Ho seguito con interesse, sin dagli albori, la nascita e l’evoluzione di Generazione Next, osservando da vicino il percorso di tanti giovani che oggi rappresentano una parte importante del presente e, soprattutto, del futuro del vino siciliano.
Per questo motivo, vedere la giovanissima Gabriella Favara alla presidenza di Assovini Sicilia e un Consiglio di amministrazione interamente composto dagli under 40 di Generazione Next – Graziano Nicosia, Costante Planeta, Cristina Madaudo, Pietro Pollara, Alessandro Tasca, Enrica Spadafora, Totò Navarra e Pierfilippo Marchello – non può che essere, per me, motivo di grande orgoglio e, al contempo, di enorme curiosità.

Sono convinto che questa nuova squadra saprà portare energia, idee e una visione capace di dare nuovo slancio alla Sicilia del vino, raccogliendo l’importante eredità di chi vi ha preceduto e proiettandola verso il futuro.
Credo che questa scelta corale dei produttori di Assovini rappresenti un messaggio molto forte per il mondo del vino italiano in toto. Oggi più che mai, i consorzi e le associazioni hanno bisogno di avviare un autentico ricambio generazionale, creando spazi di responsabilità per chi sarà chiamato a guidare il settore nei prossimi decenni. Non si tratta semplicemente di una questione anagrafica, ma della capacità di interpretare linguaggi, mercati e consumatori che stanno cambiando rapidamente.
Perché, in fondo, chi appartiene alle nuove generazioni è spesso nelle condizioni migliori per dialogare con le nuove generazioni.
Con questo spirito, e con la curiosità di capire quale direzione prenderà Assovini Sicilia, rivolgo alla neo eletta presidente le seguenti domande:

Intervista a Gabriella Favara, nuova presidente di Assovini Sicilia
- Sei la più giovane presidente nella storia di Assovini Sicilia e guiderai un Consiglio di amministrazione composto interamente da giovani professionisti. Che significato ha per te questo passaggio generazionale e quale impronta vorresti dare al tuo mandato?
La nuova squadra rappresenta una naturale evoluzione della vita associativa ed una conferma del costante e fondamentale dialogo intergenerazionale che ha caratterizzato Assovini Sicilia sin dalla sua fondazione. Per me è anche un segnale forte che l’associazione ha voluto dare in un momento di transizione nel mondo del vino, consegnando il testimone a giovani professionisti chiamati ad affrontare le tante sfide che il futuro pone al vino di qualità. Assovini Sicilia si conferma, ancora una volta, un’associazione che con spirito pionieristico è capace di leggere la complessità dei nostri tempi e di tradurla in azioni concrete. In questa ottica il mio mandato farà tesoro dell’eredità culturale e storica di chi mi ha preceduto e si farà promotore di un cambiamento e traccerà la rotta che ci guiderà nei prossimi anni.
- Assovini Sicilia ha avuto un ruolo determinante nel costruire l’immagine del vino siciliano in Italia e nel mondo. Da dove pensi si debba ripartire oggi e quali saranno le priorità dei prossimi anni?
Oggi, se il vino siciliano ha piena riconoscibilità, apprezzamento e posizionamento nei mercati esteri e nazionale, è anche merito del lavoro che ha svolto Assovini Sicilia nel definire e promuovere il “brand Sicilia” come eccellenza vinicola e come prodotto culturale. Nel continuare a valorizzare questo risultato, credo che sia necessario affrontare le sfide dettate dal più complesso contesto internazionale. Partirei con l’identificare un nuovo linguaggio e strategie che intercettino i giovani consumatori, oltre all’individuazione di nuovi mercati per il vino siciliano e di strumenti efficaci per sviluppare le potenzialità dell’enoturismo.
- Il mondo del vino sta attraversando una fase di grandi cambiamenti: consumi che evolvono, mercati sempre più complessi, cambiamenti climatici e nuove sensibilità verso il consumo di alcol. Quali ritieni siano le sfide più importanti che il vino siciliano dovrà affrontare e come può contribuire Assovini Sicilia?
Sono tutte sfide attuali e importanti, che il mondo del vino è chiamato a governare con competenza e attraverso misure strategiche. In questo scenario complesso, Assovini Sicilia continuerà a supportare le aziende associate, individuando tutte le opportunità a supporto delle loro attività di promozione, programmazione e networking. Inoltre, Assovini Sicilia, per l’autorevolezza e la legittimità del ruolo che ricopre, sta diventando sempre più un think tank, coinvolgendo nuove voci e professionisti, anche di altri settori, all’interno di un dibattito vivace e dinamico.
- Hai studiato all’estero e oggi ti occupi quotidianamente di mercati internazionali. Quanto pensi sia importante osservare il vino siciliano con uno sguardo globale e quali opportunità vedi per la Sicilia nei mercati esteri?
Il vino siciliano ha sempre avuto un ruolo di ambasciatore nel mondo perché non è solo un prodotto ma qualcosa di più complesso che, nel sintetizzare i vari elementi (territorio, persone, paesaggi), racconta la cultura della nostra isola. Dal punto di vista commerciale, il mercato estero è sempre stato strategico per i nostri vini e continuerà ad esserlo nonostante le difficoltà geopolitiche. Se da un lato bisogna confermare la presenza dei nostri vini nei mercati già consolidati, sfruttando ogni margine di crescita, dall’altro bisogna guardare a nuovi mercati dove il vino siciliano è ancora poco presente o conosciuto. Il mondo ha sete di cultura siciliana e il vino è un perfetto mezzo per divulgare la nostra storia.
- La Sicilia oggi è molto più di una grande regione vitivinicola: è un mosaico di territori, vitigni, culture e identità. Come immagini possa evolvere il “brand Sicilia”, di cui mi accennavi poco sopra, nei prossimi anni senza perdere autenticità e valorizzando sempre di più le sue tante sfaccettature?
L’unicità del brand Sicilia sta proprio nella sua varietà e diversità, sia in termini di territori e biodiversità sia di aziende e delle persone che ne sono il cuore pulsante. È questa unicità che dobbiamo continuare a valorizzare, puntando al binomio vino-territorio, a valori come la sostenibilità e al racconto legato ai produttori.
- Ti faccio un’ultima domanda più personale. Quando terminerà il tuo mandato, quale risultato ti piacerebbe poter guardare con maggiore soddisfazione e dire: “È questo il contributo che abbiamo lasciato ad Assovini Sicilia”?
Mi piacerebbe che, insieme alla nuova squadra che compone il CdA, riuscissimo ad inaugurare una nuova traiettoria futura, che guardi ai valori e ai risultati di chi ci ha preceduto riuscendo anche ad intercettare i cambiamenti e lo spirito del tempo. Non solo una visione, ma anche azioni concrete come sensibilizzare i giovani al consumo consapevole e responsabile del vino, comunicare loro con leggerezza e con un nuovo linguaggio la complessità del vino e il suo valore culturale, trasformare le cantine in contenitori culturali, e dialogare con i professionisti di altri settori attraverso uno scambio e un confronto reciproco.
Mi piacerebbe inoltre contribuire a rafforzare ulteriormente lo spirito di squadra che già caratterizza Assovini Sicilia, favorendo ancora di più il dialogo, il confronto e la condivisione tra gli associati, affinché l’associazione sia sempre più un punto di riferimento e un supporto concreto per la crescita di tutti.
Ringrazio di cuore Gabriella per le esaustive risposte e per aver messo nero su bianco pensieri che confermano la bontà della decisione presa dai produttori Assovini Sicilia. Sono certo che questa nomina e le attività di questo giovane CdA fungeranno da sprone e da esempio per molti consorzi italiani o, almeno, me lo auguro. Il mondo del vino ha un forte bisogno di questo tipo di approccio, senza rinnegare l’esperienza e la saggezza di chi ha qualche vendemmia in più alle spalle.
Francesco Saverio Russo
#WineIsSharing
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