Collio e Colli Orientali si uniscono nell’ATI – I due consorzi friulani si promuoveranno insieme in Italia e all’estero

Nel mondo del vino contemporaneo, attraversato da cambiamenti profondi – climatici, economici e culturali – la capacità di fare sistema rappresenta oggi una delle chiavi decisive per affrontare le sfide del presente e del futuro. In questo scenario, il principio secondo cui “l’unione fa la forza” assume un valore strategico, soprattutto quando riguarda territori che, pur distinti sotto il profilo istituzionale e amministrativo, condividono una storia, una geografia e una vocazione vitivinicola profondamente intrecciate.

vigne collio

È il caso delle “colline” che uniscono Collio e Colli Orientali, due denominazioni nate e cresciute lungo un continuum territoriale che trova la propria radice in una comune matrice orogenetica e pedoclimatica: un sistema collinare omogeneo, modellato nei millenni dall’evoluzione geologica dell’arco prealpino e caratterizzato – anche – da suoli di origine marnoso-arenacea – la celebre ponca – e da condizioni climatiche simili, influenzate dalla vicinanza delle Alpi Giulie e dall’azione mitigatrice dell’Adriatico. Un territorio che nel tempo ha conosciuto separazioni prima culturali e storiche, poi amministrative e istituzionali, ma che continua a esprimere una straordinaria continuità paesaggistica e vitivinicola, nonostante disciplinari differenti e singolarità che manifestano forti specificità.

colli orientali

Proprio da questa consapevolezza nasce un passaggio significativo per il futuro della viticoltura regionale: la volontà di rafforzare la collaborazione tra due tra i più autorevoli consorzi del vino italiani unendo visioni, competenze ed energie per raccontare con maggiore forza un patrimonio condiviso. In un momento storico in cui il settore vitivinicolo necessita più che mai di coesione, progettualità e visione comune per affrontare i mercati globali, la scelta di fare squadra rappresenta non solo un gesto simbolico, ma un atto concreto di responsabilità verso il territorio e verso il vino italiano.

È in questo contesto che prende forma un accordo storico, quello che sancisce la nascita dell’ATI (Associazione temporanea di impresa) tra il Consorzio Friuli Colli Orientali e Ramandolo e il Consorzio Collio, come riportato dal comunicato stampa appena evaso:

“Un accordo storico quello che sancisce la nascita dell’ATI (Associazione temporanea di impresa) tra il Consorzio Friuli Colli Orientali e Ramandolo ed il Consorzio Collio con il quale i due territori si impegnano in strategie comuni per la reciproca promozione. Il Consorzio Collio nasce nel 1964 ottenendo la Doc nel 1968 mentre il Consorzio Friuli Colli Orientali nasce nel 1970; rappresentano le due realtà di tutela e promozione storiche della Regione e sono considerate un vero e proprio riferimento nazionale per la produzione di vini bianchi ma non solo. Le due strutture sono molto attive per la tutela e la promozione dei rispettivi territori e da anni si distinguono per importanti iniziative in Italia e all’estero. Tutte le attività dei singoli consorzi continueranno ad essere organizzate ma verrà costruito un progetto comune per poter far conoscere con maggiore forza i territori unendo le rispettive esperienze e idee. Una continuità geologica e territoriale che storicamente ha incontrato divisioni culturali prima e amministrative poi, ma che questo accordo permette di superare con la consapevolezza delle proprie potenzialità e del prestigio dei propri vini. “L’accordo che abbiamo firmato insieme al Collio mi rende orgoglioso come Presidente e ci permette di cominciare a ragionare insieme e con grande forza” – così Filippo Butussi Presidente del Consorzio Friuli Colli Orientali e Ramandolo – “insieme potremo non soltanto condividere idee e progetti ma mettere in campo la forza delle nostre strutture. Noi abbiamo una struttura pronta a lavorare e siamo pronti ad impegnarci per il bene di tutto il comparto”. Entusiasmo e fiducia anche da parte di Luca Raccaro, Presidente del Consorzio Collio – “siamo territori vicini che hanno identità precise, ma che condividono molto tra di loro. Questa è un’opportunità per farci conoscere con azioni mirate con la voglia di creare momenti comuni dove le persone possano conoscerci e innamorarsi dei nostri vini e dei nostri territori”. Degustazioni, incontri, novità e molto altro ma soprattutto la forza dei due territori più conosciuti della nostra Regione. “L’accordo sottoscritto tra il Consorzio Friuli Colli Orientali e Ramandolo e il Consorzio Collio rappresenta sicuramente un importante passo avanti verso forme di collaborazione territoriale sempre più necessarie per rafforzare l’organizzazione e la promozione dei nostri produttori. Si tratta infatti di territori che condividono una matrice comune dal punto di vista geografico e culturale e che possono lavorare insieme per valorizzare al meglio il territorio, le sue peculiarità e le sue caratteristiche uniche. Allo stesso tempo, questa collaborazione consente di promuovere in maniera ancora più efficace i prodotti che nascono da queste colline, inserendoli all’interno di una strategia di promozione integrata del territorio e del vino che, nel caso dei due Consorzi, sono elementi profondamente e naturalmente legati tra loro”, dichiara l’Assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier.”

Per il Consorzio Friuli Colli Orientali e Ramandolo Il Presidente Filippo Butussi

Per il Consorzio Collio Il Presidente Luca Raccaro

Chiudo con una sorta di gioco di parole in cui, neanche a farlo a posta, è proprio la “o”, ovvero un cerchio simbolo di unione senza soluzione di continuità, a collegare l’ideale crasi fra i due territorio “colli-O-rientali”. Che sia di buon auspicio a un unione che rappresenta un messaggio importante per tutti quegli areali italiani che comprendono l’importanza di fare sistema e di guardare al futuro con spirito di condivisione.

Francesco Saverio Russo.

#WineIsSharing

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