Anche quest’anno le gelate tardive hanno dilaniato la produzione vitivinicola di interi areali e in particolare di alcuni territori d’Oltralpe. Le immagini dei così detti “fuochi” prodotti da “candele antigelo” di paraffina o veri e propri “falò” di fieno utilizzati per riscaldare l’aria e per creare vere e proprie cortine di fumo in grado di preservare i germogli dal congelamento hanno invaso i social. Lo stesso vale per l’irrigazione ad aspersione sovrachioma che alcuni vignaioli utilizzano sfruttando la duplice capacità che l’acqua ha, in quanto in primis cede calore nel congelare, mantenendo la temperatura dell’ambiente più elevata, e in secondo luogo ingloba all’interno di uno strato di ghiaccio che si rinnova continuamente le piante e loro germogli mantenendone la temperatura attorno allo 0. E’ molto utile (purché non ci sia molto vento) in quanto i danni ai germogli si dovrebbero manifestare in modo importante dai -4°C in giù. Ai vecchi sistemi di irrigazione anti-gelo, si stanno man mano sostituendo quelli più sostenibili ed efficaci con tecnologia a micro-irrigatori chiamati “Flippers”, progettati per ottimizzare l’utilizzo dell’acqua colpendo solo le viti, con un risparmio di più del 45%. Tra le più moderne tecnologie ci sono, poi, le grandi ventole (le torri possono arrivare ad un’altezza di oltre 11m) sono turbine eoliche mobili o fisse (molto usate a Bordeaux), avviate da un termostato che scatta al raggiungimento dei parametri di temperatura impostati. Il principio è semplice: dotata di un grande ventola rotante e posizionata almeno 6/8m al di sopra delle viti, la macchina smuove l’aria restituendo l’aria calda presente in altezza verso il livello dei filari, espellendo l’aria fredda che si accumula in basso. Ogni ventola è in grado di “proteggere” una superficie di 4/6 ettari di vigneto. Ovviamente, anche in questo caso, la temperatura non deve scendere sotto ai -4°C. Questa soluzione è utilizzata anche in abbinamento all’accensione di “falò” ai bordi dei vigneti per unire alla convenzione termica l’effetto del fumo. Di recente si legge anche di atomizzatori a vapore utilizzati come “anti-gelata”.

Eppure, c’è un’immagine che mi ha colpito più delle altre ed è stata quella dei vigneti di un’importante realtà piemontese nella quale si scorgevano file e file di quelli che sembrano essere led luminosi che correvano lungo tutti i filari. Di lì a poco sono riuscito a contattare l’azienda detentrice del brevetto in questione: Frolight.




Foto dei vigneti dell’azienda Roagna
Ecco cosa mi hanno spiegato della loro geniale invenzione:
– Quando e come è nata la vostra attività?
Frolight è stato inventato nel 2019 e sviluppato nel corso del 2020 e 2021. Nel 2022 è iniziata la vera e propria commercializzazione del sistema. Nello specifico:
2019 – Ricerca e sviluppo della protezione antigelo basata su tecnologia a infrarossi
– Costruzione del primo prototipo
2020 – Risultati positivi del prototipo nei vigneti su piccola scala
– Sviluppo dell’unità di controllo e piattaforma in linea
– Sviluppo del prodotto commerciale
– Brevetto mondiale
2021 – Creazione di Frolight BV
– Risultati positivi su 4 vigneti col prodotto commerciale
– Annuncio ufficiale del Sistema Frolight tramite media
2022 – 82 sistemi venduti
– Attivo in 7 paesi in Europa
– Espansione fuori Europa con il Cile
– Risultati dei test superati sulle fragole
– Convalida importante istituti di ricerca
2023 – Già più di 400 sistemi venduti
– Attivi in più di 10 paesi in Europa
– Estensione della rete distribuzione
– Espansione fuori Europa con Cile e Stati Uniti

– Come funziona il vostro sistema di protezione antigelo?
Utilizziamo la luce IR per riscaldare i germogli delle viti. Questo è più efficiente ed efficace del riscaldamento a convezione. Si tratta di una radiazione elettromagnetica, composta da onde da campo elettromagnetico per trasferire energia. La copertura è a 360°, con un trasferimento più efficiente dell’energia. La maggior parte dei sistemi disponibili sul mercato sono basati su riscaldamento a convenzione per proteggere le colture, con trasferimento di calore mediante movimento di liquidi e gas (ad esempio aria) nei quali l’aria riscaldata sale solo verso l’alto e la transizione energetica è inefficiente.

– Un sistema è ecologicamente ed economicamente più sostenibile di altri?
Frolight funziona con l’elettricità. Non stiamo bruciando materiale e non stiamo riscaldando l’aria attorno agli ai germogli, bensì solo i germogli stessi. Non viene utilizzata acqua (aspersione) e non viene prodotto fumo. L’inquinamento luminoso è limitato, ma solo per il periodo di tempo in cui si deve intervenire per la gelata.

– Quando si può installare Frolight? E’ un sistema permanente?
Durante o dopo la potatura, pronti per la stagione delle gelate primaverili. Il tempo di installazione è di circa 3 ore per ettaro che equivale a installare una centralina con 1.200m di tubo IR.
Successivamente alla stagione delle gelate consigliamo di rimuovere il tuo sistema Frolight per una maggiore durata grazie allo stoccaggio di quasi 10 mesi, meno rischi di furto, vandalismo, danni durante lavori ecc… Il tempo di smontaggio è di circa 1 ora per 2ha per un’unità di controllo con tubo IR da 1200m (a seconda del tipo di avvolgitore).

– Quali sono i costi per ettaro del vostro impianto?
Difficile rispondere perché il costo dipende dalla distanza tra i filari, dall’altezza delle piante, dalla lunghezza dei filari ecc… In generale si può dire che Frolight come investimento costa circa 50-60 centesimi di euro al metro lineare per anno.

Ringrazio gli ideatori di Frolight per aver risposto alle mie domande (questo non è un publiredazionale) con rapidità nonostante – mi dicono – siano sommersi dalle richieste visti gli episodi dell’ultimo mese.

Il clima sta mettendo a dura prova i viticoltori europei e sono sempre più convinto che la tecnologia, ancor più della chimica, possa essere una soluzione (assieme alla sempre più alta consapevolezza tecnica) per mitigare le criticità che ogni anno mettono a rischio interi raccolti. Da qui a dire che questa sia la panacea di tutti i mali ce ne corre ma ho accolto con interesse questa novità che sembra aver già avuto riscontri molto positivi in giro per il mondo. Staremo a vedere… incrociando le dita e sperando che serva il meno possibile.
F.S.R.
#WineIsSharing
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