Dalle stelle ai grappoli – 1, 2 e 3 “Michelin Grapes” della Guida “rossa” per valutare cantine e produttori di vino di tutto il mondo

Dalle stelle, ai grappoli, passando per le chiavi. La Guida Michelin entra nel mondo del vino, dopo anni dedicati alla sola ristorazione e al recente ingresso nel settore dell’hotellerie. Per tutti gli appassionati di vino di tutto il simbolo dei “Grappoli MICHELIN” sembra essere destinato a diventare un nuovo punto di riferimento per l’eccellenza nella produzione vitivinicola. Non vi nego che, avendo avuto qualche avvisaglia nei mesi scorsi, riguardo questa novità assoluta, il primo collegamento logico tra “La Rossa” è il mondo del vino (nonostante il gruppo avesse già acquisito “Robert Parker – Wine Advocate“: nel 2017 ha comprato il 40%, per poi acquisire il 100% nel novembre 2019) venutomi in mente sia stato quello relativo a una possibile valutazione del vino all’interno dei ristoranti, ovvero una valorizzazione delle carte vini. Un’utopia, a quanto pare, ma che sarebbe stata ancor più rivoluzionaria visto che sarebbe andata a colmare una lacuna che, invece, in termini di “guide vino” non c’è né a livello nazionale né internazionale. Eppure, se la Guida più importante al mondo per reputazione e percezione di valore ha scelto di dedicarsi alla valutazione delle realtà vitivinicole ci saranno, sicuramente, delle motivazioni più che valide e, di certo, il clamore di questi giorni fa ben sperare circa quelli che potranno essere gli esiti su un settore che – che ci piaccia o no – ha bisogno di una scossa e di essere portato al centro dell’attenzione di un range di pubblico più ampio possibile attraverso notizie positive e non sempre negative o pessimistiche.

Tornando alla Michelin, parliamo di una guida che da oltre 125 anni celebra persone e luoghi che incarnano l’eccellenza nella gastronomia e nell’ospitalità. Dall’introduzione delle Stelle MICHELIN nel 1926, fino al recente lancio delle Chiavi MICHELIN per gli hotel nel 2024, il sapere della Guida nel riconoscere “il meglio del meglio” è universalmente riconosciuto. Oggi, questa competenza si estende anche al mondo del vino, riconoscendolo come elemento centrale dell’esperienza gastronomica. Cosa che, in un periodo di attacchi a destra e a manca nei confronti del settore, rappresenta un segnale di grande positività.

Nel corso degli anni, la Guida MICHELIN ha già valorizzato il ruolo del vino attraverso strumenti dedicati: dal pittogramma “vino”, creato nel 2004 per segnalare le carte dei vini di eccellenza, al MICHELIN Sommelier Award, introdotto nel 2019 per premiare i professionisti capaci di elevare l’esperienza dell’ospite grazie a selezioni, abbinamenti e servizi di alto livello.

Nascono le MICHELIN Grapes

La MICHELIN Grape è la nuova distinzione della Guida MICHELIN dedicata alle tenute vitivinicole e ai produttori di tutto il mondo. Un riconoscimento che valuta l’eccellenza complessiva sulla base di cinque criteri universali, con l’obiettivo di offrire agli appassionati un benchmark affidabile e autorevole.

Nel mondo del vino, la Guida MICHELIN intende premiare non solo i vigneti, ma soprattutto le persone che li vivono e li coltivano. Le MICHELIN Grapes metteranno in luce il sapere tramandato di generazione in generazione, così come le tecniche innovative e le pratiche contemporanee, attraverso una metodologia rigorosa, indipendente e condivisa.

Appassionati e operatori del settore potranno orientarsi grazie a una classificazione chiara:

Tre Grappoli MICHELIN
Produttori eccezionali. Indipendentemente dall’annata, i vini della tenuta rappresentano una garanzia assoluta.

3 grappoli michelin

Due Grappoli MICHELIN
Produttori eccellenti, che si distinguono all’interno della propria regione e del proprio contesto per qualità e costanza.

2 grappoli michelin

Un Grappolo MICHELIN
Ottimi produttori, capaci di realizzare vini di carattere e stile, soprattutto nelle annate migliori.

un grappolo michelin

Selezionati dalla Guida Michelin
Produttori affidabili, selezionati per una valutazione continuativa, che propongono vini ben realizzati e di comprovata qualità.

I cinque criteri di valutazione

I “MICHELIN Grapes” premieranno i produttori che eccellono in più aspetti del processo vitivinicolo:

Qualità dell’agronomia
Vitalità del suolo, equilibrio della vite e gestione del vigneto sono elementi fondamentali che incidono direttamente sulla qualità del vino.

Padronanza tecnica
Vengono valutate precisione e rigore nelle pratiche di vinificazione, con vini capaci di riflettere terroir e vitigno senza difetti che ne compromettano la lettura.

Identità
La Guida valorizza i vignaioli che producono vini fortemente identitari, espressione del luogo, della personalità del produttore e della cultura che li genera.

Equilibrio
Armonia tra acidità, tannini, legno, alcol e dolcezza.

Costanza
Le aziende vengono valutate su più annate, per garantire continuità qualitativa anche negli anni più complessi, premiando i vini che acquistano profondità e valore nel tempo.

Gli esperti dietro le quinte

Le selezioni future si baseranno sul lavoro di ispettori del vino MICHELIN, tutti professionisti impiegati dal Gruppo Michelin. Le valutazioni saranno collegiali, indipendenti e fondate su una metodologia rigorosa che include degustazioni in panel.

Gli ispettori sono figure altamente qualificate: ex sommelier, critici specializzati o ex vignaioli, selezionati non solo per le competenze tecniche, ma anche per integrità, esperienza concreta e capacità di analisi approfondita del mondo vitivinicolo.

Il debutto nel 2026: Borgogna e Bordeaux

Le prime MICHELIN Grapes saranno annunciate nel 2026, partendo da due territori simbolo del panorama vitivinicolo mondiale: Borgogna e Bordeaux. Attraverso queste regioni, la Guida celebrerà la diversità, il valore storico e la ricchezza culturale del vino francese.

Bordeaux rappresenta da secoli una potenza storica del vino, con vigneti prestigiosi e una reputazione che travalica i confini nazionali, grazie all’equilibrio tra innovazione e tradizione. La Borgogna, invece, si distingue per un approccio profondamente legato al patrimonio locale, con aziende familiari che, generazione dopo generazione, hanno costruito un’identità unica e una fama mondiale basata su rigore e cura artigianale.

Il conto alla rovescia è iniziato: nel 2026 arriverà la prima selezione ufficiale dei “MICHELIN Grapes”. E l’Italia? Voci di corridoio dicono che nel 2027 si partirà da Piemonte e Toscana, ma staremo a vedere! La speranza è che questa novità porti maggiore attenzione nei confronti del settore e induca un pubblico sempre più vasto ad avvicinarsi e ad apprezzare le peculiarità del mondo vitivinicolo dalla vigna al bicchiere, acquisendo strumenti che non si limitino alla singola valutazione, bensì a una visione generale della produzione del vino.

Francesco Saverio Russo

#WineIsSharing

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