L’Altra Toscana – I migliori vini di un’anteprima cangiante nella quale la noia è bandita

Torna a Firenze l’Anteprima dei 13 consorzi di tutela dei vini di: Montecucco, Orcia, Cortona, Valdarno di Sopra, Terre di Pisa, Chianti Rufina, Terre di Casole, Grance Senesi, Montescudaio, Carmignano, Suvereto e Val di Cornia.

La Toscana è stata la prima terra del vino ad accogliermi con rispetto e predisposizione al confronto e al racconto sin dai miei primi passi per vigne e cantine e, non so se per intuito, fortuna o se per una sorta di inconscio timore reverenziale nei confronti delle più blasonate denominazioni, cominciai a scoprire questa regione proprio dagli areali considerati “meno noti” ma dall’indiscusso potenziale. A distanza di quasi 20 anni da quei primi focus territoriali vedere che molte di quelle zone (all’epoca alcune non avevano ancora una denominazione e/o un consorzio) dispongono, finalmente, di una loro anteprima non può che rendermi felice. Ecco perché, sin dalla prima edizione dell‘Anteprima dell'”Altra Toscana” ho voluto fortemente partecipare a quella che può essere definita la chiusura più dinamica possibile per il percorso ormai a trazione prettamente rossista delle anteprime toscane di febbraio.

Spesso si tende a fare un distinguo sostanziale fra consorzi più importanti e “consorzi minori” ma la realtà è che nel novero delle realtà consortili presenti all’Anteprima dell'”Altra Toscana” è rappresentata una fetta importante della produzione vitivinicola della regione (pari a ca. il 40% del totale), capace di raccontare una cangiante varietà ampelografica e pedoclimatica, coprendo ogni tipologia di vino dagli spumanti ai Vin Santo, passando per bianchi, rosati e rossi da varietà autoctone e/o internazionali ben acclimatate nell’area di riferimento. Ben 13 consorzi e 18 denominazioni, oltre al focus sull’Igt Toscana. Una molteplicità di espressioni di areali quali: Maremma Toscana, Montecucco, Orcia, Cortona, Valdarno di Sopra, Terre di Pisa, Chianti Rufina, Terre di Casole, Grance Senesi, Carmignano, Montescudaio, Suvereto e Val di Cornia.

La mia selezione dei migliori vini assaggiati all’anteprima dell'”Altra Toscana”

Percorso “Bianchi

In questo percorso sono compresi tutti i vini bianchi de L’Altra Toscana presenti a catalogo, ottenuti sia da vitigni autoctoni che da varietà internazionali, compresi i vini spumanti.

Alberto Motta – Maremma Toscana Ansonica Doc 2022

La Vigna sul Mare – “Cor d’or” Maremma Toscana Vermentino Doc 2022

Belguardo – “V” Maremma Toscana Vermentino Superiore Doc 2022

Rocca delle Macie – “Vigna l’aja bruciata” Maremma Toscana Vermentino Superiore Doc 2022

Petrolo – “Bòggina B” Toscana Bianco Igt 2021

Marina Romin – “Dama Bianca” Costa Toscana Bianco Colombana Igt 2021

Tenuta di Capezzana – “Trebbiano di Capezzana” Toscana Trebbiano Igt 2022

Percorso “Il Sangiovese”

In questo percorso sono compresi tutti i vini rossi e rosati prodotti con prevalenza del vitigno Sangiovese
(minimo 85%).

Fattoria Ambra – “Elzana” Carmignano Riserva Docg 2020

Castello del Trebbio – “Vigneto Lastricato” Chianti Rufina Riserva Docg Terrælectae 2020

Colognole – “Le Rogaie” Chianti Rufina Riserva Terraelectae Docg 2020

Lavacchio – “Vigna Casanova” Chianti Rufina Riserva Docg Terrælectae 2020

Selvapiana – “Vigneto Erchi” Chianti Rufina Riserva Docg Terrælectae 2020

Frascole – “Vigna alla Stele” Chianti Rufina Riserva Docg Terrælectae 2020

Tenuta Grignano – “Vigna Montefiesole” Chianti Rufina Riserva Docg Terrælectae 2020

Tenuta Bossi Marchesi Gondi – “Vigna Poggio Diamante” Chianti Rufina Riserva Docg Terrælectae 2020

Vinae Montae – “Vigneto il Monte” Chianti Rufina Riserva Docg Terraælectae 2020

Montenero – Montecucco Sangiovese Docg 2020

Campinuovi – Montecucco Sangiovese Riserva Docg 2019

Fabbrica Pienza – “Tinia” Orcia Riserva Doc 2020

Poggio Grande – “Di Testa Mia” Orcia Riserva Doc

Tenuta Sanoner – “Aestos” Orcia Sangiovese Riserva Doc 2020

Marco Capitoni – “Frasi” Orcia Sangiovese Riserva Doc 2020

Campotondo – “Il Tocco” Orcia Sangiovese Riserva Doc 2020

Azienda Agricola Casole D’Elsa – “Estevan” Terre Di Casole Sangiovese Doc 2022

Caciorgna – “Macchie” Terre Di Casole Sangiovese Doc 2019

Podere Stebbi – “Vinorosso” Terre Di Casole Sangiovese Doc 2021

Castelvecchio – “Le Colline” Terre Di Pisa Sangiovese Doc 2021

Fattoria Fibbiano – “Ceppatella” Terre Di Pisa Sangiovese Doc 2020

Podere la Chiesa – “Opera in Rosso” Terre Di Pisa Sangiovese Doc 2020

Beconcini – “Reciso” Terre Di Pisa Sangiovese Doc 2020

Tenuta Ceri – “Rigoccioli” Carmignano Docg 2021

Tua Rita – “Perlato del Bosco” Toscana Sangiovese Igt 2021

Rigoli – “Montepitti” Val Di Cornia Sangiovese Doc 2021

Tenuta Sette Ponti – “Vigna dell’Impero” Valdarno Di Sopra Sangiovese Doc 2019

Percorso “I blend di Sangiovese”

In questo percorso sono compresi tutti i vini rossi e rosati prodotti con l’apporto del vitigno Sangiovese da
un minimo del 10 ad un massimo dell’80%, in assemblaggio con altre varietà autoctone e/o internazionali.

Tenuta Ceri – “Barbocchio” Barco Reale di Carmignano Doc 2023

Tenuta di Artimino – “Poggilarca” Carmignano Docg 2021

Tenuta di Capezzana – “Villa di Capezzana 10 anni” Carmignano Docg 2014

Fabrizio Pratesi – “Il Circo Rosso” Carmignano Riserva Docg 2021

Piaggia – “Piaggia” Carmignano Riserva Docg 2021

Le Pianore – “Tiniatus” Montecucco Rosso Doc 2020

Podere La Chiesa – “Le Redole di Casanova” Terre di Pisa Rosso Doc 2021

Tenuta di Ghizzano – “Veneroso” Terre di Pisa Rosso Doc 2020

La Salceta – “La Nocetta” Toscana Rosso Igt 2021

Petrolo – “Torrione” Toscana Rosso Igt 2021

Podere Pellicciano – “Tricche” Toscana Rosso Igt 2020

Castello di Fonterutoli – “Concerto” Toscana Rosso Igt 2021

Percorso “Gli Internazionali”

In questo percorso sono compresi tutti i vini rossi e rosati prodotti con varietà internazionali, sia in purezza che in blend tra loro.

Fabrizio Dionisio – “Linfa” Cortona Rosso Doc 2022

Cantina Canaio – “Terrasolla” Cortona Syrah Doc 2021

Stefano Amerighi – Cortona Syrah Doc 2021

Baldetti – “Crano” Cortona Rosso Doc 2020

Bulichella – “Coldipietrerosse” Suvereto Docg 2018

Varramista – “Frasca” Terre Di Pisa Rosso Doc 2021

Usiglian del Vescovo – “Il Barbiglione” Terre Di Pisa Rosso Doc 2019

Gianni Moscardini – “Atteone” Costa Toscana Cabernet Franc Igt 2020

Il Carnasciale – “Carnasciale” Toscana Rosso Igt 2021

Prima Pietra – “Prima Pietra” Toscana Rosso Igt 2021

Tenuta La Macchia – “Scutum” Toscana Rosso Igt 2021

San Felo – Toscana Rosso Igt Pinot Nero 2020

Tenuta Sette Cieli – “Indaco” Toscana Rosso Igt 2019

Col d’Orcia – “Olmaia” Toscana Rosso Igt 2018

Colline di Sopra – Toscana Rosso Igt 2018

Bruni – “Oltreconfine” Maremma Toscana Grenache Doc 2021

Mantellassi – “Querciolaia” Maremma Toscana Alicante Doc 2019

N.B.: nonostante la storica presenza dell’Alicante/Grenache in Maremma e l’assunto che vuole, giustamente, tutti i vitigni come apolidi, ho ritenuto opportuno segnalare i vini prodotti con questa varietà nella sezione dedicata agli “Internazionali”, nonostante il catalogo li riportasse fra gli “autoctoni”

Percorso “Gli Altri Autoctoni”

In questo percorso sono compresi tutti i vini rossi e rosati prodotti con varietà autoctone diverse dal Sangiovese, sia in purezza che in blend tra loro (Ciliegiolo, Pugnitello, Canaiolo, Montepulciano).

Tenuta Montauto – “Silio” Maremma Toscana Ciliegiolo Doc 2022

Sassotondo – “Vigna Monte Calvo” Maremma Toscana Ciliegiolo Bio Doc 2022

Sequerciani – Maremma Toscana Ciliegiolo Bio Doc 2021

Sassotondo – “Vigna San Lorenzo” Maremma Toscana Ciliegiolo Bio Doc 2020

Fattoria Fibbiano – Toscana Ciliegiolo Igt 2021

Pellicciano – “Prato della Rocca” Toscana Rosso Igt 2019

Cincinelli – “Il Legato” Toscana Rosso Igt (Mammolo) 2020

Sequerciani – Maremma Toscana Pugnitello Bio Doc 2021

Extra: “I Rosati”

Castelvecchio – Vin Ruspo Barco Reale di Carmignano Rosato Doc 2023

Rocca di Montemassi – “Syrosa” Maremma Toscana Rosato Doc 2023

Terre dell’Etruria – “Sbocciato” Maremma Toscana Rosato Doc 2023

L’Altra Toscana

Considerando la grande varietà di espressioni territoriali e varietali presenti, nonostante l’ovvia predominanza dei vini base Sangiovese, il livello medio dei vini presentati rispecchia quanto la Toscana possa raccontare di sé, delle sue cangianti matrici pedologiche e dei suoi singolari mesoclimi attraverso una tavolozza ben più ampia di quella legata al “mainstream”. Si parte dai vini bianchi in cui Ansonica e Vermentino spiccano per freschezza, energia e sapidità con i più tipici Trebbiano e Colombana capaci di coniugare identità varietale e zonale che sanno di tradizione a una beva dinamica e contemporanea.

Uno spazio doveroso andava dedicato ai rosati che, seppur poco rappresentati (auspico una sezione interamente dedicata a questa tipologia nelle prossime edizioni), mettono in risalto la crescita dell’intera regione (e in particolare della Maremma) nell’interpretazione di un vino sempre più richiesto e apprezzato ma che, non per questo, deve essere prodotto seguendo mere dinamiche di mercato o scimmiottando i rosé provenzali.

Per quanto riguarda i percorsi in rosso sono i vini base Sangiovese a spiccare per numero e qualità media, divisi equamente fra espressioni in purezza e vinaggi. Tra le interpretazioni di Sangiovese 100% è palese che la scelta del Chianti Rufina di presentarsi in blocco con i vini che rappresentano il progetto d’eccellenza da singolo vigneto “Terraelectae” è stata vincente, con tutti i campioni in degustazione in grado di non deludere le aspettative e una parte di essi capace di eccellere. Notevole anche il balzo in avanti dell’Orcia Doc che sembra essersi scrollata di dosso il ruolo dell'”outsider” puntando tutto sulla territorialità senza poco utili tentativi di emulazione di altre vicine denominazioni. Per quanto concerne il Montecucco, terra di grande vocazione e, di certo, quella che potenzialmente potrebbe avere più chance di mitigazione degli esiti dei cambiamenti climatici c’è e conferma la sua crescita, ma le mia personali aspettative nei confronti di questa denominazione sono sempre molto alte e sono certo che il bello debba ancora venire!

La vera sorpresa è, però, rappresentata dalle Terre di Casole che, se lo scorso anno non mi aveva pienamente convinto, quest’anno mostra i una crescita non indifferente del manipolo di piccoli produttori locali coinvolti nella traduzione di un territorio tanto vocato quanto sconosciuto ai più. Non posso non menzionare un territorio a cui tengo particolarmente, ovvero quello delle Terre di Pisa che spazia con egual qualità dai Sangiovese in purezza (che rappresentano ad oggi i picchi espressivi dell’areale) ai blend base Sangiovese, per finire con vini da autoctoni “meno noti” e blend internazionali, mantenendo un’aderenza territoriale che sembrava impossibile fino a qualche anno fa.

Passando ai blend è Carmignano a manifestare la maggior dimestichezza con l’assemblaggio mantenendo intatta la riconoscibilità e migliorando anno dopo anno la riconducibilità dei propri vini all’areale, grazie a stili sì diversi ma sempre più orientati alla nitidezza, all’equilibrio e all’eleganza. Cortona si fa valere con i suoi Syrah, in un’ideale sezione dedicata ai solo vini da vitigni “alloctoni” in purezza, con una buona qualità media di tutti i vini presentati e alcuni picchi espressivi degni di nota, a dimostrazione di una crescente consapevolezza tecnica e una più diffusa sensibilità nell’interpretare varietà e territorio senza forzature, anelando a equilibri non semplici ma obbligati se si vuole arrivare a potersi confrontare con i grandi Syrah del mondo.
Poi c’è la Maremma, l’areale più vasto ma anche quello in cui le scelte ampelografiche e zonali sono più complesse. Questa anteprima conferma, però, una considerazione che avevo già avuto modo di condividere al ritorno da uno dei miei ultimi focus sul territorio, ovvero che i bianchi (citati poco sopra) e i rosati da un lato (per la loro freschezza, solarità e sapidità) e due varietà come la Grenache e il Ciliegiolo (con la loro contemporaneità e la loro capacità di tradurre i singoli pedoclimi in maniera fedele) dall’altro, possono davvero rappresentare il futuro di questa denominazione mostrando la propria attitudine alla produzione di vini completi ma agili, fragranti e saporiti, dalla grande versatilità e in linea con le esigenze di gusto odierne. Cosa che sarà sempre più complessa da ottenere in altre aree e con altre varietà. Vini per nulla banali sui quali bisogna solo lavorare in termini di fiducia e posizionamento, ma a giudicare dagli assaggi fatti la consapevolezza sta crescendo da parte di molti produttori della Doc maremmana.

Discorso a parte andrebbe fatto per gli IGT, che abbracciano con notevole dinamicità tutta la regione, e che in Toscana come in nessun’altra regione italiana possono vantare una percezione più alta, addirittura, di alcune doc o docg grazie al posizionamento di etichette che, ormai, hanno segnato la storia enologica della terra dei “Super Tuscan”. Sono proprio gli IGT a dimostrare che un più alto posizionamento, anche in areali con minor spinta corale in termini di notorietà, è possibile. Fungono da esempio alcune realtà del Valdarno di Sopra (intrigante anche con alcuni Sangiovese) che riescono a ritagliarsi un ruolo di prim’ordine, mettendo in risalto le proprie peculiarità territoriali, bypassando così le anacronistiche stilistiche di fine anni ’90, in favore di una maggior freschezza e agilità, senza lesinare profondità e trama tattile. In generale non si può non notare quanto questa Anteprima, più di qualsiasi altra, dia la misura della vocazione della Toscana e dei suoi sfaccettati areali vitivinicoli e di quanto una costante crescita tecnica e una maggior consapevolezza nei riguardi delle identità delle singolarità zonali stiano livellando l’intera produzione regionale verso l’alto. Riguardo Montescudaio, Suvereto, Val di Cornia e le Grance Senesi la bontà del lavoro di alcuni interpreti mi spinge a voler tornare ad approfondire areali che, mea culpa, avevo trascurato negli ultimi anni. Non mancherò di provare ad organizzare dei focus ad hoc.

Unica nota “negativa”, in virtù della quantità e della varietà di espressioni in degustazione, è, sicuramente, l’aver avuto poco tempo per assaggiare i vini. Inoltre, dispiace per la presenza di pochi produttori alla manifestazione (peccato che alcuni consorzi abbiano preferito il servizio sommelier alla presenza in prima persona di, almeno, una piccola rappresentanza dell’areale, scelta fatta, invece, da altri e molto apprezzata) per motivi di spazio e di format. Sono certo che il prossimo anno ci sarà più spazio per il confronto con chi il vino lo fa, aspetto fondamentale per denominazioni che devono farsi conoscere e apprezzare non solo attraverso il calice.

F.S.R.

#WineIsSharing

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