C’è una Toscana meno raccontata, sospesa tra Arezzo e Firenze, incastonata tra il Pratomagno e i colli che guardano il Chianti. È il Valdarno di Sopra, territorio dalla storia millenaria e dall’identità sorprendentemente contemporanea, oggi tutelato dalla Valdarno di Sopra DOC, riconosciuta nel 2011 ma affondata in radici antichissime.
In una regione che conta decine di denominazioni, la nascita di una nuova DOC potrebbe sembrare superflua. E invece, nel caso del Valdarno di Sopra, rappresenta un atto di coerenza storica e culturale: il recupero di un’identità già sancita nel Settecento e poi rimasta in ombra per oltre due secoli.
La coltivazione della vite in quest’area è attestata già dal IV secolo a.C., quando gli Etruschi praticavano forme arcaiche di vinificazione nell’Etruria centrale. Nel I secolo d.C. Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, cita il territorio tra i più vocati alla produzione viticola dell’epoca, sottolineandone la qualità e la varietà delle uve. Nel Catasto Fiorentino del 1427 compaiono valutazioni dettagliate sulla qualità dei vini del Valdarno e sulle loro quotazioni di mercato, segno di una reputazione già consolidata. Ma è nel 1716 che arriva il riconoscimento più celebre: il bando emanato dal Granduca Cosimo III de’ Medici, che delimita e regolamenta quattro aree vocate alla produzione di vini di qualità: Chianti, Pomino, Carmignano e Valdarno di Sopra. Un atto antesignano delle moderne denominazioni di origine. Le prime tre zone entreranno stabilmente nel sistema delle DOC e DOCG del Novecento. Del Valdarno di Sopra, invece, si perderanno le tracce ufficiali, nonostante la qualità delle sue uve continui a essere ricercata – anche per la produzione dei grandi “Supertuscan”.
Territorio, vocazione e sostenibilità

Il Valdarno di Sopra è un territorio di frontiera, geologica e culturale.
Le spettacolari Balze del Valdarno, formazioni argillose nate dal prosciugamento di un antico lago pliocenico, modellano la riva destra dell’Arno con pareti scoscese e scenografiche. Sullo sfondo si alza il massiccio del Pratomagno, che culmina nella Croce del Pratomagno a 1592 metri.
La storica Strada dei Setteponti, antica via etrusca poi romana (Via Clodia), attraversa borghi, pievi romaniche e terrazze coltivate a vite e olivo. Qui si trova anche il suggestivo Ponte a Buriano, ponte romanico sul fiume Arno, tradizionalmente identificato come sfondo della Gioconda di Leonardo.
La zona di produzione comprende i comuni di Bucine, Castelfranco Pian di Scò, Castiglion Fibocchi, Cavriglia, Civitella in Val di Chiana, Laterina Pergine, Loro Ciuffenna, Montevarchi, San Giovanni Valdarno e Terranuova Bracciolini.
Secondo la classificazione fisiografica della vite elaborata da Rocchi (1936) e aggiornata da Pastena (1977), il Valdarno di Sopra rientra tra le aree intermedie dove gli aspetti climatici negativi risultano attenuati ma anche i recenti cambiamenti climatici sembrano incidere in maniera meno impattante che in altri areali.
Il clima, infatti, combina: inverni freddi e piovosi, estati calde e molto soleggiate, significative escursioni termiche giorno-notte. Questa combinazione favorisce maturazioni complete e preserva il patrimonio aromatico delle uve. Circa il 70% delle precipitazioni si concentra tra autunno e inverno, lasciando estati asciutte e luminose, con una buona riserva idrica e un ciclo della vite generalmente in linea con l’iter ottimale.
Uno studio di zonazione viticola condotto dall’Università di Milano sotto la guida del professor Attilio Scienza ha evidenziato un’interessante omogeneità pedoclimatica, arricchita però da suoli differenti: terreni a buona tessitura, con valido spessore e sottosuolo coerente, ideali per una viticoltura di qualità. L’orografia collinare e le esposizioni prevalenti a ovest–sud ovest garantiscono ventilazione costante e sanità delle uve. Aspetti che concorrono in modo importante alla possibilità di adottare una viticoltura rispettosa, in linea con i criteri del regime biologico, tanto da portare la denominazione del Valdarno di Sopra DOC a rappresentare un unicum nel panorama nazionale: tutti i soci del Consorzio sono già certificati biologici o in fase di conversione. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: diventare la prima denominazione italiana interamente biologica per disciplinare. Non si tratta di una semplice strategia di posizionamento, ma di una visione territoriale. La consapevolezza è quella di essere custodi temporanei di un patrimonio naturale e culturale che va preservato per le generazioni future. La sostenibilità viene quindi declinata su più livelli: tutela del suolo e della biodiversità; salvaguardia della salute dei lavoratori in vigna; protezione delle comunità che vivono accanto ai vigneti; trasparenza verso il consumatore.
Una vasta tavolozza ampelografica per diverse espressioni di territorio
I vitigni e le tipologie
La Valdarno di Sopra DOC comprende:
- Bianco
- Bianco Spumante
- Rosato
- Rosato Spumante
- Rosso
- Passito (da uve a bacca bianca)
In questo areale, nonostante la storia e la longeva tradizione, è ancora possibile “scegliere”, senza particolari vincoli o retaggi, tra vitigni tipici e varietà internazionali ormai integrate nel patrimonio locale. Il Sangiovese resta protagonista, affiancato da Ciliegiolo, Canaiolo, Pugnitello e la Malvasia Nera, con l’apporto di Trebbiano, Malvasia Bianca, Orpicchio, Foglia Tonda, e il riscoperto Gratena. Tra gli “alloctoni” ormai tipicizzati, abbiamo Merlot, Syrah, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Chardonnay, ma anche Pinot Nero e il rarissimo Caberlot (ibrido naturale tra Cabernet e Merlot). Dal punto di vista analitico e organolettico, i vini esprimono caratteristiche riconoscibili e coerenti, strettamente legate alle specifiche condizioni pedoclimatiche del territorio.
Il Sangiovese rimane il fulcro identitario nei rossi: interpretato con rigore, esprime profili tesi, verticali, con trama tannica definita e buona capacità evolutiva. I vitigni internazionali, storicamente presenti in zona, dialogano con il territorio dando vita a tagli eleganti e strutturati, con ottime prospettive di longevità ma, al contempo, una prontezza di riflessi molto in linea con le esigenze di beva odierne. Interessante anche la crescita dei bianchi che, grazie alle escursioni termiche marcate e a varietà che vantano una buona acidità di base, mostrano freschezza, precisione aromatica e dinamica gustativa. I passiti, infine, raccontano di una tradizione giocata su equilibrio e profondità che, oggi, rifugge la stucchevolezza in favore di una maggior versatilità di fruizione.
In sintesi, la struttura e la tessitura dei vini del Valdarno di Sopra mirano a un grado di riconoscibilità e di riconducibilità territoriale che vada oltre il vitigno, puntando su armonia espressiva e una certa attualizzazione della dinamica e del ritmo di beva, senza rinunciare alla prospettiva temporale. Il tutto godendo di una godibilità che, grazie al connubio fra contezza tecnica e rispetto artigiano, rendono questi vini coerenti con una visione più gastronomica che prettamente edonistica.
I migliori vini assaggiati all’Anteprima Valdarno di Sopra Day 2025
BIANCHI

Campo del Monte – “Baltea” Valdarno di Sopra Chardonnay Doc “Vigna I Pini” 2024
Chardonnay di bella definizione aromatica: mela renetta, pesca bianca, agrume maturo e un tocco di nocciola fresca. Il legno è presente ma misurato, a sostegno della struttura senza coprire il frutto. Sorso ampio, cremoso nell’attacco, poi progressivamente più teso, con acidità ben calibrata e finale salino di buona persistenza. Equilibrio tra materia e slancio. Equilibrato.
Ejamu – Toscana Bianco Incrocio Manzoni Igt 2024
Profilo olfattivo ben domani con pera, fiori bianchi, cenni agrumati e lieve speziatura. Un Incrocio Manzoni che gioca su armonia delle forme e buona dinamica di beva. Bocca agile e nitida. Vino che unisce persoanlità e rigore. Bilanciato.
La Salceta – “L’O” Valdarno di Sopra Orpicchio Doc “Vigna Poggiolo” 2025
Una varietà che mostra di poter avere grandi possibilità nel contesto di clima e di gusto odierno. Vino dal frutto giallo croccante, erbe mediterranee, sfumature di camomilla e pietra focaia. Il sorso è materico ma sostenuto da una viva freschezza; la trama è compatta, con finale sapido e leggermente ammandorlato. Bianco identitario, con carattere territoriale ben leggibile. Peculiare.
Vigna delle Sanzioni – Valdarno di Sopra Trebbiano Doc “Vigna delle Sanzioni” 2023
Trebbiano di spessore, lontano da ogni banalità: agrume, mela verde, cenni floreali e una sottile nota salmastra. Bocca tesa, lineare, con acidità vibrante e finale lungo, di impronta sapida e minerale. Precisione stilistica e prospettiva evolutiva evidente. Essenziale.
VALDARNO DI SOPRA DOC – Focus Sangiovese

Cantina Le Pietre – Valdarno di Sopra Sangiovese Doc 2025
Sangiovese di nitidezza cristallina, giocato su piccoli frutti rossi croccanti, cenni floreali di viola e una sottile traccia ematica. Il sorso è slanciato, verticale, con trama tannica fine ma ben presente e un finale sapido che richiama la matrice galestrosa dei suoli. Chiusura tesa, di bella progressione. Vibrante.
Ejamu – Valdarrno di Sopra Sangiovese Riserva Doc 2024
Energico ma gioviale: marasca matura, erbe officinali, lieve speziatura dolce ben dosata. Bocca materica ma composta, con tannino cesellato e acidità che sostiene senza particolari spigolature. Finale lungo, con ritorni balsamici ed ematici. Luminoso.
Fattoria Bellosguardo – “Pipillo” Valdarrno di Sopra Foglia Tonda Doc “Vigna Bellosguardo” 2024
Interpretazione centrata di Foglia Tonda: frutto scuro, mora e prugna, poi grafite e pepe nero. Sorso avvolgente ma non pesante, con trama tannica fitta e ben integrata. Bella energia centrale e finale ematico, quasi ferroso, che dona carattere. Identitario.
Podere Il Carnasciale – “Ottantadue” Valdarno di Sopra Sangiovese Doc 2023
Profilo più sottile e raffinato: ciliegia fresca, rosa canina, lieve nota agrumata. Bocca armonica, slanciata, con tannini sottili e finale di grande pulizia gustativa. Ritmato e versatile. Contemporaneo.
La Salceta – Valdarno di Sopra Sangiovese Doc “Vigna Ruschieto” 2022
Sangiovese con un ottimo apporto del grappolo intero, con buona apertura di frutto, fiore fresco e spezia nera intrigante. Struttura bilanciata, trama tannica compatta e ben definita. L’acidità tende il sorso e la chiusura è saporita e persistente. Neoclassico.
Petrolo – “Bòggina A” Valdarno di Sopra Sangiovese Doc “Vigna Bòggina” 2023
Precisione sartoriale: ciliegia, arancia sanguinella, erbe mediterranee. Il sorso è dinamico, vibrante, con tannini fitti ma eleganti e una progressione salina che allunga il finale. Territorialità e modernità in equilibrio. Preciso.
Tenuta Setteponti – Valdarno di Sopra Sangiovese Doc “Vigna dell’Impero” 2020
Annata che regala complessità e approcciabilità: frutto rosso maturo, spezie dolci, tabacco. Bocca piena, armonica, con tannino ben integrato e finale lungo, con ritorni balsamici. Interpretazione ampia ma coerente. Concreto.
ROSSI “INTERNAZIONALI”

Cantina Le Pietre – Toscana Sangiovese Igt 2024
Versione più immediata ma non banale: fragola, melograno, cenno floreale. Sorso agile, fresco, con tannino leggero e chiusura succosa. Beva scorrevole e centrata. Genuino.
Fattoria Fazzuoli – “11.5” Toscana Igt Rosso 2024
Bassa gradazione ma grande equilibrio: piccoli frutti rossi, note speziate leggere. Sorso agile, slanciato, con tannino delicato e finale fresco. Vino di ritmo e precisione. Agile.
Il Borro – “Il Borro” Toscana Rosso Igt 2022
Taglio bordolese di spessore: mora, cassis, liquirizia e grafite. Bocca ampia, materica, con tannino importante ma ben levigato. Finale lungo e avvolgente, di bella coerenza stilistica. Consistente.
Podere Il Carnasciale – “Caberlot Botte Grande +” Toscana Rosso Igt 2022
Il Caberlot in versione più distesa: frutto nero croccante, spezia fine, lieve nota erbacea nobile. Bocca elegante, con tessitura tannica raffinata e chiusura sapida. Profilo meno muscolare, più armonico. Raffinato.
Migliarina & Montozzi – “Castello di Montozzi” Val d’Arno di Sopra Cabernet Sauvignon Doc 2020
Cabernet di impronta territoriale: ribes nero, peperone arrostito, cenni balsamici. Struttura solida, tannino deciso ma ben lavorato, finale persistente con ritorni speziati. Coerente.
Petrolo – “Galatrona” Val d’Arno di Sopra Merlot Doc “Vigna Galatrona” 2023
Merlot di profondità straordinaria: mora, prugna, grafite, cenni ferrosi. Bocca densa ma non pesante, tannino setoso e progressione lunghissima, con chiusura salina che sorprende. Intensità e precisione assoluta. Iconico.
Tenuta La Corneta – “La Corneta Rosso” Toscana Rosso Igt 2023
Sangiovese e Pinot Nero in dialogo: fragola, lampone, cenni speziati delicati. Sorso fine, dinamico, con trama tannica sottile e chiusura fresca, quasi agrumata. Elegante.
Tenuta San Jacopo – “Orma del Diavolo” Toscana Rosso Igt 2021
Profilo intenso: frutto nero maturo, tabacco, spezie scure. Bocca piena, calda ma bilanciata, tannini ben presenti e finale persistente con ritorni balsamici. Potente.
Tenuta Scrafana – “Berulfo” Toscana Rosso Igt 2020
Vino di struttura e profondità: mora, cuoio, liquirizia. Trama tannica importante, ben integrata in una massa materica compatta. Chiusura lunga, con sensazione ematica e salina. Materico.
Tenuta Setteponti – “Oreno” Toscana Rosso Igt 2023
Afflato internazionale con netta riconducibilità territoriale. Naso di armonia. Bocca ampia, avvolgente, tannini setosi e finale lunghissimo, coerente e preciso. Modernità ben interpretata. Avvolgente.

Il Valdarno di Sopra DOC non rappresenta soltanto il recupero di una storica identità territoriale sancita già nel 1716, ma anche un modello contemporaneo di denominazione: coesa, consapevole, orientata alla qualità e alla responsabilità ambientale. Il Valdarno di Sopra è oggi una sub-regione toscana dinamica, in cui tradizione e visione prospettica convivono, con un piglio dinamico agevolato dall’essere meno vincolati a disciplinari eccessivamente restrittivi e, spesso, anacronistici. È una terra di confine – geografico e culturale – che ha saputo trasformare la propria storia in progetto. Le vigne dialogano con pievi romaniche, terrazzamenti medievali, tracciati romani e nuove interpretazioni enologiche. Una denominazione giovane per età anagrafica, ma antica per legittimità storica, capace di condurre questo connubio verso un’espressione nitida e comprensibile dei proprio vini, attraverso i diversi interpreti e varietali.
Una Toscana integra ma vivace, complessa ma diretta, capace di sorprendere chi è disposto a fare una deviazione dalle rotte più battute ma anche di fidelizzare con vini che, negli anni, si sono guadagnati lustro e lusinghe a livello nazionale e internazionale. E’ proprio questo lavoro di squadra fra realtà più note e strutturate e piccole giovani azienda vitivinicole di più recente ingresso sul territorio che questo areale potrà continuare la sua palese ascesa.
F.S.R.
#WineIsSharing
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