Negli ultimi anni, nel folto calendario delle anteprime del vino toscano, c’è un appuntamento che si è fatto strada ritagliandosi un ruolo che non è più quello del mero outsider, bensì di un più ampio e variegato momento di confronto e degustazione che non si focalizza su un’unica denominazione. Parlo dell’Anteprima dei vini de“L’Altra Toscana”.
Un evento che quest’anno ha visto un turnover fra gli areali presenti nelle passate edizioni, proponendo i vini dei seguenti consorzi:
- Consorzio Chianti Rufina
- Consorzio Tutela Vini Montecucco
- Consorzio del Vino Orcia
- Consorzio di Tutela Vini DOC Bianco di Pitigliano e Sovana
- Consorzio Terre di Casole
- Consorzio Tutela Vino DOP Suvereto Val di Cornia
- Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana
- Vino Toscana IGT
Parlare ancora di “consorzi minori” appare oggi una semplificazione che non regge più. L’insieme delle denominazioni coinvolte rappresenta una parte significativa della produzione vitivinicola regionale e, soprattutto, una straordinaria varietà ampelografica e pedoclimatica: altitudini appenniniche e brezze marine, suoli galestrosi e matrici sabbiose, argille compatte e sedimenti vulcanici.
Di certo il Sangiovese resta un filo conduttore imprescindibile, ma non è l’unica voce. Accanto a lui si muove una tavolozza ampia e cangiante: Vermentino luminoso e mediterraneo ma anche teso e salino, il Trebbiano identitario e senza tempo, il Ciliegiolo fragrante e territoriale, interpretazioni convincenti di altre varietà tipiche, fino all’evoluzione dei super Tuscan, sempre meno opulenti e più gastronomici, in cui vitigni internazionali affiancano il Sangiovese offrendo traduzioni territoriali di più ampio respiro comunicativo. Varietà “alloctone” che in alcuni degli areali tutelati dai consorzi presenti hanno trovato una seconda casa e si sono adattati a tal punto da tipicizzarsi, restituendo un’identità del luogo ampiamente riconoscibile che mette in risalto vocazione e specificità pedoclimatiche, nonché il savoir faire dei produttori.
“L’Altra Toscana” non è un’alternativa di secondo ordine alla Toscana più nota. È piuttosto la sua estensione naturale: il volto meno gridato ma spesso più sperimentale, libero e sorprendente, quello in cui la crescita tecnica e la consapevolezza identitaria stanno accelerando in modo evidente, con ampi margini di manovra e di miglioramento e maggior elasticità. Se le denominazioni storiche hanno costruito la reputazione globale della regione, questi territori stanno oggi contribuendo a ridefinirne il futuro, intercettando nuove sensibilità di consumo e nuove esigenze stilistiche: maggiore freschezza, equilibrio, nitidezza espressiva, bevibilità senza rinunciare alla profondità e mantenendo sempre forte l’aderenza territoriale.
È una Toscana che sa di scomodare, spesso, paragoni difficili da sostenere ma che, per questo, chiede di essere valutata e apprezzata per le proprie unicità e non per mere emulazioni di chi ha già strutturato la propria riconoscibilità e livellato la percezione dei propri vini in maniera più profonda.
Bianchi
Mantellassi – Maremma Toscana Vermentino Doc 2025
Profilo diretto e luminoso, giocato sulla freschezza e sulla scorrevolezza. Il sorso è agile, ritmato, con buona tensione e chiusura pulita che invita al riassaggio. Equilibrio centrato sulla bevibilità. Scattante.
Bellosguardo – “V” Maremma Toscana Vermentino Superiore Doc 2024
Impostazione più ampia e avvolgente, ma sempre sorretta da energia interna. Bocca armonica, con progressione costante e finale sapido ben disteso. Eleganza misurata e consapevole. Mediterraneo.
Gagiablu – Maremma Toscana Vermentino Superiore Doc 2024
Pigio aromatico fine e composto. Sorso lineare, fresco, con dinamica ordinata e chiusura coerente. Equilibrio giocato sulla precisione più che sulla potenza. Coerente.
Castelprile della Volpaia – Maremma Toscana Vermentino Superiore Doc 2024
Struttura ben calibrata, con volume gustativo pieno ma non ridondante. Progressione ampia, sostenuta da sapidità integrata e buona profondità. Armonia solida e territoriale. Solido.
Muralia – “Chiaraluna” Maremma Toscana Viognier Doc 2024
Profilo avvolgente, dalla tessitura morbida ma ben sostenuta. Il sorso è rotondo, con equilibrio tra materia e freschezza e chiusura composta. Eleganza discreta e continua. Intrigante.
Le Pianore – “Zancone” Toscana Bianco Igt 2024
Espressione tesa e verticale, con dinamica gustativa vibrante. Bocca slanciata, precisa, con finale asciutto e definito. Equilibrio fondato su tensione e linearità. Affilato.
Podere La Regola – Costa Toscana Bianco Igt 2022
Naso di maggiore complessità aromatica, ma per nulla ridondante. Sorso dall’ingresso ampio e dalla progressione stratificata. Materico ma bilanciato da slanciata freschezza. Persistenza salina lunga e coerente. Suadente.
Tenuta di Capezzana – Toscana Trebbiano Igt 2024
La tradizione che si fa attuale . Bocca fresca, ordinata, dalla concreta percezione materica. Capace di buona scorrevolezza e chiusura netta e lungamente sapida. Concreto.
Sassotondo – “Vigna Isolina” Bianco di Pitigliano Superiore Doc 2019
Spessore e identità, con profilo espressivo maturo ma ancora vitale. Il sorso è ampio, stratificato, sostenuto da freschezza ben presente che ne mantiene slancio e una buona presa tattile. La progressione gustativa continua e coerente fino a una chiusura lunga, sapida, di chiara impronta territoriale. Inconfondibile.
Rosato
Rocca di Montemassi – “Syrosa” Maremma Toscana Rosato Doc 2025
Profilo fragrante e dinamico. Sorso fresco, scorrevole, con equilibrio centrato su tensione e immediatezza. Finale pulito e coerente. Suadente.
Focus Sangiovese
Frascole – “Vigna alla Stele” 2022
Espressione territoriale, con struttura agile e tensione viva. Bocca tesa, trama tannica ben delineata, finale fresco e definito. Eleganza sincera. Autentico.
Fattoria di Lavacchio – “Vigna Casanova” 2022
Impostazione più avvolgente, con sorso armonico e tannino levigato. Progressione regolare, chiusura equilibrata e composta. Diretto.
Tenuta Marchesi Gondi – “Vigna Poggio Diamante” 2022
Profilo strutturato e raffinato. Bocca ampia ma sostenuta da freschezza incisiva, trama tannica fitta e integrata. Finale lungo e coerente. Completo.
Vinae Montae – “Vigna il Monte” 2022
Intenso e sfaccettato. Sorso dinamico, con buona armonia fra materia e nerbo acido. Tannino ben definito. Chiusura asciutta e lineare, con persistenti rimandi umami. Appagante.
Colognole – “Vigna le Rogaie” 2021
Struttura più matura e composta. Bocca ampia, con tessitura tannica solida e progressione distesa. Finale persistente e armonico. Classico.
Selvapiana – “Vigna Erchi” 2021
Finezza e precisione definiscono l’insieme. Sorso vibrante, tannino definito, equilibrio esemplare tra energia e struttura. Persistenza elegante. Complesso.
Mirabondo – “Alfa” 2023
Espressione giovane e dinamica. Sorso fresco, con trama tannica in evoluzione e buona agilità complessiva. Beva scorrevole. Gioviale.
Tenuta Pianirossi – “La Fonte” 2022
Struttura armonica, con equilibrio tra materia e freschezza. Progressione gustativa ordinata, tannino integrato e finale coerente. Equilibrato.
Podere Montale – 2020
Impostazione più strutturata e compatta. Sorso pieno, trama tannica fitta, chiusura sapida e persistente. Materico.
Otto Ettari – 2020
Profilo più slanciato e dinamico. Bocca fresca, con buona definizione tannica e finale elegante. Ritmato.
Basile – “Ad Agio” 2020
Espressione profonda e composta. Sorso strutturato, armonico, con allungo gustativo coerente e buona persistenza. Lineare.
Amiata… Vini del Vulcano – “Lavico” 2019
Carattere deciso e territoriale. Bocca ampia, con trama tannica importante e chiusura energica, sostenuta da sapidità marcata. Minerale.
Collemassari – “Poggio Lombrone” Riserva 2019
Struttura importante ma ben calibrata. Sorso ampio, tannino fitto ma levigato, progressione lunga e armonica. Ben concepito.
Campotondo – “Mezzodì” 2024
Profilo fresco e scorrevole. Sorso agile, equilibrio centrato sulla bevibilità e chiusura lineare. Riconoscibile.
Sassodisole – “Sasso di Luna” 2023
Espressione fine e dinamica. Bocca slanciata, tannino sottile, finale armonico. Netto.
Capitoni Marco – “Frasi” 2022
Struttura equilibrata e coerente. Sorso armonico, trama tannica ben integrata, progressione costante. Tipico.
Fabbrica Pienza – “Newton Rosso” 2022
Impostazione morbida ma ben sostenuta. Bocca avvolgente, equilibrio centrato sull’armonia complessiva. Contemporaneo.
Poggio Grande – “Sesterzo” 2021
Ampio e luminoso. Incedere sicuro e fiero, in grado di distendersi con notevole agilità, senza perdere incidenza. Trama tannica definita e chiusura ematica. Accattivante.
Tenuta Sanoner – “Aetos” 2021
Profilo intenso ma non eccessivo, affabile e intrigante. Bocca ben bilanciata, tannino cesellato, finale ematico lungo e preciso. Garbato.
Caciorgna – “Alberaia” 2022
Espressione concreta e identitaria. Sorso dinamico, ottimo equilibrio fra muscolo e spina dorsale acido/minerale. Texture tannica cesellata e chiusa tra ferro e sale. Esaustivo.
Castelfalfi – “Poggio alla Fame” 2023
Impostazione classica ma non anacronistica. Sorso dalla buona percezione materica, capace di distendersi senza intoppi, fino a una chiusura dal tannino raffinato e rimandi di agrume e spezia. Proporzionato.
Podere Marcampo – “Severus” 2022
Toni scuri ma non cupi, buona maturità e avvolgenza. Ampio e dalla trama tannica salda ma che on ostacola la progressione saporita. Prospettico.
Focus “vitigni Internazionali”
Belguardo – “Tirrenico” Maremma Toscana Rosso Doc 2023
Profilo espressivo nitido e mediterraneo, con energia ben distribuita tra struttura e slancio. La materia è calibrata, l’incedere fiero ma composto. Il sorso si sviluppa con progressione regolare, sostenuto da tannino ben integrato e da una freschezza che ne accompagna l’allungo. Chiusura armonica, centrata su equilibrio e misura. Avvolgente.
Tenuta Casadei – “Sogno Mediterraneo” Toscana Syrah Igt 2024
Espressione dinamica e contemporanea, con tessitura gustativa succosa e ben ritmata. Il tannino è presente ma ben tornito, la progressione è fluida e coerente fino al finale persistente. Eleganza espressiva. Intrigante.
Tua Rita – “Giusto di Notri” Toscana Rosso Igt 2023
Corente. Struttura concreta e bilanciata. Il sorso è ampio, stratificato, con trama tannica levigata e allungo progressivo che non perde tensione. Equilibrio che anela al più gradevole bilanciamento tra potenza, slancio e precisione. Determinato.
Gianni Moscardini – “Sileno” Costa Toscana Cabernet Franc Igt 2023
Fragrante e generoso, gioviale ma fortemente identitario. Soro dalla dinamica gustativa ritmata e raffinata. Tannino fine, freschezza incisiva e chiusura netta, di grande coerenza stilistica. Filigranato.
Podere La Regola – “La Regola” Costa Toscana Rosso Igt 2021
Struttura compatta e ben proporzionata. Il sorso si sviluppa con progressione costante, trama tannica integrata e chiusura lunga, equilibrata e saporita. Profilo solido e misurato. Autorevole.
Tenuta Di Vaira – Toscana Rosso Cabernet Franc Igt 2020
Espressione matura e strutturata, con sorso pieno e tessitura tannica ben delineata. La progressione è ampia ma sostenuta dalla necessaria freschezza, che ne preserva l’equilibrio. Nitido e piacevole in chiusura. Energico..
Buccia Nera – “Pa’Ro” Toscana Rosso Igt 2021
Scuro e intrigante nell’infusione di frutto, fiore, erbe e spezie. Buona presa di bocca, con dinamica agile e tannino ben integrato. Già godibile. Finale coerente e composto. Gastronomico.
I Balzini – “Balze Nere” Costa Toscana Centrale Rosso Igt 2019
Profilo evolutivo e stratificato, con struttura importante e tessitura tannica levigata dal tempo. Progressione ampia, persistente, di notevole equilibrio complessivo. Stratificato.
Caiarossa – “Aria di Caiarossa” Toscana Rosso Igt 2022
Architettura raffinata, con sorso setoso e progressione continua. L’equilibrio tra volume e freschezza è centrato, la chiusura è lunga e armonica. Eleganza pienamente espressa. Aristocratico.
Col d’Orcia – “Nearco” Toscana Rosso Igt 2021
Struttura piena e ben delineata. Il sorso è compatto, con trama tannica salda e progressione regolare che conduce a una chiusura persistente e coerente. Inequivocabile.
Brancaia – “Ilatraia” Toscana Rosso Igt 2022
Potenza controllata e precisione stilistica. Il sorso è ampio ma sempre guidato da freschezza e definizione tannica fine. Allungo importante e grande equilibrio complessivo. Consistente.
Focus “Blend con Sangiovese”
Nittardi – “Ad Astra” Maremma Toscana Rosso Doc 2023
Espressione ben ponderata. Il sorso entra ampio, per poi distendere la materia con pregevole garbo e buono slancio. Buona percezione tattile e persistente la chiusura saporita. Energico.
Le Pianore – “Tinatius” Montecucco Rosso Doc 2021
Frutto giustamente maturo, fiore ancora fresco, erbe e spezie a complessare il profilo aromatico. Progressione gustativa articolata, con materia ben distribuita e buon nerbo. Il tannino è saldo ma armonico, la chiusura gradevole e coerente.Sfaccettato.
Nuova Mensano – “Diamine” Terre di Casole Rosso Doc 2019
Espressione matura e composta. Il sorso è ampio, con tessitura tannica compatta e sviluppo gustativo regolare fino a un finale persistente. Equilibrio centrato sulla stabilità. Ponderato.
Castello di Fonterutoli – “Siepi” Toscana Rosso Igt 2023
Sintesi di potenza e precisione. Il sorso è stratificato, con trama tannica nobile e progressione lunga, continua, senza cedimenti. Equilibrio proiettato verso un’eleganza prospettica capace di coniugare energia e finezza. Risoluto.

In conclusione, “L’Altra Toscana” non è soltanto una felice intuizione organizzativa, ma la fotografia nitida di una regione che ha imparato a guardarsi dentro con maggiore lucidità.
Da Pitigliano e Sovana, con i loro bianchi capaci di tenere insieme senso della storia e godibilità contemporanea, fino al Chianti Rufina, oggi vera punta di diamante grazie al percorso culminato nel progetto Terraelectae (così attrattivo da far terminare metà dei campioni prima che io riuscissi ad assaggiarli – per questo non li trovate tra i citati, nonostante li abbia assaggiati più volte durante gli scorsi focus territoriali), emerge una Toscana che non rincorre modelli ma li rielabora attraverso le proprie dotazioni territoriali: slancio, finezza, profondità, tensione.
Il Montecucco conferma la bontà di un pedoclima privilegiato e di una convergenza interpretativa che, soprattutto sui Sangiovese, restituisce le singolarità zonali con franchezza e senza sovrastrutture. Suvereto e Val di Cornia dimostrano che l’afflato internazionale non è sinonimo di omologazione, bensì occasione per affermare con ancora maggiore fierezza e con più ampio spettro comparativo regionale, nazionale e globale una riconducibilità territoriale ormai acquisita proprio grazie a traduttori varietali poliglotti, anche quando affiancati al Sangiovese.
Sorprende e convince l’Orcia DOC, sempre più consapevole e precisa nel costruire un’identità collettiva fatta di equilibrio, finezza e versatilità, lontana da eccessi o improbabili tentativi di emulazione. E se per quanto concerne le Terre di Casole erano disponibili pochi campioni, resta comunque il piacere di ritrovare nel calice la tipicità autentica di un micro areale che merita ulteriore approfondimento.
Infine, la Maremma Toscana: mosaico di paesaggi e vocazioni, dal mare alle colline, dai bianchi ai rosati fino ai rossi mediterranei. È forse qui che si coglie con maggiore chiarezza il senso ultimo di un’anteprima tanto variegata: versatilità, precisione tecnica diffusa, coerenza media e, soprattutto, una capacità di chiamare la tavola che rende questi vini attuali, dinamici, centrati sulle esigenze del gusto contemporaneo.
Da ricordare che la Toscana resta un unicum nel panorama nazionale: nessun’altra regione può vantare un impatto nominale così forte e riconoscibile a livello globale. “Toscana” è già di per sé un brand territoriale, una promessa di stile e di qualità percepita prima ancora della singola denominazione. Ed è proprio in questa consapevolezza che si inserisce una riflessione necessaria sull’IGT Toscana: non una denominazione di ricaduta, ma contenitore autorevole capace di racchiudere alcuni dei vini di riferimento per molte realtà produttive, specie in quei territori in cui la DO locale non gode ancora della stessa forza in termini di posizionamento e notorietà. Trasformare l’IGT in scelta identitaria e strategica – e non residuale – significa valorizzare ulteriormente quel capitale reputazionale che la parola “Toscana” porta con sé. Significa offrire a produttori virtuosi uno strumento coerente con ambizioni qualitative elevate e con una visione contemporanea del mercato, senza svilire il lavoro delle denominazioni territoriali ma, anzi, rafforzando l’intero sistema regionale.
Se la Toscana più celebre ha costruito il mito, “L’Altra Toscana” ne sta scrivendo l’evoluzione. Non per contrapposizione, ma per integrazione. Perché la vera forza di questa regione risiede nella sua pluralità consapevole: territori diversi, traiettorie stilistiche differenti, ma un comune denominatore fatto di crescita tecnica, identità sempre più nitide e un livello qualitativo medio che continua, anno dopo anno, a salire. Ed è forse proprio questa coralità, oggi così evidente, il segnale più incoraggiante per il futuro del vino toscano, unitamente a un’accessibilità che permettere a molte di queste denominazioni di giocarsi carte importanti in una fase in cui l’elemento “prezzo” è ancor più focale di quanto lo sia stato in passato, ma le esigenze in termini di qualità e di identità aumentano.
Francesco Saverio Russo
#WineIsSharing
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