L’Anteprima 2026 del Vino Nobile di Montepulciano arriva in un momento cruciale per la denominazione. Dopo anni di riflessioni, aggiustamenti stilistici e ridefinizioni strategiche, oggi Montepulciano si trova davanti a una sfida chiara: rendere coerente, leggibile e contemporanea la propria articolazione interna.
In questo scenario, il punto di partenza non può che essere ciò che più intercetta le esigenze del mercato attuale, ovvero il Rosso di Montepulciano, al quale, per la prima volta, è stato dedicato una tavola rotonda che mirava a mettere in luce potenzialità e criticità della denominazione.
Rosso di Montepulciano: non più un mero “secondo vino” ma una via attuale e futuribile da focalizzare in termini di stilistica, posizionamento e comunicazione
Se esiste una tipologia in grado di dialogare con il presente senza forzature, è il Rosso di Montepulciano.
Il disciplinare in sintesi
- Sangiovese minimo 70%
- Possibile concorso di altri vitigni autorizzati in Toscana
- Immissione al consumo dal 1° marzo successivo alla vendemmia
- Struttura normativa pensata per valorizzare freschezza e immediatezza
Un disciplinare meno vincolante rispetto al Nobile, che consente interpretazioni più dinamiche e focalizzate sulla fragranza del frutto, sulla tensione acida e sulla bevibilità. Disciplinare che può essere un vantaggio o un elemento di disturbo e confusione, laddove la mira del singolo esuli dalle possibilità che il Rosso di Montepulciano dimostra di avere oggi. Per questo ridurre il Rosso a semplice vino “d’ingresso” sarebbe un errore strategico.
Nell’Anteprima 2026, il Rosso può e deve essere letto come espressione subitanea del territorio, capace di restituire l’impronta poliziana con agilità e precisione, senza sovrastrutture.
In un mercato che privilegia: versatilità gastronomica, alcolicità misurate, trama tannica fine, slancio e dinamica il Rosso di Montepulciano possiede le caratteristiche per diventare la tipologia più in linea con la sensibilità contemporanea, senza scadere nella banalità o nell’esilità.
È qui che la denominazione può trovare un equilibrio virtuoso tra identità e accessibilità, puntando a soluzioni by the glass con un ampio range di posizionamento che spazia dal wine bar ai percorsi degustazione dell’alta ristorazione.
Le Pievi: eccellenza zonale e variabilità stilistica

In questo report, ho scelto volutamente di andare da un apice all’altro dei vini dell’areale poliziano, passando dal Rosso di Montepulciano al Vino Nobile di Montepulciano Menzione “Pieve”, che rappresenta oggi il vertice qualitativo della denominazione, con regole stringenti volte ad alzare l’asticella in maniera diffusa:
- Uvaggio: Minimo 85% Sangiovese, massimo 15% di altri vitigni autoctoni (Canaiolo nero, Ciliegiolo nero, Mammolo nero e Colorino nero, quest’ultimo max 5%).
- Territorio: le uve devono provenire da una delle 12 sottozone storiche (UGA) individuate: Argiano, Ascianello, Badia, Caggiole, Cervognano, Cerliana, Gracciano, Le Grazie, San Biagio, S. Albino, Valardegna, Valiano.
- Vigneti: Devono avere almeno 15 anni di età.
- Resa: Massima di 70 quintali per ettaro.
- Produzione: Le uve devono essere prodotte esclusivamente dall’azienda imbottigliatrice.
- Affinamento: Almeno tre anni, di cui 12 mesi in legno e 12 in bottiglia.
Qui un approfondimento dedicato: wineblogroll.com/2021/04/cru-zonazione-nobile-montepulciano-pieve-docg/
L’obiettivo è chiaro: consolidare una lettura più precisa e territorialmente definita dell’areale poliziano.
Tuttavia, l’Anteprima 2026 evidenzia un aspetto ancora in evoluzione: le Pievi risultano, in molti casi, fortemente segnate dall’impronta stilistica del produttore e questo non rappresenterebbe un problema, se si cambiasse il paradigma della comunicazione delle “UGA” disancorandole a una concezione meramente pedoclimatica, esaltandone una mira comune a racchiudere in queste referenze dalla tiratura molto limitata la massima espressione della singola realtà. Una pluralità che testimonia vitalità – fortunatamente – senza particolari eccessi di zelo, seppur la differenza fra interpretazioni più votate alla materia e alla potenza (talvolta con un legno ancora da integrare) ed espressioni più fini, tese e dinamiche sia ancora molto marcata.
Annata, Riserva e il rischio di squilibrio percettivo
Nel quadro complessivo — Rosso, Nobile Annata, Riserva e Pievi, oltre alle “selezioni vigna” che in molti casi sono diventate “Pieve” — l’Anteprima 2026 fra riflettere su quanto il Vino Nobile “Annata“, che dovrebbe rappresentare la classicità identitaria e il biglietto da visita della denominazione rischi di veder depauperare la propria qualità intrinseca (per via della selezione delle uve) e percepita (per via della scalarità del posizionamento) “a causa” delle Pievi; la Riserva ce dovrebbe incarnare profondità e prospettiva evolutiva, perda centralità e divenga una tipologia anacronistica e, a tratti, superflua, nonostante la qualità espressa da molte referenze; le Pievi, picchi d’eccellenza della denominazione, accentrino l’attenzione ma non abbiano una massa critica tale da poter fungere da leva commerciale per tutte le tipologie “sotto” di esse.
Prospettive future e furutibili
Non è di certo semplice, ma la risposta a questi rischi potrebbe esserci (almeno parzialmente) e non può di certo essere rappresentata da un’ulteriore competizione interna o un affastellamento tra tipologie, bensì può far leva su una comunicazione più netta e targettizzata che miri a creare strade parallele, ergo non convergenti, che permettano di identificare specifiche aree di posizionamento, fruizione e contestualizzazione per ciascuna tipologia.
- Posizionare il Rosso di Montepulciano come vino dinamico, gioviale, territoriale e contemporaneo rivolto a specifici contesti di fruizione (by the glass) e, magari, alle nuove generazioni
- Rafforzare l’identità del Nobile “annata” come espressione classica e riconoscibile con un posizionamento medio che permette prezzi a scaffale e in carta vini (salvo eccessivi ricarichi) che può rappresentare il vero valore aggiunto, con un potenziale stratificato su più livelli di contesto, consumo e target.
- Consolidare le Pievi come vertice qualitativo e autentica interpretazione della vocazione dell’areale, cercando elementi distintivi e non ricercando paragoni improbi e non gratificanti, bensì dando una visione ben chiara di ciò che “Le Pievi” hanno di diverso dagli altri vini della regione e non solo.
Il tutto senza creare gerarchie conflittuali, ma costruendo un racconto coerente e complementare.
L’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano 2026
Considerazioni generali a parte, l’anteprima è stata, come ogni anno, un’ottima occasione per comprendere lo stato dell’arte dei vini del territorio attraverso la degustazione tecnica (rigorosamente alla cieca) di una selezione di vini delle varie tipologie e di annate differenti, con le uniche vere e proprie “anteprime” rappresentate dai Vino Nobile di Montepulciano 2023 (annata non semplice, che molte aziende hanno deciso di non presentare in questa occasione) e dalle 2022 di Riserva e menzione Pieve.
I migliori Rosso di Montepulciano Doc assaggiati all’anteprima 2026 (degustati durante la tavola rotonda dedicata al Rosso di Montepulciano e alle nuove generazioni di produttori locali)


Poliziano “Fiori Rossi” – Rosso di Montepulciano Doc 2024
Un Rosso che interpreta la tipologia in chiave fragrante e contemporanea. Il naso è immediato, giocato su ciliegia croccante nel frutto con una una delicata scia floreale e un’ottima speziatura nera naturale. Il sorso è scattante, dinamico, con una bella tensione acida che ne allunga la progressione e una trama tannica sottile, appena accennata. Chiusura sapida, agile, di grande scorrevolezza. Un’espressione centrata sull’energia del frutto e sulla bevibilità, senza rinunciare a precisione e identità.
Boscarelli “Prugnolo” – Rosso di Montepulciano Doc 2024
Espressione tanto classica quanto attuale di un vino dimostra quanto una giusta mira possa rendere onore a questa denominazione. Frutto e fiore freschi, con cenni di erbe aromatiche e una lieve speziatura. In bocca mostra il perfetto equilibrio fra consistenza e slancio. I tannini sono cesellati e contribuiscono a una chiusura armonica e coerente. Un Rosso di Montepulciano che coniuga immediatezza e identità, senza perdere agilità di beva.
I Migliori Vino Nobile di Montepulciano DOCG “Annata 2023” assaggiati all’anteprima 2026 (degustati alla cieca)

Poderi Sanguineto I e II – Vino Nobile di Montepulciano DOCG 2023
Impostazione molto “territoriale” e poco “trendy”: frutto rosso giustamente maturo e cenni floreali, con un’intrigante speziatura. In bocca è completo, dal giusto grip, più votato alla tensione che alla ricerca di volume. Beva scorrevole, chiusura sanguigna.
Il Molinaccio di Montepulciano “La Spinosa” – Vino Nobile di Montepulciano DOCG 2023
Nobile giocato su nettezza e tensione: frutto scuro e goloso, fiore in evidenza, speziatura marcata. Al sorso mostra struttura e un’acidità che tende la materia, con tannino presente ma ben levigato. Lungamente saporito.
Manvi “Arya” – Vino Nobile di Montepulciano DOCG 2023
Versione intensa e sfaccettata: toni minerali ematici, rosa canina e incenso. Bocca piena, fiera e appagante. Trama tannica ancora in via di definizione ma dalla buona prospettiva.
Poliziano – Vino Nobile di Montepulciano DOCG 2023
Impronta classica ma non anacronistica: frutto croccante, fiore fresco, poi erbe mediterranee e pepe nero; al palato entra con frutto nitido e progressione lineare, tannino ben scolpito, finale saporito e dinamica di beva senza intoppi.
Talosa “Alboreto” – Vino Nobile di Montepulciano DOCG 2023
Precisione e sapore: frutto rosso giustamente maturo, fiore ancora fresco, lieve nota di sottobosco e spezia dolce ben integrata. Il sorso mostra un’incedere gustativo che mira a garantire centro bocca senza rinunciare all’allungo. Tannini fitti ma fini, finale umami.
I migliori Vino Nobile di Montepulciano DOCG “Riserva” 2022 assaggiati all’anteprima 2026 (degustati alla cieca)
Boscarelli – Vino Nobile di Montepulciano Riserva DOCG 2022
Riserva di grande eleganza, seppur in un’annata che predilige la materia alla tensione: frutto scuro, con macchia mediterranea e un’ottima alternanza fra speziatura e balsamicità. Bocca per nulla eccessiva, armonica, giustamente tannica, chiude tra ferro e sale. Palese la capacità evolutiva.
Le Bèrne – Vino Nobile di Montepulciano Riserva DOCG 2022
Tensione e struttura, nonostante l’annata. Naso generoso e sfaccettato, profondo e intrigante. Sorso intenso, concreto nella percezione materica, ma ben teso dal nerbo acido. Tannino risoluto ma non rigido, e un registro sapido-minerale che allunga il finale.
Tenuta Fontenuova – Vino Nobile di Montepulciano Riserva DOCG 2022
Frutto nitido, afflato etereo, legno ben integrato. Palato equilibrato, giustamente asciutto e di buona persistenza, con chiusura ordinata, senza storture di sorta.
I Migliori Vino Nobile di Montepulciano DOCG “annate precedenti” assaggiati all’anteprima 2026 (degustati alla cieca)
Podere Tiberini “Podere Le Caggiole” – Vino Nobile di Montepulciano DOCG 2022
Vino di impronta tradizionale: frutto rosso maturo, spezie, accenni di tabacco/cuoio; sorso pieno e persistente, tannino bn definito e progressione regolare. Chiusa umami.
Cantina D&D “Il Massaro” – Vino Nobile di Montepulciano DOCG
Lettura più attuale: netto nel frutto e nel fiore, con richiami mentolati e resinosi. Bocca fiera, ma senza eccessi, con texture tannica ben disegnata e una decisa presa palatale. Chiusura lungamente saporita.
Contucci – Vino Nobile di Montepulciano DOCG 2021
Neo-classico: profilo aromatico complesso in cui frutto, fiore, spezia e sottobosco sono ben orchestrati. In bocca struttura e scorrevolezza convivono: tannino fitto e fine, buon allungo che conduce a un finale senza ostacoli e di buona ematicità.
Barbicaia Selezione “La Ripa” – Vino Nobile di Montepulciano DOCG 2021
Intenso e concreto: frutto giustamente maturo e fiore scuro, con accenni balsamici ed erbacei. Bocca piena e strutturata, tannino fitto e finale lungamente umami.
De’ Ricci Selezione “Soraldo” – Vino Nobile di Montepulciano DOCG 2021
Registro più “fine” che muscolare: ciliegia fresca e viola, poi lieve nota fumè e spezia leggera. Al sorso attacco garbato e ottima distensione acida che tende la beva. Tannino cesellato e buona chiusa sanguigna.
La Ciarliana Selezione “Vigna ‘Scianello” – Vino Nobile di Montepulciano DOCG 2021
Coerente e preciso: naso austero ma non introverso, fedele all’annata. Nel calice tende a coniugare armonicamente succo e tensione, con tannino vivo e finale coerente.
Il Molinaccio di Montepulciano “La Poiana” – Vino Nobile di Montepulciano Riserva DOCG 2020
Riserva “di passo”. Nel calice intenso e generoso ma mai eccessivo. Entra ampio per poi distendersi con disinvoltura, grazie al buon nerbo e un tannino ben integrato che non pone ostacoli all’incedere che mira dritto all’allungo tra ferro e sale.
I Migliori Vino Nobile di Montepulciano Menzione “Pievi” assaggiati all’anteprima 2026 (degustati alla cieca)
Poliziano “Pieve Caggiole” Vino Nobile di Montepulciano Docg 2022
Un vino che punta su nitore ed equilibrio. Il frutto è croccante, il fiore è ancora fresco, con una speziatura sottile e un accenno minerale/ematico che dona profondità. Il sorso è ritmato, sostenuto da una bella spinta acida e da tannini ben cesellati. Eleganza prospettica e chiusura sapida, senza forzature.

Podere Tiberini “Pieve Caggiole” – Vino Nobile di Montepulciano Docg 2022
Interpretazione più materica ma centrata. Il profilo è giocato su frutto rosso maturo, lievi rimandi di terra e sottobosco e una speziatura discreta. In bocca mostra buona energia e una trama tannica ben presente ma ben integrata. Equilibrio tra struttura e dinamica, con finale coerente e territoriale.
Guidotti “Pieve Cervognano” – Vino Nobile di Montepulciano Docg 2022
Artigianalità contemporanea. Il naso è generoso, aperto, fragrante e intrigante. Il sorso è saldo, con tannini ben definiti e un nerbo acido che sostiene la progressione. Vino diretto, senza eccessi, capace di coniugare energia e misura.
Le Bèrne “Pieve Cervognano – Alto” – Vino Nobile di Montepulciano Docg 2022
Slancio e dinamismo non comuni per l’annata. Frutto rosso vivido, lieve componente erbacea, con una scia ematic che attraversa tutto il sorso. La trama tannica è fitta ma composta, l’allungo teso e decisamente saporito.
Boscarelli – Pieve Cervognano “Costa Grande” 2021
Profilo più profondo e stratificato. Il frutto vira verso toni più scuri, con spezia fine e una sottile impronta balsamica. In bocca è materico ma non rigido, con tannini fitti e ben definiti. Mostra già una bella armonia, ma lascia intuire ulteriore capacità evolutiva proiettata all’eleganza.
Tenuta di Gracciano delle Seta – Pieve Gracciano 2022
Sorprendente nella combinazione fra fragranza e speziatura dolce. Il sorso è succoso, sostenuto da una tensione acida ben calibrata che da ritmo e tensione alla beva. Tannino fine e progressione lineare, chiusura saporita.
Talosa – Pieve Le Grazie “Vigna Chiusino” 2021
Espressione più ampia e avvolgente. Il profilo aromatico unisce frutto maturo, spezie dolci e un lieve accenno balsamico. In bocca è concreto, ma non monolitico, grazie a una buona tensione acidica. La texture è in via di definizione e il finale sanguigno è persistente. Materico ma non eccessivo, mantiene equilibrio e ritmo.
Il Molinaccio di Montepulciano – Pieve Valardegna 2021
Una grande annata interpretata con eleganza misurata. Frutto giustamente maturo ed erbe officinali, spezia fine e intrigante. Il un sorso è composto ma non manca di slancio, con tannini ben fusi nella trama. Progressione gustativa armonica, chiusura saporita e coerente.
Tenuta Trerose – Pieve Valiano 2022
Versione nitida e luminosa. Frutto rosso fresco e richiami floreali aprono a un sorso teso, con bella energia acida e tannini fini. Vino che punta su equilibrio e scorrevolezza senza rinunciare a struttura e identità. Finale preciso, di buona persistenza.

In conclusione, la denominazione sta vivendo una fase in cui il maggior confronto interno manifestato negli ultimi anni e il graduale ricambio generazionale possono apportare slancio e un punto di vista più aperto a interpretazioni attuali e ad approcci futuribili dalla vigna al bicchiere. Sarà, altresì, fondamentale tracciare strade comunicative e commerciali a ogni tipologia, con la possibilità di intercettare esigenze che i vini prodotti nell’areale possono soddisfare senza forzature, mantenendo forte aderenza territoriale e senza ledere la propria storicità che, però, non deve diventare un fardello vincolante. Le possibilità ci sono tutte e sono convinto ci siano anche motivazione e fiducia, specie nei giovani che scalpitano per poter imprimere il loro pensiero nelle dinamiche aziendali e nei propri vini, con rispetto ma senza timori reverenziali. Altrettanto focale è un’ulteriore implementazione della già strutturata interconnessione fra valori territoriali in senso lato (paesaggio, arte, cultura, storia, gastronomia ecc…) ed enoturismo, vero valore aggiunto per le aziende dell’areale e volano per la crescita corale.
Francesco Saverio Russo
#WineIsSharing
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