Il futuro del vino passa ancora dal sughero? Certo che si! Parola di Daniele Stangherlin!

Da anni cerco di realizzare approfondimenti sulle chiusure da vino con un intento preciso: offrire informazioni utili, concrete e il più possibile oggettive per discernere meglio le dinamiche produttive e le performance delle principali soluzioni per la tappatura delle bottiglie di vino. In particolare, cerco, da tempo, di riportare l’attenzione su un tema che, troppo spesso, viene affrontato in maniera parziale o fuorviante: quello del sughero, e soprattutto del tappo monopezzo, che rischia di diventare il capro espiatorio di molte problematiche non necessariamente derivanti direttamente dalla chiusura.

Viviamo un momento storico nel quale, paradossalmente, nell’unico comparto enoico in cui essere più sostenibili ed essere gli unici di assoluta derivazione naturale invece di rappresentare un valore aggiunto, sembra quasi trasformarsi in un minus. Eppure, proprio per questo, credo sia fondamentale approfondire, contestualizzare e distinguere.

Non si tratta di difendere una chiusura a prescindere, né di demonizzarne altre. Si tratta, piuttosto, di comprendere meglio quali siano le reali caratteristiche tecniche, funzionali, sensoriali e ambientali di ogni soluzione, affinché produttori, comunicatori e appassionati possano valutare con maggiore consapevolezza quale tappo sia più coerente con ogni tipologia e idea di vino.

Nell’ambito della mia ricerca e di svariate degustazioni comparative alla cieca di lotti di imbottigliamento dello stesso vino con tappature differenti, ho avuto modo di stringere un forte legame basato sul confronto e il rispetto con Amorim, visitando le sue realtà produttive (sugherete e impianti di trasformazione) in Portogallo e in Italia. Per questo ho intervistato Daniele Stangherlin (Sales Director di Amorim Cork Italia), che rappresenta, assieme al comparto tecnico dell’azienda, un riferimento per il mondo del sughero a livello nazionale e internazionale.

  • Amorim è un’azienda con oltre 150 anni di storia. Quanto conta oggi questa eredità nel rapporto con il mondo del vino?

Questo aspetto conta tantissimo.
Possiamo definirlo uno dei fattori critici di successo di Amorim. In effetti, se ci pensiamo, disporre di oltre 150 anni di esperienza nel mondo del sughero e nelle chiusure in generale è un vantaggio competitivo enorme.
In un mondo che va veloce, troppo veloce, avere radici solide è sinonimo di sicurezza e concretezza, che ha aiutato i nostri clienti ad attraversare il tempo. È importante aggiungere che nel tempo tutto il know-how raccolto è stato potenziato attraverso investimenti mirati nello sviluppo di tecnologie di ultima generazione estremamente avanzate, che hanno permesso di ottenere dai nostri tappi in sughero performance fisico-meccaniche di altissimo livello.

sugherete


Questo non arriva certo per caso…
La storia di Amorim racconta di 4 generazioni che nel corso del tempo hanno saputo evolversi da semplici produttori/esportatori di sughero al saper reinventare l’industria attraverso una forte capacità di innovare, una crescita solida, acquisizioni di partnership strategiche e la costante formazione di tutto il team di collaboratori. Non dimenticando mai che la sfida ultima si gioca ora in foresta attraverso una ricerca approfondita di alberi più resilienti ai cambiamenti climatici.
Infatti, è in corso un piano di intervento forestale che ha l’obiettivo di sviluppare nuove aree di foresta con l’aumento della densità stessa per ettaro, la riduzione dei tempi di crescita delle piante e stimolando la condivisione sociale e imprenditoriale di questo modello di sostenibilità.

  • Il sughero accompagna il vino da secoli, ma è solo una questione di tradizione o è sempre di più una soluzione tecnica attuale e performante?

Il sughero è presente nel nostro pianeta da milioni di anni! Infatti, alcuni studi datano l’origine della quercia da sughero nell’Era Terziaria, che si snoda tra l’Oligocene e il Miocene, in quanto sostengono che essa esista dall’epoca della formazione del bacino Mediterraneo, risalente a circa 60 milioni di anni fa.
Poi, nel corso del tempo, questo materiale è stato utilizzato in tantissimi ambiti diversi, fino ad arrivare al mondo del vino. Perché?
Il motivo è semplice ma allo stesso tempo altamente complesso. Lo definirei un miracolo della natura. Il sughero è infatti un materiale naturale UNICO con una personalità inimitabile.
Basti pensare alla sua struttura cellulare, che ricorda un alveare. Infatti, ogni cellula ha la forma di un minuscolo prisma, pentagonale o esagonale, che può misurare dai 10 ai 50 millesimi di millimetro.
Ogni centimetro cubo di sughero contiene circa 40 milioni di cellule che si presentano in strisce perpendicolari rispetto al tronco della quercia.
Pensate che un tappo contiene circa 800 milioni di cellule!!
Alcune caratteristiche del sughero: isolante acustico, efficacia termica, impermeabile a liquidi e gas, elastico e comprimibile, flessibile, ultraleggero, resistente a temperature elevate, ignifugo, ipoallergenico, antiurto, morbido al tatto, sensazione di calore.

tappi sughero monopezzo migliori amorim

Ad oggi, il sughero è ancora la chiusura maggiormente richiesta nel mondo del vino e non solo. Nel corso del tempo si è evoluto dando origine a una nuova generazione di tappi tecnici che hanno contribuito ad ampliare la gamma delle chiusure in sughero.
Tecnologia, modernità e tradizione si sono unite per continuare ad accompagnare le scelte degli imbottigliatori sempre più in chiave sostenibile.

Il sughero offre le migliori condizioni per l’evoluzione e la maturazione dei vini, preservandone la qualità e il carattere.

Equilibrio e trasferimento di ossigeno nel vino;
-Rilascio di biocomposti;
-Basso assorbimento dei composti aromatici del vino (“scalping”).

  • Per molto tempo il sughero è stato percepito come una scelta quasi “romantica”. Oggi però sappiamo che è anche una soluzione estremamente affidabile dal punto di vista tecnico. Quali sono le principali caratteristiche funzionali che lo rendono ancora la chiusura di riferimento per molti vini di qualità?

L’approccio di Amorim ha trasformato il sughero da semplice elemento naturale a soluzione tecnologica di precisione, combinando la biologia unica di questo materiale con processi industriali all’avanguardia per garantire affidabilità assoluta.
Le caratteristiche funzionali che rendono il sughero la chiusura di riferimento per i vini di alta qualità possono essere riassunte in tre pilastri fondamentali: tenuta, evoluzione controllata e interazione positiva.

1. Tenuta e adattabilità meccanica
Il sughero possiede una struttura cellulare unica, simile a un alveare di micro-celle piene d’aria – vedi sopra – che gli conferisce proprietà fisiche inimitabili:

-Memoria elastica: il sughero si comprime per entrare nel collo della bottiglia e poi si espande, adattandosi perfettamente alle micro-imperfezioni del vetro. Questo garantisce una chiusura ermetica capace di resistere sia alla pressione interna, fondamentale per gli spumanti, sia all’infiltrazione di agenti esterni.
-Adattabilità: è un materiale che “lavora” con il contenitore, garantendo sicurezza nel tempo, anche per invecchiamenti che durano decenni.

2. Controllo dell’evoluzione, micro-ossigenazione
A differenza di chiusure totalmente impermeabili, come quelle a vite o in vetro, il sughero permette uno scambio gassoso estremamente lento e controllato.

-Armonizzazione: questa micro-ossigenazione, modulabile a seconda della tipologia di tappo, permette al vino di evolvere, ammorbidire i tannini e sviluppare complessità aromatica senza subire ossidazioni precoci. È un processo di “respirazione” fondamentale per il corretto affinamento dei grandi vini.

3. Interazione biologica e sensoriale
Il sughero non è inerte, ma reattivo. Questa è una delle sue caratteristiche più affascinanti dal punto di vista tecnico:

-Cessione di composti: a contatto con il vino, il sughero può cedere piccole quantità di polifenoli e sostanze che aiutano ad arrotondare il gusto, ridurre l’amaro e stabilizzare il colore, contribuendo a una maggiore complessità del profilo organolettico finale.
-Basso “scalping”: il sughero ha una bassa capacità di assorbire (scalping) le molecole volatili, permettendo al bouquet aromatico del vino di rimanere integro e definito all’interno della bottiglia.

Per elevare queste caratteristiche naturali, Amorim ha integrato processi scientifici che hanno superato definitivamente il limite storico della contaminazione (TCA):

-Tecnologie di bonifica: sistemi come Naturity, che utilizza la termodinamica per eliminare il TCA senza danneggiare le fibre, e XPur, per i tappi tecnici, permettono di offrire chiusure con garanzia di non rilevabilità di difetti sensoriali.
-Controllo qualità: la selezione della materia prima è oggi supportata da analisi gascromatografiche su base industriale, trasformando la produzione di tappi in una filiera di alta precisione.

In sintesi, per Amorim, il sughero non è solo una scelta di prestigio o tradizione, ma è l’unico materiale capace di unire protezione ermetica, dinamismo evolutivo e contribuzione qualitativa al vino, il tutto garantito oggi da standard tecnologici che ne azzerano le criticità del passato.

  • Negli ultimi anni la ricerca ha portato a progressi enormi nella gestione del TCA e degli off flavor, ergo nella costanza qualitativa delle chiusure. In che modo il sughero è evoluto grazie alla tecnologia?

La ricerca di Amorim ha segnato un vero e proprio cambio di paradigma: da una selezione basata esclusivamente sulla qualità visiva del sughero grezzo, si è passati a una gestione scientifica e molecolare della materia prima. L’obiettivo è stato eliminare l’incertezza legata alla variabilità naturale del sughero, trasformandolo in un prodotto industriale altamente standardizzato.
L’evoluzione tecnologica di Amorim si è concentrata principalmente su tre fronti rivoluzionari:

La bonifica molecolare: la tecnologia “Naturity” e “XPur”
Il problema storico del TCA (2,4,6-tricloroanisolo) è stato affrontato attraverso processi termodinamici che agiscono direttamente sulla struttura chimica della materia prima:

Naturity: è una tecnologia rivoluzionaria che utilizza un sistema di desorbimento controllato, combinando temperatura, tempo e pressione, per rimuovere il TCA e altri composti volatili dai tappi naturali, senza alterarne le proprietà fisiche, l’elasticità o la struttura cellulare. È, in sostanza, una “pulizia” profonda che garantisce che la soglia di non rilevabilità del TCA sia raggiunta.
XPur: applicata ai tappi tecnici, come il Neutrocork o Qork, questa tecnologia utilizza CO₂ supercritica per estrarre le impurità dalle micro-particelle di sughero. Il risultato è un tappo che è, per definizione, privo di sentori di “tappo” e chimicamente inerte.

Monitoraggio e selezione preventiva
La tecnologia non interviene solo alla fine, ma inizia in foresta e in stabilimento:

-Analisi gascromatografica: prima ancora di essere trasformato, il sughero viene sottoposto ad analisi sofisticate per mappare la presenza di contaminanti. Questo permette di scartare le partite non conformi prima che entrino nel ciclo produttivo.
-Sensori intelligenti: la selezione automatica dei granuli di sughero, basata su visione artificiale e analisi spettroscopiche, permette di separare con precisione chirurgica le frazioni di materiale di qualità superiore da quelle destinate ad altri usi.

Ingegneria della permeabilità (OX)
L’evoluzione di Amorim non riguarda solo l’assenza di difetti, ma anche la gestione scientifica dell’ossigeno. Grazie a studi approfonditi, Amorim è ora in grado di “tarare” la chiusura in base alle necessità del vino:

-Attraverso il controllo della densità del tappo e la combinazione di diverse tipologie di sughero, naturale, agglomerato, microsferule, Amorim offre oggi chiusure con un tasso di trasmissione dell’ossigeno (OTR – Oxygen Transmission Rate) specifico.
-Questo permette al produttore di scegliere un tappo che garantisca una maturazione veloce, media o lenta, eliminando l’imprevedibilità legata all’invecchiamento in bottiglia.

  • Per molto tempo il TCA è stato uno degli argomenti utilizzati dai detrattori del sughero. È noto che le principali chiusure “alternative” portano a supporto della propria “causa” più ciò che non hanno in confronto al sughero monopezzo che ciò che vantano a livello di peculiarità e performance. Oggi però la situazione è radicalmente cambiata. A che punto siamo realmente con il controllo e l’eradicazione di questo problema?

NDtech® non è semplicemente un’altra tecnologia di pulizia: è il sistema di screening individuale che ha radicalmente trasformato la reputazione del sughero naturale, trasformandolo da materiale “a rischio” a prodotto garantito.
Se le tecnologie come Naturity® e XPur® agiscono in modo preventivo “pulendo” la materia prima, NDtech® rappresenta l’ultimo anello della catena: la certificazione del singolo pezzo.
Ecco cosa distingue realmente questa tecnologia e perché ha neutralizzato gli argomenti dei detrattori:

1. Screening individuale, non statistico
La differenza fondamentale tra il passato e l’era NDtech® risiede nella scala di controllo.

Prima: il controllo qualità era basato su test statistici a campione. Anche se il tasso di successo era alto, esisteva sempre una probabilità residua, seppur minima, che un tappo contaminato arrivasse in bottiglia.
Oggi (NDtech®): Amorim ha sviluppato una tecnologia di gascromatografia rapida che analizza ogni singolo tappo monopezzo in pochi secondi. Se un tappo presenta tracce di TCA superiori alla soglia di rilevabilità (0,5 ng/l), viene automaticamente espulso dalla linea produttiva.

2. La soglia dei 0,5 ng/l
La soglia di rilevabilità di 0,5 nanogrammi per litro (ng/l) è il punto di riferimento internazionale, considerato al di sotto della soglia di percezione sensoriale umana.

-Per dare un’idea dell’incredibile precisione raggiunta, 0,5 ng/l corrispondono a una goccia d’acqua dispersa in 800 piscine olimpioniche.
-L’adozione di questo standard ha permesso ad Amorim di offrire una garanzia di non rilevabilità del TCA commercialmente vincolante, un passo che un tempo sarebbe stato giudicato impensabile per un prodotto naturale.

3. La sinergia tra bonifica e controllo
Oggi, NDtech® opera in simbiosi con le tecnologie di bonifica menzionate in precedenza:

Fase di bonifica (Naturity®): il sughero grezzo viene trattato per eliminare il TCA alla radice.

Fase di produzione: il tappo viene sagomato.

Fase di certificazione (NDtech®): ogni tappo finito passa attraverso lo scanner di gascromatografia rapida.

Questo processo “a tenaglia” assicura che il vino sia protetto non solo da un trattamento preventivo, ma anche da un filtro finale implacabile.

tappo naturity no tca

Perché NDtech® ha “chiuso la partita” contro le alternative?
I detrattori del sughero basavano la loro forza sull’incertezza. Oggi, un produttore che sceglie un tappo NDtech® ottiene due vantaggi che le chiusure alternative, sintetiche o a vite, non possono combinare:

-La garanzia di assenza di TCA: la stessa promessa di “sicurezza” portata dalle chiusure alternative.
-Le performance tecniche uniche del sughero: capacità di micro-ossigenazione, tenuta elastica nel tempo e proprietà di isolamento che il materiale sintetico o l’alluminio non possiedono.

  • Possiamo dire che oggi il rischio di deviazioni aromatiche legate al sughero sia diventato marginale rispetto al passato?


Siamo arrivati al punto in cui l’argomento “TCA” non è più un limite del sughero, ma una variabile risolta. Il dibattito enologico si è spostato dalla paura del difetto alla scelta consapevole della chiusura migliore per l’affinamento del vino.
Oggi, scegliere il sughero non significa più “accettare un rischio” in nome della tradizione, ma scegliere un materiale tecnologicamente superiore, validato da processi di bonifica molecolare che lo rendono, di fatto, immune dalle criticità che ne hanno limitato la reputazione nei decenni scorsi.

  • Il momento dell’apertura di una bottiglia di vino è anche un gesto simbolico. Diverse ricerche di neuromarketing suggeriscono che il sughero influenzi la percezione qualitativa del vino. Quanto pesa, secondo te, questo aspetto nella scelta dei produttori e dei consumatori?

Il momento dell’apertura della bottiglia ha un peso enorme.
Il vino non è solo un prodotto da consumare, ma un’esperienza culturale ed emozionale che inizia proprio con il gesto di stappare.
Il suono del tappo che esce, il piccolo “sospiro” della bottiglia e il primo profumo che si libera nel bicchiere fanno parte di un rituale che accompagna il vino da secoli. Sono dettagli che creano aspettativa, coinvolgimento e piacere.
Non è solo una percezione romantica: diversi studi dimostrano che la presenza del tappo in sughero influenza positivamente la percezione qualitativa del vino. Il consumatore associa il sughero alla tradizione, alla naturalità e alla qualità, e questo contribuisce a rendere l’esperienza complessiva più autentica e memorabile.

Inoltre, un tappo in sughero è l’unica chiusura che va a toccare i nostri 5 sensi. Offre infatti un’esperienza sensoriale completa.

Gli amanti del vino di tutto il mondo preferiscono in larga misura il sughero, come parte della loro esperienza enologica.
Alcuni esempi:

Il 96% dei 100 vini spagnoli con il miglior rapporto qualità-prezzo nella Guía Peñín 2023 è sigillato con tappo in sughero. Tra i vini fermi la quota sale al 98%, e il 77% di questi utilizza sughero naturale.
Institut Català del Suro / ICSuro, 2023

Il 71% dei 100 marchi premium più venduti negli Stati Uniti è sigillato con tappo in sughero. I vini tappati con sughero registrano inoltre un prezzo medio superiore del 52% rispetto a quelli con chiusure alternative, con un prezzo mediano di 18,82 dollari, pari a 6,40 dollari in più rispetto alle alternative.
NielsenIQ / Amorim Cork, 2023

Negli Stati Uniti, secondo un’analisi Nielsen sui principali brand premium, il sughero risulta particolarmente dominante nelle fasce superiori: nei vini domestici oltre i 20 dollari è utilizzato da circa il 90% delle referenze.
Nielsen / 100% Cork, dati 2020-2021 pubblicati nel 2024

Il 95% dei 100 vini più venduti in Cina nel 2021 è sigillato con tappo in sughero. I 95 vini con sughero hanno un prezzo medio per litro di 208,51 RMB, contro 86,56 RMB dei cinque vini con chiusure alternative. Inoltre, il 100% dei 56 vini cinesi presenti nella classifica è tappato con sughero, così come l’89% dei vini importati.
NielsenIQ / APCOR / ICSuro, 2022

Il 91% dei vini inseriti nella Top 100 di Wine Spectator 2021 è sigillato con tappo in sughero. Tra i vini statunitensi della classifica, il dato sale al 94%; tra gli importati si attesta all’89,5%.
100% Cork Survey / Wine Spectator Top 100, 2021

Le rilevazioni annuali condotte sulla Top 100 di Wine Spectator dal 2016 indicano che l’uso del sughero nei vini selezionati si è mantenuto storicamente tra l’84% e il 90%, con il picco del 91% registrato nel 2021.
100% Cork / Natural Cork Council, 2021-2024

Nel Regno Unito, un report Nielsen sui 1.500 principali SKU di vino ha rilevato che i vini sigillati con sughero naturale registrano una crescita a valore più forte rispetto a quelli con screwcap e sono venduti mediamente a 3,04 sterline in più per bottiglia.
Nielsen / Amorim Cork, 2021-2022

Sempre nel mercato britannico, nel canale on-trade, i vini con tappo in sughero hanno registrato una crescita a valore del 6,69%, contro il 2,99% dei vini con screwcap; nel servizio al calice, i vini con sughero hanno mostrato un premium medio di 0,75 sterline rispetto a quelli con tappo a vite.
CGA / Amorim Cork, 2021-2022

In Austria, uno studio pubblicato nel 2022 su consumatori di vino ha confermato che il tipo di chiusura influenza la percezione qualitativa: il tappo in sughero continua a essere associato a maggiore qualità e a una più alta disponibilità a pagare rispetto allo screwcap, in particolare in un mercato tradizionalmente legato al vino.
Wieschhoff & Karpova, 2022 – Journal/ResearchGate abstract

Nel dibattito internazionale più recente, il sughero mantiene una forte associazione simbolica con tradizione, qualità, premium positioning e capacità evolutiva del vino, mentre lo screwcap è percepito come più pratico e coerente per vini da consumo giovane. La percezione negativa dello screwcap resta più marcata nel segmento alto, dove il sughero continua a essere preferito per ragioni di immagine e aspettativa del consumatore.
Food & Wine, 2024

Possiamo dire che il sughero non è solo una chiusura ma anche parte dell’esperienza del vino?

Assolutamente sì. Definire il sughero solo come una “chiusura” è riduttivo quanto definire un’opera d’arte solo come “tela e colore”. Il sughero è, a tutti gli effetti, l’interfaccia fisica e sensoriale tra il consumatore e la narrazione del vino.

  • Negli ultimi anni alcune chiusure alternative sono state presentate come soluzioni più sostenibili. Tuttavia il sughero è un materiale naturale che deriva da un ecosistema unico come la sughereta. Come risponde Amorim a questo dibattito?

Con i dati.
Il sughero è un materiale naturale, rinnovabile e completamente riciclabile, che deriva da un ecosistema unico: la sughereta mediterranea. La gestione sostenibile di queste foreste non solo non comporta l’abbattimento degli alberi, ma stimola la loro capacità di assorbire CO₂.

La foresta di querce da sughero ha la capacità di assorbire 14,7 tonnellate di CO₂ per ettaro.

Considerando la superficie totale dei querceti, le foreste di quercia del bacino occidentale del Mediterraneo hanno una capacità di ritenzione di circa 30,66 milioni di tonnellate di CO₂.

Per questo motivo i nostri tappi in sughero presentano un bilancio di carbonio negativo: nel loro ciclo di vita vengono assorbite più emissioni di CO₂ di quante ne vengano generate per produrli.
La nostra carbon footprint è basata sull’ISO 14067 e si concentra sulla valutazione e comunicazione della quantità di gas serra (GHG) rilasciata durante il ciclo di vita di un prodotto.

Questi gas includono anidride carbonica (CO₂), metano (CH₄), ossido nitroso (N₂O) e altri, i quali contribuiscono al riscaldamento globale e al cambiamento climatico.
Lo standard prevede un framework standardizzato per il calcolo della Carbon Footprint di un prodotto, dall’estrazione delle materie prime fino al loro smaltimento finale, comprendendo tutte le fasi intermedie come la produzione, il trasporto e l’utilizzo.
Segue tabella riassuntiva della nostra Carbon Footprint per prodotto.

Immagine fornita da Amorim Cork Italia

In questo senso, scegliere il sughero non è solo una scelta tecnica o culturale, ma anche una scelta concreta di sostenibilità.

Qual è l’impatto ambientale e sociale della filiera del sughero rispetto ad altri materiali?

Le «Montados» rivestono un ruolo cruciale per l’equilibrio ecologico del pianeta, in modo particolare nel Bacino Mediterraneo, per le ragioni elencate di seguito:

Generano tassi di biodiversità elevati;

Favoriscono la ritenzione e lo stoccaggio del carbonio per periodi di tempo prolungati;

Prevengono la degradazione del suolo;

Aumentano la produttività del suolo;

Regolano il ciclo dell’acqua;

Contribuiscono alla lotta contro la desertificazione;

Creano posti di lavoro e benessere nell’area occidentale del Bacino Mediterraneo.

  • Le sugherete mediterranee sono spesso citate come uno degli ecosistemi più importanti per la biodiversità e per l’assorbimento di CO₂. Quanto è rilevante questo aspetto nella filiera del sughero?

Il querceto è uno dei 35 hotspot mondiali di biodiversità, funge da riparo per più di 160 specie di uccelli, 37 specie di mammiferi e 24 specie di rettili e anfibi, alcune delle quali sono in via d’estinzione. Considerato uno degli ecosistemi più ricchi del mondo, nel querceto ci sono circa 135 specie di piante per ogni 1000 m², aventi ciascuna fini aromatici, culinari o medicinali.
La chioma delle querce è un riparo perfetto per gli uccelli nel periodo di nidificazione. L’aquila imperiale (Aquila adalberti), il biancone (Circaettus gallicus), l’aquila minore (Hieraaetus pennatus) e l’aquila di Bonelli (Aquila fasciata), tutte specie in via d’estinzione, nidificano nei querceti.

  • Uno dei luoghi comuni più diffusi riguarda la presunta scarsità futura di sughero. C’è davvero il rischio che questa risorsa si esaurisca?

Il sughero ha una caratteristica unica: la corteccia viene prelevata senza abbattere l’albero. Dopo la decortica, la quercia da sughero rigenera naturalmente la propria corteccia, che può essere raccolta nuovamente ogni 9–12 anni. Questo rende il sughero una risorsa completamente rinnovabile.
Inoltre, negli ultimi anni abbiamo avviato nuovi programmi di piantumazione e coltivazione di querce da sughero, in particolare in Portogallo e Spagna, proprio per garantire la disponibilità futura della materia prima e rafforzare questo ecosistema forestale.

Piano di intervento forestale:

Produrre piante selezionate con caratteristiche di interesse per le nuove piantagioni.

Crescita rapida
Gli alberi a crescita rapida entreranno prima nel ciclo di produzione del sughero.

Resistenza al secco
Le piante resistenti ai cambiamenti climatici consentiranno di aumentare il tasso di sopravvivenza nelle nuove piantagioni, oltre a essere più tolleranti alla scarsità d’acqua.

Resistenza a parassiti e malattie
L’identificazione, la selezione e la moltiplicazione di alberi naturalmente resistenti agli insetti, come la piralide, è essenziale per mantenere la qualità del sughero e per aumentarne la disponibilità.

Qualità e quantità di sughero
Sono caratteristiche fondamentali del programma di miglioramento della quercia da sughero.

In altre parole:
più sughero viene utilizzato, più si incentiva la cura, la gestione e la piantumazione delle sugherete.
Per questo motivo oggi non esiste un reale rischio di scarsità di sughero: al contrario, la domanda di tappi in sughero contribuisce direttamente alla tutela e all’espansione delle foreste di quercia da sughero.

  • Un altro tema riguarda i cambiamenti climatici: alcuni sostengono che possano compromettere la qualità del sughero. Cosa dicono oggi i dati scientifici?

Sono una sfida per tutta l’agricoltura e per tutti gli ecosistemi.
Ma la sughera è una specie estremamente resiliente, adattata a condizioni climatiche difficili.
Uno degli studi più rilevanti in materia, pubblicato su Scientific Reports, ha analizzato specificamente come periodi di siccità — una delle conseguenze più dirette del cambiamento climatico — influenzino la composizione chimica del sughero.

Risultato principale: la ricerca indica che la siccità non altera in modo significativo la proporzione dei componenti principali del sughero: suberina, lignina e polisaccaridi.

Conclusione: la genetica della pianta svolge un ruolo molto più determinante rispetto alle condizioni climatiche contingenti durante la crescita. In termini pratici, questo significa che le proprietà del sughero come sigillante per bottiglie non sembrano essere compromesse dagli scenari di siccità previsti.

  • Amorim investe molto in ricerca e sviluppo. Quali sono le innovazioni più significative introdotte negli ultimi anni nel mondo delle chiusure in sughero?

Negli ultimi anni il settore ha fatto passi avanti enormi, soprattutto grazie agli investimenti in ricerca e sviluppo. Tecnologie come Naturity, che utilizza solo acqua, pressione e temperatura per eliminare composti indesiderati dal sughero, o NDtech, che analizza ogni singolo tappo tramite gascromatografia garantendo livelli di TCA non rilevabili, hanno cambiato radicalmente gli standard qualitativi delle chiusure in sughero.

BeeW®, inoltre, è il nuovo rivestimento biodegradabile a base di cera d’api sviluppato da Amorim Cork Italia per i tappi in sughero naturale monopezzo destinati ai vini di alta gamma e da lungo invecchiamento. Il sistema nasce per migliorare la tenuta tra tappo e collo della bottiglia, riducendo il rischio di ingressi incontrollati di gas e, di conseguenza, la variabilità tra bottiglie dello stesso lotto. Il trattamento prevede un doppio strato: una barriera di cere naturali e un film finale di silicone a effetto meccanico. Test condotti su Chardonnay 2022 e Brunello di Montalcino 2017, attraverso degustazioni alla cieca e analisi chimiche, hanno evidenziato risultati positivi in termini di piacevolezza globale, intensità e qualità aromatica. BeeW® unisce così innovazione tecnica e sostenibilità, mettendo in dialogo due materiali naturali, rinnovabili e biodegradabili: sughero e cera d’api. Una soluzione pensata per preservare l’identità sensoriale dei grandi vini, garantendo maggiore precisione evolutiva e coerenza nel tempo.

beew tappo cera d'api amorim

A queste si affiancano processi di purificazione avanzata come Xpür, che permettono di ottenere tappi tecnici sempre più puliti e costanti dal punto di vista sensoriale.


Ma la vera evoluzione riguarda il futuro: non si tratta più solo di produrre tappi perfetti, ma di progettare chiusure con caratteristiche sempre più mirate, capaci di accompagnare nel modo migliore l’evoluzione dei diversi stili di vino nel tempo. In altre parole, il tappo diventa uno strumento enologico sempre più preciso al servizio del vino.

Un altro grande progetto risiede nel tappo Helix, che sposa perfettamente la bellezza del sughero con la facilità di apertura di un tappo a vite. Perfetto per le nuove generazioni e le nuove abitudini.

Quanto è importante oggi il dialogo con il mondo scientifico e con i produttori di vino per migliorare continuamente le performance delle chiusure?

È fondamentale.
Le migliori innovazioni nascono sempre dal confronto con gli enologi e con chi imbottiglia il vino.
Ogni vino è diverso e ogni progetto richiede una chiusura adeguata alla sua evoluzione nel tempo.
Il tappo non è un dettaglio: è una componente del progetto enologico.

  • Il mondo del vino sta diventando sempre più diversificato e oggi esistono diverse tipologie di chiusure per diverse categorie di prodotto. Come vede l’evoluzione di questo scenario nei prossimi decenni?

Probabilmente assisteremo sempre più a una diversificazione delle soluzioni.
Ogni categoria di vino potrà utilizzare la chiusura più adatta al proprio posizionamento e al proprio ciclo di vita. Ma quando parliamo di vini destinati all’evoluzione e alla qualità, il sughero continuerà a rappresentare un punto di riferimento.

  • Possiamo immaginare un futuro in cui coesisteranno diverse soluzioni, ma il sughero continuerà a rappresentare il punto di riferimento per i vini di qualità?

Probabilmente in futuro coesisteranno diverse soluzioni di chiusura. Tuttavia, il sughero continuerà a essere il punto di riferimento per i vini di qualità.
Non solo per la tradizione che rappresenta, ma perché unisce natura, sostenibilità e tecnologia, accompagnando il vino nella sua evoluzione e preservando quel gesto unico e irripetibile che è l’apertura di una bottiglia.

  • In un contesto complesso e incerto come quello che stiamo affrontando, in cui bias cognitivi vengono alimentati erroneamente da una comunicazione spesso superficiale e orientata al mero clickbait, se dovesse sintetizzare in poche parole il ruolo del sughero nel futuro del vino, quale sarebbe il messaggio che vorrebbe lasciare ai produttori e ai consumatori?

Il sughero non tramonterà mai.
Si evolverà nel tempo rimanendo sempre un elemento fondamentale nel mondo del vino dal quale non si può e non si potrà prescindere.
La natura ha impiegato milioni di anni per evolvere in un materiale unico e nessun altro materiale artificiale potrà sostituire questo miracolo della natura stessa. Anzi, l’uomo sta capendo sempre più di aver bisogno della natura per continuare la sua esistenza…

Di conseguenza, un messaggio, un augurio, che vorrei lasciare ai produttori e ai consumatori è questo:
Ritornare a scoprire le origini della passione, che non può essere fatta di sola standardizzazione.
Ritornare a scoprire le emozioni attraverso il sughero, che sono una parte essenziale della nostra esistenza.
Ritornare a scoprire il sughero nella sua essenza più profonda, senza darlo per scontato, ma in chiave moderna.
In definitiva, auguro a tutti di realizzare veramente quale unicità la natura sta regalando loro attraverso un semplice tappo di sughero.

Conclusione

Ringrazio Amorim e i suoi referenti tecnici e, in particolare, Daniele Stangherlin, Direttore Commerciale di Amorim Cork Italia, per aver risposto in maniera così esaustiva e concreta alle mie domande.

Daniele Stangherlin direttore amorim

In un’era in cui il vero vantaggio è poter contare su un ventaglio di proposte tale da permettere, idealmente, di individuare la chiusura più opportuna per ogni tipologia e idea di vino, credo sia importante non denigrare il sughero monopezzo prendendo in considerazione solo i suoi potenziali difetti, senza tener conto di quali siano, invece, i minus di molte chiusure alternative.

A mio avviso, è fondamentale avere informazioni dettagliate su ogni chiusura e pensare il proprio vino anche in funzione di essa, scegliendo il tappo in base alla mira che si vuole avere sia in termini di percezione sia di evoluzione.

Evoluzione che, di per sé, meriterebbe un’intera disquisizione, dato che negli ultimi anni siamo passati dal percepire la capacità di un vino di diventare più elegante e complesso col tempo a una fase in cui, per alcuni, sembra quasi non essere più accettabile che un vino evolva in bottiglia. Si tollerano più facilmente riduzioni capaci di rendere inespressivi e omologati molti bianchi e di ammutolire molti rossi, mentre si guarda con sospetto a quella trasformazione lenta e naturale che, quando ben governata, rappresenta una delle più alte espressioni del vino.

E sia chiaro: lo stesso vale per le ossidazioni spinte e per le pre-ossidazioni. Ma da qui a non contemplare una giusta e graduale evoluzione come un valore aggiunto significa davvero togliere al vino, e in particolare ai grandi vini, una delle sue qualità più gratificanti.

Francesco Saverio Russo

#WineIsSharing

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