecnica odierna. Preservato la freschezza del frutto e, fortunatamente, anche quella floreale, con la spezia a delineare i profili olfattivi più intriganti. Buon bilanciamento fra materia e acidità, con alcuni campioni che spiccano per profondità e definizione tannica. Vini che fanno ben sperare per il prossimo futuro in bottiglia e che mostrano tratti già ben orientati all’eleganza.
Vendemmia 2019 (Barbaresco Riserva Docg)
Diversamente dall’annata 2018 (particolarmente precoce), l’annata 2019 sarà ricordata per essersi sviluppata in modo decisamente più consueto. La stagione agraria ha avuto un avvio lento a causa della persistenza della stagione invernale fino a febbraio, causando un ritardo anche nella primavera con un periodo di piogge e basse temperature fino a metà marzo. Nonostante ciò, la ripresa vegetativa è stata regolare: le abbondanti piogge di aprile hanno provocato un avvio più lento da un lato, ma dall’altro hanno portato a un notevole accumulo idrico nel suolo, compensando anche le scarse precipitazioni invernali. Il tempo instabile con temperature medie non elevate è proseguito per tutto il mese di maggio, confermando un ritardo di circa due settimane rispetto all’andamento vegetativo degli ultimi anni, ma in linea con un andamento più tradizionale. Le temperature alte di giugno, unite alla disponibilità idrica del suolo, hanno creato le condizioni per un rapido sviluppo vegetativo, richiedendo attenzione da parte dei viticoltori per arginare eventuali problemi fitosanitari. Il periodo più caldo della stagione è stato registrato tra l’ultima settimana di giugno e la prima di luglio, seguito da giorni con temperature più miti alternate a eventi piovosi. Alla fine di luglio si è verificata la seconda ondata di calore dell’estate, terminata con eventi temporaleschi intensi ma non dannosi per la vite; il resto della stagione estiva è trascorso con un clima mite e precipitazioni sporadiche e regolari, impegnando i viticoltori nella conduzione del vigneto dal punto di vista sanitario. A settembre si è verificato l’unico fenomeno grandinigeno registrato in Langa: il 5, infatti, si è abbattuto sul nostro areale il temporale più intenso della stagione con annessa grandine, causando danni anche ingenti su porzioni di territorio limitate. Tuttavia, il danno è stato pesante ma, fortunatamente, circoscritto a due aree sulle colline attorno alla città di Alba, lasciando fuori il grosso delle aree di Barolo, Barbaresco e Dogliani. La vendemmia è iniziata circa a metà settembre con i vitigni a bacca bianca, continuando senza interruzioni con il Dolcetto, la Barbera e per ultimo il Nebbiolo. Per tutte le varietà e di conseguenza tutte le denominazioni, si è notato un lieve calo di produzione a beneficio della qualità e dell’equilibrio. Il Nebbiolo è stato vendemmiato nella seconda parte del mese di ottobre e anche i suoi parametri analitici si presentano “classici”, ovvero buon tenore zuccherino e ottimo quadro polifenolico adatto ad assicurare vini di struttura con potenziali di invecchiamento molto alti. In particolar modo si nota un alto accumulo di antociani e quindi si attendono vini dotati di un ottimo colore, soprattutto in considerazione delle sue caratteristiche genetiche. In conclusione, l’annata che abbiamo portato in cantina la possiamo definire tradizionale, con una produzione di qualità nonostante il lieve calo quantitativo rispetto all’anno precedente.
I migliori Barbaresco Riserva Docg 2019 degustati in anteprima a Nebbiolo Prima 2024
(13 campioni in degustazione)
Lequio Ugo – Barbaresco Riserva “Gallina” Docg 2019: classico nell’espressività olfattiva, di grande afferenza territoriale. Sorso deciso, concreto, di buon affondo saporito. Tannini fitti in via di definizione.
Cascina Vano Di Rivetti Bruno – Barbaresco Riserva “Il Pilone Nei Rivetti” Docg 2019: buona armonia di frutto, fiore e spezia con lievi accenni balsamici mentolati. Legno ben integrato. Sorso ampio ma, al contempo, disinvolto nel distendersi, senza particolari ostacoli tannici, fino al finale ematico.
Punset Di Marcarino Marina & C. – Barbaresco Riserva “Campo Quadro” Docg 2019: buona proiezione evolutiva, naso classico, d’antan ma beva contemporanea nella dinamica agile e ritmata. Trama tannica ben
Nada Giuseppe – Barbaresco Riserva “Casmar” Docg 2019: tra i più eleganti del novero, fresco e slanciato, ma non privo di materia. Tannini soft e finale lungamente saporito.
Ottima annata che si conferma anche da “Riserva”, specie nell’areale del Barbaresco. Vini armonici, materici e dall’allungo fiero e persistente, privo di particolari ostacoli tannici. Ottima qualità media degli assaggi in degustazione, con i campioni segnalati che si sono distinti per bilanciamento, identità ed eleganza.
Vendemmia 2018 (Barolo Riserva Docg)
L’annata 2018 ha avuto inizio con un inverno prolungato e abbondante di precipitazioni che hanno ripristinato la dotazione idrica del suolo, precedentemente indebolita dall’andamento climatico dell’annata precedente. La stagione invernale si è protratta fino all’inizio di marzo con temperature inferiori alla media degli ultimi anni, determinando una ripresa vegetativa della vite lenta e graduale, completata alla fine del mese stesso. Il germogliamento è stato uniforme senza problemi dovuti alle gelate tardive. La primavera ha seguito le tendenze osservate alla fine dell’inverno, con frequenti precipitazioni e temperature moderate, suggerendo un’annata che si sarebbe sviluppata secondo tempistiche “classiche” e comunque non anticipata come la precedente. Queste previsioni sono state poi confermate nel corso della stagione. Tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, nel nostro territorio viticolo, si è verificato un periodo caratterizzato da numerose perturbazioni che hanno portato abbondanti piogge, causando qualche difficoltà nella gestione del vigneto per i viticoltori. Dove non si è potuto intervenire tempestivamente, si sono verificate problematiche legate all’insorgere di malattie fungine. La fioritura e la successiva allegagione si sono svolte regolarmente e in condizioni climatiche ottimali, suggerendo sin da subito che l’annata sarebbe stata abbondante, come confermato poi dalla chiusura del grappolo. Per quasi tutte le varietà, sono state necessarie operazioni mirate di diradamento per contenere la produzione nei limiti previsti dai disciplinari di produzione. Lo sviluppo della stagione estiva è stato graduale e a partire dalla metà di luglio le temperature sono sensibilmente aumentate. Questo, unito a un lungo periodo di bel tempo stabile, ha favorito la maturazione delle uve senza determinare anticipi sulle tempistiche legate alla previsione di vendemmia. Il mese di settembre, come ormai da qualche anno a questa parte, ha avuto un andamento climatico favorevole contribuendo alla qualità dei vini ottenuti dai vitigni con un ciclo vegetativo medio-lungo che ne hanno potuto beneficiare a pieno. Il Nebbiolo, infatti, è arrivato alla raccolta secondo le tempistiche classiche ovvero con l’inizio del mese di ottobre e le operazioni di vendemmia sono durate circa tre settimane. A differenza delle altre varietà, il carico produttivo è stato contenuto con alcune situazioni che hanno visto parti di vigneto con pochi grappoli, fenomeno essenzialmente da ricondurre all’andamento climatico dell’anno precedente, in particolar modo al caldo anomalo registrato nel periodo durante il quale avviene la differenziazione delle gemme a frutto. Sia nell’areale del Barolo che in quello del Barbaresco le gradazioni zuccherine sono aumentate nell’ultimo periodo della stagione, così come si è vista un’accelerazione della maturità fenolica che ha consentito di arrivare a vendemmia con parametri eccellenti. Tutto questo, abbinato a un livello di acidità ideale, consentirà di ottenere vini armonici con un’ottima predisposizione all’invecchiamento. In conclusione, possiamo affermare che è stata un’annata di stampo tradizionale che ha richiesto attenzione da parte dei viticoltori nella gestione del vigneto, consentendo di ottenere risultati superiori alle attese di inizio campagna.
I migliori vini Barolo Riserva Docg 2018 degustati in anteprima a Nebbiolo Prima 2024
(13 campioni in degustazione)
Viberti Giovanni – Barolo “Bricco Delle Viole” Riserva Docg 2018: frutto e fiore di grande freschezza, legno ben integrato con spezia e balsamicità in evidenza. Sorso dall’ingresso fiero e dallo sviluppo concreto, teso e saporito. Tannini già ben polimerizzati.
Giacosa Fratelli – Barolo “Vigna Mandorlo – Scarrone: la riserva più fine e piacevole. Un Barolo classico capace di cogliere al balzo l’opportunità concessa dall’annata interpretandola con garbo e orientandola verso una beva agile ma non povera di materia. Tannini fini e chiusura fra ferro e sale.
Cavallotto Tenuta Bricco Boschis – Barolo “Vignolo” Riserva Docg 2018: al netto della lieve ossidazione tipica dei campioni da botte consegnati con largo anticipo, questa Riserva resta un benchmark per classicità e fermezza, identità e concretezza. Curioso di riassaggiarlo una volta in bottiglia.
Famiglia Anselma – Barolo “Adasi” Riserva Docg 2018: armonico al naso, bilanciato al sorso ed elegante nell’insieme.
Germano Ettore Di Germano Sergio – Barolo “Lazzarito” Riserva Docg 2018: frutto ancora fresco, fiore nitido nella sua fragranza e lievi note di liquirizia e tabacco. Sorso con un ottimo bilanciamento di struttura e acidità, materia e affondo. Texture tannica ben definita e chiusura lunga e saporita.
Annata che in molti non hanno considerato all’altezza di un Barolo “Riserva”, ma che esprime una finezza e un’agilità di beva (pur non mancando in struttura) che porta questa tipologia su un piano differente, più contemporaneo e meno ancorato agli austeri stereotipi di un tempo, che imponevano a questa tipologia di farsi attendere sin troppo. Dati i parametri “odierni” che non sembrano permettere – purtroppo – la medesima prospettiva di longevità delle riserve d’antan, trovo che un’annata come questa (con un’ottima acidità di base) possa riservare luminose sorprese non solo in termini di disponibilità alla beva sin dalla sua uscita in commercio ma anche in termini di evoluzione in bottiglia. E’ pur vero che la produzione del Nebbiolo e le difficoltà avute all’inizio della stagione estiva, hanno comprensibilmente spinto molti produttori a indirizzare le migliori uve ai Barolo “annata”, motivo per cui non vi saranno molte “riserve” 2018.
Conclusioni
Da par mio, quella di quest’anno è stata una delle migliori edizioni di Nebbiolo Prima per qualità media degli assaggi fatti e per organizzazione. L’aver dato la centralità alla degustazione, permettendo ai media coinvolti di riposare il palato e di dedicare i pomeriggi all’approfondimento territoriale attraverso visite in cantina gestite autonomamente, è stato fondamentale per poter gestire ogni sessione nelle migliori condizioni psico-fisiche.
Tornando ai vini, è palese che i cambiamenti climatici stiano mettendo a dura prova i produttori di Langhe e Roero, specie per la prolungata siccità che anche in questa stagione stiamo osservando, ma è altrettanto chiara la presa di coscienza di chi conduce questi vigneti adottato pratiche agronomiche sempre più orientate all’equilibrio della pianta, ergo dei valori analitici delle uve raccolte. Di certo, lo stato di grazia delle Langhe, sia in termini di posizionamento dei vini che di enoturismo, potrà agevolare investimenti che, purtroppo, saranno più complessi da gestire in altri territori. Un fattore, quello della sostenibilità economica, che non può essere trascurato quando si parla di gestione dei cambiamenti climatici e di eco-sostenibilità.
Nella speranza di poter aderire anche il prossimo anno a quella che è, a tutti gli effetti, l’anteprima dei vini più selettiva d’Italia, ringrazio Albeisa per l’ideazione e la gestione di un evento così complesso, AB comunicazione per l’impeccabile lavoro e a tutti i Sommelier AIS Piemonte coinvolti nel servizio per la rapidità, il garbo e la precisione che, anche quest’anno, hanno dimostrato.
Fonti: i report delle annate si basano sulle indicazioni fornite dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e dal Consorzio di Tutela Roero.
F.S.R.
#WineIsSharing
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