I Sette Colli di Ziano – La vocazione dell’areale piacentino che produce vini sempre più contemporanei e versatili

Se vi dico “Sette Colli” a cosa pensate? No, non sto parlando della Città Eterna, bensì di uno dei territori vitivinicoli più interessanti e variegati visitati negli ultimi anni: i Sette Colli di Ziano Piacentino.

Siamo in Emilia-Romagna, a confine con la Lombardia e con l’Oltrepò Pavese, in una terra in cui gastronomia e vitivinicoltura si incontrano esemplificando la loro naturale vocazione vanta numerose zone vitivinicole di eccellenza. Tra queste, l’areale dei Sette Colli di Ziano Piacentino si distingue per la sua storia, i suoi paesaggi mozzafiato e la qualità dei suoi vini.

Storia e Territorio

I Colli Piacentini sono da tempo immemore un territorio dedito alla viticoltura. Sin da epoche remote, la coltivazione della vite ha trovato un terreno fertile su queste colline, grazie all’intuito e al lavoro instancabile dei paleoliguri, degli etruschi e dei romani. La tradizione vinicola piacentina è stata sostenuta nei secoli da legionari latini, galli e celti, che non solo produssero vino ma lo apprezzarono profondamente. Questa passione per il vino piacentino ha coinvolto papi, re, nobili e grandi artisti, che hanno lodato la qualità e la raffinatezza di questi vini fino ai giorni nostri.

La storia dei vini di Piacenza affonda le sue radici in un passato lontano, con solide fondamenta nelle conoscenze greche. Fu durante l’età del ferro, intorno al primo millennio a.C., che gli abitanti delle terre palafitticole vicino al Po si spostarono verso le colline piacentine, fondando il centro culturale e termale di Veleja e impiantando le prime viti. Le popolazioni galliche, giunte in pianura padana tra il IV e il II secolo a.C., portarono con sé nuove tecniche vitivinicole, introducendo l’uso della botte di legno, più robusta della terracotta, per la conservazione e il trasporto del vino. Ziano Piacentino è situato in provincia di Piacenza, nel cuore della Val Tidone. Questa zona, caratterizzata da dolci colline, gode di un mesoclima particolarmente favorevole alla viticoltura grazie alla combinazione di altitudine, esposizione al sole e ventilazione naturale. In quest’ottica i “Sette Colli” non sono solo un riferimento geografico ma rappresentano anche l’anima stessa del territorio, dove la viticoltura è praticata da secoli.

L’origine della viticoltura a Ziano Piacentino è, quindi, antica ma ciò che mi interessava appurare nel mio ultimo tour sul territorio è quanto, nel corso dei secoli, queste tecniche si siano evolute, integrando tradizione e innovazione, portando alla produzione di vini di altissima qualità.

Caratteristiche del Suolo e del Clima

I terreni dei Sette Colli sono di natura argillosa e calcarea, con una buona capacità di drenaggio, ideale per la coltivazione della vite. Queste caratteristiche permettono alle radici delle piante di affondare in profondità, garantendo una costante alimentazione idrica e minerale, essenziale per la qualità delle uve.

Il clima della zona è temperato, con inverni miti ed estati calde, ma senza eccessi termici grazie alla brezza che soffia dalla Val Tidone. Le escursioni termiche tra giorno e notte favoriscono lo sviluppo di aromi complessi nelle uve, contribuendo alla creazione di vini ricchi e strutturati.

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Vitigni e Vini

I vigneti dei Sette Colli ospitano una varietà di vitigni autoctoni e internazionali. Tra i principali troviamo:

  • Barbera: tra i più diffusi nella zona e dà origine a vini rossi di corpo medio, con buona acidità e note fruttate.
  • Croatina: tardivo, utilizzato spesso in blend con altri vitigni, aggiunge colore e struttura ai vini.
  • Ortrugo: vitigno autoctono a bacca bianca che dà vita a vini freschi, con note di mela verde, pera e agrumi. È spesso utilizzato per vini frizzanti di agile beva.
  • Malvasia di Candia Aromatica: vitigno aromatico che dà vita a vini bianchi freschi, fragranti e con evidenti note terpeniche che variano in base a terreno, esposizione, periodo di raccolta e tecniche di vinificazione.

I vini prodotti in quest’area spaziano dai rossi corposi e strutturati ai bianchi freschi e aromatici, senza dimenticare gli spumanti e i vini dolci, apprezzati per la loro eleganza e complessità.

Per quanto concerne il mio recente focus territoriale ho voluto approfondire tre vini:

Ortrugo (uva)

L’Ortrugo è un vitigno autoctono della provincia di Piacenza, con una storia antica e radicata nel territorio. Il suo nome deriva dal dialetto locale, in cui “urtug” significa “altro” o “secondo”, poiché per molto tempo è stato considerato un vitigno secondario rispetto ad altri più noti. Tuttavia, negli ultimi decenni, l’Ortrugo ha conosciuto una nuova valorizzazione, grazie alle sue peculiari caratteristiche e alla crescente attenzione dei viticoltori locali.

Caratteristiche Ampelografiche:
L’Ortrugo si distingue per i suoi grappoli di dimensioni medie, con acini sferici di colore giallo-verde. La buccia degli acini è sottile ma resistente, e la polpa è succosa, con un sapore neutro. La vite è vigorosa e ha una buona resa, adattandosi bene al clima e al terreno dei Colli Piacentini e dei Sette Colli di Ziano Piacentino.

Ortrugo (vino)

Tipologie di Vino:
Il vitigno Ortrugo è utilizzato principalmente per la produzione di vini bianchi, sia fermi che frizzanti. I vini Ortrugo possono essere prodotti nelle seguenti tipologie:

  • Ortrugo Frizzante DOC: La versione più conosciuta e apprezzata, caratterizzata da una leggera effervescenza.
  • Ortrugo Secco DOC: Vino fermo, dal gusto fresco e delicato.
  • Ortrugo Spumante DOC: Una versione spumantizzata, con una maggiore effervescenza e complessità aromatica.

Caratteristiche Organolettiche:

  • Colore: Giallo paglierino chiaro con riflessi verdognoli.
  • Aroma: Al naso si presenta con un bouquet fresco e fruttato, con note di mela verde, pera, agrumi, e talvolta lievi sentori di fiori bianchi e erbe aromatiche.
  • Sapore: In bocca, l’Ortrugo si distingue per la sua freschezza e vivacità. Ha una buona acidità che lo rende particolarmente piacevole e dissetante. Il sapore è secco, con un leggero retrogusto amarognolo che conferisce carattere al vino.

L’Ortrugo rappresenta una risposta coerente e per nulla banale alle esigenze dei palati odierni, che prediligono vini di territorio, da varietà tipiche, che privilegino la spontaneità e l’agilità senza sovrastrutture di sorta. Il tutto con un range di abbinamenti e di occasioni di consumo decisamente ampio. I vini che ho avuto modo di degustare hanno dimostrato una qualità media molto più alta di quella riscontrata più di un lustro addietro, confermando la crescita sia tecnica che stilistica degli interpreti locali. Se le versioni frizzante cercano di scrollarsi di dosso il peso di una tipologia tanto apprezzata e consumata quanto poco gratificata con maggior pulizia e definizione, i fermi mettono in risalto la capacità di questa varietà di sopperire all’incidenza dei cambiamenti climatici, mantenendo alta l’acidità ma ancor più la percezione di freschezza, e contenuta la gradazione alcolica, pur non peccando di immaturità. Interessante lo sviluppo delle tipologia spumante, che potrebbe rappresentare un viatico per elevare la percezione della varietà e del vino Ortrugo.

Gutturnio

Il Gutturnio è uno dei vini più rappresentativi della provincia di Piacenza e, in particolare, dei sette colli di Ziano Piacentino. Questo vino nasce dall’unione di due vitigni autoctoni: la Barbera e la Croatina (nota anche come Bonarda). Il nome “Gutturnio” deriva da “gutturnium”, un antico recipiente romano usato per bere vino, sottolineando l’antica tradizione vinicola della zona.
Gutturnio Frizzante DOC: è la versione più tradizionale e popolare del Gutturnio. È un vino rosso vivace con una leggera effervescenza, che lo rende particolarmente piacevole e facile da bere.
Aroma: Profumi di frutta rossa fresca come ciliegia, lampone e fragola, con lievi note floreali.
Sapore: Fresco e fruttato, con una buona acidità bilanciata da tannini morbidi. Il frizzante dona una piacevole leggerezza e vivacità al palato.
Gutturnio Superiore DOC: è prodotto con una selezione più attenta delle uve Barbera e Croatina e spesso prevede un invecchiamento più lungo rispetto al frizzante.
Aroma: Aromi complessi di frutta rossa matura, spezie, tabacco e leggere note vanigliate derivanti dall’affinamento in legno.
Sapore: Pieno e strutturato, con tannini ben integrati e una buona persistenza. La Barbera conferisce acidità e freschezza, mentre la Croatina aggiunge corpo e tannini.
Gutturnio Riserva DOC: la versione Riserva del Gutturnio è il risultato di un più lungo invecchiamento, di almeno due anni, di cui una parte in botti di legno.
Aroma: Profumi intensi e complessi di frutta nera, spezie, cioccolato, cuoio e note tostate derivanti dal legno.
Sapore: Strutturato, elegante e ben equilibrato. I tannini sono morbidi e ben amalgamati, con una lunga persistenza e un retrogusto armonioso.
Gutturnio Classico DOC (Superiore e Riserva): Il Gutturnio Classico è prodotto nella zona storica del Gutturnio, che comprende i comuni della Val Tidone, tra cui Ziano Piacentino.
Aroma: Profumi di frutta rossa matura, prugna e note speziate.
Sapore: Equilibrato, con una buona struttura e tannini presenti ma non invasivi. L’acidità della Barbera conferisce freschezza, mentre la Croatina apporta corpo e tannini.
Il Gutturnio dei sette colli di Ziano Piacentino rappresenta l’eccellenza della tradizione vinicola piacentina. Ogni varietà di Gutturnio riflette la ricchezza del territorio e la maestria dei viticoltori locali. Dai vini frizzanti e leggeri a quelli più strutturati e complessi, il Gutturnio continua a essere un simbolo di queste zone, capace di offrire un range di proposte in grado di appagare ogni tipo di esigenza e di prestarsi a molteplici abbinamenti. I vini assaggiati hanno messo in risalto le doti di complementarietà delle due varietà, raggiungendo equilibri difficili se non impossibili in purezza. Le versioni frizzanti godono di un’affabilità e una dinamica di beva degne di rappresentare queste terre in tavole non necessariamente locali e legate ai soli prodotti/piatti della zona; mentre le versioni ferme spaziano dalle più fresche e agili a quelle più concrete e profonde, talvolta tanniche, delle riserve. Anche in questo caso, un solo vino è capace di offrire un ventaglio di proposte davvero ampio al quale illuminati sommelier potrebbero attingere per divertirsi e divertire osando abbinamenti inaspettati, come quelli con le cucine più speziate e piccanti, difficili da affrontare con altri vini.

La Malvasia di Candia Aromatica (uva)

Origini e Diffusione:
La Malvasia di Candia Aromatica è un vitigno antico, la cui origine si trova nella regione greca di Candia (l’odierna Creta). Questo vitigno ha trovato un habitat ideale nei Colli Piacentini, e in particolare nei sette colli di Ziano Piacentino, dove viene coltivato con grande cura e attenzione.

Caratteristiche Ampelografiche:

  • Grappoli: Di dimensioni medio-grandi, con acini di forma sferica e buccia spessa di colore giallo dorato.
  • Vite: Piuttosto vigorosa, ben adattata ai terreni calcarei e argillosi dei Colli Piacentini, con una buona resistenza alle malattie.

Malvasia di Candia Aromatica (vino)

La Malvasia di Candia Aromatica è, forse, la varietà che da origine ai vini che di più possono affrontare comparazioni interregionali, nazionali e persino internazionali, fra quelle presenti nei Sette Colli di Ziano Piacentino. La Malvasia è nota per la sua aromaticità intensa e le sue caratteristiche uniche. Originaria della regione greca di Candia (oggi Creta), ha trovato nei terreni calcarei e argillosi dei sette colli di Ziano Piacentino un habitat ideale per sviluppare equilibri rari fra struttura e acidità e un profilo aromatico che esalti la sua dotazione terpenica di serie senza, però, risultare ridondante.

Le sue diverse tipologie – secco, frizzante, spumante e dolce – offrono una gamma di espressioni che soddisfano diverse esigenze palatali e di contestualizzazione.

Malvasia di Candia Aromatica Secco

  • Caratteristiche: Questo vino bianco secco è noto per la sua freschezza e aromaticità.
  • Aroma: Intensi profumi floreali di fiori bianchi e gialli, accompagnati da note fruttate di pesca, albicocca e agrumi, con una leggera sfumatura di erbe aromatiche.
  • Sapore: Fresco e vivace, con una buona acidità e un retrogusto persistente e leggermente amarotico, che conferisce carattere al vino.

Malvasia di Candia Aromatica Frizzante

  • Caratteristiche: La versione frizzante è particolarmente apprezzata per la sua leggerezza e facilità di beva.
  • Aroma: Profumi di fiori freschi e frutta bianca, con lievi sentori di agrumi.
  • Sapore: Leggermente effervescente, con una buona acidità che esalta la freschezza del vino. Il finale è pulito e rinfrescante.

Malvasia di Candia Aromatica Spumante

  • Caratteristiche: Questa versione spumante offre un’esperienza più sofisticata, con una maggiore complessità aromatica e una bollicina fine e persistente.
  • Aroma: Bouquet complesso di fiori bianchi, frutta esotica, miele e note di lievito.
  • Sapore: Elegante e cremoso, con un equilibrio tra acidità e dolcezza che lo rende particolarmente piacevole al palato.

Malvasia di Candia Aromatica Dolce

  • Caratteristiche: Questo vino dolce è ottenuto da uve raccolte tardivamente, con una maggiore concentrazione di zuccheri.
  • Aroma: Intensi aromi di frutta matura, miele, fiori d’arancio e spezie dolci.
  • Sapore: Dolce e armonico, con una buona acidità che bilancia la dolcezza e un finale lungo e persistente.

Le potenzialità della varietà in questo territorio sono evidenti e la degustazione di una carrellata di vini delle diverse tipologie ha confermato quanto la Malvasia Aromatica di Candia possa regalare i picchi più alti tra le varietà tipologie di vino prodotte nei Sette Colli di Ziano Piacentino. Una varietà che, in molti areali italiani, fungeva o funge ancora da gregaria (con grande utilità) ma che, qui e solo qui, può permettersi di raggiugere livelli di armonia, equilibrio ed eleganza rari. Un vino che, anche in questo caso, si può proporre di coprire un intero percorso degustazione spaziando per gli abbinamenti più disparati, attraverso le sue varie tipologie, dalle secche e alle dolci, dalle frizzanti e spumanti alle ferme.

Non va dimenticata la Bonarda, nello specifico la Bonarda dei Colli Piacentini Doc che viene prodotta con almeno l’85% di Croatina, con un massimo del 15% di uve a bacca nera, non aromatiche e idonee alla coltivazione in Emilia Romagna. Esistono quindi due varianti di Bonarda dei Colli Piacentini: Colli Piacentini Bonarda (che corrisponde alla versione ferma) e Colli Piacentini Bonarda frizzante. Entrambe rientrano nella DOC Colli Piacentini.

Innovazione e Tradizione

Ciò che mi ha colpito di più nel mio tour per le cantine dei Sette Colli di Ziano Piacentino è stato l’armonico incontro di tradizione e innovazione. Molte aziende vinicole sono a conduzione familiare, con generazioni di esperienza alle spalle, ma non mancano esempi di giovani produttori che introducono tecniche moderne e sostenibili. L’uso di tecnologie avanzate in cantina e il rispetto per l’ambiente sono temi ricorrenti, con un occhio di riguardo alla biodiversità e alla riduzione dell’impatto ambientale, senza dimenticare che la sostenibilità ambientale non può prescindere da quella economica che qui dipende molto dal posizionamento, spesso, troppo basso di vini che meriterebbero molta più attenzione.

associazione sette colli di ziano

Anche a questo scopo nasce l’associazione dei produttori dei Sette Colli di Ziano Piacentino, capace di accendere, in pochi anni, i riflettori su un areale dall’indubbia vocazione in cui vini percepiti in passato come “semplici”, oggi, possono e devono rivendicare la loro attitudine alla versatilità di abbinamento e di fruizione, ricalcando a pieno le dinamiche di gusto e di contestualizzazione richieste ai vini contemporanei. Il tutto nel pieno rispetto di singolarità zonali dalle identità definite e percettibili.

Enoturismo

La zona dei Sette Colli è considerata da molti “il giardino di Milano”, data la poca distanza dalla città lombarda, ma è anche un contesto in grande crescita in termini di offerta enoturistica. Una chiave di lettura fondamentale per far conoscere il territorio e per massimizzare la marginalità sulla vendita diretta di vini che, altrimenti, rischiano di essere venduti – come accennato poc’anzi – a cifre che non gratificano i virtuosi produttori locali. Molte le strutture ricettive legate a cantine e aziende agricole, numerosi gli eventi dedicati al vino e all’esaltazione del connubio con le eccellenze gastronomiche locali, con un’enoteca dedicata alla promozione dei vini locali molto attiva. Tasselli che mettono in risalto la volontà dei vignaioli e degli imprenditori del vino locali di mostrare con trasparenza e coerenza le proprie terre, raccontandole attraverso vini che, come pochi altri, racchiudono autenticità e identità, senza mai risultare banali.

enoturismo sette colli ziano piacentino

L’areale vitivinicolo dei Sette Colli di Ziano Piacentino può ritagliarsi un ruolo di prim’ordine nel novero delle denominazioni della regione, contribuendo a rafforzare la grande attitudine dei vini dell’Emilia-Romagna a stare a tavola e a godere di una fruibilità e versatilità sempre più utili e sempre più rare, specie se si pensa agli equilibri fra materia e slancio, fra aromaticità e piacevolezza, fra leggerezza e persistenze minerali/sapide che a causa dei cambiamenti climatici vengono meno in molti vini italiani e non solo. Ora sta ai produttori locali incrementare il loro lavoro dalla vigna alla cantina al fine di innalzare la percezione delle varie tipologie attraverso l’esaltazione della vocazione territoriale e dell’integrità di un contesto che può vantare una futuribilità propria di pochi areali, grazie alla preservazione della biodiversità e al connubio fra varietà, pedologie, mesoclima e microclimi che permettono di guardare avanti con positività. Tutto questo dovrà necessariamente portare a un riposizionamento dei vini dell’area, tramite la realizzazione di selezioni che attualmente mancano ma che, sono certo, potranno avere un forte effetto leva su tutta la produzione di queste terre. Io, da par mio, seguirò con interesse e coinvolgimento gli sviluppi futuri di questo areale, così poco mainstream ma così intrigante per potenziale e varietà di produzioni.

F.S.R.

#WineIsSharing

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