Anteprima Vino Nobile di Montepulciano 2025- La zonazione de “Le Pievi”, i migliori vini degustati e alcune considerazioni sul futuro della denominazione poliziana

L’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano 2025 ha recentemente permesso l’assaggio delle nuove annate della docg più longeve d’Italia e la presentazione della nuova tipologia “Le Pievi” ai media internazionali.

C’era tantissima attesa per la trentunesima edizione dell’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano, in quanto, dopo anni di stasi, si è potuto assistere a un momento chiave per la denominazione. Un ritorno alle radici storiche coniugato a una ben ponderata prospettiva di rilancio e riposizionamento commerciale, fondamentale per la più longeva docg italiana. Quest’attesa ha un nome: Le Pievi.

Le Pievi: un nuovo corso per il Vino Nobile

Dal 2025, il Vino Nobile di Montepulciano si arricchisce della nuova menzione “Pieve”, una tipologia che esalterà il legame con il territorio attraverso le Unità Geografiche Aggiuntive (UGA), basate su antiche suddivisioni storiche. Il progetto, nato grazie al confronto tra produttori, ricercatori e altri importanti attori della filiera, mira a valorizzare il terroir con regole stringenti:

  • Vitigni autoctoni con una prevalenza di Sangiovese (minimo 85%)
  • Affinamento di almeno 36 mesi, con 12 in legno
  • Prospettiva di una produzione limitata, che si potrebbe/dovrebbe attestare attorno al 10% del totale del Vino Nobile, ossia 600.000 bottiglie annue.

Il Comitato Nazionale Vini ha dato l’ok definitivo al disciplinare il 10 ottobre 2024, con pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il 5 febbraio 2025. L’annata 2021 sarà la prima a debuttare sul mercato nel febbraio 2025, affiancando il Vino Nobile tradizionale e la Riserva.

Il posizionamento sarà fondamentale, non solo per la maggior marginalità diretta delle nuove referenze, ma anche e soprattutto per fungere da effetto leva nei confronti dell’intera produzione della denominazione, che negli ultimi anni ha sofferto molto una percezione non consona al lustro che le conviene. Secondo un’indagine Nomisma, il nuovo Vino Nobile di Montepulciano “Pieve” è visto con grande interesse dai professionisti del settore, in particolare dalle enoteche (82%), con un posizionamento atteso tra i 40 e i 70 euro (per il 60% degli intervistati) e oltre 100 euro per le selezioni più pregiate. Tra i principali punti di forza evidenziati emergono:

  • Identità forte e tradizione (31%)
  • Qualità superiore attesa (20%)
  • Prestigio della denominazione (12%)

La prima vendemmia delle Pievi, il 2021, ha affrontato un andamento climatico complesso, con scarse precipitazioni (510 mm annui, il 25% sotto la media) e temperature primaverili altalenanti. L’episodio di gelo tra il 7 e l’8 aprile, con minime fino a -7°C, ha causato criticità in fase di germogliamento, ma l’estate equilibrata ha permesso una maturazione regolare.

I vini del 2021 mostrano colori intensi, profumi ricchi di frutta matura e grande struttura, con tannini abbondanti e un’ottima acidità. A livello analitico, si distinguono per estratti elevati, alcol ben presente e buona concentrazione polifenolica, elementi che lasciano presagire un’eccellente capacità di evoluzione in bottiglia.

L’Anteprima 2025 ha quindi posto le basi per una svolta storica: con Le Pievi, il Vino Nobile di Montepulciano si conferma non solo un vino “storico”, ma anche un vino altamente territoriale, pregno di tradizione e ricerca dell’eccellenza. A rafforzare la validità dell’impegno profuso nei 4 anni di sviluppo del progetto anche la pubblicazione del MW Andrea Lonardi e della giornalista statunitense Jessica Dupuy che, oltre a definire una sorta di vedemecum con linee guida e “istruzioni per l’uso” della nuova tipologia, offre un approccio più pragmatico al concetto di identità zonale attribuendo determinate peculiarità organolettiche a ciascuna UGA, in una vera e propria mappatura geosensoriale.

L’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano, però, non è stata dedicata solo a “Le Pievi”. Come ogni anno, i vini in degustazione hanno coperto tutte le tipologie di Vino Nobile (continuo a pensare che si dovrebbe dare spazio anche al Rosso di Montepulciano, nella degustazione alla cieca riservata alla stampa, ma questo è un altro discorso…), con un risultato molto interessante, che conferma una tendenza positiva della docg con una qualità media nettamente superiore a quella espressa nelle ultime anteprime. Qui di seguito troverete, come di consueto, la selezione dei miei migliori assaggi e alcune considerazioni generali sull’annata:

migliori vini nobile di montepulciano 2022

Annata 2022 (22 vini in degustazione)

Il Molinaccio di Montepulciano – Vino Nobile di Montepulciano DOCG 2022
Un vino capace di esprimere già una netta propensione all’eleganza, non comune nell’areale, in gioventù. La dinamica di beva e agile e ritmata ma non manca di concretezza e profondità.

Manvi – Vino Nobile di Montepulciano DOCG “Arya” 2022
Arya 2022 si distingue per la croccantezza del frutto e la fragranza del fiore. Il sorso vanta una struttura equilibrata, una trama tannica ben definita e smussata e una piacevole chiusura ematica.

Talosa – Vino Nobile di Montepulciano DOCG “Alboreto” 2022
“Alboreto” 2022 presenta un profilo aromatico ricco nel frutto e fine nel fiore, con note speziate ben integrate. Al palato, offre una buona acidità che da slancio e dinamica al sorso e una buona persistenza saporita.

Selezioni (2 vini in degustazione)

Bindella Tenuta Vallocaia – Vino Nobile di Montepulciano DOCG Selezione “I Quadri” 2022
“I Quadri” è una selezione che rappresenta l’eccellenza della Tenuta Vallocaia. L’annata 2022 offre un bouquet complesso con note di ciliegia matura, tabacco e vaniglia, sostenute da una struttura tannica fitta e fine e un buon affondo umami.

L’annata 2022 del Vino Nobile di Montepulciano si distingue per disponibilità, materia, ritmo e succulenza. Le condizioni climatiche favorevoli hanno permesso una maturazione ottimale delle uve, conferendo al vino note fruttate vivaci e una struttura equilibrata, con tannini decisi ma già ben definiti. Nonostante qualche caduta di stile da ricondurre a un mix sfavorevole di zona, conduzione agronomica e interpretazione enologica.

Riserve 2021 (8 vini in degustazione)

Boscarelli – Vino Nobile di Montepulciano Riserva DOCG 2021
Questa Riserva mostra la consueta predisposizione all’evoluzione in bottiglia ma è già molto espressiva e godibile, con aromi di frutta rossa matura, spezie e una leggera nota balsamica. Il legno è ben integrato e ha ben lavorato sulla trama e la struttura totale del sorso che mostra una cadenza di beva ottimale e notevole l’allungo sanguigno.

Le Bèrne – Vino Nobile di Montepulciano Riserva DOCG 2021
Caratterizzato da note di prugna, amarena e spezie dolci, questa Riserva presenta buona materia, ma non manca di slancio. I tannini, pur se decisi, risultano ben integrati, tanto quanto il un nerbo acido. Chiude tra ferro e sale.

La Riserva 2021, pur mostrando segnali promettenti, necessita ancora di tempo per esprimere appieno il suo potenziale. Rispetto alle annate precedenti, si nota un netto miglioramento nella gestione dell’affinamento in legno, con un uso più equilibrato che esalta le caratteristiche intrinseche del Sangiovese. Tuttavia, una valutazione definitiva richiederà ulteriore affinamento in bottiglia che, si auspica, possa conferire ai vini maggior armonia, complessità e profondità.

Annate precedenti (21 vini in degustazione)

De’ Ricci Cantine Storiche – Vino Nobile di Montepulciano DOCG 2021
L’annata 2021 offre un vino con profumi di frutti rossi freschi, fiori e una leggera nota speziata. Al palato, è equilibrato con tannini morbidi e un finale persistente.

De’ Ricci Cantine Storiche – Vino Nobile di Montepulciano DOCG “Soraldo” 2020
“Soraldo” 2020 si distingue per la sua complessità aromatica, con sentori di frutta matura, spezie e note terziarie derivanti dall’affinamento. La struttura è robusta, con tannini presenti ma ben integrati.

Contucci – Vino Nobile di Montepulciano DOCG Selezione “Mulinvecchio”
“Mulinvecchio” rappresenta una selezione di alta qualità, con aromi intensi di frutta rossa, note floreali e un tocco di spezie. Al palato, è elegante con una struttura tannica fine e un finale lungo.

Podere Tiberini – Vino Nobile di Montepulciano DOCG Selezione “Vigne Vecchie di Famiglia” 2019
Prodotto da vigneti storici, questo vino offre una profondità aromatica notevole, con note di frutta scura, erbe aromatiche e spezie. La struttura è solida, con tannini maturi e una piacevole acidità.

La presenza di un numero così importante di “annate precedenti” in un’anteprima è sintomatico di quanto il Vino Nobile di Montepulciano necessiti ancora di un affinamento in bottiglia più lungo di quello richiesto dal disciplinare per esprimersi al meglio. Da par mio, ho sempre ritenuto questo aspetto di duplice valutazione, perché se da un lato è vero che terreni, biotipi e concezione incidono molto su questo aspetto è altrettanto vero che solo negli ultimi anni, alcuni produttori, hanno iniziato a lavorare su espressioni più godibili, fresche, fini e dinamiche del Vino Nobile. Chissà che l’avvento de “Le Pievi” (che assieme alla Riserva dovranno necessariamente mantenere un certo standard di solidità e longevità) non porti ad approcci meno anacronistici dei Vino Nobile “classico”, enfatizzando ancor di più una versatilità e una piacevolezza che il Nobile può avere, senza lesinare identità e qualità.

Le Pievi (27 vini in degustazione)

De’ Ricci Cantine Storiche – Vino Nobile di Montepulciano DOCG Menzione Pieve Ascianello 2022 (campione da vasca/botte)
Un vino che andrà riassaggiato dopo il suo opportuno affinamento in bottiglia ma che già mostra un potenziale promettente, con aromi di frutti di bosco, fiori freschi e una mineralità ematica distintiva. Al palato, è succoso ed elegante, con tannini fini e una chiusa lunga e saporita.

Poliziano – Vino Nobile di Montepulciano DOCG Menzione Pieve Caggiole 2021
“Pieve Caggiole” 2021 presenta già un profilo aromatico complesso, con note di frutta rossa matura, spezie e una leggera nota tostata, raffinato e intrigante. La struttura è equilibrata, con tannini di buona finezza e una notevole persistenza.

Antico Colle – Vino Nobile di Montepulciano DOCG Menzione Pieve Cerliana 2021
Questo vino offre aromi di frutta rossa, fiori e spezie dolci. Al palato, è ampio ma in grado di distendersi con agilità grazie alla buona acidità e ai tannini ben integrati. Chiude umami.

Fattoria Svetoni – Vino Nobile di Montepulciano DOCG Menzione Pieve Cervognano 2021
Caratterizzato da note di ciliegia, prugna e spezie, questo vino ha una struttura equilibrata con tannini morbidi e un finale persistente.

Marchesi Frescobaldi – Vino Nobile di Montepulciano DOCG Menzione Pieve Cervognano 2021
Questo vino presenta un bouquet aromatico ricco, con sentori di frutta matura, spezie e una leggera nota balsamica e legno ben integrato. Al palato, è carnoso, con tannini eleganti e un indispensabile nerbo acido. Deciso il finale sanguigno.

Tenuta Poggio alla Sala – Vino Nobile di Montepulciano DOCG Menzione Pieve Sant’Ilario 2021
Il naso è un intreccio tra frutta rossa croccante e una sottile scia speziata che si alterna a nuances di fiori appassiti e una leggera nota balsamica. Il sorso è ritmato, con un’acidità che spinge e allunga la beva, regalando una freschezza invidiabile e un finale che vibra tra spezia e mineralità.

Il Molinaccio di Montepulciano – Vino Nobile di Montepulciano DOCG Menzione Pieve Valardegna 2021
Il naso è un susseguirsi di note di piccoli frutti neri, erbe officinali e un tocco di tabacco dolce che avvolge il tutto con estrema eleganza. Il sorso è ben definito, dinamico, con tannini ben fusi nella materia e una progressione gustativa che non lascia indifferenti. Un’espressione di Vino Nobile capace di coniugare complessità e bevibilità, offrendo un profilo raffinato e autentico.

Godiolo – Vino Nobile di Montepulciano DOCG Menzione Pieve Valardegna 2023 (campione da vasca/botte)
Un assaggio ancora in divenire, ma che già mostra una buona coesione aromatica. Profumi di fragolina di bosco, amarena e violetta si intrecciano a una leggera nota agrumata e a un soffio di spezia sottile. Al palato è tutto giocato su energia e tensione, con un’ossatura tannica ben presente ma mai prevaricante. Un vino che scalpita, che ha bisogno di tempo per assestarsi, ma che lascia presagire uno sviluppo di grande personalità.

La mia personale opinione su “Le Pievi”

Le Pievi del Vino Nobile di Montepulciano: un nuovo capitolo di autenticità e identità territoriale

Quando si parla di grandi territori vitivinicoli, quelli con una storia lunga secoli e un legame indissolubile con la terra, è fondamentale trovare nuovi strumenti per raccontarne l’anima. E il progetto “Le Pievi” del Vino Nobile di Montepulciano è esattamente questo: un passo coraggioso verso una definizione ancora più precisa del terroir poliziano, un ritorno consapevole alle radici con una visione prospettica che sembra essere già ben delineata, seppur non sarà semplice da concretizzare e consolidare.

Quello che potrebbe sembrare un rischio e una forzatura, ovvero l’idea di legare il concetto di “cru” a qualcosa di, apparentemente, distante da un’effettiva zonazione pedologica e microclimatica, fa leva su un elemento sin troppo spesso dimenticato nel mondo del vino italiano, ovvero quello culturale, che aggiunge alla determinazione enografica valori di grande suggestione come quelli legati alla storia e all’arte, quindi alla profondità della narrazione e alla bellezza dei contesti nei quali i vigneti sono innestati. E’ fondamentale, però, che il racconto sia supportato da una solida base di studi tecnico-geologici che si traducano in maniera attendibile e percettibile in specifiche peculiarità organolettiche, al netto dell’interpretazione del singolo che, ad oggi, è ancora più forte del concetto più ampio ma, al contempo, più selettivo e qualificante di terroir. Quindi, l’obbiettivo primario, credo debba essere far sì che i vini esprimano la massima fedeltà alle loro identità zonali ma che lo facciano puntando all’apice qualitativo, tenendo conto dell’esigenza contemporanea di vini che esprimano finezza, eleganza e una dinamica di beva che rifugga opulenza e asperità da un lato e non scada nell’esilità e nella banalità dall’altro. Non una mera operazione di marketing, quindi, bensì una vera e propria rivoluzione culturale che riporta il Vino Nobile a una dimensione differente da quella percepita sino ad oggi, con un effetto livella che porti tutte le realtà coinvolte nella produzione de Le Pievi a un approccio comune nell’attenzione in campo e in cantina, alla selezione e alla contestualizzazione di referenze che per molti sono un passo importante verso fasce di posizionamento e segmenti di mercato ancora inesplorati.

Per anni il Vino Nobile di Montepulciano ha vissuto un paradosso: pur essendo stato il primo vino in Italia a ottenere la DOCG (1980), ha faticato a ritagliarsi quello spazio che merita accanto ai giganti toscani come Brunello di Montalcino e Chianti Classico. Il progetto Le Pievi può essere l’elemento decisivo per iniziare a colmare, almeno in parte, questa distanza, grazie a un approccio territoriale più preciso e un posizionamento qualitativo più elevato e mi piace pensare che questo possa avvenire a prescindere dai vincoli del disciplinare che agevoleranno una certa – fondamentale – convergenza ma dovranno essere, per forza di cose, subordinati a una rinnovata forma mentis, votata ad accrescere la propria consapevolezza di sé possibile solo attraverso un continuo e costruttivo confronto tra produttori. Riguardo questo aspetto, confido molto nelle nuove generazioni che già stanno mostrando voglia di condividere visioni e di crescere insieme, con una mentalità sicuramente più aperta.

Il progetto Le Pievi, quindi, è senza dubbio un passo avanti per il Vino Nobile, ma il suo successo dipenderà da diversi fattori:

  1. Comunicazione chiara e incisiva – I consumatori, soprattutto quelli internazionali, dovranno capire cosa distingue il Vino Nobile di Montepulciano Pieve dal Vino Nobile “classico” dalle già presenti “selezioni” e dalla Riserva.
  2. Coerenza e qualità produttiva – Le aziende dovranno interpretare questa nuova tipologia con serietà, mantenendo uno standard qualitativo elevato e valorizzando le singole UGA senza forzature.
  3. Posizionamento nel mercato – Con un prezzo che oscillerà tra 40 e 100 euro, i Vini Pieve dovranno essere percepiti come prodotti di fascia alta, capaci di competere con le migliori espressioni rossiste nazionali e internazionali. Per fare questo nessun dettaglio dovrà essere lasciato al caso e l’eleganza sarà il valore da perseguire.

Non vi nego di essere partito con forti dubbi sui potenziali esiti del progetto “pievi” e di essermeli portati appresso sino a questa anteprima per poi dissiparne una buona quantità e mantenendo solo quelli doverosi nei confronti di una novità della quale solo nei prossimi 5 anni potremo iniziare a comprenderne realmente l’entità. Eppure, un risultato “Le Pievi” lo hanno già raggiunto: tornare ad accendere i riflettori su una denominazione che non si vedeva al centro dell’attenzione di media, operatori e, spero, consumatori da tempo e che, a parer mio, non lo aveva mai fatto con questa coesione e unità d’intenti ma solo per exploit dei singoli. Per questo come mi ha sapientemente confidato uno dei produttori locali “abbiamo solo questa freccia al nostro arco. Dobbiamo per forza fare centro! Non abbiamo alternative”. Un’opportunità che Montepulciano non può lasciarsi sfuggire. Le Pievi rappresentano la sintesi tra storia e innovazione, un ritorno alle origini che non è solo un’operazione nostalgica, ma un atto di consapevolezza e di maturità per tutta la denominazione. La sfida ora è far sì che questi vini possano davvero raccontare il territorio e posizionarsi stabilmente tra le eccellenze italiane. Se il percorso sarà portato avanti con serietà e coerenza, Le Pievi potrebbero rappresentare la vera rinascita del Vino Nobile di Montepulciano. E da amante del Sangiovese e dei suoi gregari (che trovo fondamentali nella ricerca di equilibri capaci di mitigare gli esiti dei cambiamenti climatici e di restituire un’identità territoriale tanto antica quanto contemporanea, grazie alla complementarietà varietale) non posso che sperare che i riscontri siano positivi.

F.S.R.

#WineIsSharing

Lascia un commento

Blog su WordPress.com.

Su ↑